Jump to ratings and reviews
Rate this book

Hayao Miyazaki. Un mondo incantato

Rate this book
Lo definiscono il Disney giapponese eppure alla Disney ammettono di aver preso ispirazione da molti dei suoi film. Ha tra i suoi fan Steven Spielberg, Will Smith, Akira Kurosawa, Moebius, Alessandro Baricco e Jovanotti. I suoi personaggi sono diventati icone, entrando a pieno titolo nell'arte contemporanea, e con le sue fattezze è stato realizzato addirittura un toy. Il "dio delle anime" Hayao Miyazaki è il padre di alcuni dei film e delle serie animate più amate degli ultimi quarant'anni, da Heidi a II mio vicino Totoro, da Lupin a La città incantata e Il Castello errante di Howl. Al Festival del cinema di Venezia, nel 2013, il suo addio alla carriera ha monopolizzato l'attenzione della stampa. In occasione dell'uscita del suo ultimo film Si alza il vento, un viaggio alla scoperta di vita, pensiero e capolavori del maestro, tra aneddoti, memorie, interviste e immagini. E ancora, fotografie tratte dagli album di famiglia, manga, disegni, locandine dei film, screen-shot e racconti personali. Non mancano gli omaggi di artisti e fan, con opere realizzate ad hoc. Miyazaki oltre Miyazaki: per vedere le scene "mancanti" dei film. O meglio, il Miyazaki che al cinema non si vedrà mai.

256 pages, Paperback

First published August 1, 2014

9 people are currently reading
96 people want to read

About the author

Valeria Arnaldi

104 books2 followers

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
12 (10%)
4 stars
35 (30%)
3 stars
35 (30%)
2 stars
20 (17%)
1 star
11 (9%)
Displaying 1 - 22 of 22 reviews
Profile Image for Old Man Aries.
575 reviews34 followers
June 21, 2015

Che palle.


Inizio così questa recensione in modo da non lasciare dubbi riguardo la mia opinione su "Hayao Miyazaki - Un mondo incantato" di Valeria Arnaldi.


Avevo comprato questo libro con vero entusiasmo.


Un libro intero dedicato al genio di Miyazaki, scritto per di più da un'italiana, la curiosità era enorme, l'edizione sembrava notevole, tutto spingeva all'entusiasmo.


Finché non l'ho letto.


Ho impiegato quasi una settimana a leggere un libro su un autore che adoro composto da 250 pagine spesso cariche di immagini: spero renda almeno in parte l'idea sulla fatica fatta a leggerlo.


Provo a dettagliare un po'.


L'idea è assolutamente bella, approfondire l'opera del maestro a partire dai suoi inizi fino a raccontare dei suoi papabili eredi, passando per buona parte delle sue "creature".


Ottimo, poi, l'apparato fotografico, con immagini che da sole alzano il valore del volume.


Aggiungiamo anche che l'autrice ama senza dubbio Miyazaki e ha fatto indiscutibilmente un profondo lavoro di ricerca.


Il problema è che non basta.


Non basta che, invece di narrare e raccontare magari vicende poco conosciute, tu, autrice, ti metta a scrivere la fiera della sega mentale sui significati intrinseci di una scelta piuttosto che un'altra.


L'effetto è quello che trasmettono i tanti critici d'arte e letterari così pieni di sé e tronfi delle loro convizioni da non chiedersi neanche se tali convizioni siano valide o meno.


Ci sono più punti nel libro in cui la Arnaldi arriva a dire "questa teoria è stata negata più volte da Miyazaki, ma non importa, perché è evidente sia così".


Come? L'autore ti dice espressamente che una cosa non è in un certo modo e per te le sue affermazioni non contano? Hai la presunzione di saperne di più rispetto a colui di cui stai parlando?


