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150 pages, Kindle Edition
First published October 30, 2014
«Okay…» mormora Beatrice, annuendo con un’aria così scettica da fare un purè anche con ciò che rimane del mio orgoglio. «E credi che prima di diventare il nuovo Stephen King troverai il tempo di imbiancare il soggiorno o mettere a posto tutte le tue cose ammassate in camera tua? Non riesco a credere che ancora tu non abbia disfatto i bagagli!»
«Sì, certo, ti ho detto che lo faccio!»
«Bene, allora perché aspettare? Secondo me puoi iniziare subito…»
«No, adesso devo portare fuori il cane» dico, alzandomi di scatto.
«Ma se non ce l’abbiamo nemmeno, il cane!»
«Allora vado a farmi un giro in tandem.»
«E con chi?»
«Con il cane.»
Ogni volta che Tata Katie canta, un pettirosso muore.
L’altro giorno stava intonando qualcosa che assomigliava a Profumo di Gianna Nannini mentre cambiava lo hobbit piccolo che si era fatto la cacca addosso, quando il povero Paul ha cominciato a sniffarsi le piume verniciate sperando forse di soffocare e morire. È così stonata che quando canta lei anche Eolo, il coyote del comandante Ferretti, si zittisce, rintanandosi spaventato nella cuccia con la coda tra le zampe. Lo stesso effetto ce l’ha pure sugli hobbit: dopo tre settimane che Tata Katie è qui con noi, devo ammettere che si fanno sentire molto meno. Ma solo perché ora si sente solo lei.