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La salute mentale è politica

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La salute mentale è un fatto politico, ma quasi mai è raccontata, e tantomeno affrontata, in questi termini. Nelle società del capitalismo avanzato, viene più spesso amministrata che compresa. Non solo nei reparti e nei centri blindati, ma anche attraverso diagnosi sempre più estensive e l’uso sistematico di psicofarmaci che silenziano i nuove forme dello stesso manicomio che Franco Basaglia riuscì a far chiudere.
In questo libro, Piero Cipriano – psichiatra con lunga esperienza nei servizi pubblici – racconta cosa significa oggi occuparsi di salute mentale in Italia e in Occidente. Ripercorre la storia della psichiatria, ne interroga la logica che separa i «normali» dai «devianti» e ne smonta la retorica che riduce il disagio a un malfunzionamento individuale, ignorandone la dimensione sociale. Ma La salute mentale è politica è anche il racconto di ciò che è stato la possibilità di un cambiamento reale. Dalla rivoluzione psichedelica mai compiuta, oggi riassorbita dal mercato, al bisogno di senso e trascendenza, che la psichiatria tende a espellere in nome del realismo clinico allineato al realismo capitalista.
Che cosa accade quando la cura si riduce al contenimento? Che cosa resta della salute mentale se viene compressa in diagnosi, pillole e protocolli? In gioco non c’è solo il destino dei cosiddetti pazienti, ma la forma stessa con cui una società definisce ciò che è accettabile, ciò che è patologico, ciò che può essere detto. Dopo trent’anni di professione, Cipriano prende la parola per denunciare un fatto tanto evidente quanto occuparsi di salute mentale significa, innanzitutto, saper leggere i segnali del nostro tempo e le contraddizioni che li producono.

190 pages, Kindle Edition

Published June 20, 2025

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About the author

Piero Cipriano

12 books6 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Valeria Pi.
64 reviews2 followers
September 30, 2025
In questo saggio si affrontano temi scomodi come i criteri per cui alcune sostanze vengono ritenute illegali e altre no, come nelle varie edizioni del DSM vengano modificate le scadenze per cui un individuo viene ritenuto clinicamente depresso o meno (regola generale: è il caso che torni produttivo il prima possibile).

Si parla molto della figura di Basaglia, di Trevisan, del manicomio come struttura e di quello farmacologico. Sicuramente un testo coraggioso e meritevole di attenzione.

Non posso tuttavia mettere 5 stelle per due motivi:

- è difficile a volte capire se l’autore voglia essere provocatorio o se certi cose le pensi davvero (un esempio? Quando dice che tutti gli aspiranti psichiatri dovrebbero farsi di allucinogeni);
- non sono d’accordo su diversi punti, ma non essendo un’esperta tengo per me la natura dei sopra citati punti.

Ringrazio l’editore per avermene fornito una copia.
Profile Image for David Mikael.
8 reviews2 followers
July 5, 2025
Forte delusione per questo testo, essendo palesemente un ripetizione di quello che Cipriano aveva scritto nei precedenti libri (in cui già si ripeteva/riassumeva varie volte ma almeno lo faceva per poi aggiungere nuove idee) senza nulla (ma davvero nulla) di nuovo...sinceramente peccato. Inoltre ripetendo per la maggior parte gli stessi argomenti soprattutto dal libro subito precedente, senza nessuna diversa sfumatura, l'effetto niente di nuovo risulta ancora più evidente. Ho la sensazione che il titolo sia "furbo" perchè fa pensare ad affondi ed un approfondimento della tematica che poi non risultano.
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