I duchi di Ravensmoore si sono sposati in circostanze particolari, e i loro accordi prematrimoniali non prevedevano nessun tipo di convivenza, né di intimità. D’altra parte il duca aveva già un ottimo erede in John, figlio di suo cugino. Dal giorno delle nozze sono passati nove anni in cui le Loro Grazie non hanno trascorso una sola notte sotto lo stesso tetto. Quando però spunta dal nulla un parente più prossimo, dalla pessima reputazione, il duca e la duchessa si vedono costretti a modificare gli accordi presi, al fine di produrre un erede.
«Domattina per prima cosa andrò a uccidere vostro fratello» disse Balthazar quando fu in grado di parlare. «Pessima idea, potreste essere arrestato e non siamo sicuri che io sia già incinta.» «Avete ragione, allora aspetterò la lieta novella.» «Già che ci siete, attendete anche di vedere se sarà maschio o femmina.» «State cercando di salvare vostro fratello?» «No, semplice buon senso.»
Come faccia la Quasi a trascinarmi all'interno delle sue storie è per me ancora un mistero. Alcune trame mi catturano immediatamente, altre, come questa de "La questione dell'erede" mi lasciano tiepida. Di matrimoni di convenienza nei romance storici ne abbiamo letti a iosa e quindi per me, leggendo la trama, nessuna scintilla è scattata. E invece... Il libro inizia quasi in sordina, nei primi capitoli "niente di nuovo sul fronte occidentale", ma poi la sua penna e il suo stile hanno la meglio sulla trama e ti trovi a girare le pagine in maniera forsennata per arrivare al quid. I duchi di Ravensmoore si sposano per convenienza, senza aspettative future, si sposano perché lo esigono varie situazioni. Accade però qualcosa che cambia le carte in tavola e i due protagonisti sono costretti a una reciproca conoscenza, non proprio "biblica". Con la sua penna leggiadra e ironica anche stavolta, la Quasi, riesce a fare la sua magia: farmi appassionare a una storia che pensavo scontata.
ma che vogliamo dire alla Quasi? COSA? solo a lei vengono in mente certe trame, certi personaggi, con quei dialoghi pungenti, ironici e allo stesso tempo assolutamente raffinati. ne sono già orfana e non vedo l'ora, proprio non la vedo, di rincontrare Theodore e Miss Ashbury che con quei caratterini ce ne faranno vedere delle belle
È un romanzo scritto molto bene, con una prosa capace di avvolgere il lettore e creare un’atmosfera intima, raccolta, quasi domestica. È uno di quei libri che ti fanno sentire a casa, più che tenerti incollata alla pagina per sapere “come va a finire”.
La trama in sé non è particolarmente avvincente e non punta sul colpo di scena o sull’intreccio serrato. Il vero valore del libro sta altrove: nel tono, nel ritmo pacato e nella capacità di trasmettere una sensazione di calma e familiarità. È una lettura ideale quando si ha bisogno di rallentare e ritrovare tranquillità.
I personaggi sono il vero punto di forza: ben delineati, credibili, piacevoli, al punto che ci si affeziona facilmente a loro anche in assenza di grandi eventi narrativi. Sono figure che accompagnano più che sorprendere, e lo fanno con naturalezza.
In definitiva, non è un romanzo che colpisce per la trama, ma per l’atmosfera e la scrittura. Una lettura gentile, accogliente, che lascia una sensazione di quiete.
La storia mi ha un po' annoiata. Mi aspettavo più azione, più cattiverie dal nipote. Il 70% del libro racconta la frustrazione dei personaggi perché non riescono ad aprirsi e parlare sinceramente tra di loro. P.S. Abilene è meglio.
Ho sempre un po’ di timore a leggere di storie ambientate nella Londra del XIX secolo, dove si parla di Ton e di regole strette e asfissianti come i corpetti che quasi soffocano le povere donne costrette a portarli. Qui, però, mi sono fatta prendere e trascinare senza sosta, pagina dopo pagina, sempre più curiosa di vedere come sarebbe andata a finire tra due persone di cui mi sono innamorata. E anche con i personaggi secondari (motivo per cui non vedo l’ora di leggere di Theodore e Miss Ashbury).
