Tra le torbide acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo, viene ritrovato il cadavere di una donna, in posa come se fosse vittima di un misterioso rito. È allora che il commissario Zuliani convoca Nemo Sperati, giovane docente all'Accademia delle Belle Arti. Quando posa lo sguardo sulla scena del crimine, Nemo sprofonda nella Stanza delle Ombre, il teatro mentale dove è in grado di vedere l'invisibile, riconoscere la firma dell'autore e attribuire l'opera. Perché lui possiede un talento arcano per il tenebrismo, la tecnica di chiaroscuri con cui a partire da dipinti e da scene del crimine evoca particolari nascosti, anomalie impercettibili anche alle più sofisticate tecnologie di indagine. Nel corpo della "Dama delle acque", il professore riconosce subito la celebre Ophelia di John Everett Millais - esattamente come due settimane prima aveva fatto con il cadavere del direttore di Palazzo Barberini, che riproduceva Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, da poco rubato. Il caso si complica quando il quadro viene rinvenuto e Nemo scopre che non è autentico, ma opera di Rufo Speranza, il più grande falsario del Novecento morto suicida molti anni prima. E soprattutto... suo padre. È così che Miriam Tiberi, sanguigna ispettrice di polizia che affianca Zuliani, si ritrova sulla pista che conduce direttamente a lui. Per scagionarsi, Nemo dovrà scendere negli abissi del proprio passato, separare il vero dal falso e far luce sul mistero che ammanta la vita e la morte di Rufo Speranza. Ambientato in una Roma notturna e decadente, popolato da personaggi ambigui e pieni di segreti, La Stanza delle Ombre è una corsa attraverso un labirinto di menzogne e verità nel mondo dell'arte e dei falsari. Un romanzo sulle maschere che scegliamo di indossare per proteggerci, per ingannare il mondo, o per gridare la nostra verità.
Mirko Zilahy è nato a Roma nel 1974. Laureato in Lingue e Letterature Straniere, ha conseguito un PhD in Italian presso il Trinity College di Dublino dove ha insegnato Lingua e Letteratura italiana. È cultore di Lingua e Letteratura inglese presso l’Università per Stranieri di Perugia. Ha pubblicato saggi su autori irlandesi e interventi su scrittori italiani contemporanei. È traduttore letterario dall’inglese (Fazi, Nutrimenti, Rizzoli, minimum fax, Longanesi) editor e consulente editoriale. Nel 2014 ha tradotto Il Cardellino di Donna Tartt per Rizzoli. Il suo romanzo d'esordio È così che si uccide è uscito a Gennaio 2016.
Devo ammettere che l’inizio di questo romanzo mi ha messo un po’ alla prova: la prima metà procede con lentezza, e ho faticato a lasciarmi coinvolgere del tutto. Ma una volta che la trama prende ritmo e l’indagine entra nel vivo, è stato impossibile staccarsi dalle pagine. Tra i dettagli che ho apprezzato di più, spicca il richiamo a "Profondo Rosso", omaggio che regala al romanzo un tocco cinematografico e suggestivo. Affascinante anche l’idea dei cadaveri disposti a imitare celebri opere d’arte: un elemento che unisce macabro e bellezza in modo originale e disturbante al tempo stesso. Pur avendo intuito chi si celasse dietro la maschera dell’assassino, il finale non perde forza: anzi, è carico di rivelazioni ben orchestrate e mantiene alta la tensione fino all’ultima pagina.
Decadente, oscuro e misterioso. Ti tiene incollato alle pagine. Non riesci a staccarti da Nemo e Miriam. Bello come Roma.
Fav. Quotes {(dragon hunter)}: - In quel labirinto di simboli si aggiravano draghi, sirene, belve ed eroi. Poche centinaia di metri più su, non lontano dal mondo di pietra deforme, aveva vissuto il re dei falsari, Rufo Speranza.
