Nel 1975, mentre sono ormai all’apice della loro fama e della loro influenza sul panorama culturale europeo, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre decidono di riflettere, questa volta insieme e pubblicamente, sulla condizione della donna e sul femminismo. Il risultato è un breve dialogo tanto intimo quanto sincero, nel quale emergono nitide le posizioni di entrambi, le convinzioni comuni e soprattutto le loro divergenze. Se da un lato Sartre, incalzato da domande mirate, ripercorre la progressiva presa di coscienza del proprio «maschilismo» e gli sforzi fatti per l’acquisizione di un atteggiamento nuovo e più rispettoso dell’autonomia femminile, dall’altro de Beauvoir, oltre a raccontare il proprio percorso di emancipazione, individua con lucidità le sfide che le donne devono ancora affrontare nella lotta per l’affermazione dei propri diritti. Domanda dopo domanda, quella tra i due partner si trasforma così in una discussione serrata in cui si mescolano il piano personale e quello filosofico, i ricordi privati e le convinzioni intellettuali, senza censure o tabù. A mezzo secolo di distanza, "Simone de Beauvoir interroga Jean-Paul Sartre sul femminismo" continua a rappresentare un’opera unica tra le loro pubblicazioni: il tentativo di affrontare i temi legati alla condizione femminile e al patriarcato attraverso il confronto, anziché in una meditazione solitaria. Una testimonianza intellettuale di come certe verità siano raggiungibili solo nell’incontro, solo sedendosi uno di fronte all’altro con la mente aperta.
Simone de Beauvoir was a French existentialist philosopher, novelist, essayist, memoirist, and feminist whose writings profoundly shaped twentieth-century philosophy, literature, and modern feminist thought. Born in Paris into a bourgeois Catholic family, she displayed exceptional intellectual ability from an early age. After studying philosophy at the Sorbonne, she passed the prestigious agrégation examination in 1929, becoming one of its youngest successful candidates. During her studies she met Jean-Paul Sartre, with whom she formed a lifelong intellectual and personal partnership that became central to the development of French existentialism. Although Beauvoir often rejected the title of philosopher during her lifetime, her work established her as one of the discipline's most influential modern thinkers. She explored themes of freedom, responsibility, ethics, oppression, and human existence through both philosophical and literary writing. Her groundbreaking book The Second Sex (1949) transformed feminist theory by arguing that femininity is shaped primarily by social and historical conditions rather than biology, introducing the celebrated idea that "one is not born, but rather becomes, woman." The work challenged traditional assumptions about gender and became one of the foundational texts of contemporary feminism. Beauvoir also authored influential philosophical studies, including The Ethics of Ambiguity, alongside acclaimed novels such as She Came to Stay, The Blood of Others, The Mandarins, which received the Prix Goncourt in 1954, and The Woman Destroyed. Her four-volume autobiography, beginning with Memoirs of a Dutiful Daughter, remains an important account of twentieth-century intellectual and cultural life. Throughout her career she served as co-founder and editor of the influential journal Les Temps Modernes, contributing essays on politics, literature, philosophy, and contemporary social issues. Beyond her writing, Beauvoir was deeply engaged in public life. She campaigned for women's rights, reproductive freedom, and social equality, signing the Manifesto of the 343 that called for the legalization of abortion in France. She also opposed colonialism, criticized social injustice, and supported progressive political causes throughout her life. Her travels inspired widely read travel books and essays examining cultures in the United States and China. Beauvoir's legacy extends far beyond feminism, influencing existential philosophy, literary criticism, political theory, ethics, sociology, and gender studies. Despite continuing debate over aspects of her personal life and controversial relationships, her intellectual contributions remain central to modern scholarship. Her books have been translated into numerous languages and continue to be studied worldwide for their philosophical depth and literary achievement. Honored with distinctions including the Prix Goncourt, the Jerusalem Prize, and the Austrian State Prize for European Literature, Simone de Beauvoir is widely regarded as one of the defining intellectual figures of the twentieth century, whose writings permanently transformed discussions of gender, freedom, morality, and the human condition while continuing to inspire scholars, writers, and activists across generations.
Immagino Sartre come un cucciolo indifeso di fronte a una donna decisa e intransigente come Simone. Nel leggere questo breve confronto mi ha trafitto la nostalgia di qualcosa che non ho vissuto e che probabilmente non vivrò mai più: la vera essenza del femminismo. Libricino assolutamente indirizzato alle ridicole finte femministe che popolano il mondo, poiché tra le righe si cela il ricordo di valori ormai perduti e lontani dal femminismo che divampa oggigiorno.
