Mi è sempre piaciuto leggere pericolosamente. Pericoloso e potenzialmente sconveniente è il titolo - così come il contenuto - di questa raccolta di storie. Scritte da una lavoratrice sessuale argentina, ma esperienza corale e plurale. Le storie aiutano a dilatare le nostre visioni di mondo, ad interrogarci.
Se adesso fossimo in un gruppo di lettura, o a una formazione chiederei: quante di voi sono state chiamate femministe? Quante di voi sono state chiamate puttane? Entrambe? A che è età? Quando? Chissà quali e quante mani si alzerebbero. Il plurale femminile sovra esteso è d'obbligo. Plurali sono infatti i significati di femminista, così come quello di puttana.
Sono due nomi che difficilmente si associano. Non solo a livello sociale e politico, ma anche nel dibattito femminista e culturale. Due cose legano, però, i due nomi contenuti nel titolo: la violenza e l'emancipazione. Spesso queste si intrecciano in un groviglio che non si districa mai completamente, nella vita di una donna, o di una persona socializzata come tale.
Tornado al titolo, sia una, sia l'altra parola hanno loro associato uno stigma. Oggi giorno assumono quasi il significato di insulto. Puttana è, ed è sempre stato, l'insulto d'eccellenza in una società eteropatriarcale: fin da piccole ci insegnano a non essere una del mestiere.
Se ci pensate bene: sono un marchio. Sia la parola femminista, sia la parola prostituta hanno in comune tre cose: il corpo delle donne, la sua libertà e la sua liberazione.
Qualsiasi cosa questo voglia dire. C'è disaccordo, un gran parlare o semplicemente pettegolezzi... Voci, sussurri, bisbiglii o silenzio. Silenzio rotto da questi racconti ribelli e coraggiosi.
Non è un libro facile, o scontato: anzi è molto crudo e diretto. Per me è stato terapeutico, curativo, agro-dolce. Mi ha aiutata a liberarmi, in parte, di quella che a mio malgrado abergava ancora in me: la puttanofobia. La parola stigma, infatti, riccore quasi 30 volte.
Altre parole centrali sono: Maternità, salute sessuale, capitalismo, migranti, razzismo, disabilità e sessualità, corpi non conformi LGBTQIA+ e giustizia sociale. Questo per dire che l'approccio intersezionale è concreto e reale in questo libro.
L'ho trovato un libro duro, asciutto, intenso, complesso, genuino e interessante. È un libro che mi permette di vivere un po' meglio in questo piccolo mondo. Un mondo davvero "troppo piccolo per noi".