La volontà di leggere significati profondi o reconditi per ogni singola immagine o scelta narrativa di Miyazaki mina pesantemente l'intero libro, svuotandolo di interesse. Uno dei tanti esempi riguarda la scelta del regista Anno per dare la voce al protagonista di "Si alza il vento". L'autrice inizia a supporre che, essendo Anno l'autore di Evangelion, la scelta sia simbolica e latrice di un significato profondo. Peccato che nel documentario a cui ho assistito poche settimane fa si mostri chiaramente come Miyazaki arrivi quasi per caso a pensare che Anno abbia la voce giusta e si metta pure a sghignazzare pensando a quanto sia scema e rischiosa la scelta.


Quasi un gioco, quindi, ma per la Arnaldi era ben altro.


Ancora più eclatante è quando l'autrice racconta di come si sia vociferato che "Il mio vicino Totoro" fosse in realtà una sorta di metafora di un violento fatto di cronaca avvenuto anni prima. Miyazaki l'ha sempre negato, ma per l'autrice poco importa: i riferimenti sono evidenti, dice, quindi il dubbio è legittimo.


Mi spiace, signora Arnaldi, non funziona così, non quando si cerca di rendere lo spirito di un autore.


A questo aspetto se ne lega uno ancora più fastidioso: il linguaggio. Abbiamo capito che hai approfondito e studiato l'autore, abbiamo capito che ne hai trovato significati reconditi anche dove non c'erano, ma questa non ti giustifica dall'utilizzare termini antiquati, rari, pretenziosi col solo scopo di dare tono a ciò che stai scrivendo. Compito di chi scrive è raggiungere il proprio lettore e se certe forme possono funzionare in una tesi di laurea sulla filologia medievale (e pure qui avrei qualche dubbio), non vanno certo bene su un libro divulgativo il cui scopo è presentare le opere di un autore al grande pubblico.


Il contesto non è un optional e leggere parole come "terzeità" o frasi come "il conflitto riacquisisce così la leggerezza della bidimensionalità per rivelarsi nella concretezza del suo essere metafora" dimostra esclusivamente un amore per la propria (presunta) padronanza di linguaggio e un malcelato snobismo linguistico che mal si adattano a un libro del genere. E dispiace, perché alcuni concetti sono interessanti, ma se vengono affogati tra interpretazioni "chiarissime" che altro non sono se non voli pindarici dell'autrice e frasi arzigogolate, il tutto va a perdersi in un'occasione sprecata.


Altro punto a cui tengo particolarmente.


Quando si parla di un'opera, se ne fa la recensione o l'analisi, una regola d'oro va sempre rispettata: non si fanno spoiler sulla storia a meno di avvertire prima il fruitore della recensione/analisi. Non si fa perché il lettore potrebbe non aver ancora visto o letto l'opera di cui si parla e potrebbe, giustamente, irritarsi vedendosi rovinata l'esperienza dalle parole di chi, invece, dovrebbe spingere a vederla.


L'autrice delude anche su questo punto. Ogni volta che parla di una serie tv o di un film ne fa un riassunto più o meno dettagliato arrivando ad anticiparne il finale o gli svolgimenti chiave con la scusa di analizzarli.


Peccato che, per fare un esempio, io non abbia visto ancora diversi film dello Studio Ghibli e pertanto la lettura del libro mi abbia potenzialmente rovinato parte del gusto della visione.


Era indispensabile? Non credo, dato che nelle analisi dei film che ho invece già visto non ho trovato nulla che giustificasse gli spoiler: bastava rimanere sul vago relativamente alle vicende e proseguire sui punti più generici; per di più i suddetti voli pindarici dell'autrice non hanno certo bisogno di tante basi, per cui la scelta è ancora più immotivata.


L'autrice avrebbe dovuto avvisare all'inizio di ogni capitolo dedicato a un'opera che ci sarebbero stati spoiler. Non facendolo ha peccato di leggerezza e mancanza di rispetto nei confronti del lettore.


