“Amelia è cresciuta tra l’Inghilterra e l’Italia, essendo lei italo-britannica.
Nonostante sia cresciuta con entrambe le culture e amando tutti i luoghi in cui è stata nel corso della sua vita, il suo cuore apparterrà sempre al primo luogo in cui è nata e cresciuta, l’Inghilterra.
I luoghi inglesi le ricordano le giornate passate con la sua amata nonna.
Le ricordano attimi di felicità che ricorda con nostalgia.
L’Italia però è il luogo che le ha permesso di trovare un’altra figura paterna.
E’ il luogo che le ha permesso di diventare una fotogiornalista di successo, carriera e passione messe da parte con l’arrivo del figlio.
Dopo aver passato anni a dedicarsi alla famiglia, finalmente sente di poter riprendere in mano la sua vita di prima, il suo amato lavoro.
Ma sarà ancora in grado di realizzare un servizio ben fatto?
Amelia è pronta a mettersi nuovamente in gioco, quello che di certo non poteva proprio immaginare, è l’incarico che la rivista decide di darle.
Amelia dovrà recarsi nei luoghi dove è nata, cresciuta, vissuta e poi morta Jane Austen.
Manca poco all’inizio del 2025, anno del 250esimo anniversario della nascita di Jane Austen.
Amelia si trova di fronte a due problemi enormi:
1) Non ha mai apprezzato Jane Austen.
2) Non ha mai letto e scoperto niente di quest’ultima.
Amelia ha abbandonato anni prima la lettura di uno dei suoi romanzi e da quella volta ha deciso di metterci una pietra sopra.
Complice il fatto che non crede assolutamente nell’amore, ha smesso da tanto tempo.
Come potrà documentare e fotografare un servizio su Jane Austen e quello che significa ancora oggi per molte persone, con queste premesse?
Forse troverà un aiuto dove meno se lo sarebbe aspettata.
.
Stile e trama.
(ATTENZIONE SPOILER! ACCENNO ANCHE AL FINALE. PERCHE’ FA PARTE DEL MOTIVO DELLA MIA RECENSIONE NEGATIVA).
.
Avevo aspettative alte, forse decisamente troppo alte.
Sicuramente in gioco sono entrati fattori come il giocare sul richiamo nel titolo e nell’idea di base della trama.
Quando tempo fa mi è apparso davanti questo titolo, la mia attenzione è stata attirata e di conseguenza intrigata già dal titolo: “Effetto Jane Austen”.
Tutte e tutti i fan della Austen saranno sempre inevitabilmente attratti da romanzi che si ispirano alle opere o alla vita di quest’autrice fantastica.
Soprattutto quest’anno, visto che a dicembre ufficialmente sarà il 250esimo anno dalla sua nascita.
Quando l’ho visto comparire su Audible, inevitabilmente ho voluto iniziarlo, perché la trama continuava a chiamarmi.
Ora, personalmente non ho ancora letto tutti i romanzi della Austen, quindi a differenza di molte/i altre/i lettrici/ori non posso certo definirmi un’esperta delle sue opere o della sua vita.
Però ho sia già letto alcuni dei suoi romanzi, tra cui “Orgoglio e Pregiudizio” e “Persuasione”, romanzi che ho amato moltissimo.
Sia scoperto qualcosa della sua vita facendo delle ricerche, in attesa di riuscire ad acquistare prima o poi i libri dei nipoti della stessa Jane che nel corso dei decenni hanno parlato di lei.
E altri libri dove si parla della sua vita.
Da quello che ho ascoltato, l’autrice di questo romanzo avrebbe sicuramente dovuto fare qualche ricerca in più prima di mettere nero su bianco la sua storia.
Così come avrebbero dovuto farlo il suo editor e la casa editrice prima di mandare in stampa il romanzo.
Jane Austen è vissuta tra la fine del 1700 essendo nata nel 1775 e il 1800 essendo morta nel 1817.
All’interno del romanzo viene paragonata all’Epoca Vittoriana, cosa impossibile visto che la Regina Vittoria è nata nel 1819.
Non solo, non sono chiari neanche i vari spostamenti come vengono narrati all’interno della storia e ci sono delle incongruenze per esempio sulla visita di uno di questi posti.