“ Milady, Intendo farvi visita presso la vostra residenza martedì prossimo alle ore tre del pomeriggio. È mio desiderio discutere alcune questioni che richiedono la nostra congiunta attenzione. Spero che tale orario sia conforme ai vostri impegni. In caso contrario, fatemelo sapere. Ravensmoore.”
Inizia più o meno così, la storia, con Lord Ravensmoore che fa recapitare un biglietto alla moglie per vedersi e discutere di un affare di estrema urgenza. Se così non fosse, non si sarebbe preso la briga di chiederle un tete-à -tete: in nove anni non è mai successo. Non che sia del tutto anomalo, ma di solito la vita da separati, ognuno nella propria residenza, avviene dopo anni e anni di vita coniugale, non subito dopo le nozze. Il caso di Eleanor e Balthazar è diverso, il loro è stato un matrimonio di convenienza: lei aveva bisogno di un marito titolato, lui di una moglie con un patrimonio tale da appianare i debiti lasciati da un padre senza il minimo senso dell’economia, la sfortuna e le circostanze, oltre alla lungimiranza di Theodore, fratello di lei, hanno fatto il resto.
Il loro, dicevo, celebrato in fretta e furia, con Eleanor distrutta dal dolore e Lord Ravensmoore preoccupato più che mai, ma grato per l’occasione avuta. Subito dopo il matrimonio i due hanno preso a fare la vita di prima, lui occupato a gestire la tenuta di Epping e a presenziare in Parlamento, lei nella casa di Richmond che lui le ha messo a disposizione, a vivere nel modo più discreto possibile, lontana dal pettegolezzo. Non ho idea di quanto avrebbero continuato ad andare avanti così, ma un lontano parente scapestrato, un avanzo di galera, spunta come potenziale erede di tutto il patrimonio dei Ravensmoore. Purtroppo legittimo data la mancanza di eredi diretti. E questo rappresenta un enorme problema che però si potrebbe risolvere… Avete immaginato come? Siete pronti a scoprire come il duca e la duchessa si adopereranno per risolvere la faccenda?
Come dicevo all’inizio mi sono divertita e mi sono anche molto commossa di fronte alla tenerezza di Lord Ravensmoore, con il suo carattere pragmatico e timido ( che mi ha ricordato tanto il mio amato S.), tranquillo soltanto in apparenza. Ho apprezzato moltissimo anche Eleanor che non è convenzionale, ha un carattere intelligente, vivace e libero, forse un po’ troppo per quei tempi… quante donne hanno dovuto reprimersi per sottostare alle buone maniere e a ciò che non è scandaloso? (e dire che il Ton è una creatura che si nutre di pettegolezzo e scandali! Bleah!). I dialoghi tra loro sono divertenti, brillanti, e per come sono scritti e gestiti, illuminano sulle dinamiche matrimoniali dell’epoca. L’autrice lo scrive, nei ringraziamenti, che i suoi personaggi si comportano in parte come persone dei giorni nostri e non come inglesi dell’epoca, ma ai miei occhi non è una pecca, è un valore aggiunto: è un romance storico, non un saggio sugli usi e costumi inglesi di fine Ottocento. E il vederli muoversi in una società dove un mignolo alzato o un inchino poco profondo, o un dove due coniugi che passano troppo tempo insieme ad un ricevimento equivale a bestemmiare, mi è piaciuto. Rende bene e meglio l’idea di come doveva essere vivere là. Il mio settembre inizia con una crush totale per Balthazar, che è il mio personaggio preferito della storia, seguito a ruota da Eleanor e Nath.
Un mistero è Miss Ashbury, che si muove sullo sfondo ma ha un ruolo fondamentale e che avrà molto da dire, già lo so, nel seguito di questo romanzo. La scrittura è semplice, ma non banale, il ritmo è sempre ben sostenuto e i capitoli brevi lo rendono molto piacevole.
Non conoscevo questa autrice e sono contenta di aver iniziato la sua conoscenza con “ la questione dell’erede” perché mi ha fatto bene al cuore, certe tematiche per me sono una ferita aperta, e grazie a questo libro non mi sono ritrovata a piangere lacrime amare, ma a sciogliermi di tenerezza di fronte ad una coppia che passa momenti difficili, ma che si rispetta e si ama (anche se ci vorrà un bel po’ prima di ammetterlo).