Ultimo punto: l'editing. Soprattutto nella seconda parte ci sono errori nei nomi dei personaggi, refusi, segni di un editing approssimativo che, invece, nella prima parte sembra migliore. La cosa che però salta di più all'occhio è la filmografia. Un corsivo dice: "In grassetto i film prodotti dallo Studio Ghibli". Peccato che non ci sia neanche una voce in grassetto. Un segno di scarsa cura e, di nuovo, scarso rispetto verso il lettore in un libro che costa ventidue euro, non certo cinque.


Deludente, quindi, su molti fronti. Consigliato solo a chi voglia leggere un po' di notizie magari meno conosciute: quelle ci sono, corredate da un bel po' di immagini splendide. Non basta, però, per far valutare positivamente un libro come questo.


Una stella, non di più. Quella stella è per Miyazaki, per le sue immagini e per ciò che di suo c'è in questo libro. Le quattro mancanti sono tutte per l'autrice.


Profile Image for Tintaglia.
878 reviews169 followers
January 16, 2015
Piacevole, ma onestamente:
1) avrei preferito meno voli pindarici dell'autrice sull'interpretazione dei film e più informazioni su ideazione e lavorazione degli stessi;
2) si è persa per strada gli Yamadas nel paragrafo su Takahata;
3) dato che presenta un lavoro con pretese di onnicomprensività, magari non dimenticarsi altri due film prodotti dallo Studio Ghibli (il delizioso The cat returns e Ocean waves per la tv) sarebbe stato opportuno;
4) gli omaggi nei manga, negli anime e nell'arte sono infiniti: secondo quali criteri ha segnalato alcuni e non altri? OO
5) "anime" nel senso di cartoni animati è maschile: vederlo al femminile risulta sconcertante (e suggerisce curiosi fraintendimenti)
6) meno refusi sarebbero stati graditi, sopratutto come errori nei nomi dei personaggi;
7) c'è qualche errore nelle trame.

Ribadisco, piacevole nel complesso (e splendido per l'apparato grafico), encomiabile, l'intento, ma discutibile il risultato.
Profile Image for Sara Elliot.
282 reviews60 followers
May 4, 2023
Un meraviglioso affresco completo della filmografia di Miyazaki. Bellissime le foto, stupenda la prosa di Armaldi!
24 reviews
April 18, 2016
Mi dispiace dare solo due stelle a questo libro poiché amo Miyazaki, ma questo libro non mi piace.

É bellissima l'impaginazione, la grafica è l'organizzazione in generale,ma secondo me sarebbe stato meglio cercare di parlare della lavorazione dei suoi film, i metodi seguiti allo studio, i retroscena e le particolarità piuttosto che cercare di dare un'interpretazione filosofica dei suoi film.

Non c'è traccia di come tecnicamente vengono fatti i film, cosa a cui è data grande rilevanza al museo.

Inoltre c'è qualche errore di troppo e la lettura in alcuni punti risulta un pò pesante.
Profile Image for Yupa.
797 reviews129 followers
January 6, 2017
Un po' più di rigore non avrebbe guastato...

Il libro sarebbe ricco di spunti e informazioni, copre a dovere anche le produzioni di Miyazaki pre-Ghibli (da altri spesso trascurate), lo stile di scrittura è gradevole, ancorché un po' tendente alla supercazzola; e le interpretazioni dei film a volte sono un po' troppo fantasiose (e già smentite dallo stesso autore).
Ma come già fatto notare da molti altri commentatori, il grosso, grande difetto è un altro: il testo non ha bibliografia e non riporta la minima nota per tutte le (non poche) citazioni di cui è farcito. Questo ne riduce grandemente ogni possibile credibilità, ed è un peccato, perché lo sforzo di ricerca si sente... sempre che le fonti citate siano attendibili (ma non c'è modo di saperlo!). Capisco voler fare un lavoro divulgativo (e l'enorme apparato iconografico suggerisce sia questo l'intento), ma un minimo di cura nel riferire le citazioni resta dovuto.
Anzi, c'è un'altra pecca: le numerosissime incertezze nella resa dei titoli delle opere, ora chiamate col titolo italiano, ora con quello internazionale, ora con un giapponese reso spesso in maniera scorretta... (allungamenti delle "o" indicati ora col macron, ora con la famigerata "u", ora direttamente dimenticati...)
Siamo nel 2017: come già ho scritto per un altro testo dell'autrice che sconta lo stesso difetto (Corpi e anime - Nudo ed erotismo nell'animazione giapponese), trovare un valido nipponista che sappia suggerire le giuste correzioni non è così difficile.

