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Reparto numero 6

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Scritto nel 1892, dopo il ritorno dell'autore da Sachalin (isola russa che ospitava una colonia penale, della quale scrisse un libro-inchiesta sulle disumane condizioni di vita dei forzati), Reparto numero 6 è uno dei più famosi scritti di Čechov.
Aspra invettiva e critica sociale, allegoria della vita e della morte, ma anche della stessa Russia, è il resoconto delle condizioni manicomiali in un piccolo padiglione psichiatrico di un ospedale civile della Russia zarista, dove sono internate e rinchiuse cinque persone trattate come animali.

41 pages, Kindle Edition

Published May 2, 2025

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Anton Čechov

186 books6 followers
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Profile Image for Francesca.
2,147 reviews166 followers
December 9, 2025
4-4.5/5

📚 L'intera recensione si può leggere sulla mia pagina Substack o sul mio sito (link in bio).📚

[...] Čechov costruisce la narrazione con una semplicità solo apparente, lasciando che l’ambientazione monotona dell’ospedale e della cittadina diventi un microcosmo specchio della società russa di fine Ottocento. L’ospedale, in particolare, con la sua sporcizia, la sua inerzia e la sua burocrazia ottusa, è un simbolo della paralisi morale e del degrado spirituale del mondo esterno, incarna la prigione morale per l’intelletto. In questo spazio chiuso, Čechov mette in scena un confronto dialettico tra due figure archetipiche: l’intellettuale distaccato e l’uomo del sentimento. Attraverso i loro dialoghi e la contrapposizione del loro pensiero, la storia esplora questioni filosofiche senza tempo – il conflitto tra ragione ed emozione, tra libertà e necessità, la responsabilità morale dell’individuo in una società dominata dall’apatia e dalla crudeltà. [...]

Čechov invita il lettore a chiedersi anche chi sia veramente “folle”: colui che soffre per l’ingiustizia del mondo, o colui che, in nome dell’atarassia, la giustifica? Questa ambiguità conferisce al testo una risonanza che turba: la follia diventa una forma di lucidità, mentre la ragione, priva di compassione, si tramuta in un delirio gelido. L’esperienza medica dell’autore dà realismo alla rappresentazione della sofferenza mentale, ma il suo vero interesse risiede nella dimensione etica della percezione e dell’empatia. [...]
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