«Cosí, gambe incrociate sul divano, telefonino tra le mani, a cinquant'anni inizio a credere di averne venti. Da compiere. Fino al punto da non capire piú la differenza». Sara ha un divano comodo, molte confortevoli abitudini, due gemelli adolescenti e un matrimonio fallito alle spalle, quando da un giorno all'altro decide di mettersi in gioco. E per lei mettersi in gioco, all'inizio, significa proprio iscriversi a un'app di appuntamenti e scegliere, tra le varie opzioni del tipo di relazione, Niente di serio, ma vediamo. Però quello che scopre - e che ci racconta con la sua voce irresistibile, ironica e ferita - è un garbuglio tutto da districare. Dentro di lei e nel mondo.
Il primo è Jacopo, ma poi vengono Rino, Vincenzo, Ricky, Federico, Sergio, David, a bucare la routine di Sara con i loro pregi, difetti, mani, occhi, e una sfilza di messaggini che la sorprendono o la irritano. Sara passa da un incontro all'altro raccontandoci tutto con verve e ironia. Fare sesso con un tipo molto tatuato diventa ad esempio un'esperienza di realtà aumentata, «visto che appena si sdraia su di me le pantere nere e i leoni a fauci spalancate tatuati sul petto iniziano a prendere vita davanti ai miei occhi, dilatandosi a dismisura man mano che si avvicinano e restringendosi fino a sembrare piccoli e mansueti quando si allontanano, e via cosí, avanti e indietro al ritmo sempre piú incalzante delle sue flessioni, fino a crearmi un'illusione psichedelica che per fortuna mi fa distrarre con un'altra storia, fatta di giungle selvagge e teatri delle ombre, animali esotici, tigrotti della Malesia e perle di Labuan. E il tempo vola». Sara dunque gioca. Ma i giochi, si sa, sono tremendamente seri. E la giostra, che lei all'inizio immagina come una tranquilla ruota panoramica, si rivela una montagna russa da cui non riesce piú a scendere. Il racconto degli appuntamenti diverte e spiazza sempre, grazie alla scrittura scoppiettante, vorticosa, eppure si percepisce in sottofondo una nota amara, il desiderio di colmare un vuoto indefinito. Tra le righe si snoda un'avventura sussurrata che è tutta interiore e che fa emergere una donna molto contemporanea, viva, piena di contraddizioni. La sua è una storia ancora da decifrare, fatta di desideri e mancanze. Perché in questo romanzo c'è molto, molto di piú di quello che appare.
Questo libro aveva tutte le premesse. Eccome se le aveva. Aveva una donna sola ed indipendente che si trova con un matrimonio stracciato a cinquant’anni e vuole ricominciare a vivere. Poteva raccontarla come voleva, questa donna. Poteva parlare a nome di tutte le donne, questa donna. Poteva rivolgersi a giovani, coetanee, sole, abbandonate, sposate con matrimoni felici e sposate con matrimoni infelici. E invece cos’ha fatto? Le ha tradite tutte, queste donne.
Pur essendo il personaggio principale (se non addirittura l’unico), non ha speso mezza parola riguardo emancipazione, sicurezza e rischi, femminismo, e, ancora peggio, si è dipinta come una bambina capricciosa. Una bambina capricciosa troppo cresciuta, che ha parole sconclusionate verso i propri figli, è disfattista verso ciò che accade loro e in generale nel mondo, e manca di introspezione. Non c’è proprio modo di salvarla, questa donna. Ha bruciato tutte le premesse. Saltate proprio a piè pari, come se non esistessero.
Due racconti della gioventù, pensieri che si susseguono in un flusso di coscienza spesso incomprensibile, senza punteggiatura per i dialoghi che vanno decifrati come se fossimo ancora nel XX secolo in un romanzo di Joyce. Quattro parole spese verso la propria adolescenza e il rapporto coi genitori, ma tutti eventi lasciati lì a campare per aria.