In sintesi: un libro che avrebbe potuto ambire a porsi tra i migliori in italiano su Miyazaki se solo l'autrice avesse accettato di misurarsi con maggior rigore alla materia trattata. Peccato, un'occasione persa. Due stelle invece di tre.
Profile Image for Dottore.
77 reviews1 follower
February 29, 2024
Ho così tanto da dire, non so da dove partire.

COMMENTO BREVE: libro che tutto sommato consiglio ma solo a chi vuole avere più informazioni su quel genio assoluto di Hayao Miyazaki e soprattutto a chi vuole sfoggiare il suo amore verso di lui. Aspettatevi di viaggiare in teorie senza senso e paragrafi e paragrafi che non porteranno a nulla, scoprirete senza dubbio cose nuove su questo regista, ma non ci vuole molto a trovarle banalmente sul web.

COMMENTO LUNGO: nonostante l’idea di base della scrittrice sia carina e l’argomento sia tra i miei preferiti in assoluto se non il mio preferito, Valeria Arnaldi è riuscita a farmi detestare, in molte parti, il suo libro.

È composto da molti capitoli che all’inizio guardando l’indice ho trovato una cosa ingegnosa ma, andando avanti con la lettura, mi sono accorto sia che finito il libro non riuscivo a farmi un’idea completa della vita di Hayao, e che non riuscivo a creare una precisa timeline delle sue opere, sia che alcune cose venivano ripetute, come le citazioni a Totoro (e non si parla di 2 righe, data l’importanza del personaggio).

Non ricordo precisamente dove ma l’autrice dice 2 cose false, ho cercato per ore e non le ho trovate. Dubito fortemente ma se Valeria sta leggendo questa recensione la prego di mandarmi le fonti. La prima cosa è che Miyazaki preferisca le donne agli uomini. Il regista è conosciuto come uno dei più grandi femministi nel cinema e quindi, di conseguenza, non è misandrico ma lotta per la parità. La seconda è che Il film preferito di Hayao tra i suoi sia Il Castello errante di Howl. Potrebbe essere? Forse, ma non ho trovato una sua vera dichiarazione su questo.

Non mi è piaciuto per niente lo stile di scrittura di Valeria, con troppe frasi incidenti che ti fanno perdere il filo del discorso, alcune frasi sono scritte male e c’è bisogno di rileggerle per capirle (non lo dico solo io), ho notato fin troppe volte che l’autrice si perde in discorsi filosofici e pesanti che non hanno né capo né coda, sembrando quasi un personaggio di “Amici miei”.

C’è da ricordare inoltre che sono presenti tantissimi, e parlo di decine, se non centinaia, di errori ortografici. Infine molte pagine hanno strani tipi di testo, un po in grassetto, un po sbiadito, sembrano degli arcobaleni incolore, e una pagina, la 41/42, è piu lunga delle altre, e per rimanere al pari delle altre si è dovuta piegare, che orrore! Queste disattenzioni, le capisco, certo, l’errore è umano, ma non è umano vendere un libro scritto e prodotto così male a 25 euro.

L’autrice ha interpretato male alcune parole dette da Miyazaki, inerenti a Si alza il vento.
Il regista afferma che il protagonista del film, Jiro, non è la sua copia spiccicata, ha un modo di fare diverso dal suo ma comunque ci sono infiniti punti d’incontro, come il fumo, la miopia, la fortissima passione per il volo.. Ma Valeria capisce male le parole chiare di Hayao e afferma che quest’ultimo abbia smentito che Si alza il vento sia un film autobiografico, ma che parli solo di Jiro Horikoshi e che sia tratto dal romanzo di Tatsuo Hori.

