Non è stata una lettura prevista, ma è stata urgente per me, così mi sono sentito chiamato alla lettura. Poi è una giornalista indipendente e ha quasi la mia stessa età.
Ho messo 5 stelle per l'importanza del libro, ed è stata anche una lettura piacevole, perché vivo una situazione di estrema povertà.
È anche una lettura molto d'ispirazione, perché scrivo sull'argomento, così ho scritto all'autrice e l'ho seguita sui social.
Vi raccomando la lettura di questo libro per capire meglio la povertà in Italia e per non avere paura di questa condizione, che può succedere a tutti. Costa solo 10 €.
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Una recensione e riassunto di "Poveri noi" di Alice Facchini
È un saggio giornalistico attuale sulla povertà in Italia, è diviso in introduzione, 6 capitoli e una conclusione che spiega il contesto della sua stesura.
Dall'introduzione è chiaro il linguaggio diretto, schietto. Si parla di un impoverimento della popolazione.
Viviamo in un mondo ingiusto, dove una minoranza di persone è miliardaria e una maggioranza vive nella povertà, sia assoluta che relativa, e una classe media è in bilico.
L'autrice è una giornalista sociale indipendente che ha intervistato persone povere per almeno 10 anni.
Le libera dallo stigma sociale, perché la povertà è una questione politica pubblica, anche se si tratta di una condizione personale. Lo Stato ha delle responsabilità.
Per combattere la povertà bisogna offrire servizi e beni di prima necessità, garantire un salario minimo ai lavoratori, combattere l'evasione fiscale, soprattutto della classe politica corrotta e dei loro alleati, e redistribuire la ricchezza.
La soluzione è la giustizia sociale: investire nella sanità, nell’istruzione e nella cultura, e non alimentare lo stigma.
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Ora vi faccio il riassunto dei sei capitoli: ognuno specifica una tipologia della povertà.
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1. La povertà materiale: non ho redditi o proprietà.
Non si arriva a fine mese a causa della mancanza di risorse materiali. In Italia, anche lavorando si rimane poveri, in assenza di proprietà, perché gli affitti sono alti.
Avrei voluto più sviluppo del tema della precarietà e dello sfruttamento lavorativo, perché è causato dalla povertà dei lavoratori.
Il Reddito di Emergenza e il Reddito di Cittadinanza sono stati annullati e sostituiti dal Reddito di Inclusione per famiglie povere e dal Supporto per la Formazione e il Lavoro per disoccupati poveri, per aiutarli a formarsi professionalmente e trovare un lavoro.
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2. Povertà alimentare: mangiare poco e male.
È difficile misurarla rispetto a quella materiale, ma ne è una conseguenza.
Si compra meno cibo e si mangia male: una dieta non adeguata, non si frequentano ristoranti e non si condivide il cibo, e questo porta all'isolamento.
La deprivazione alimentare, o povertà alimentare, ha un rapporto con il livello di istruzione e la provenienza.
Per esempio, tra gli extracomunitari il tasso di deprivazione alimentare è più alto: 24% rispetto al 10%.
Le donne mangiano meno, anche se cucinano di più.
Auto-isolamento: le persone povere nella loro alimentazione si auto-isolano dagli eventi dove si condivide il cibo, per senso di vergogna.
Chi è povero mangia male.
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3. Povertà abitativa: non avere casa o avere casa con problemi.
L'Italia è un Paese di proprietari, ma quelli che vivono la povertà abitativa non hanno accesso alla casa o vivono in case con problemi di umidità, muffa, perdite d'acqua o sovraffollamento, in subaffitto o in affitto in nero, con tanti inquilini.
Senza avere uno spazio proprio, si rischiano tensioni e litigi in contesto di coinquilinaggio.
Le persone in affitto si impoveriscono ulteriormente, perché pagano l'affitto, soprattutto se i prezzi sono altissimi e ci sono tanti proprietari che preferiscono affittare ai turisti e non ai residenti.
Parole chiave del mercato immobiliare: turistificazione e finanziarizzazione sono due fenomeni globali.
Morosità incolpevole: è un termine giuridico che indica inquilini che non pagano l'affitto per povertà materiale, non perché non vogliono.
Sembra che il sistema giuridico tuteli gli inquilini rispetto ai proprietari. Non lo so. È una sensazione.
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4. Povertà energetica
Le bollette di elettricità, gas, acqua rendono le persone più povere, anche chi paga un affitto agevolato.
Il bonus sociale è riconosciuto automaticamente in bolletta tramite il parametro dell’ISEE. Si tratta di una riduzione in bolletta.
Bisogna conoscere le agevolazioni o i sostegni statali, saper leggere le bollette e conoscere pratiche di risparmio energetico.
Osservazione per la quale vi consiglio vivamente di leggere il libro: il bello di questo libro è che descrive le tipologie della povertà, includendo statistiche statali, istituzionali e anche del terzo settore.
Poi arricchisce con testimonianze di storie vere di persone che vivono la povertà sulla propria pelle.
E infine, tra le righe, lascia elementi di speranza e possibilità per risolvere il problema tramite consigli e risorse informative colte e approfondite.
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5. Povertà educativa e digitale
C’è una relazione fra i voti degli studenti, i titoli di studio dei loro genitori e il livello economico della famiglia.
L’abbandono scolastico è un problema allarmante. Non mi aspettavo questi grandi numeri. Anche l’analfabetismo funzionale degli adulti è allarmante.
Povertà digitale: non avere accesso a internet domestico e non sapere usare gli strumenti digitali.
La povertà è ereditaria, come la ricchezza.
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6. Povertà sanitaria
Ricevere cure sanitarie è un diritto, ma sta diventando un servizio in vendita a causa della privatizzazione e dei tagli del governo alla spesa sanitaria.
Ci sono molte persone che rinunciano alle cure. Non hanno i soldi per passare al settore privato, dunque rimangono in lista d’attesa o rimandano le cure al futuro.
Lavori usuranti e condizioni di vita logoranti fanno ammalare di più.
I denti danno un dettaglio sullo status economico: infatti, le visite odontoiatriche sono poco accessibili.
Nel privato, cioè a pagamento, la disponibilità è immediata.
I Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) sono un parametro per valutare la situazione del servizio sanitario.
Due codici importanti d’accesso (anche parziale) al Sistema Sanitario Nazionale:
Il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente)
ENI (Europeo Non Iscritto)
LETTURA URGENTE. Merita di diventare un bestseller.
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Impoverimento
Neoliberismo
Sostentamento
Persone indigenti
Pagamenti commisurati al reddito
Il monolocale – Lucio Battisti, 1980