Quindi il mio voto è 4 stelle e mezzo (la quinta non la do per via di Theodore e quella sua fissa per ritagliarsi un posto nella nobiltà a tutti i patti! Comprensibile, eh… però a me ad un certo punto ha fatto alzare gli occhi al cielo! ) e una frase di Eleanor che mi ha fatto ridere un sacco: “ci vorrebbero più gazebo ai ricevimenti!” Buone letture e alla prossima! Una domanda per chi lo ha letto: questo mi è piaciuto molto, con quale proseguo di questa autrice? Invece: “una ragazza d’altri tempi” della Kingsley potrebbe piacermi?
Emanuela - per RFS . La Questione dell’Erede ci trasporta nell’intrigante mondo dell’alta società inglese, dove i Duchi di Ravensmoore vivono un matrimonio di facciata, un’unione sigillata più da contratti che da sentimenti. Per nove lunghi anni, il Duca e la Duchessa hanno mantenuto una rigorosa distanza, con accordi prematrimoniali che escludevano convivenza e intimità, forti della presenza di John, il cugino erede del Duca.
La trama prende una svolta inaspettata e avvincente quando un parente sconosciuto, dalla reputazione tutt’altro che impeccabile, fa la sua comparsa, minacciando la linea di successione dei Ravensmoore. Questa irruzione costringe i due protagonisti a rimettere in discussione gli accordi presi e a considerare l’impensabile: la necessità di concepire un erede.
Il romanzo promette di esplorare le dinamiche complesse di un matrimonio combinato, la tensione tra dovere e desiderio, e la progressiva evoluzione di un rapporto che nasce da una necessità e potrebbe sbocciare in qualcosa di più profondo. Come reagiranno il Duca e la Duchessa a questa nuova imposizione? Riusciranno a superare i nove anni di estraneità e a trovare un terreno comune, non solo per il bene del casato, ma anche per il proprio?
Ciò che rende La Questione dell’Erede particolarmente attraente è il fatto che porta impresso il sicuro marchio di fabbrica dell’autrice Rebecca Quasi. I lettori che già apprezzano il suo lavoro ritroveranno il consueto brio e stile che caratterizzano le sue opere, con dialoghi brillanti, personaggi ben delineati e una narrazione scorrevole che cattura l’attenzione fin dalle prime pagine.
La Quasi è una di quelle autrice con cui mediamente vado sul sicuro, specie se si tratta di Historical Romance. E anche in questo caso è stato così.
Balthazar, ovvero Lord Ravensmoore, si ritrova Duca e senza un penny, a causa di una pessima gestione dei fondi da parte del padre. Eleanor, invece, proviene da una famiglia arricchita, è innamorata del suo promesso sposo, che la mette incinta ma, ubriaco, muore a pochi giorni dal matrimonio. Per cui chi meglio di Lord Ravensmoore può sposarla a quel punto, in cambio di un’importante dote? Per nove anni i due vivono in case separate, nemmeno si parlano, finchè, per paura che il casato finisca in pessime mani, la coppia si trova a dover affrontare l’idea di mettere al mondo un erede. E sarà così che i due impareranno a conoscersi e ad apprezzarsi sempre di più.
Ho trovato la storia davvero molto carina, una vera e propria coccola, che ha fatto sì che praticamente divorassi il romanzo. È una storia divertente, grazie soprattutto ai dialoghi tra i due, fatti di battibecchi e uscite argute. I personaggi mi sono piaciuti davvero molto. Ravensmoore è un uomo fintamente tutto d’un pezzo, ma in realtà è un uomo estremamente timido e dolce. Eleanor, invece, è una donna decisamente troppo intelligente e libera per il suo tempo, ma forse proprio per questa sua modernità mi è piaciuta ancora di più. Il mio personaggio preferito è stato comunque il piccolo Nath, trovatello accudito sin dalla nascita da Eleanor, così dolce e fedele alla donna, ma soprattutto un bambino estremamente arguto.
Arrivata alla fine, comunque, non vedo l’ora di leggere il libro su Miss Ashbury e Theodore!
