Al calar della notte, quando spunta la luna piena o, talvolta, in pieno giorno, il licantropo emerge come una creatura permeata di mistero e simbolismo, sospesa tra essere umano e bestia. L’uomo lupo – o la donna lupo – è al contempo vittima e carnefice, predatore e preda. Se il più delle volte è all’oscuro della propria metamorfosi e delle sue terribili conseguenze, altre invece abbraccia e rivendica la propria natura. È la personificazione del conflitto tra razionalità e istinto, del lato selvatico e indomabile che si nasconde in ognuno di noi. Quel lato che, quando sfugge al controllo della ragione, sconvolge e lacera le nostre più solide convinzioni. Questa raccolta racchiude racconti, leggende tradizionali e documenti storici che descrivono la licantropia da luoghi, culture e prospettive molto diverse tra loro: autori e autrici tra Otto e Novecento provenienti dall’Europa, dall’Asia, dall’Africa e dal Sudamerica narrano – o testimoniano – i crimini e misfatti dell’inquietante bestia umana, troppo umana.
George MacDonald was a Scottish author, poet and Christian Congregational minister. He became a pioneering figure in the field of modern fantasy literature and the mentor of fellow-writer Lewis Carroll. In addition to his fairy tales, MacDonald wrote several works of Christian theology, including several collections of sermons.
ABEditore pubblica, io compro. Così è e così sarà, nel grande cerchio della vita. E poi chi sono io a dire di no a una raccolta incentrata sui licantropi? Certo, ho trovato i racconti proposti un po’ ripetitivi e sottotono rispetto le premesse, anche se nel loro piccolo sono stati interessanti. Ma la vera chicca a mio avviso sono state le tematiche affrontate dopo: le leggende e i documenti storici. Non solo si sono rivelate una finestra su un’altra epoca, ma hanno completato il tutto con vicende legate alla tradizione di luoghi da ogni parte del mondo. Motivo per cui apprezzo sempre quando un’opera del genere fa i compiti. Dopotutto è sempre bello ampliare i propri orizzonti. Tra superstizione, medicina, folklore e critica sociale, Licantropie è una raccolta che non si accontenta di portare al lettore racconti mistici e oscuri, ma offre una visione completa e critica su una creatura che ha ossessionato l’umanità fin dall’alba dei tempi e che non ha nulla da invidiare alla sua controparte vampira. E non solo: i documenti storici danno un tocco imprevedibile di realtà alle credenze popolari, mostrando come il mito si traduce nella nostra società. Motivo per cui è un’opera che consiglio anche a chi non ha mai patteggiato per Jacob in Twilight. Magari non sarà Edward, ma ha comunque una sua eredità che merita di essere approfondita.
La raccolta sui lupi mannari che mi mancava e di cui sapevo di avere DISPERATAMENTE bisogno! Una piccola opera sublime per traduzione (la bottega dei traduttori una garanzia), illustrazioni e impaginazione. La qualità che contraddistingue Abeditore non si smentisce mai.
Un vero viaggio alla scoperta dei licantropi tra racconti di fiction, leggende e documenti storici. Un volume prezioso per chi ama la narrativa gotica e gli archetipi horror. Esteticamente i libri di ABEditore danno una pista e mezza a chiunque. Tipo le McLaren del mondiale di F1 di quest’anno.
"ABeditore publishes, I buy" wrote another user, and I wholeheartedly agree. Their books are gems of research and good (Gothic) taste, they'll let you discover and rediscover gems at the very heart of our contemporary horror sensibilities. In reading this collection, for instance, you'll confirm that main characters in spooky stories always had one thing in common throughout the ages, down to our modern horror films: they always make stupid-ass decisions.