Bentornato Mirko! Colui che, per me, è il maestro del thriller italiano, ha inventato una nuova storia e nuovi personaggi che combinano serial killer, investigatori e storia dell'arte in un modo assolutamente originale e riuscito. Sullo fondo, come sempre, Roma...che è essa stessa personaggio e non solo scenario Shakespeariano. La scrittura continua ad essere curata e la meticolosità quasi parossistica nella scelta delle parole rimane la cifra di questo colto scrittore che è anche, e si vede, affermato e competente traduttore. Una storia che rapisce e, come accade al protagonista, sposta in un mondo parallelo rendendo, se non impossibile, certamente difficile interrompere la lettura prima di essere giunti all'ultima pagina.
⭐️⭐️⭐️⭐️1/2 Un vero thriller. Un serial killer che semina il panico, le atmosfere di Profondo Rosso in una Roma cupa e misteriosa. La Ragazza del Treno e L'amore Buguardo hanno rovinato il thriller stile anni novanta. Per fortuna qualcuno resiste, evitandoci le solite banalità del 'thriller psicologico'.
"L’immortalità dell’arte vive nelle opere di un falsario che ridà vita a Caravaggio, che ne recupera lo stile, i materiali, le intenzioni. Non c’è nessuno che conosce un artista o un’opera meglio di un falsario. Non si tratta di replicare un dipinto o uno stile ma di rivivere nell’animo di un grande artista, di prestargli il nostro corpo, la testa, le mani. Il cuore..." 🖌️🎨
Roma, 1° settembre. Tra le torbide acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo, viene ritrovato il cadavere di una donna, è in posa, come se fosse vittima di un misterioso rito. Per cercare di risolvere l'inspiegabile caso di omicidio, il commissario Giordano Zuliani coinvolge Nemo Sperati, un giovane docente all'Accademia delle Belle Arti. Il professore ha un dono unico: la capacità di immergersi nella sua "Stanza delle Ombre", dove è in grado di vedere tutto ciò che è nascosto nelle zone buie, riuscendo ad analizzare le scene del crimine e le opere d'arte, attribuire la "firma" di un artista e riconoscere i falsi dagli originali 🧐 Il corpo della vittima sembra riprodurre la celebre Ophelia di John Everett Millais, proprio come due settimane prima, il cadavere del direttore di Palazzo Barberini, riproduceva Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi. Il caso si complica quando Nemo scopre che i quadri legati ai delitti sono dei falsi, tutti realizzati da Rufo Speranza, il più grande falsario del Novecento morto suicida molti anni prima. E soprattutto... suo padre 😰 Tutti gli elementi e gli indizi raccolti conducono direttamente a lui, per dimostrare la sua innocenza Nemo dovrà affrontare i "fantasmi" del passato e scoprire la verità sulla vita e la morte di Rufo Speranza.
“Nessuno può portare una maschera per sempre” 🎭
Bello bello bello! 🎨🖌️ Si parla di arte 🖤 e devo ammettere che in questo campo ho una certa, diciamo, "esperienza", dato che in passato ho dipinto svariate copie di opere famose su commissione 🥰 Piccola spiegazione: una copia d'autore non è necessariamente un falso se è chiaramente identificata come tale, ad esempio con l'indicazione "copia d'autore" o un certificato di autenticità che dichiara che l'opera non è originale 👍🏻 L'intenzione di ingannare è ciò che rende un falso illegale. Se non c'è intenzione di ingannare, si tratta solo di una riproduzione o un omaggio all'opera originale 😊
"La Stanza delle Ombre" è un viaggio in una Roma oscura e corrotta, dove personaggi folli, ambigui e pieni di segreti, si muovono nel sottobosco del mondo dell'arte e dei falsari. Mirko Zilahy ci guida attraverso una Roma nascosta e poco conosciuta, quella dei luoghi abbandonati e inquietanti come il lungotevere, il Gazometro, l'ex mattatoio, il Ponte di Ferro... scenari suggestivi e inquietanti che diventano il palcoscenico perfetto per una serie di agghiaccianti delitti 😱 E poi "NOVITÀ", con questo libro ci presenta un nuovo e affascinante protagonista: docente universitario, esperto d'arte, una specie di dandy, come dice Miriam, ma, terribilmente colto e oscuro 🥰 Nemo Sperati è un uomo che possiede un talento eccezionale per il tenebrismo, la capacità straordinaria di utilizzare i giochi di luci e ombre per per scoprire dettagli nascosti e verità celate. È inutile dire che mi sono innamorata di lui 😜 I personaggi sono descritti in modo così dettagliato e realistico da renderli credibili e questo ci ha permesso di comprendere le loro motivazioni e di empatizzare con le loro scelte. Bella e commovente l'amicizia tra il commissario Giordano Zuliani e il medico legale Antonio Rocchi 🖤 Emozionante anche l'affetto che lega il commissario a Nemo Sperati, Zuliani farà di tutto per proteggere il suo "pupillo" 🥹 Consiglio! "La stanza delle ombre" è un thriller psicologico appassionante e coinvolgente che non potete assolutamente perdervi! Un vero must-read per tutti gli amanti del genere! 👍🏻 Buona lettura!
