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Poveri noi: La classe media in bilico

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Poveri noi è un saggio potente e necessario su una delle più grandi emergenze del nostro la povertà. Non una condizione statica, ma un processo, un piano inclinato che può coinvolgere chiunque. In un'Italia in cui il 10% delle famiglie detiene il 60% della ricchezza e sei milioni di persone vivono in povertà assoluta, Alice Facchini apre gli occhi su ciò che troppo spesso viene ignorato o banalizzato.

Parla di povertà economica, ma anche abitativa, sanitaria, educativa, alimentare ed energetica. Povertà che si intreccia a disuguaglianze crescenti, a un welfare pubblico sempre più fragile, a politiche che hanno smesso di proteggere chi ne avrebbe più bisogno. Questo saggio smonta il falso mito secondo cui la povertà sarebbe una responsabilità individuale, e restituisce dignità e complessità alle storie delle persone coinvolte (raccontate in forma anonima per proteggere chi vive lo stigma).

Nella seconda parte di questo saggio, l'autrice entra nel vivo delle scelte politiche degli ultimi dalla nascita e scomparsa del reddito di cittadinanza, fino alla mancata approvazione di una legge sul salario minimo. Attraverso dati, analisi e testimonianze dirette, si costruisce un percorso di consapevolezza e denuncia.

66 pages, Kindle Edition

Published May 20, 2025

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Profile Image for زكرياء.
Author 3 books800 followers
June 24, 2025
Non è stata una lettura prevista, ma è stata urgente per me, così mi sono sentito chiamato alla lettura. Poi è una giornalista indipendente e ha quasi la mia stessa età.

Ho messo 5 stelle per l'importanza del libro, ed è stata anche una lettura piacevole, perché vivo una situazione di estrema povertà.

È anche una lettura molto d'ispirazione, perché scrivo sull'argomento, così ho scritto all'autrice e l'ho seguita sui social.
Vi raccomando la lettura di questo libro per capire meglio la povertà in Italia e per non avere paura di questa condizione, che può succedere a tutti. Costa solo 10 €.

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Una recensione e riassunto di "Poveri noi" di Alice Facchini

È un saggio giornalistico attuale sulla povertà in Italia, è diviso in introduzione, 6 capitoli e una conclusione che spiega il contesto della sua stesura.

Dall'introduzione è chiaro il linguaggio diretto, schietto. Si parla di un impoverimento della popolazione.
Viviamo in un mondo ingiusto, dove una minoranza di persone è miliardaria e una maggioranza vive nella povertà, sia assoluta che relativa, e una classe media è in bilico.

L'autrice è una giornalista sociale indipendente che ha intervistato persone povere per almeno 10 anni.
Le libera dallo stigma sociale, perché la povertà è una questione politica pubblica, anche se si tratta di una condizione personale. Lo Stato ha delle responsabilità.

Per combattere la povertà bisogna offrire servizi e beni di prima necessità, garantire un salario minimo ai lavoratori, combattere l'evasione fiscale, soprattutto della classe politica corrotta e dei loro alleati, e redistribuire la ricchezza.
La soluzione è la giustizia sociale: investire nella sanità, nell’istruzione e nella cultura, e non alimentare lo stigma.

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Ora vi faccio il riassunto dei sei capitoli: ognuno specifica una tipologia della povertà.

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1. La povertà materiale: non ho redditi o proprietà.
Non si arriva a fine mese a causa della mancanza di risorse materiali. In Italia, anche lavorando si rimane poveri, in assenza di proprietà, perché gli affitti sono alti.
Avrei voluto più sviluppo del tema della precarietà e dello sfruttamento lavorativo, perché è causato dalla povertà dei lavoratori.

Il Reddito di Emergenza e il Reddito di Cittadinanza sono stati annullati e sostituiti dal Reddito di Inclusione per famiglie povere e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro per disoccupati poveri, per aiutarli a formarsi professionalmente e trovare un lavoro.

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2. Povertà alimentare: mangiare poco e male.
È difficile misurarla rispetto a quella materiale, ma ne è una conseguenza.
Si compra meno cibo e si mangia male: una dieta non adeguata, non si frequentano ristoranti e non si condivide il cibo, e questo porta all'isolamento.
La deprivazione alimentare, o povertà alimentare, ha un rapporto con il livello di istruzione e la provenienza.
Per esempio, tra gli extracomunitari il tasso di deprivazione alimentare è più alto: 24% rispetto al 10%.
Le donne mangiano meno, anche se cucinano di più.
Auto-isolamento: le persone povere nella loro alimentazione si auto-isolano dagli eventi dove si condivide il cibo, per senso di vergogna.
Chi è povero mangia male.