Quando si parla di racconti gotici e dell'orrore cosa vi viene in mente? Vampiri? Certo. E poi? Case infestate, fantasmi e cadaveri in cantina, suppongo. Ma i licantropi (o lupi mannari, che dir si voglia)? Chissà perché quei poveri lupacchiotti vengono considerati così poco nelle raccolte di racconti di genere. Eppure di lupi cattivi ne sono piene le favole così come le fiabe e fino a qualche secolo fa, la licantropia, era annoverata tra le malattie mentali, ed era spesso associata alla stregoneria nei secoli bui della caccia alle streghe. Senza contare che la figura del licantropo è entrata ormai a far pare nell'immaginario collettivo grazie agli Universal Classic Monsters e alla pop culture (la me bambina ancora si sta coprendo gli occhi per la "trasformazione" di Michael Jackson nel videoclip di Thriller). Questa mancanza d'interesse dell'editoria italiana verso la figura dell'uomo lupo (a meno che non si tratti di un dark fantasy spicy) è davvero un problema, ma quale CE è sempre pronta a colmare questo genere di lacune? Si, proprio loro: dobbiamo di nuovo ringraziare la nostra amata ABEditore per questa stupenda e interessantissima raccolta che pone finalmente sotto i riflettori - e la lente d'ingrandimento - la figura del licantropo; suddividendo il tomo - come già ha fatto per altre raccolte monotematiche - in racconti, leggende e documenti storici (che sinceramente mi hanno inquietato molto di più di tutte le leggende e i racconti messi insieme), riusciamo ad avere il quadro completo di come la figura del lupo mannaro era vista e affrontata. Cosa possiamo quindi dedurre una volta letto e analizzato, almeno un minimo, i testi presenti in questa raccolta? Che a farne le spese sono quasi sempre le donne e i poveri. Se una donna è troppo bella o troppo vecchia e magari anche sola, cioè non sottomessa ad un maschio (che sia padre o marito) allora è un licantropo, e la trasformazione avviene grazie ad un sortilegio, un unguento o ad un patto con il demonio; se si è poveri e mendicanti probabilmente si è lupi mannari, ma anche se il povero è un bracciante o un agricoltore troppo schivo e taciturno (o di aspetto sgradevole) allora è un licantropo e probabilmente lo è anche tutta la sua famiglia (tipo un branco). Quando il licantropo è una persona altolocata lo è per punizione divina in quanto malvagia e piena di vizi e solo la redenzione e un proiettile benedetto potranno salvare la sua anima. I poveri sono anche le vittime predilette dei lupi mannari, specialmente i poveri bambini intenti a badare al gregge sembrano essere il pasto prediletto dei lupi mannari. Ma i poveri e i più deboli non sono solo i protagonisti di racconti e leggende, ma anche le VERE vittime di tutti quei medici ignoranti e ciarlatani che, all'epoca, adoperavano quelle che adesso possiamo considerare delle vere e proprio torture, per "risolvere" tutti quei fantomatici casi di licantropia. Quindi, in pratica, anche per la figura del lupo mannaro troviamo il solito mix di ingredienti: misoginia, classismo e superstizione. Nulla di nuovo. Interessante è stato anche constatare che ogni cultura ha il suo licantropo, dato che il lupo è solo una delle sembianze che, chi è "affetto" da questa maledizione, può scegliere. Molto gettonati sono anche orsi e, soprattutto, iene; non mancano anche degli ibridi che si avvicinano molto a vere e proprie bestie infernali uscite direttamente dalla selva oscura dantesca. Il volume è, come sempre, un piccolo gioiellino di grafica e legatoria. L'illustrazione delle fauci spalancate di un lupo sullo sfondo nero della copertina, è minimale e allo stesso tempo di grande impatto; all'interno non mancano illustrazioni, dipinti e incisioni d'epoca (come in tutte le pubblicazioni ABE) sulla figura del lupo e del licantropo. Una raccolta consigliatissima che ci ricorda che, ad infestare i nostri incubi e la nostra immaginazione, non ci sono solo vampiri e spettri.
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro: Licantropie è una raccolta affascinante e oscura che esplora le molte sfaccettature del mito del lupo mannaro, intrecciando narrazione fantastica, documenti storici e leggende da ogni parte del mondo. Attraverso racconti e testimonianze dell’Ottocento e Novecento, provenienti da Europa, Asia, Africa e Sudamerica, il libro offre una panoramica ricca e sfaccettata su una creatura tanto mostruosa quanto profondamente umana.
Il licantropo diventa qui simbolo del conflitto interiore tra ragione e istinto, civiltà e pulsione. Una figura ibrida e sfuggente, che incarna ciò che spesso resta nascosto sotto la superficie. Ogni racconto aggiunge un tassello alla costruzione di un mito ancestrale, radicato nelle paure collettive e nelle credenze popolari. Il lupo mannaro non è solo un mostro da fiaba, ma un emissario del caos, una manifestazione del delirio e della follia. Spiccano anche le figure delle donne lupo, feroci e imprevedibili, che rovesciano gli stereotipi tradizionalmente associati alla femminilità. Un dettaglio che mostra come il mito della licantropia sia stato modellato anche dalle rappresentazioni culturali del corpo e dell’identità femminile. Non si tratta solo di folklore: Licantropie porta alla luce anche il versante storico e patologico del fenomeno, con racconti che testimoniano come la licantropia fosse, in certi contesti, considerata un disturbo mentale. Vengono citati anche casi di cronaca in cui individui venivano accusati di essere lupi mannari, spesso in contesti segnati da superstizione, ignoranza medica o isteria collettiva. Questi episodi mostrano quanto il mito del licantropo abbia inciso non solo sull’immaginario, ma anche sulla realtà sociale e giudiziaria di intere epoche.
Il sottile confine tra superstizione e realtà lascia al lettore una domanda aperta: la licantropia è davvero solo un residuo del passato, o uno specchio delle nostre pulsioni più oscure? Il volume si distingue anche per la consueta cura grafica di Abe: un’edizione attenta ai dettagli, che rafforza l’atmosfera dei racconti.
Periodo di letture spooky ed ecco altro gioiellino di casa Abeditore, questa volta un insieme di racconti sul tema della licantropia.
