3 stelline e mezzo per questa storia che ho ascoltato in formato audiobook :)
"Per certi viaggi non si parte mai quando si parte. Si parte prima. A volte molto prima. Sono bastate poche parole: Suo figlio probabilmente è autistico."
Si, questa è la storia di un viaggio. Di un papà e di un figlio che ama più di qualsiasi altra cosa al mondo. Di un papà che decide di mollare tutto e partire con lui in cerca di avventure, con l'unico scopo di farlo sorridere, di fargli provare emozioni indimenticabili. Credo che in questa storia il viaggio sia da intendersi secondo una duplice interpretazione: un viaggio lontano, nel mondo, in terre sconosciute e un viaggio interiore, un viaggio che comincia il giorno in cui Franco scopre che il suo Andrea è autistico e che continua ogni giorno senza avere mai una fine.
Si tratta di una storia vera e questo per me conferisce sempre qualche sfumatura in più alle storie che ho la fortuna e il piacere di leggere (in questo caso di ascoltare). Questo non è un semplice racconto su cosa significhi avere un figlio autistico, c'è qualcosa in più, è una vera e propria avventura in cui a farla da padrone non è la malattia ma il coraggio, l'amore sconfinato di questo padre, la spensieratezza e il sorriso del suo Andrea.
Il libro è un continuo alternarsi di paesaggi, incontri con persone straordinarie, bagagli, alberghi, corse in moto con il vento tra i capelli, cibi esotici e riflessioni sul rapporto tra un padre e un figlio particolarmente bisognoso di attenzioni e sono proprio queste le parti che ho preferito. Con leggerezza, dolcezza e semplicità seppur puntellate da quell'amarezza di chi ha avuto nella vita un grande dolore che sa di non poter mai cancellare del tutto, questo padre ci racconta la sua sofferenza che va di pari passo con quella di Andrea, chiuso nel suo mondo parallelo, come lui stesso lo definisce, dal quale non riesce ad uscire nonostante ci provi disperatamente. Sono bellissime le parti della storia dedicate ai pensieri di Andrea, pensieri da far tremare il cuore perchè lui sa dell'autismo, sa di non poter controllare il suo corpo come vorrebbe, è stanco di tutto questo, vorrebbe guarire eppure, per quanto tenti, non può. Per me questo è stato spiazzante perchè non immaginavo che i ragazzi autistici avessero consapevolezza della loro malattia e se per me, semplice lettrice, questo è stato profondamente doloroso, non posso nemmeno immaginare cosa deve significare ogni giorno per i genitori di Andrea. La cosa che più fa soffrire Franco è proprio l'impossibilità di aiutare suo figlio, di liberarlo dalle catene che l'autismo gli impone. Eppure fa di tutto, lo porta addirittura da uno sciamano, si sveglia ogni mattina con il sogno che Andrea gli dica "Papà, è tutto finito. Sto bene ora, me la cavo da solo", si perchè a tormentarlo è anche la preoccupazione di ciò che succederà al suo ragazza il giorno in cui lui e sua moglie non ci saranno più. Chi si occuperà di Andrea? Dove andrà? Saprà farsi capire dalle persone? Se la caverà? Tutto è estremamente vero, reale, e per questo colpisce dritto allo stomaco. Franco è un uomo forte, tremendamente coraggioso, eppure con le stesse fragilità che ha ogni genitore del mondo. Si commuove quando Andrea da il suo primo bacio, si ubriaca di felicità quando riesce a parlare con lui e a vederlo felice, sogna per suo figlio la migliore vita possibile.
Andrea per tutto il romanzo si presenta ai nostri occhi come un ragazzo spensierato, che corre dappertutto, che ama la gente, che definisce tutto "bello", che ama l'acqua frizzante perchè fa le bollicine, che appena vede qualcuno deve toccargli la pancia. Un ragazzo dallo sguardo spesso indecifrabile ma che Franco sa comprendere in un baleno, un ragazzo che sorride pur sentendosi chiuso in un mondo dal quale desidererebbe a tutti i costi evadere.
Mi piace particolarmente il titolo del romanzo, legato alla buffa abitudine di Andrea di abbracciare tutti quelli che incontra. Suo padre decide di far stampare la frase "Se ti abbraccio non aver paura" su delle magliette proprio per far sì che la gente non si stranisca e capisca invece che quello è il modo in cui suo figlio sceglie le persone con cui desidera entrare in contatto.
Devo ammettere che la parte del libro dedicata al viaggio negli Stati Uniti non mi è piaciuta particolarmente, perchè l'ho trovata un elenco di nomi di città e di hotel un po' sterile, senza approfondimento e piuttosto frettolosa. Le pagine in cui invece Franco e Andrea attraversano l'America Latina le ho trovate molto più intense ed interessanti. Mi sono piaciuti i racconti delle persone straordinarie che hanno incrociato lungo il cammino e che, chi più chi meno, hanno lasciato un ricordo indelebile in loro, soprattutto per quel che riguarda Joana e il simpaticissimo Odisseo, personaggi che ho amato moltissimo.
Non ho dato il massimo al libro semplicemente perchè in alcuni punti l'ho trovato un po' prolisso e perchè la parte sugli Stati Uniti mi ha a tratti un po' annoiata, facendomi infatti distrarre facilmente dall'ascolto.
Conoscevo già parzialmente la storia di Franco e Andrea, li avevo visti in televisione e il racconto di questo loro viaggio mi aveva subito incuriosito e sono stata felice di aver recuperato il libro perchè ho capito meglio tante cose. Lo consiglio a tutti coloro che hanno voglia di leggere una bella storia perchè qui c'è tutto, divertimento, paura, coraggio, amarezza, fiducia, sogni, sofferenza, speranze e soprattutto il viaggio che solo un amore così puro e intenso poteva ispirare.