Avevo alte aspettative ma onestamente ora non ce n’è nemmeno mezza che stia ancora in piedi. Per fortuna il libro è breve e scorrevole, quindi in qualche giorno lo si può analizzare da cima a fondo senza starci a rimuginare troppo su.
Ho acquistato questo romanzo incuriosita da un trafiletto sulla rivista Il Librario, che lo descriveva come libro leggero ma in qualche modo anche riflessivo, profondo. Ebbene, io questa riflessione non l'ho proprio trovata. Il romanzo risulta terribilmente confuso e sconclusionato, ripetitivo fino allo sfinimento, e anche noioso in questa carrellata di uomini con cui la protagonista esce di continuo senza alcun senso. Le rarissime riflessioni che si trovano tra un rapporto sessuale e l'altro sono poi confuse e sconclusionate, oltre che fredde, senza profondità alcuna.
È un gran peccato, perché l'autrice scrive anche bene, con uno stile e una simbologia a tratti poetica, ma qui mancano proprio i contenuti. Il personaggio principale è piatto e sciocco, ma soprattutto non c'è nessuno sviluppo psicologico in lei fino alla fine del libro! Scusate ma non comprendo il senso di un libro del genere... Una totale perdita di tempo.
La storia di una cinquantenne, Sara, che con due gemelli adolescenti e un matrimonio fallito decide di rimettersi in gioco. E per lei, inizialmente, questo significa iscriversi ad un app di incontri e scegliere come categoria di relazione ricercata:"niente di serio, ma vediamo". Però quello che scopre, e che ci racconta con la sua voce irresistibile, ironica e ferita, è un garbuglio tutto da districare. Dentro di lei e nel mondo...
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La protagonista del romanzo è una donna, madre di due figli ventenni, che dopo la fine del suo matrimonio decide di iscriversi su Tinder dando così inizio ad una serie di conoscenze e incontri che terminano, sempre, con un rapporto fisico. Tra i vari incontri, però, la donna si lega a Jacopo,un uomo dallo spirito libero,dolce e affettuoso. Nonostante questo legame, la protagonista continua ad incontrare uomini sconosciuti,a vivere avventure di una notte e a sentirsi viva per quei pochi attimi di distrazione. Quando la relazione con Jacopo ha modo di farsi più seria, un particolare evento banale la spingerà ad allontanarlo dalla sua vita. Si tratta,quindi, di un romanzo estremamente leggero e perfetto per una lettura estiva, poco impegnativa e che non richiede particolare sforzo mentale. È un libro che, con simpatia e semplicità, affronta il tema della crisi esistenziale di una donna che, però,trova rifugio nei social e in un mondo a lei sconosciuto, ma che la affascina molto. La narrazione risulta scorrevole e semplice,a tratti buffa e spiritosa.
Quello che mi è arrivato è il grande disagio interiore di questa donna. Uomini che fa susseguire come un cibo che non nutre. Spizzica (metaforicamente) dovunque senza assaporare veramente. Protagonista sembra antipatica, superficiale, senza confini. Ma è portatrice di un grande vuoto. Agisce, invece di stare e soffermarsi nella parte emotiva. Non vuole sentire nulla di emotivo. A momenti emergono “sprazzi” di riflessione sulla sua infanzia.
Se l’obiettivo era rappresentare il senso di vuoto, la confusione, mancanza di confini e superficialità, penso che sia riuscito. Peccato che non si dia la possibilità di trasformarsi e finalmente di stare-fermarsi perché le premesse ci stavano per essere ma si interrompe sul più bello.
“Un libro che, mentre ridi, ti legge dentro” dice lo strillo in copertina, ma le risate, quando ci sono state, erano finte, un po’ tirate come quando un conoscente fa una battuta che non fa ridere ma pare brutto farlo notare. Sul leggerti dentro, poi, ho ancora più dubbi, ma forse è l’età diversa che non fa apprezzare l’incoerenza, quel pizzico di pazzia che fa prendere decisioni sbagliate a più riprese con la scusa della mamma cattiva che non ha insegnato l’amore. Ci sono dei guizzi di verità però, e il libro si legge volentieri anche se lo schema narrativo è ripetitivo allo sfinimento.