oduševio me naslov u knjižari zamišljam simone kako bukvalno postavlja sartra na stolicu i kreće da ga rešeta pitanjima i to baš lepo i direktno ga pita kako to da takva glava kao što je on nikad nije reč napisao o feminizmu jel to on slučajno smatra da je pitanje pozicije žene drugorazredno pitanje koje ne zaslužuje pažnju takvog imena kao što je sartr? on batica vrlo površno odgovara tu, očekivala sam bar malo nekog opravdanja al jebiga i to mu je previše. u principu simone je BAR 10x zanimljivija od njega, to smo znali i pre i to se ovde baš i vidi
La chiacchierata tra Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre sul femminismo mostra una differenza significativa tra le due prospettive. Beauvoir, in linea con "Il secondo sesso", insiste sulla condizione storica concreta della donna, costruita come “Altro” all’interno di una struttura sociale maschile. Sartre tende invece a leggere la questione femminile dentro la più ampia categoria dell’oppressione e della libertà umana. Ne emerge un confronto fecondo: lei sottolinea la specificità del dominio patriarcale, lui privilegia un universalismo esistenzialista. La conversazione rivela così l’autonomia teorica di Beauvoir e il contributo decisivo del suo pensiero alla nascita del femminismo contemporaneo. Sartre fa un po' arrabbiare ma de Beauvoir lo perdona.
Un libro importante che ci ricorda le origini del femminismo, ormai molto diverse dal femminismo contemporaneo. Un modo semplice per ricordare a tutt* che il femminismo sarà intersezionale o non sarà.
3.5 , molto molto breve, ma comunque ho trovato spunti molto interessanti, più attuali che mai, e per questo ritengo sia una lettura importantissima non solo per le donne ma anche (e forse soprattutto) per gli uomini, essendo scritto in una prospettiva che mette anche l’uomo al centro del dibattito femminista. Ho trovato molto interessante il discorso delle due lotte parallele, quella dei sessi e quella di classe, e la duplice oppressione della gran parte delle donne. Molto interessante anche la questione dell’indipendenza economica della donna come uno strumento di liberazione. In conclusione lettura molto piacevole e stimolante, ma avrei preferito se certe idee e spunti fossero state trattate in maniera più approfondita, ma d’altronde probabilmente l’essenzialità era voluta.
Un libricino davvero interessante, dove Simone de Beauvoir incalza Jean-Paul Sartre sulle sue opinioni sul femminismo e lotta di classe.
I temi più interessanti, e quelli ancora attuali, sono: la tensione tra lotta tra i sessi - o quelli che oggi chiameremmo generi - con tutte le contraddizioni che ne vengono e il legame con la lotta di classe.
Si interrogano anche sulla presenza di donne ‘qualificate’ che accedono a determinati ruoli, come degli alfieri delegati delle altre donne, che giustificano il sistema che esclude ma che dimostrano che non esclude del tutto.
Il tema secondo me fondamentale, che nemmeno loro riescono a dirimere: come smontare un sistema, da dentro o da fuori?
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Qualche anno fa dopo aver letto alcune opere di Simone de Beauvoir e Jean Paul Sartre, dopo aver visto documentari sulla loro vita, e letto le loro interviste iniziai a scherzare dicendo che mi sarebbe piaciuto poter andare a cena con loro due al Café de Flore ed poter assistere alle loro conversazioni :)
Questo brevissimo libro ci permette di assistere ad un dialogo sincero, intimo ed incalzante quasi come un'interrogazione in cui i due affrontano con lucidità i temi del femminismo nella società e includendo i propri dilemmi e percorsi di presa di coscienza. Nonostante sia un testo scritto 50 anni fa è ancora nitidamente rappresentativo delle esperienze e dei percorsi necessari all'emancipazione e decostruzione di oggi. Consigliato!
La seconda di copertina riporta una frase che rappresenta l'essenza di questo libro: "... certe verità sono raggiungibili solo nell'incontro, solo sedendosi l'una di fronte all'altro con la mente aperta".
“L’uomo, nella misura in cui si costituisce come uomo medio, si scontra con delle condizioni esterne che lo rendono propriamente comico. Per esempio, quando attribuivo il mio maschilismo a una qualità personale e non a un’azione del mondo sociale su di me, ero comico.”
Interessante il dialogo tra maschile e femminile e il discorso relativo al legame tra lotta di genere e lotta di classe, anche se non lo inserirei tra i libri più illuminanti sul femminismo che ho letto finora.
Libretto interessante, sicuramente non vale il prezzo. La recensione è bassa solo perché alla fine rimane un discorso tra loro due che avrei potuto leggere tranquillamente su internet.
Sartre, da che ho imparato ad apprezzare con il volume delle lettere alle “amiche”, qui si rivela in parte con tutti i suoi limite di uomo, dunque appartenente a un genere privilegiato, oppressore e incapace di ammetterlo. Mi piace il modo in cui lei lo incalza, non gli lascia la possibilità di cavarsela con risposte troppo vaghe o evasive. Da una parte, non lo trovo più attuale, soprattutto nel confronto con la borghesia e un modo sorpassato di intendere la lotta di classe. Dall'altra, ancora una volta, i comunisti sono ben lontani dall'essere femministi.