Il mito, rappreso nelle figure polifoniche di Frazzetto, appare nella sua forma congeniale, capace di mostrare (senza scarto tra pensiero e parola) la sua natura inafferrabile, fluida, posta nella soggettiva dell’individuo sebbene già macchinica e impersonale, in un caos emotivo e dialettico capace di delineare quel pathos del “postcontemporaneo” analizzato in forma speculativa dall’autore nei suoi saggi. recensione completa: https://segnonline.it/giuseppe-frazze...