La viscontessa era troppo composta e sicura di sé e aveva avuto l'idea di unire un po' di vendetta all'affare di stato di cui doveva occuparsi.
Voleva rompere quella compostezza, obbligarla a riconoscere la propria sensualità.
Forse aveva avuto successo, ma si era intrappolato nella sua stessa tela di ragno.
Ecco un bel romanzone di circa 350 pagine in cui l'autrice è riuscita a confezionare una storia curata come ambientazione e personaggi, riuscendo a renderla sia divertente sia molto romantica.
Direi che si presenta perfetta per introdurre una nuova serie e incuriosire sino a leggerla tutta.
Le protagoniste sono tre e non tradizionali: bando alle solite noiose debuttanti, qui troviamo ben due vedove trentenni e una loro amica, non proprio giovanissima ma ancora nubile.
Tutte si trovano confinate in campagna, "protette" e quindi tenute al guinzaglio dalla (anche qui) solita schiera di parenti maschi, che le vorrebbero mantenere nel ruolo ormai cristallizzato di donne devote e dedite a crescere i figli o a badare ai familiari quando invecchieranno.
E la ragione di tanto potere è sempre lo stesso, anche se sono passati due secoli - consentitemi - non è cambiato quasi niente: i soldi.
Finché non hai indipendenza economica, finché devi sempre chiedere a un uomo di concerti un soldo dal suo borsellino, anche solo per respirare, non potrai mai essere libera, sceglierti una vita, avere una minima possibilità per realizzare qualche sogno (anche se ciò non implica essere per questo egoiste o voler abbandonare bambini o responsabilità).
Così quando, a fronte dell'arrivo di un'aspettata fortuna da parte di una lontana parente misteriosa, Liv ottiene la proprietà di una casa in un esclusivo quartiere di Londra, tutte partono con bambini e bambinaia per conquistare la città. Ovviamente, le nostre tre cenerentole scopriranno una dimora stravagante ma quasi in rovina, con tre anziani domestici barricati dentro, dove tutto è polveroso e persino la carrozza assomiglia a una grossa tazza da tè.
Urge una specie di fata turchina, che però si palesa sotto forma di un arrogante visconte, a sua volta in missione, e che potrebbe avere il suo tornaconto ad aiutare le tre.
Un romanzo convincente, dove i vari personaggi minori (dai domestici ai bambini alle prozie impossibili) hanno il loro ruolo, e dove la coppia principale (Harry e Cornelia) sono anticonvenzionali come il resto: entrambi vedovi, entrambi visconti, con una reputazione pubblica da preservare ma ancora tanta voglia di innamorarsi una seconda volta.
Adesso mancano le due amiche da sistemare, per cui leggerò senza dubbio gli altri libri della trilogia.