Adesso parlerò della parte che aspettavo con più ansia ma che allo stesso tempo mi ha deluso di più: quelle maledette 100 pagine sui suoi film. Numerosi film di Miyazaki fanno parte dei miei preferiti in assoluto, quindi ero già informato su queste stupende pellicole, da “Nausicaa della valle del vento” a “Porco rosso”, da “Si alza il vento” a “La città incantata”, “Principessa Mononoke”, oppure “Laputa”.. Insomma, si parla di uno dei registi più importanti della storia. Quindi è veramente difficile non rendere interessanti queste pagine, dato il contenuto eccelso e pieno di spunti.
Nonostante questo Valeria Arnaldi è riuscita ad aggiungere ben poco.. oltre ad alcuni fun-fact o piccole cose la maggiorparte di queste pagine sono composte da mere stupidaggini o comunque cose pressochè inutili, secondo me.

Le immagini a me non piacciono, i film di Miyazaki hanno infinite inquadrature che potrebbero essere perfettamente dei quadri da esporre in dei musei, ma la scrittrice ne ha messe veramente poche di queste. Poi sono sezioni che sono piene zeppe di paragoni senza senso e supercazzole lunghissime, in più sembra anche che non abbia visto alcuni film, come Nausicaa, o che comunque non li guardi da molto.. scrivendo errori basilari di trama.

In Totoro la scrittrice si perde in una strana teoria che collega il film fiabesco e positivo ad un omicidio di una bambina avvenuto negli anni 60, ma oltre ad avere incongruenze è proprio sbagliato pensarlo, non è nella poetica di Miyazaki, stonerebbe tra gli altri suoi film, e che messaggio vorrebbe dare? Dipingendo Totoro come dio della morte forse Miyazaki ci sta dicendo che dobbiamo stare attenti agli sconosciuti? BOH. In ogni caso secondo quella storia Totoro dovrebbe essere cattivo, quindi perchè il Ghibli lo ha messo persino logo dello studio? Un assassino di bambine come simbolo? Le altre incongruenze o comunque informazioni le trovate su:
https://leganerd.com/2015/09/29/il-mi...

Il capitolo sulla musica è una delle delusioni più grandi di questo libro.. Come si fa a dedicare solo una pagina (si, perchè se togli l’immagine, di quello si parla) per uno dei nerbi dei film di Miyazaki? Joe Hisaishi è stato un compositore colossale e meritava di più, peccato. Bello invece il paragrafo su Priscilla Ahn.

Il retro è inguardabile, sia la scelta del font, sia la scelta dell’immagine, sia il layout sono immondi. È veramente difficile fare una cosa così insensata e brutta, con tutto il rispetto al grande artista visionario che c’è dietro.

Aggiungo infine che mi è piaciuta la scelta di mettere di tanto in tanto delle citazioni di star che non sapevo fossero fan di Miyazaki, Come Liam Neeson, Joseph Gordon-Levitt oppure che Steven Spielberg reputi Il castello di Cagliostro il miglior film di avventura mai creato. Bella scelta 👍

“Hayao Miyazaki: Un mondo incantato” è un libro consigliabile solo a chi, come il sottoscritto, ama Miyazaki e le sue opere, perchè è pieno di belle informazioni. Come ho scritto prima, però, c’è da dire che sono cose facilmente trovabili e io che avevo visto un paio di documentari sapevo già la maggiorparte delle cose.. a questo punto tocca vedere cosa ha scritto lei per arricchire il testo, qualcosa di suo che vuole trasmettere, ma anche qui fallisce. Ho pagato 25 euro per che cosa?

“Talvolta lo paragonano a me. Mi dispiace per lui perchè lo abbassano di livello.”
~Akira Kurosawa
Profile Image for Giacomo.
375 reviews25 followers
February 28, 2023
sono rimasto molto deluso sia dalla veste editoriale che dai contenuti.
Profile Image for ☆Gaia☆.
9 reviews
May 10, 2016
Devo ammettere che per questo libro riservavo aspettative decisamente alte; probabilmente alimentate non solo dall'argomento ma anche dal decisamente notevole apparato grafico del volume.

