Sul punto di esistere
“E così l'autore si ritrovò, col corpo ancora un po' appesantito dai residui di un anestetico dissociativo per uso veterinario, a viaggiare per quindici chilometri sulla statale 67, per dare un'occhiata alle famose “luci fantasma” insieme a un uomo sul quale aveva sovraimposto l'immagine di uno spettro.”
Hai la sensazione di muoverti seguendo una mappa mentale, fatta di astrazioni e percezioni emotive, pensieri e stati d'animo, nella quale le strade si rigenerano, gli incroci si diramano e le vie di fuga e i sensi unici si moltiplicano, come in un quadro dell'espressionismo astratto. Non c'è solo un allontanarsi per le vie della meditazione di questo intellettuale del Kansas innestato a New York, alle prese con un romanzo di metafiction, che mescola low e highbrow con eccentricità e talento; si trova sott'acqua, a sorreggere la sua immaginazione, una malinconia eventuale, una fragilità perseguita di fronte all'uragano del possibile e del potenziale, alla natura refrattaria e trascendente della poesia e della scrittura. Lerner pratica con ossessione notturna e mania somatopsichica un'arte irrecuperabile, danneggiata, non usufruibile: oggetti riproducibili a cui è stata tolta l'originalità, che come i capitoli del romanzo sembrano differenti stesure, versioni e copie della stessa opera e viaggiano nel tempo. Perciò, l'autore ha il terrore della responsabilità, della paternità in senso ampio, se non per i vantaggi materiali che comporta; si sente inadeguato rispetto ad essa, anormale e infermo dentro l'autenticità richiesta. Scoperta la verità come sempre traumatica, percorre così il tema della falsificazione (il brontosauro è un falso scientifico) come escamotage, beffa virtuale, stratagemma da autoironica sofisticazione, illusione extraterrestre. Infine riesce ad aggirare il lutto, a scostarsi dal dolore fisico della perdita, creando un racconto, una proiezione del passato in un futuro ipotetico, oltre quelle voci, registrazioni di voci e luci fantasma che a noi appaiono come esseri necessari, destinatari del nostro amore e della nostra vivacità. Indubbiamente, il romanzo diviene la storia di come Lerner ha scritto il romanzo, con i suoi temi ineluttabili: inseminazione, creazione, estinzione, destino catastrofico, minaccia imminente della malattia, frangibilità del corpo, liquidità delle relazioni, essenza effimera della vita: cose che fanno accelerare il cuore, per poi svanire nel nulla della memoria. In attesa che il mondo si ricombini per l'ennesima volta.
“Un'opera che, come una poesia, non è una storia vera né di fantasia, ma un guizzare fra le due cose; mi proposi di dilatare il racconto non in un romanzo sulla frode letteraria, sulla falsificazione del passato, ma in vero e proprio presente vivo di molteplici futuri”.