Inghilterra, 1887. I duchi di Ravensmoore si sono uniti in matrimonio nove anni prima, in base ad accordi tanto rigidi quanto poco romantici: nessuna convivenza, nessuna intimità, nessun erede necessario. Del resto, il duca poteva già contare su John, il figlio del cugino, come futuro successore. Un'unione fredda e formale, consumata solo su carta. Ma l’imprevisto irrompe sotto forma di un parente ancora più vicino (e ben più scandaloso), costringendo la coppia a rivedere i patti: stavolta, l’erede va fatto sul serio. L’originalità dello spunto è ben gestita nella prima parte del romanzo, dove il tono ironico e il garbo narrativo rappresentano la cifra stilistica più riconoscibile di Rebecca Quasi. I dialoghi sono brillanti, le situazioni paradossali ma credibili, e il duca — restio e compassato — funziona bene accanto a una duchessa altrettanto poco incline all’ardore. Meno riuscita, invece, la seconda parte della narrazione, dove la storia sembra perdere slancio e incisività. I meccanismi del romance storico — per loro natura più esigenti in termini di ambientazione e tensione narrativa — mettono alla prova un’autrice che si muove con maggiore disinvoltura nel contemporaneo. È lì che Rebecca Quasi dà il meglio di sé: relazioni moderne, dialoghi taglienti, situazioni leggere ma affilate. In definitiva, questo romance storico si legge con piacere, grazie soprattutto a una prima metà vivace e originale. Non sarà l’opera più memorabile dell’autrice, ma conferma — anche nei suoi limiti — la sua capacità di costruire storie fuori dagli schemi. Quattro stelline.
recensione per blog letture sale e pepe Ogni nuova uscita di Rebecca Quasi va festeggiata al pari di un lieto evento, ed è proprio di eredi che si parla in questo suo ultimo lavoro.
La storia è ambientata nel periodo Regency dove i matrimoni combinati erano all’ordine del giorno, e quelli d’amore, in particolare nel mondo della nobiltà, erano considerati con sospetto e ribrezzo, ma quello che metteranno in scena i protagonisti sarà tutt’altro che normale per i tempi.
Eleanor e Balthazar si incontrano ad una delle tante feste della Stagione londinese, mentre lei è già fidanzata e a un passo dall’altare, lui sta cercando una moglie con una buona dote per mettere in sesto le finanze disastrate; fra loro la scintilla dell’intesa scatta subito, l’inattesa confidenza fluisce spontanea, decisamente straordinaria per due perfetti estranei.
Senza voler spoilerare il “fattaccio” che scombinerà i piani originari, Miss Eleanor Eldridge, di famiglia facoltosa ma senza lignaggio, andrà in sposa proprio a Sua Grazia Balthazar Hawthorne, il duca di Ravensmoore in rovina, un mero contratto do ut des.
Nessuna pretesa di intimità né obbligo di frequentazione per questo rapporto, infatti per ben nove anni non si vedranno nemmeno per sbaglio, senonché un pretendente al titolo di duca scavalcherà quello che Ravensmoore aveva dato per legittimo e, pur di non lasciare titolo e proprietà ad un farabutto, dovrà mettere in atto il piano B per eccellenza: mettere al mondo un erede.
Avendo già una moglie, e dai suoi ricordi anche ben gradita, Baltazhar si rimetterà in contatto con Eleanor per questa singolare réunion con la finalità di mettere in cantiere un futuro duca.
Di trama non ne voglio anticipare più, preferirei concentrarmi sui protagonisti che potrei definire una bella gabbia di matti; nessuno di loro seguirà i modi imposti dalla società e, con una ventata di modernità, punteranno al loro benessere a dispetto delle pretese del ton.
Il duca, di indole arguta ma placida, si dimostrerà combattivo nel dimostrare le sue buone intenzioni per il periodo di silenzio, rivendicando il suo amore per la bella consorte e rivelando un pragmatismo che lo aiuterà a tirarsi fuori dalle situazioni spinose che si affaccenderanno. Il suo senso di protezione verso la duchessa sarà commovente, al pari della (tardiva) dedizione.