Cosa mi ha lasciata perplessa?
-Troppo spesso l'autrice si perde in interpretazioni, spesso negate dallo stesso Miyazaki, non particolarmente interessanti o veritiere ripetendosi continuamente.
-Lo stile di scrittura non è dei più gradevoli: nessuna frase complessa e uso decisamente eccessivo (per non dire abuso) del punto, il che durante la lettura risulta alquanto fastidioso.

D'altro canto il testo gode di un apparato grafico splendido e ben curato, le informazioni biografiche su Miyazaki e la creazione da parte sua dello Studio Ghibli sono sicuramente soddisfacenti per chi, come me, vuole avvicinarsi di più al mondo incantato del maestro d'animazione nipponico senza alcuna conoscenza preesistente (oltre la visione dei film ovviamente) e, se alcuni dei commenti alle opere sono decisamente noiosi e prolissi, altri sono invece molto interessanti.

E' per questo che gli do 3 stelline: non nascondo di essere rimasta profondamente delusa da questo testo ma non posso neanche dire non abbia alcun aspetto positivo.
Profile Image for BookishBea.
45 reviews8 followers
February 3, 2023
Ho sempre adorato i suoi film ed ero curiosa di leggere una critica un po' più accurata di quella che si trova online. Il testo si è rivelato all'altezza delle aspettative e soprattutto pieno di belle immagini tratte dai film. Manca solo la copertina rigida.
Profile Image for Pomello.
62 reviews1 follower
November 1, 2019
Belle foto.

Bella copertina.

Fortunatamente ho avuto questo libro in regalo, perchè il prezzo è totalmente sproporzionato al suo contenuto!

Al di là di alcuni, pochi, aneddoti interessanti presentati dall'autrice, il libro è di una pesantezza unica.
E' faticoso.

Attendevo con ansia i capitoli sui film e la delusione nel leggerli è stata rara.
L'autrice si lancia in interminabili riflessioni personali, alcune per carità anche interessanti, tediando il lettore.
Sfinendolo!

I lunghi racconti delle trame sono inutili per chi ha visto i film e dannosi per chi non li ha visti, con spoiler completi e non annunciati.
Righe e righe di presentazione della trama passo passo, che hanno solamente la funzione di allungare il brodo (e far lievitare il prezzo direi!) del libro.

Il linguaggio autocelebrativo utilizzato dall'autrice non fa che rincarare la dose, assieme ad un editing decisamente poco attento. Specialmente nella seconda parte.

Le parti più interessanti sono state quelle inerenti le serie TV e Manga, il resto sembrano articoletti presi da qualche blog.
Dove probabilmente avrebbero avuto un impatto ben differente. Ma presentato come libro, il contenuto lascia molto a desiderare.



