Pene, fallo, membro? No, grazie. Qui si parla di CAZZO, NERCHIA, MINCHIA, con schiena eretta contro il perbenismo e spada tratta a sfidare ogni tabù. Linguaggio esplicito e tono divertito sono gli strumenti con cui Francesco Boer intraprende lo studio della dimensione sacrale del cazzo nella storia della civiltà umana. Archetipi, simbologia, miti, Fallosofia è un’indagine storica e antropologica alla scoperta della natura duplice e chiaroscurale del cazzo, tra forza vitale e sopraffazione violenta. Dal cazzo rupestre del “Peneolitico” al graffito di un cazzetto in metro, dall’erotismo luminoso di Priapo all’ombra incombente del grattacielo e la minaccia Fallosofia è un dick world tour attraverso i secoli, dal lingam induista, al kami giapponese della nerchia, dalla circoncisione ebraica alla subincisione aborigena. Boer ama i giochi di parole del cazzo, ma non scrive sei prontǝ a riscoprire la portata divina del mistero che penzola fra le gambe?
Sono nato nel 1980. Ho studiato da ragioniere, ma poi mi sono perso per strada, inseguendo i simboli come un bimbo che corre dietro alle farfalle.
Abito a Selz, in provincia di Gorizia. Crescere e vivere vicino al confine mi ha dato la possibilità di comprendere che la realtà non è risolvibile in una visione univoca. Il mondo è fatto di contrasti e sfumature, non c’è una verità unica ma tante voci diverse. Voci che possono cercare di sopraffarsi l’una contro l’altra, oppure accordarsi in un coro armonioso. Forse è anche per questo che sono affascinato dal mondo dei simboli, un argomento che studio da anni in tutte le sue sfaccettature. L’espressione simbolica è infatti una costante dell’essere umano. Nei simboli si può trovare un tratto comune a diverse culture, che permette di tracciare linee che uniscono in un significato affine fenomeni storici distanti sia nello spazio che nel tempo. Il simbolo poi è anche il fulcro che permette di collegare conoscenze che in genere vengono divise in materie di studio diverse: psicologia e storia, arte e natura, religione e scienza.
Dal 2012 ad oggi ho scritto più di venti libri, alternando saggistica e narrativa, spesso anche mescolandole. Se scrivo molto non è per esporre nozioni dall’alto di una cattedra di carta. Al contrario, per me la scrittura è uno strumento per raggiungere nuove scoperte: il diario di un viaggio verso altre realtà, una ricerca continua che riserva sempre nuove sorprese.
Sarò sincero, l’idea è la ricerca dietro questo libro è geniale. Perché mette alla luce un argomento taboo e lo trasforma in cultura vera e propria quale è in origine. Però perché ho dato solo tre stelle? È stato difficile seguire tutta la storia, perché ovviamente un libro del genere ha spaziato tanto tra tempo e spazio e quindi ho trovato difficile seguire bene con concentrazione ogni singolo argomento e filosofia legata. Tanti nomi, tante tradizioni e tante informazioni diverse e variegate che danno un chiaro quadro completo ma rischiano anche di confondere perché tante di numero. Nell’ultima parte è sicuramente stato più scorrevole e comprensibile, perché si arriva già un po’ al contemporaneo e riesci a seguirlo e capirlo, ma quando si parla di civiltà diverse di fa fatica se non si è appassionati di tutte le culture mondiali. Ciononostante rimane un’idea geniale e merita di essere letto, ma bisogna sicuramente essere propensi a leggere con attenzione per capire tutto, sennò si rischia di non capire e assorbire il vero significato di questo libro, che nononostante tutto mi ha dato una bella riflessione finale.