Eleanor ben lontana dall’immaginario della damina tutta futilità, tè e pasticcini, dopo aver condotto una vita appartata per nove anni (con la sola compagnia dell’amica Miss Ashbury e del suo pupillo Nathaniel), verrà rimessa in gioco come moglie e duchessa, offrendole la possibilità di recuperare il tempo perduto, senza troppo imbarazzo o ritrosia.
Sul piccolo Nath vorrei fare una parentesi speciale, i bambini raccontati nei romanzi di Rebecca sono tutti svegli e dotati di un raziocinio particolarmente sviluppato per la loro età; questo ragazzino in particolare mi ha ricordato tanto il Diego de Il gigante con il violino: impossibile non amarlo!
Ci saranno i consueti appuntamenti mondani fra feste, teatro, l’Ascot gold cup e i placidi ritiri in campagna che siamo abituati a leggere in ogni regency che si rispetti, ma quello che contraddistingue questo fra tanti altri è il marchio di fabbrica ironico dell’autrice; della serie sarà anche un regency ma non aspettatevi che sia “normale”.
La modalità delle interazioni fra i personaggi sarà quasi anacronistica, si scherzerà sugli equivoci:
Eleanor: “Io immaginavo che voi aveste un amante. Senza apostrofo”
Baltazhar: “Non avevo nessun amante, in nessuna forma ortografica”
e si godrà di una storia d’amore così inattesa e travolgente poiché “a volte la vita capita. Ci sono eventi che sembrano scelte, ma in realtà sono destino”
La meravigliosa narrazione in terza persona, poi, completerà il pacchetto donandoci un romanzo godibilissimo, che si legge ad una velocità strabiliante grazie anche ai capitoli brevi che snelliscono il tutto.
Ho iniziato e finito questo libro in meno di un giorno, mentre cucinavo, accendevo il forno e facevo un danno dopo l'altro (la ciambella allo yogurt è letteralmente esplosa nel forno e per pulire ho impiegato tanto di quel tempo...).
Menomale che avevo le cuffie e il Duca e la Duchessa di Revensmoore mi hanno intrattenuta per ore, perché altrimenti ripulire tutto al silenzio sarebbe stato ancora più brutto.
Che meraviglia gli audiolibri.
È strabiliante poter far altro e allo stesso tempo viaggiare con la mente nel 1820, in una società dove il matrimonio per amore era considerato uno scandalo e amare la propria moglie un sacrilegio... Ne LA QUESTIONE DELL'EREDE Balthazar ed Eleanor si sono evitati per nove anni, vivendo separati e lontani per motivi un pò comprensibili, ma comunque strambi e folli. C'è voluto il pericolo di perdere tutto per smuoverli. La comparsa di un erede alternativo non proprio favorevole, li porrà davanti ad una scelta obbligata...
Cosa potrà mai andare storto?
Ps: Perché non ho il seguito?!? Ne ho bisogno! Devo sapere!
Pss: Questo volume è autoconclusivo, tuttavia l'autrice ha inserito (almeno su Audible) capitoli inediti del secondo libro della serie, incentrato sul fratello della Duchessa ed io voglio leggerlo subito!!
Inghilterra, 1877. Balthazar Ravensmoore si trova a una cena quando, dall'intimità delle fronde del parco, della notte e di un gazebo, spunta una donna in difficoltà: Eleanor Eldridge. Da gentiluomo com'è, sarà pronto a prestarle aiuto; non solo in quella circostanza, ma anche quando, poco tempo dopo, gli verrà chiesto di sposarla. Peccato che il matrimonio non venga mai consumato, perché i duchi di Ravensmoore non intendono convivere sotto lo stesso tetto (e nello stesso letto). Dopo 9 anni, tuttavia, un evento imprevisto rende la lontananza non più accettabile. Per salvare il casato occorre un erede. E c'è chi potrebbe procrearlo. In questo romanzo storico colorato di rosa, Rebecca Quasi, autrice indipendente di successo che spazia dalla narrativa contemporanea a quella ambientata nel passato, crea non solo una storia avvincente e personaggi che conquistano, dal primo all'ultimo, la simpatia dei lettori, ma anche un'ambientazione perfetta e dialoghi sottilmente ironici, degni del miglior humour inglese. Mi è piaciuto moltissimo leggere questo libro e ne ho subito cercato altri di questa autrice dal tocco arguto, leggero e garbato.