Profile Image for Antonella Montesanti.
1,119 reviews26 followers
September 27, 2021
Libro ni.
Non mi ha convinta per nulla.
L'argomento è bellissimo, il magico mondo incantato di questo regista, molto famoso per i giapponesi, e del mondo Ghibli, la storia del "papà" del famoso cartone animato Heidi, di Kiki e molti altri manga e anime famosi in tutto il mondo.
La scrittura e il modo di presentare i film lascia il tempo che trova.
L' autrice, a parte il raccontare la trama di ogni film, che si può benissimo trovare ovunque e far spoiler sui finali, inopportuno per chi ancora non li avesse visti, si perde poi in riflessioni ed elucubrazioni del tutto personali, fa voli pindarici che confondono il lettore.
Oltretutto il suo personale parere a volte va a scontrarsi con quello dello stesso Miyazaki.
A parte qualche aneddoto poco conosciuto e le favolose illustrazioni e locandine dei film, sono rimasta un pochino delusa da questo libro, da cui mi aspettavo molto di più.
25 reviews
December 30, 2019
Belle immagini, considerazioni critiche limitate, sono più che altro riassunti delle trame dei film.
Profile Image for Valis.
16 reviews1 follower
January 27, 2020
Mi ha tratto in inganno la copertina, io personalmentemi aspettavo un saggio. Invece, come hanno scritto già in molti, è troppo soggettivo nella scrittura e nell'interpretazione dei film, senza alcun supporto di fonti. Bocciato.
Profile Image for Marceline.
20 reviews
January 13, 2021
Semplicemente tutta la filosofia dietro i film di Miyazaki e studio Ghibli. Imperdibile.
Profile Image for Maiko76.
156 reviews5 followers
February 3, 2021
Che delusione ☹️ se volevo leggere le trame dei film andavo su Wikipedia.
19 reviews
September 18, 2022
Lettura veloce e approfondita della vita e delle opere di Miyazaki. Approfondimenti e curiosità arricchiacono le pagine di questo libro. Essenziale per gli amanti dei suoi lavori.
Profile Image for Marta.
13 reviews3 followers
February 12, 2017
Per fortuna questo libro mi è stato regalato!
L'ho trovato decisamente un libro noioso e anche scontato. Da fan di Miyazaki e di cultura giapponese speravo di leggere qualcosa di più accattivante e interessante. L'autrice si diletta in voli pindarici dal dubbio gusto, e in metafore ardite.
Quando parla dei film di animazione sembra di leggere una pagina di Wikipedia.
Non metto in dubbio che siano state condotte ricerche per costruire questo libro, ma ho trovato tutto molto superficiale.
Oltre a fare spoiler sulla fine dei film (certo, non stiamo parlando di film gialli, ma comunque infastidisce), l'autrice porta avanti interpretazioni che sono state più volte smentite da Miyazaki stesso e dallo Studio Ghibli solo perché i fatti sembrano combaciare alla perfezione (mi riferisco a Totoro nel particolare).
Leggerlo è stata un po' una sofferenza, eppure è un libro la cui gran parte delle pagine è composta da immagini.
Peccato, speravo di leggere qualcosa di interessante sul mondo del regista giapponese!
(La parte più utile, secondo me, resta la filmografia nella parte conclusiva del libro).
Profile Image for Riccardo.
260 reviews10 followers
January 27, 2015
Lacrime napoletane a ogni pagina soprattutto per i ricordi e le emozioni che i film di Miyazaki lasciano anche ad anni di distanza dalla visione.

Lato libro purtroppo l'autrice si concede qualche fantasia di troppo, insiste su interpretazioni smentite dallo stesso Miyazaki, si "dimentica" una serie di film Ghibli indimenticabili. Inoltre la qualità dell'editing cala letteralmente a picco nella seconda metà del libro.

In ogni caso se riuscite a metterci mano -magari con un po' di sconto anche se il prezzo elevato è giustificato dalla qualità della carta e dal grande numero di immagini- è una buona lettura per scoprire qualcosa di nuovo sul nostro regista preferito.
Profile Image for Riccardo.
31 reviews3 followers
February 15, 2016
Immagini molto belle ma, specialmente da quando si comincia a parlare dei lungometraggi, il contributo dell'autrice si limita ad un riassunto degli stessi senza portare molto valore aggiunto a quello che uno già sa o può sapere tramite una veloce ricerca su Wikipedia. Un aspetto molto interessante sarebbe stato il processo di lavorazione che ha portato alla creazione dei film, per esempio.
Il risultato è che il lettore comincia questo libro con entusiasmo, per cominciare a mollare la presa verso la metà e non aver più speranze man mano che va avanti.
Peccato.
6 reviews
January 16, 2022
Nonostante molti commenti negativi, ho trovato il libro istruttivo/informativo per conoscere il percorso artistico di Miyazaki e ripercorrerne la storia. Inutile dire che le innumerevoli illustrazioni unite alla qualità della carta contribuiscono decisamente al voto finale.
Displaying 1 - 22 of 22 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.