Con La stanza delle ombre l’autore ci conduce in una Roma notturna e decadente, un palcoscenico ideale dove arte e delitto si intrecciano in maniera indissolubile. Tutto ha inizio con il ritrovamento del corpo di una donna tra le acque del Tevere, ai piedi della basilica di San Paolo. La scena non è casuale: la vittima è stata disposta in posa, come se fosse la celebre Ophelia di Millais. È a questo punto che entra in gioco Nemo Sperati, docente all’Accademia delle Belle Arti, chiamato dal commissario Zuliani per la sua capacità unica: immergersi nella “Stanza delle Ombre”, un luogo mentale dove riesce a cogliere dettagli invisibili, riconoscere riferimenti artistici e dare un senso a ciò che appare inspiegabile.
Nemo non è un semplice consulente: porta con sé un dono, o forse una maledizione. La sua sensibilità per il tenebrismo, quell’arte di giocare con luci e ombre, gli permette di vedere ciò che sfugge anche alle più sofisticate tecnologie di indagine. Ma questo stesso talento lo trascinerà in un vortice pericoloso, riportandolo al passato e al legame mai risolto con suo padre Rufo, il più grande falsario del Novecento, morto suicida anni prima.
Accanto a Nemo troviamo due figure fondamentali: il commissario Giordano Zuliani, uomo di grande esperienza ma fiaccato dalla malattia, che vede in Nemo quasi un figlio; e l’ispettrice Miriam Tiberi, inizialmente diffidente e dura, ma destinata a rivelare nel corso della storia fragilità e ferite profonde che la rendono un personaggio complesso e umano. La loro interazione crea un equilibrio fatto di tensioni, conflitti e fiducia reciproca, che tiene alta l’attenzione del lettore fino all’ultima pagina.
Uno dei punti di forza del romanzo è proprio l’ambientazione: Roma non fa solo da sfondo, ma diventa un personaggio a sé, con i suoi quartieri oscuri, i vicoli e le ombre che si allungano sulle indagini. Le scene del crimine, poi, sono concepite come vere e proprie opere d’arte: i corpi delle vittime replicano quadri celebri, trasformando l’indagine in un percorso attraverso la bellezza e l’orrore, la verità e l’inganno.
Lo stile di Zilahy è elegante, raffinato, ma mai eccessivamente pesante: riesce a coniugare riferimenti artistici e storici con una narrazione scorrevole e avvincente, ricca di colpi di scena che rendono impossibile interrompere la lettura. In particolare, i diari di Rufo aggiungono una nota più densa e riflessiva, che si intreccia perfettamente con la trama principale.
La stanza delle ombre è un thriller che non si limita a raccontare un’indagine, ma esplora il confine sottile tra verità e menzogna, tra ciò che mostriamo e ciò che nascondiamo dietro le nostre maschere. È un romanzo sulle ombre che ciascuno di noi porta dentro, sull’eredità del passato e sul difficile equilibrio tra luce e oscurità.