Mi piace come scrive Rebecca, riesce a far risultare leggero il tutto, nonostante la solennità e la pomposità dell'epoca, anche i personaggi mi sono piaciuti, hanno carattere, spessore e sono ben inseriti nella trama (che non è scontata), nell'epoca, nell'età e nel tutto insomma! "Ci sono altri segreti di cui volete parlarmi? Avete un cane? Dei prigionieri in cantina? Contrabbandate whisky?" L'ironia contraddistingue sempre i suoi libri, e la apprezzo molto. Sono riuscita ad immedesimarmi subito in Ellie, la sua frizzantezza è contagiosa; ho stimato il duca di Ravensmoore fin dalle prime battute, rispecchia esattamente quello che dicono di lui, è un signore, punto. Nath è un grande personaggio già di per sé, sarei curiosa di seguire la sua storia. Super riassunto senza spoiler? Un matrimonio riparatore, un accordo molto preciso, ma quando dopo 9 anni spuntano dei problemi, entrambi sono d'accordo sul da farsi, e questo implicherà il conoscersi.
4 stelle piene non solo per la storia, ben scritta e avvincente, ma soprattutto per lo spirito ironico di alcune scene. Qui non abbiamo la solita donnina, senza cervello che si è fatta infinocchiare a suon di dolci parole. C'era una donna innamorata e avventata, che ha sbagliato, ma che poi ha dedicato 9 anni a seguire a fare ammenda aiutando giovani sventurate, restando nell'ombra, per evitare qualsiasi tipo di scandalo che potesse nuocere al nome del marito. Lui è il tipo da:" Vado ad uccidere tuo fratello" a "non vorrei nuocervi" in un secondo. Spettacolare.
Ironico, divertente, dolce. La tenerezza di Balthazar che ama la moglie e la libertà di Eleanor che non si fa problemi a chiedere e a ottenere le attenzioni necessarie per occuparsi della questione dell'erede. L'incapacità di stare lontani e frenare la passione, così disdicevole per una coppia sposata. I battibecchi tra Ted e Amanda, le risposte argute di Nath, i dialoghi tra Balthazar ed Eleanor. Tutte queste cose rendono il libro scorrevole, divertente e appassionante.
Non voleva nessun erede, voleva solo lei, per un numero illimitato di giorni. Era sempre stato così, sin dal primo ballo dai Ponsonby del 1878 e non era cambiato nulla. Ma poiché non poteva dirglielo, si era limitato a tenerla stretta e a baciarle i capelli fino a che non si era addormentata.
3,7 Romanzo leggero, carino e che si legge velocemente, niente di indimenticabile ma è stato piacevole per accompagnare in modo spensierato qualche ora di viaggio. Alcune battute mi hanno veramente fatto ridere e i due protagonisti sono piuttosto simpatici (lui in particolare!).
Che bella scoperta! Libro molto scorrevole, trama intrigante al punto giusto, finalmente una ventata d’aria fresca nell’ambito romance senza grandi drammi o scene sessuali esplicite messe a caso. Complimenti veramente all’autrice, non vedo l’ora di leggere altro!
La questione dell’erede racconta come vecchi silenzi e tensioni familiari tornino a galla quando c’è un’eredità in gioco. I personaggi sono realistici, fragili, e la storia coinvolge senza bisogno di eccessi. Una lettura intensa e scorrevole, che lascia qualcosa anche dopo l’ultima pagina.
Piacevole romanzo rosa ambientato nell'Inghilterra di fine '800. Pensavo fosse più melenso, in realtà tratta anche alcuni argomenti importanti, per esempio l'adozione. Consigliato per una lettura leggera ma non frivola.
Questo libro mi ha tenuta incollata fin dalle prime pagine, una piccola coccola dolce e rasserenante. Dai primi capitoli ci sono dei colpi di scena che tengono viva la storia, ma sono eventi quasi sempre dolci che danno nuove prospettive alla storia.
Come al solito i libri della signora Quasi li adoro, li divoro e mi appassionano. Spero esca presto il prossimo e quello di seguito che spero sia su Nath.