Quando uno di questi posti all’interno del romanzo viene visitato da Amelia e Emma, viene detto che i proprietari si sono alternati, hanno rimaneggiato e rimessa a nuovo quest’abitazione prima in età Vittoriana poi in età Georgiana.
Ora, com’è possibile quando la Regina Vittoria era la nipote di Re Giorgio III? Figlia del quarto figlio di Giorgio III, per l’esattezza.
Semmai prima Georgiana e poi Vittoriana, se proprio si vuole continuare a paragonare la Austen all’epoca Vittoriana.
Anche se ribadisco che la Regina Vittoria è nata due anni dopo la morte di Jane Austen.
.
Tornando alla trama e ai personaggi.
E’ stato al quanto difficile leggere o in questo caso ascoltare questo romanzo.
L’ho continuato in parte perché volevo assolutamente vedere dove andava a parare, in parte per il personaggio di Emma, l’unica che ho apprezzato nonostante alcuni strafalcioni.
Emma è un personaggio vivace, energica e appassionata nel suo amare Jane Austen e nel cercare di farla vivere ancora ai giorni nostri con la sua passione, i suoi reels ecc…
La protagonista Amelia è completamente antipatica e spocchiosa.
Iniziando dal suo continuo inserire parole inglesi mentre sta narrando la sua storia in Italiano, giusto per ribadire più e più volte il suo essere italo-britannica.
Per passare alla fastidiosa abitudine di ripetere all’infinito il suo nome e i suoi cognomi per intero, ogni maledetta volta.
Ad un certo punto ho urlato contro l’audio dicendo: “Ho capito che ti chiami Amelia Maini Moss! Mi è chiaro il concetto!”.
Per finire con il suo fastidioso modo di parlare e definire non solo Jane Austen, ma le sue opere.
Mi sono chiesta più e più volte, se Amelia (il personaggio), odia così tanto Jane Austen, per quale motivo ha accettato l’incarico?
Per quale motivo non ha rifiutato e chiesto un incarico che potesse darle da una parte soddisfazione a lei come fotogiornalista e in parte darle la possibilità di tornare appunto alla grande?
Inoltre, come fa a scrivere e a girare un reportage come si deve, quando dichiara più volte di non aver mai letto i suoi romanzi, -a parte Orgoglio e Pregiudizio che ha abbandonato -, e di non averli mai apprezzati perché secondo lei sono romanzetti rosa tutto romantici e basta?
Non avendo capito chiaramente nulla della Austen?
Come se non bastasse, fin dal primo istante in cui arriva al cottage, è sempre impegnata tra una cosa e l’altra e non si sa come dichiara di aver iniziato a leggere “Ragione e Sentimento” e se ho compreso bene di essere in procinto di iniziare anche “Persuasione” o forse mi confondo con il personaggio di Emma che le suggerisce di guardare tutti i film usciti nel corso degli anni.
Che siano i libri o i film, non capisco in questi sette o poco più giorni come riesca a far tutto, quando è costantemente in giro per risolvere un problema con l’agenzia e per recarsi sui luoghi dove ha vissuto o passato del tempo Jane Austen e in tutto questo iniziare una specie di conoscenza con George e Emma.
Mistero che ancora adesso a distanza di ore dalla conclusione del romanzo, non riesco a spiegarmi.
Io la trama di base l’ho compresa, ma è stata eseguita male.
Io comprendo l’idea di voler far cambiare idea al personaggio di Amelia, ma è stato eseguito in modo estremamente errato e superficiale.
Amelia risulta solo odiosa, antipatica e spocchiosa.
Per non parlare chiaramente del fatto che non ha capito praticamente nulla della Austen neanche alla fine del romanzo.
Lamentarsi del fatto che i suoi romanzi sono lenti e nei suoi romanzi ci sono balli, pettegolezzi, merletti e il parlare costantemente dell’amore che non si può esprimere a voce alta e sguardi nascosti, riducendo le sue storie solo a questo, vuol dire non aver letto bene il testo che si è tenuto tra le mani.
I romanzi di Jane Austen così come tanti altri scritti all’epoca da altre autrici o autori, sono il prodotto della vita dell’epoca.
Sono una prova tangibile, vera e crudelmente sincera di com’era la vita ai loro tempi.
Jane Austen ha scritto quello che lei o gli altri attorno a lei hanno vissuto.
Ha scritto di com’erano gli usi e costumi di quell’epoca.