Consigliato a chi ama i thriller originali, capaci di unire arte e suspense, personaggi intensi e ambientazioni suggestive. Una lettura avvolgente, che lascia la voglia di seguire ancora Nemo Sperati nelle sue prossime avventure.
"Nessuno ama l'arte come un falsario...Solo attraverso la finzione possiamo vedere le cose per quello che sono, ci serve uno sguardo obliquo per stanare l'energia delle cose. La realtà è illeggibile senza l'immaginazione. Non possiamo credere a quello che vediamo fuori. Dobbiamo credere all'invisibile. È attraverso la finzione che diciamo a noi stessi e al mondo "io sono".
In queste parole, pronunciate dal personaggio di Rufo Speranza a suo figlio Nemo sta, a mio avviso, racchiuso il significato di questo bel thriller di Mirko Zilahy. Discorso che vale anche per la narrativa che attraverso la finzione mette in evidenza quelle sfumature che aiutano a capire meglio chi siamo. "La stanza delle ombre" è un'opera d'arte che parla di arte e che perciò aggiunge un tassello in più per comprendere "quello che vediamo fuori".
"Tutta l'arte è un gesto paradossale che consente di leggere la realtà nell'unico modo possibile, Nemo. Rovesciandola". Mirko Zilahy è tornato. Ed è tornato in grande spolvero… La stanza delle ombre è un thriller elegante. Non a caso è ambientato nel mondo dell'arte (in questo caso della pittura d'autore). Ad essa, tuttavia, fa da contrappunto, una Roma sempre più oscura e in declino, palcoscenico ideale per una catena di delitti. La storia è corale: abbiamo Nemo Sperati, giovanissimo docente che, sulle scene del crimine, riesce a cogliere i dettagli che sfuggono alle forze dell'ordine ma, allo stesso tempo, frenato dalla brutta "eredità artistica" del padre (era un falsario molto in gamba); Giordano Zuliani, esperto ed abile commissario che, sebbene fiaccato da una brutta malattia degenerativa, cerca in ogni modo di proteggere Nemo Sperati; Miriam Tiberi, coraggiosa poliziotta ma alle prese con problemi familiari. Senza dimenticare che anche le varie location della Capitale hanno un ruolo chiave nello scorrere degli eventi. L'atmosfera di tutto il romanzo è affascinante (del resto Roma è sempre Roma); i tre coprotagonisti sono abbastanza complessi, nonché tormentati da un passato che, prepotentemente, tornerà a stravolgere le loro vite. La trama è molto originale e piena zeppa di colpi di scena: omicidi che riproducono quadri famosi e falsari che, in un certo senso, hanno agito indisturbati per tanti anni. Infine, un plauso all'autore: Mirko Zilahy, con questo noir, riesce a farci riflettere ben bene sull'effimero confine tra verità e falsità (sia come arte che come identità personale). [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]
Un giallo di ottima fattura. Con una struttura classica in tre atti perfetta. Nella trama c’è tensione. Gli indizi sono ben seminati e i colpi di scena molto interessanti. Si nota una grande opera di ricerca e di preparazione. L’ambientazione è affascinante. Il mondo dell’arte, fatta da artisti, galleristi, collezionisti, professori e soprattutto falsari. “Perché la grande domanda che dobbiamo sempre porci è: cos’è che il falso mette in discussione. Quale sistema di regole e credenze sfida? La risposta è: lo stesso concetto di vero… Il falsario mette in discussione il mondo e i suoi sistemi di riferimento. E lo fa dall’interno, producendo un virus che brucia, confonde, distorce e copia la verità.” I personaggi sono dotati di profondità, portano con sé sofferenze e contraddizioni. Potrebbe essere un capolavoro ma si ha la sensazione che manchi qualcosa. La scrittura forse a me non ha convinto fino in fondo. Così come l’indugiare a volte un po’ troppo sulle descrizioni dei luoghi, che fanno perdere ritmo. Nel complesso un romanzo molto godibile per gli amanti del genere.
