"Quando un grande paese è in mano a una sola persona per molto tempo, quella persona perde il contatto con la realtà, si fa un'idea del mondo tutta sua, si immagina, grazie anche a quelli che lo circondano, prima di tutto di essere infallibile, e anche di essere l'unto di Dio, e perciò di poter vedere più lontano, meglio di tutti." Questo è quello che pensa Boris Akunin sulla Russia contemporanea e sui pericoli del potere quando rimane concentrato troppo a lungo sotto il controllo di un'unica persona. L'avvocato del diavolo immagina un futuro distopico in cui la Russia è governata da un nuovo regime dopo l'improvvisa caduta del Leader Nazionale, chiara trasfigurazione dell'attuale presidente Putin. Il neoeletto governo, promettendo una rivoluzione democratica, lancia un piano di Ristrutturazione Totale per ridare speranza al popolo e all'Occidente. Quando Boris Turgencikov, uno scrittore dissidente perseguitato dal vecchio esecutivo, torna in Russia per assistere ai cambiamenti messi in atto al suono dello slogan "Onore e Onestà", resta invischiato in una surreale vicenda giudiziaria. Ingaggiato da una attivista dei diritti umani, si trova a fare da difensore al vicesegretario del morente Leader Nazionale, diventato il capro espiatorio, il diavolo, il vero fautore di tutte le nefandezze del vecchio regime. Nel corso del processo, emerge un quadro di manipolazione politica e propaganda del tutto identico a quello del regime precedente, e Boris scopre che la libertà tanto promessa è solo un'illusione. Boris Akunin riflette sul presente della Russia e, citando l'introduzione di Paolo Nori, "prova a immaginare un futuro possibile, in bilico tra la migliore e la peggiore delle ipotesi". Oltre che un'aperta denuncia dei fatti e delle persone reali che compaiono tra le pagine, L'avvocato del diavolo è nella sua essenza una satira spassosa e feroce contro tutti i regimi e contro ogni limitazione della libertà di espressione.
Real name - Grigory Shalvovich Chkhartishvili (Russian: Борис Акунин; Georgian: გრიგორი შალვას ძე ჩხარტიშვილი; Аlso see Grigory Chkhartishvili, Григорий Чхартишвили), born in Tbilisi, Georgia, in 1956. Since 1958 he lives in Moscow. Writer and translator from Japanese. Author of crime stories set in tsarist Russia. In 1998 he made his debut with novel Azazel (to English readers known as The Winter Queen), where he created Erast Pietrovich Fandorin. B. Akunin refers to Mikhail Alexandrovich Bakunin and Akuna, home name of Anna Akhmatova, Russian poet. In September of 2000, Akunin was named Russian Writer of the Year and won the "Antibooker" prize in 2000 for his Erast Fandorin novel Coronation, or the last of the Romanovs. Akunin also created crime-solving Orthodox nun, sister Pelagia, and literary genres. His pseudonyms are Анатолий Брусникин and Анна Борисова. In some Dutch editions he is also known as Boris Akoenin.
Una distopia fantastica sulla Russia del dopo Putin. Immaginate il Leader Nazionale colpito da infarto in diretta televisiva. Immaginate una grande Nazione che finalmte si sente libera e può guardare a una possibile democrazia, cominciando a portare in giudizio tutti i corrotti del vecchio regime.
Una delle concezioni politiche più false è l'idea secondo cui il potere provenga dal polpolo e appartenga al popolo. E' previsto che sia il popolo a fare le leggi attraverso i propri deupati, che lo rappresentano. Ma le elezioni democratiche sono una baracconata del tutto ipocrita, dove con grandi somme di denaro si attirano sempre dalla propria parte furbi tecnologi, artisti popolari, e giornalisti persuasivi...
E provate a divertirvi nell'indovinare come va a finire. 87 pagine di puro godimento.
È un romanzo che parte da un'idea molto interessante ma che non è sempre soddisfacente nel modo in cui lo tratta. Ci sono un sacco di passi molto amatoriali che danno l'impressione che l'autore non sia del tutto in grado di mantenere lo stesso livello nel trattare il tema e sembra di passare da un romanzo di fantascienza a quasi una fan fiction sporcata da citazioni ironiche. A salvare il libro da questo caos altalenante il finale, in cui l'autore si ricorda perché sta effettivamente scrivendo questo libro e dice finalmente senza perdersi quello che voleva dire (anche se riuscendo comunque a rovinare tutto con una sola frase finale).
devo confessare che non mi ha entusiasmato come altri libri di B.Akunin. si legge velocemente e la lettura fila liscia, ma... non lascia niente, nonostante l'argomento che sembrava interessante.
è un eccellente romanzo breve, nella grande tradizione russa di Gogol unendo cinismo, ironia, dramma e un senso di ineluttabilità della Storia che schiaccia le vite brevi degli Uomini
Vicenda surreale e difficile da comprendere tra citazioni letterarie, riferimenti storici e politici se non si conoscono i vari meccanismi della vita russa.