La lettura è stata scorrevole e a tratti simpatica, ma nel complesso l’ho trovata piuttosto piatta. Mancava quel guizzo, quell’emozione capace di coinvolgere davvero. Si lascia leggere, ma senza lasciare il segno. Il finale, poi, dà quasi l’impressione che la storia debba ancora continuare… Invece finisce lì, lasciandoti un po’ spiazzato, con la sensazione che manchi qualcosa.
Un libro che rispecchia la nostra società. Individui soli che cercano una sorta di consolazione momentanea, che ti lascia, poi, ancora più vuoto. Sara ed il magico mondo di Tinder, con i suoi svariati incontri, credendo di riuscire a lasciare i sentimenti da parte, finendo invece su montagne russe d'emozioni. Una scrittura vorticosa, a volte un po' troppo, ma che rende l'idea dello sconforto, della solitudine e dell'incomprensione.
Cercavo un libro per riprendere fiato et voilà, il libro perfetto. Leggero, anzi leggerissimo, ma profondo e divertente. La trama è ininfluente rispetto alla piacevolezza della scrittura. Non è rilevante sapere "cosa succederà dopo" ma su quale dettaglio si soffermerà, che immagine userà per descrivere una sensazione. La trama è un grande bho, ma la scrittura un grande sì se si ha voglia di alleggerirsi.
Un romanzo leggero e divertente, che contiene riflessioni profonde e toccanti mescolate a ironia e sarcasmo. Un flusso di coscienza che scorre come un fiume. Ho letto alcune riflessioni negative con cui non mi trovo d’accordo, ma che comprendo: credo che sia necessaria una minima affinità caratteriale alla protagonista per cogliere ogni sfumatura di queste pagine. Lo consiglio 🌷
La lettura è scorrevole, la storia carina: dimostra che a prescindere dall’età i crucci sono sempre gli stessi. M’ama o non m’ama? Mamma mi manchi. Mamma ti odio. Il mio ex è uno stronzo ma tu non sei alla sua altezza.
Di quanti aspetti caratteriali è fatto un uomo? Di quanti, una donna? Di quante aspirazioni, desideri nascosti e manifestati (non sempre sono la stessa cosa), aspettative celate ed espresse (quasi mai sono la stessa cosa), dubbi, delusioni, gioie e dolori? Quante di queste cose, formano il tessuto emozionale che ci riguarda? E quanto è difficile trovare quello che si abbina al nostro, affinchè le sfumature che si intrecciano con quelle degli altri, creino un risultato gradevole da portare con noi, dentro e fuori casa? Ma soprattutto, di cosa siamo capaci, per accelerare gli eventi che vorremmo capitassero nella nostra vita? Nell’era digitale, si sa, tanti sono i modi, reali o illusori che si voglia pensare, che statisticamente accrescono la possibilità di conoscere persone che altrimenti…conosceremmo comunque. O forse no, ma già il fatto di poter vagliare ipotesi prima nemmeno immaginabili, ci solletica un po' il pensiero, l’iniziativa, la speranza. Ne è convinta Sara, la protagonista di “Niente di serio, ma vediamo” scritto dalla giornalista e scrittrice Claudia Valeriani, che crea un personaggio nel quale non solo è facile identificarsi, ma che ci immerge in una storia non originale – crisi coniugale, tempo sbranato dal lavoro, figli in età complicata, sensazione di sprecare la vita inversamente proporzionale alla voglia di godersi ancora il meglio – ma che ancora una volta, dimostra che non è tanto di cosa si sceglie di parlare in un libro che cattura o no il lettore, ma di come lo si fa. Continua, leggi su: https://librangolo.altervista.org/nie...