Leggere oltre che trasportarmi altrove e farmi essere sempre qualcosa o qualcuno di diverso mi fa porre domande, spesso esistenziali. Quelle odierne sono "Quanto si è disposti a trovare il proprio posto nel mondo?" e "Quanto coraggio ci vuole ad essere realmente se stessi senza finzioni e senza maschere?". Secondo me tutto dipende dalla capacità di "vedere", dalla rilevanza delle varie azioni, oltre che alla capacità di accettazione. Questo libro mi ha portato innanzitutto a rivalutare l'arte dei "falsari" e mi ha ricordato che la vita ti sbatte in faccia la realtà malgrado tutte le maschere che ognuno di noi indossa per fragilità per protezione e/o paura. Personaggi estremamente accattivanti, misteriosi e come sempre fragili (il suono dei loro nomi mi riporta ad altre indagini e in altri quartieri), opere e artisti straordinari, ROMA sempre meravigliosamente protagonista e oscura, una penna e un lessico sempre meticolosi, la ricerca profonda (o profondo rosso?!?) dettagliata e precisa rende come sempre il ritmo incalzante ed affascinante, sempre presente e predominante la parte femminile, capitoli brevi che t'invogliano a dire un altro e poi smetto... Sin dall'inizio mi ha catturato subito ma ci ho messo un po' perché come sempre mi accade con le opere di Mirko Zilahi quando finisce non sono più la stessa ed è sicuramente un bene!!
È stata una lettur molto interessante , ma da Mirko Zilahi de Gyurgyokai me lo aspetto e con questa storia si è superato. È un thriller pieno di segreti e menzogne , nel mondo dell'arte e dei falsari. Siamo a Roma , c'è l'omicidio di una donna che viene trovata in posa come in un rito. A questo punto la polizia chiama un docente delle belle arti: Nemo , che sprofonda nella " stanza delle ombre " , dove , in una specie di trans , riconosce la firma dell'autore e così può attribuire l'opera. Nemo a questo dono , vede cose che gli altri non riescono a vedere. Alla fine , però , sarà davvero un dono o una maledizione? Per varie vicissitudini , dell'indizi portano Nemo a conoscere l'ispettrice Miriam Tiberi. Da qui inizia tutto , non sai mai dove ti porterà questa storia , perché niente è come sembra. Mi è piaciuto tantissimo , sia per l'atmosfera un pò cupa , sia per i personaggi che , leggendo il libro , scoprirete piano piano. Scommetto che Nemo e Miriam vi piaceranno , perché sono due personaggi particolari. Per saperlo lo dovete solo leggere , non vedo l'ora che arrivi la seconda avventura.
Lo avete letto??? Lo leggerete??? Come sempre aspetto di leggere i vostri commenti. 😍 🧡 . . . Titolo: La stanza delle ombre Autorw: Mirko Zilahy Editore: Mondadori Collana: Omnibus Pubblicato: Il 17 giugno 2025 Pagine: 372
Mi ritengo una persona che ha letto abbastanza, non tantissimo ma il giusto e tanti generi diversi. A memoria non riesco a ricordare nulla che somigli a La stanza delle ombre ed è forse questo che mi ha intrigato dall'inizio. Non sono cinque stelle perché è un capolavoro, sono cinque stelle perché mi ha tenuto con il fiato sospeso fin dalle prime pagine, ho apprezzato i capitoli corti, la narrazione incalzante, quella piccola storia d'amore con Roma (che io non conosco ma che ho immaginato) come sfondo. Ho amato la stanza delle ombre perché anche io, nella mia dimensione onirica, ho una (cento) stanze delle ombre e vederlo messo per iscritto ha fatto un po' strano. lo rileggerei solo per cogliere i dettagli che mi sono sfuggiti, e un po' per rivedere Nemo e Miriam ;).