Viviamo esistenze sempre più condizionate dalle regole invisibili delle piattaforme digitali, che non solo ridefiniscono il nostro rapporto con il mondo, ma plasmano i luoghi che abitiamo. Ogni giorno ci immergiamo in ambienti progettati per catturare l'attenzione, che selezionano per noi ciò che merita il nostro interesse, mentre lo spazio fisico sembra ridursi a mero sfondo di processi che accadono sui social. Siamo turisti della realtà: ci entriamo solo per addomesticarla, catturarla e condividerla. Convertiamo ogni esperienza in contenuti da produrre, consumare e se possibile monetizzare, all'interno di una società dell'iperspettacolo che non prevede finali ma un intrattenimento continuo. Francesco Marino conduce un'inchiesta poliedrica e avvincente sulle dinamiche che hanno trasformato il mondo in content, per proporre infine una possibile via d'uscita a partire da una esiste davvero la "realtà"?
Veramente un capolavoro. Francesco Marino, in circa 250 pagine, offre un’analisi incredibile dei social media e del capitalismo dell’attenzione. Il libro parte dal presupposto di un’esistenza moderna da turisti della realtà, filtrate dalle regole e dai dogmi imposti dalle piattaforme digitali. L’analisi viene svolta tramite decine di esempi veramente bellissimi e azzeccati dalla letteratura, con intervalli di storie personali. Scritto benissimo, lo consiglio a tutt.
Che ne è di noi, quando smettiamo di abitare il mondo e iniziamo a visitarlo come un set? Marino ci racconta con lucidità filosofica e ironia spietata la nostra condizione: turisti della realtà, spettatori di una vita che vale solo se diventa contenuto. Non è più l’uomo al centro, ma il contenuto: l’ordinario deve essere virale, la spontaneità è un format, l’autenticità un brand. Eppure, Turisti della realtà non si ferma alla diagnosi. Ci invita a rallentare, a coltivare l’attesa, ad accettare l’incomprensibile e ad abitare la vita non come turisti, ma come narratori. Un saggio che è insieme specchio e bussola: ci mostra l’alienazione digitale e ci suggerisce un atto di resistenza – la bellezza di vivere “alla deriva”, contro la dittatura del contenuto. Da leggere assolutamente.
Un saggio sorprendentemente scorrevole, nonostante la complessità dei temi trattati. L’autore riflette sul nostro rapporto con la realtà digitale con uno stile chiaro e a tratti narrativo. Molto belli i riferimenti letterari, che non appesantiscono mai ma aiutano a leggere il presente con altre lenti.
Percorso molto interessante. L’autore usa esempi e aneddoti per contestualizzare la riflessione. Elemento principale è come percepiamo il mondo reale e come la percezione di questo sia alterata dai social media.
intensissimo saggio: infiniti e interconnessi sono i modi in cui i social hanno cambiato il nostro modo di vivere il mondo, Francesco Marino ne elenca, rendendone evidente l'inter-dipendenza, una buona parte
Davvero molto, molto interessante. Una lettura "psicodigitale" delle abitudini generate dai social e, prima ancora dai loro antenati. Come piccolo atto di ribellione al turismo della realtà, eviterò di dare stelline. Vale davvero la lettura.