In una raccolta di racconti è inevitabile che qualcuno spicchi sul resto, nel bene o nel male, ma secondo me la parte più interessante viene dopo i racconti, nelle sezioni dedicate a leggende e documenti storici-processuali.
Ecco, se volete fare un giro per il mondo nelle tradizioni e folklore dei mannari (che non sono solo necessariamente lupi) questo libro è perfetto!
A mio parere l'aspetto più interessante è leggere la destrutturazione del "mannaro" come rappresentazione della lotta tra la ragione e l'istinto primordiale.
Solleva anche uno spunto particolare: la salute mentale.
Spesso atteggiamenti considerati " da mannari" erano in realtà esternazioni di un disagio emotivo e psichico, ma considerati "mostruosi" per via della superstizione e ignoranza degli anni '800 e '900 e come tali condannati dalla società.
Licantropie si é rivelata una raccolta di racconti piuttosto varia rispetto ad altre di ABEditore che, per quanto sempre curatissime, a volte risultano proporre racconti un po' troppo simili che alla lunga possono risultare stancanti. Questa raccolta, al contrario rimane coinvolgente e abbastanza eterogenea nonostante il filo conduttore del lupo mannaro.
L'atmosfera che è comune a molti racconti é estremamente gotica e regala un piccolo brivido davvero ben costruito permettendo al lettore di entrare molto velocemente nelle vicende presentate e di viverle fino in fondo in compagnia dei protagonisti.
I racconti sono accompagnati da splendide illustrazioni grafiche come solo ABEditore sa fare.
In conclusione ritengo che questa sia una delle raccolte ABEditore meglio riuscite, perfetta per chi ama il brivido senza per forza cadere nell'eccesso ma, rimanendo nella finezza dei racconti gotici classici.
Finalmente ho superato il blocco del lettore con questa bella raccolta di racconti, leggende e documenti storici sul tema della licantropia. AB Editore è sempre una garanzia, anche se questa volta ho trovato i racconti un po' monotoni mentre mi sono piaciute di più le leggende. Apprezzo particolarmente la volontà di andare oltre la cultura europea e avere una visione un po' più globale, andando a toccare figure come il Windigo nativo americano o l'uomo iena della popolazione Ronga.
Io ci provo a leggere dei racconti ma non riesco proprio a farmeli piacere. L’ultima parte, relativa ai documenti storici, è quella più interessante di tutto il libro. (3 stelle perché le illustrazioni alzano la media)
La raccolta, facente parte della collana "Ombre e Creature che io adoro, è divisa in più parti: racconti, leggende, documenti storici e una prefazione presente all'inizio di tutto ciò. ✨
Il racconto "Il lupo mannaro e la ragazza" è molto surreale specialmente verso la fine e per questo mi ha colpita particolarmente rispetto a tutti gli altri. 😧
Attualmente tendiamo ad abbinare la figura del licantropo con il genere maschile ed è infatti più facile trovare uomini che si trasformano in lupi rispetto a donne che subiscono la stessa trasformazione. In questa raccolta invece ne troviamo parecchie. ♀️
Le illustrazioni come sempre sono curate e super particolari, arricchiscono il volume dal punto di vista estetico e accompagnano i racconti con la giusta rappresentazione visiva. ✍🏻
Solitamente le raccolte di racconti comprendono testi su diversi argomenti appartenenti tutti ad una stessa cultura mentre quello che mi piace dei libri facenti parte della serie "Ombre e Creature" è che raccolgono invece racconti che si focalizzano su un argomento ma provengono da varie culture ed è sempre interessante e curioso sapere che culture con tradizioni, credenze e ambientazioni così diverse tra di loro hanno comunque tutte in comune dei miti o delle storie sulle stesse entità. 🐺
Mi incuriosisce sempre tanto la parte sui documenti storici perché è bizzarro vedere articoli di giornale reali o studi storici su leggende e creature frutto della fantasia, che però vengono prese sul serio e studiate come un fenomeno potenzialmente reale. 🌕
Mi sono piaciuti molto i racconti brevi e scorrevoli, l'atmosfera e la presentazione grafica del libro, perfetto anche per un regalo grazie all'attenzione per i dettagli
L'edizione è una meraviglia come al solite, le scelte sono interessanti... tre stelline è un limite mio: ci ho provato ancora una volta, ma io proprio con i licantropi non vado d'accordo.
Una buona raccolta con un misto di storie originali, leggende e resoconti storici. Fanno capo principalmente al mondo francofono (chi ne è appassionato saprà riconoscerne le varie sfumature) e giusto qualche aggiunta dalla Spagna o dal Regno Unito. Le leggende sono le più brevi e non hanno dei finali molto forti, mentre i racconti sono ben scelti e particolareggiati. Si concentrano principalmente sul ruolo che l'orrore ha nella storia. Ben studiate le metafore e in alcune narrazioni i dialoghi sono ironici senza però spezzare le regole del genere. Nota di merito: sono tutte ottime traduzioni, riescono a dare una buona resa del linguaggio del periodo a seconda del genere scelto.