Il paradosso del gatto di Schrödinger: una metafora della condizione umana, focalizzata sulla intricata e dolorosa questione della perdita di una persona amata. Il gatto, contemporaneamente vivo e morto, è anche allo stesso tempo qui e altrove, e su questa effettiva condizione di possibilità Forest innesta, come negli altri suoi romanzi, una dimensione autobiografica, che è radice di più ampie elaborazioni sulla realtà dell’immaginabile. La meditazione sul desiderio e sul lutto è riflessione sull’umanità più comune, sulle paure e le gioie più basilari. La riflessione sfiora il racconto filosofico per scegliere di farsi creazione, e rapisce il lettore che si trova, al di fuori del tempo e dello spazio, a rilevare nuovi confini di sé e del mondo. Ci riconosciamo così in grado di dare un senso al nulla da cui solo apparentemente ci sentiamo circondati. Intuiamo la compiutezza delle cose, in una specie di favola in cui vediamo le vite che potremmo vivere, le esistenze di cui potremmo esser parte e gli universi in cui potremmo abitare. E che forse abitiamo.
Avevo grosse aspettative su questo libro, ed in effetti pur partendo in maniera avvincente, presto si perde in continui e tedioso onanismi mentali sui multi versi e le realtà parallele. I paragoni con la quanto meccanica e la vita reale è interessante, sebbene per 300 e passa pagine l'autore torni sempre a battere su gli stessi tasti. non nascondo che spesso durante la lettura finivo per pensare a tutt'altro. Delusione.
Absolument nul ! Des pages entières de description narcissiques autour de l'histoire d'un chat qui des fois est là, des fois est pas là. Un style tellement autosuffisant qu'il s'autoparodie.
Deux étoiles pour les belles pages trop rares sur la mort de sa fille. Pour le reste peu de choses à sauver : platitude, clichés, bêtises. La mécanique quantique semble profondément mal comprise.
Un essai philosophique sur la physique quantique, les chats, les univers parallèles et le deuil. Malgré quelques redondances et errances intellectuelles, la fable a laquelle nous invite Philippe Forest est touchante de vérité et l'expérience réussie à de nombreux endroits.
Un extrait qui résume bien la lecture : "Une vague histoire, construite sur la tête d'épingle d'une anecdote inconsistante (un chat un soir dans un jardin), sautant du coq à l'âne, mélangeant les décors, les époques, les personnages, changeant constamment de ton, passant du plus grave au plus léger, avec tout ce qu'il faut pour consterner le jugement et la sympathie."
Letto per la mia tesina di Maturità scientifica: un libro che sa coniugare razionalità filosofia e sentimenti con una narrativa stupenda, ci sono davvero affezionata.
Un trattato sul comportamento dei felini? Alla fine ritengo che si tratti semplicemente di un diario, in egual misura autobiografico e romanzato. Là dove ogni autobiografia finisce in leggenda, se non in veridica menzogna. http://www.piegodilibri.it/narrativa/...