Lulu' - per RFS
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“Resta da capire se a portare l’incantesimo nella vita della mia famiglia sono stata io neonata, o se invece sono stati loro, grazie all’amore incondizionato con cui mi hanno accolta” Banana Yoshimoto- Su un letto di fiori
Care Fenici, questa recensione potrebbe essere un po’ diversa dalle altre.
Il perché risiede tutto nelle pagine di questo libro che, come succede raramente, si è insinuato con delicatezza e garbo nelle pieghe della mia anima, anche perché tratta un argomento che mi riguarda da vicino, l’adozione.
La Yoshimoto riesce sempre a narrarci vicende dal sapore onirico e con elementi fantastici che si fondono in maniera perfetta con la realtà, così da creare una sinfonia perfetta in cui ogni elemento si coniuga alla perfezione con gli altri.
In Su un letto di fiori la protagonista Miki Ohira ci racconta la sua storia di neonata abbandonata in riva al mare su un letto di alghe e lì ritrovata da quella che diverrà la sua madre adottiva. La piccola si ritroverà tra le braccia della sua nuova famiglia, dove verrà accolta con amore da un papà, un carismatico nonno e dallo zio Akio.
Guidati dalla voce narrante la seguiamo nello scorrere della sua vita e di come questa nuova famiglia le abbia permesso di affrontare il tema della sua adozione.
Mi sono ritrovata tra queste pagine che parlano di un argomento così profondo… e mi ci sono riconosciuta: l’inno alla vita, l’amore per le piccole cose, quello per la famiglia e il senso di appartenenza che ci lascia anche al di fuori dei legami di sangue mi hanno toccata nel profondo.
La gratitudine che permea le parole di Miki mi ha commosso e riempito di pace e tenerezza.
Oltre a lei, i personaggi che si muovono in questo libro sono tutti circondati da una luce quasi mistica che li fa brillare, come il nonno in grado di chiamare a sè le cose e le persone. Proprio lui che sosteneva che “la vita dovrebbe assomigliare a un sonnellino su un letto di fiori”, come il padre scultore che scolpisce solo piante e mai persone, come la madre così pacata e materna, o come Nomura, l’amico ritrovato che porta con sè la luce di un futuro splendente scacciando le ombre cupe di un antico delitto.
La comparsa di questo costringerà Miki ad affrontare i fantasmi del suo passato. In uno scenario che oscilla tra il mistico e l’oscuro, la ragazza riuscirà a rendere giustizia a una morte troppo a lungo celata.
Il romanzo scorre placido e incantevole, le emozioni si sposano con la narrazione in un fluire gradevole della trama, che si dipana con pacata leggerezza.
Adoro questa autrice di cui avevo già apprezzato altri scritti, ma è in quest’opera che ho avuto l’incontro più intimo possibile con lei.
Care amiche, questo libro è un meraviglioso fiore di loto. Non si può che rimirare con estatica gratitudine; dunque, mi sento di doverlo consigliare anche a voi. Sono certa lo apprezzerete come ho fatto io.