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3. Povertà abitativa: non avere casa o avere casa con problemi.
L'Italia è un Paese di proprietari, ma quelli che vivono la povertà abitativa non hanno accesso alla casa o vivono in case con problemi di umidità, muffa, perdite d'acqua o sovraffollamento, in subaffitto o in affitto in nero, con tanti inquilini.
Senza avere uno spazio proprio, si rischiano tensioni e litigi in contesto di coinquilinaggio.
Le persone in affitto si impoveriscono ulteriormente, perché pagano l'affitto, soprattutto se i prezzi sono altissimi e ci sono tanti proprietari che preferiscono affittare ai turisti e non ai residenti.

Parole chiave del mercato immobiliare: turistificazione e finanziarizzazione sono due fenomeni globali.

Morosità incolpevole: è un termine giuridico che indica inquilini che non pagano l'affitto per povertà materiale, non perché non vogliono.
Sembra che il sistema giuridico tuteli gli inquilini rispetto ai proprietari. Non lo so. È una sensazione.

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4. Povertà energetica
Le bollette di elettricità, gas, acqua rendono le persone più povere, anche chi paga un affitto agevolato.
Il bonus sociale è riconosciuto automaticamente in bolletta tramite il parametro dell’ISEE. Si tratta di una riduzione in bolletta.
Bisogna conoscere le agevolazioni o i sostegni statali, saper leggere le bollette e conoscere pratiche di risparmio energetico.

Osservazione per la quale vi consiglio vivamente di leggere il libro: il bello di questo libro è che descrive le tipologie della povertà, includendo statistiche statali, istituzionali e anche del terzo settore.
Poi arricchisce con testimonianze di storie vere di persone che vivono la povertà sulla propria pelle.
E infine, tra le righe, lascia elementi di speranza e possibilità per risolvere il problema tramite consigli e risorse informative colte e approfondite.

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5. Povertà educativa e digitale
C’è una relazione fra i voti degli studenti, i titoli di studio dei loro genitori e il livello economico della famiglia.
L’abbandono scolastico è un problema allarmante. Non mi aspettavo questi grandi numeri. Anche l’analfabetismo funzionale degli adulti è allarmante.
Povertà digitale: non avere accesso a internet domestico e non sapere usare gli strumenti digitali.

La povertà è ereditaria, come la ricchezza.

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6. Povertà sanitaria
Ricevere cure sanitarie è un diritto, ma sta diventando un servizio in vendita a causa della privatizzazione e dei tagli del governo alla spesa sanitaria.

Ci sono molte persone che rinunciano alle cure. Non hanno i soldi per passare al settore privato, dunque rimangono in lista d’attesa o rimandano le cure al futuro.
Lavori usuranti e condizioni di vita logoranti fanno ammalare di più.
I denti danno un dettaglio sullo status economico: infatti, le visite odontoiatriche sono poco accessibili.

Nel privato, cioè a pagamento, la disponibilità è immediata.

I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono un parametro per valutare la situazione del servizio sanitario.

Due codici importanti d’accesso (anche parziale) al Sistema Sanitario Nazionale:

Il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente)

ENI (Europeo Non Iscritto)


LETTURA URGENTE. Merita di diventare un bestseller.

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Impoverimento
Neoliberismo
Sostentamento
Persone indigenti
Pagamenti commisurati al reddito
Il monolocale – Lucio Battisti, 1980
Profile Image for Daniele Bergesio.
Author 10 books14 followers
September 17, 2025
L'ultima frase, in coda ai ringraziamenti dell'autrice, recita: "gli altri sono io".
Una verità potente, che quotidianamente dimentichiamo.
Qui ci sono numeri, parecchi, storie, commoventi, e una lettura della situazione complessiva sconfortante e potente. Impossibile non esserne smossi, un po' perché per chi si trova in condizioni ibride come me è immediato rivedersi, un po' perché il concetto di Scivolamento, che arriva a fine libro, è molto chiaro dopo il pacchetto di analisi proposte (sì, già lo conoscevo, ma la spiegazione e la dimostrazione di possibilità diffusa che rotola lungo il libro lo rende evidente a chiunque).
Da leggere, assolutamente. E poi è un libretto, agilissimo per chiunque a qualunque livello di lettura.
Consigliatissimo.
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