Ha descritto, criticato e denunciato la società patriarcale, aristocratica, chiusa, soffocante e per la maggior parte falsa dell’epoca.
Ha denunciato com’era la condizione delle donne nella sua epoca, com’erano costrette a vivere.
Costrette alla costante ricerca di un marito per non rischiare di restare senza casa, visto che le donne non potevano avere nulla ed ereditare nulla.
La ricerca dell’amore veniva mal visto e criticato.
Ha scritto di donne forti, intelligenti, indipendenti in un epoca dove le donne non avevano voce.
La Austen ha scritto quello che lei viveva, quello che la circondava e com’erano vissute le relazioni tra familiari e amici ai quei tempi.
E soprattutto con il linguaggio di fine 1700 e inizi 1800, pretendere di trovare un linguaggio moderno e scorrevole come con i romanzi dei giorni nostri, è follia pura.
Chiaramente i modi di parlare, di porsi di oggi sono decisamente diversi rispetto a 250 anni fa.
Sicuramente non c’erano i toni confidenziali fin da subito come avviene oggi, visto che oggi molte persone stanno perdendo l’educazione del rivolgersi agli sconosciuti dando del Lei, per fare un esempio.
Sinceramente non riesco a comprendere cosa Amelia si aspettava dai suoi romanzi.
Tra l’altro per quanto ho capito, Amelia rispecchia le stesse remore dell’autrice, allora mi domando perché ha scritto una storia del genere!
Che senso ha scrivere un romanzo su un’autrice che chiaramente non ami?
Di cui chiaramente non apprezzi le opere?
Perché?
Infine, il voler mettere a forza un enemies to lovers senza senso e poco credibile.
Amelia non crede nel vero amore, okay, ma è sposata e ha un figlio, e dichiara di voler comunque bene al marito e di rispettarlo si presume.
Eppure, bastano poche frasi per farla infatuare di uno sconosciuto.
Sconosciuto che ha perso da poco l’amore della sua vita per malattia, tra l’altro.
Senza contare che su sette o poco più giorni di convivenza forzata con George e Emma, Amelia e George ne passano la metà a litigare e discutere anche per l’aria che respirano in parte e in parte con Emma in giro per i luoghi da visitare.
Quindi adesso spiegatemi su quali basi lei prende e getta al vento il matrimonio e la sua vita come la sta vivendo.
Quella stessa vita per cui ha sacrificato il suo amato lavoro!
Senza contare che è stata una sua scelta lasciarlo (il lavoro) e poi dopo si lamenta e si domanda dove poteva essere in quel momento.
Tutta questa assurda vicinanza improvvisa tra Amelia e George è forzata e per niente credibile per come è stata scritta.
Avrei potuto comprendere se Amelia fosse appena uscita da un divorzio oppure se le cose tra lei e il marito erano già agli sgoccioli.
Ma da una che dichiara di aver smesso di credere nell’amore, e invece di averlo percepito in tutti gli anni di matrimonio con un uomo che davvero la ama, la rispetta ecc… dichiara di averlo percepito in quei attimi…
No, decisamente no.
Questo non è un enemies to lovers, è una presa in giro.
Gli enemies to lovers sono ben altro.
Il finale tecnicamente è aperto, ma si comprende abbastanza dove voglia andare a parare.
.
In conclusione.
.
Mi dispiace affermare che questo è uno di quei casi dove l’ascolto mi ha salvato dallo spendere soldi per un romanzo che poi si è rivelato una delusione per me.
Mi dispiace affermare questo, a differenza di quello che in molti potrebbero pensare, non è mai bello fare recensioni negative, almeno non per persone sensibili come me.
Io cerco sempre di essere educata, gentile e costruttiva nello scrivere il mio parere.
Ma ammetto di sentirmi abbastanza presa in giro, soprattutto se poi scopro che l’autrice stessa la pensa davvero come il suo personaggio e che a quanto pare, continua a non essere convinta su Jane Austen.
Mi domando allora ancora una volta, perché lei abbia scritto questo romanzo.
Mi domando perché la casa editrice non ha curato meglio il tutto.
Poi mi sono ricordata che quest’anno sono i 250 anni dalla sua nascita e quindi si fa proprio di tutto per far uscire qualcosa a forza.
.
Voto: 1/5”.