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Storia dei miei peli

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Lavinia fa il dottorato a Pisa, ma senza stipendio. E quindi vive ancora con la madre, fa la pendolare e si procura i libri per le sue ricerche chiedendo prestiti alle amiche. Se il conto in banca piange, quanto a princìpi morali il suo patrimonio è legge bell hooks e Donna J. Haraway, sogna di dar vita a un orto comunitario ed è tra le socie fondatrici di NoShave/Me, associazione in difesa del bene più bistrattato di tutti, il pelo femminile. Questa posizione finora le ha guadagnato più che altro sguardi scandalizzati, spasimanti spariti nel nulla e irritazione a non finire di fronte alla pretesa che la pelle di una donna debba essere liscia come quella di un bambino. Ma non è facile restare fervide paladine dei peli quando qualcuno è disposto a pagare per farceli togliere. Daniel85 – misterioso utente di OnlyFans, ferratissimo in materia di rasatura, feticista con la passione per gli elenchi – contatta Lavinia offrendole uno stipendio in cambio di una manciata di peli. Basta cedere appena (in fondo «sono solo peli!»), ed ecco che tanti problemi sono di colpo Lavinia riesce a permettersi un affitto, viaggia, si compra quelle cuffie bluetooth che adocchiava ormai da un po’. Lavinia finalmente sta bene, a patto che nessuno scopra che le stanno arrivando dei soldi, e soprattutto da dove.
Cosa succede quando ciò in cui crediamo deve scontrarsi con la realtà materiale di un mondo che ci spinge a volere sempre di più, e non ci regala niente? Cosa siamo disposti a sacrificare in nome dell’indipendenza? Con una prosa brillante e senza farsi sconti, Lavinia Mannelli ci consegna un’opera di autofiction audace e travolgente che riflette il mondo precario delle ragazze di oggi.

288 pages, Kindle Edition

Published May 30, 2025

4 people are currently reading
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About the author

Lavinia Mannelli

3 books2 followers

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Community Reviews

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1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Amanda Rosso.
358 reviews32 followers
May 29, 2025
Un romanzo politico, peloso e splendidamente sfrontato.

Con Storia dei miei peli, Lavinia Mannelli firma un romanzo che è al contempo diario, manifesto e satira sociale, intriso di rabbia, consapevolezza e glitter. Il titolo, tanto ironico quanto programmatico, apre le porte a un universo intimo e collettivo, dove la protagonista – alter ego dell’autrice – racconta la sua esistenza precaria e pelosa, tra la ricerca accademica, la precarietà e la militanza transfemminista.

Il corpo, e in particolare il pelo, è al centro di questo libro: simbolo di identità, vergogna, resistenza, desiderio. Ma anche lente attraverso cui osservare e criticare il mondo. I peli diventano allegoria di tutto ciò che è marginale, non conforme, “antiestetico” secondo i canoni patriarcali. Non è un caso che l’autrice si definisca “eco-trans-femminista radicale antispecista” – etichetta che però nel romanzo è continuamente messa in discussione e ridefinita nella pratica quotidiana, tra biblioteche pisane, treni in ritardo e call per borse di studio, nella rinegoziazione costante della propria identità ed esistenza.

Il romanzo è costruito come un collage di voci, post, pensieri, dialoghi reali e interiori, citazioni femministe (da Braidotti a Haraway, da bell hooks a Virginie Despentes) e confessioni diaristiche. L’effetto è una narrazione stratificata e sincopata, capace di passare in un attimo dalla risata al dolore, dalla lucidità analitica al sogno onirico. Una narrazione che riflette perfettamente la vita frammentata, iperconnessa e ansiosa delle giovani donne precarie contemporanee.

Storia dei miei peli è un testo apertamente politico, ma mai didascalico. È feroce nella denuncia della violenza simbolica e strutturale, ma anche tenero, pieno di legami, di ironia, di amicizie salvifiche. È un libro che parla di corpo, desiderio, soldi, ansia, università, militanza, Instagram, OnlyFans, orti sociali e capitalismo – di uno sfruttamento capillare che mercifica i nostri corpi, sogni, aspirazioni, talenti e desideri, e in cui la classe, come scriveva bell hooks conta, conta sempre di più.

Con una voce letteraria già pienamente formata, Mannelli riesce a raccontare un presente difficile con lingua tagliente e tenera, una totale padronanza dei linguaggi e della ipertestualità delle nostre esistenze, accostando senza sforzo il letterario e il politico, il social e il cinematografico, la satira e il grottesco.
Profile Image for Jay .
577 reviews32 followers
March 18, 2026
Titolo più chiaro di così non si poteva, è già tutto dichiarato: la rabbia, il corpo, l’identità e una certa dose di stronzaggine. Fa parte della collana Bookclub di 66thand2nd, che continuo a trovare sorprendente per la capacità di intercettare voci originali, spesso fuori asse rispetto al panorama più “pulito” e prevedibile.
La protagonista, Lavinia, è una dottoranda precaria, senza borsa, immersa in un presente fatto di frustrazione economica e ideologica. Femminista convinta, rivendica il proprio corpo anche tramite la scelta di non depilarsi, trasformando i peli in una dichiarazione politica, contro il patriarcato. Quando però tale Daniel85 online si offre di pagarla proprio per quei peli, il discorso si complica. Il desiderio di indipendenza e il compromesso iniziano a fare da padroni. Ne viene fuori è un romanzo che si muove tra piani diversi, dall’autofiction alla satira, dal diario all’allucinazione.
È un libro peloso e arrabbiato, e questo già basta per farmelo piacere. Ho trovato davvero tante similitudini, dalla prolificazione di peli, fino alla playlist pomodoro (io uso quella Serpeverde) e la visione di documentari di eventi catastrofici per trovare un minimo di pace. Il libro parla di temi molto sensibili a noi trentenni: precarietà economica e lavorativa, rivendicazione del corpo, e ci aggiunge le contraddizioni interne ai discorsi femministi, senza cercare di risolverle. Anzi, ci si infila dentro con tematiche che toccano la pornografia e l’utilizzo di OF.
Il linguaggio è diretto, a tratti nervoso e volutamente spigoloso. E a me è piaciuto. Certo, non tutto mi ha convinta allo stesso modo, ma è uno di quei libri che preferisco così. Finalmente, mi ha dato la sensazione di leggere qualcosa di vivo.
Profile Image for Allegra.
53 reviews
November 20, 2025
Probabilmente non l'ho capito io, ma mi è sembrato un misto di idee senza conclusione.
Condivido molti temi, ma non riesco a scrollarmi di dosso l'idea che, con le continue citazioni/note a margine, con le finte conversazioni pseudofilosofiche, con il tentativo di parlare del rapporto materno, con i giudizi impliciti sulle amiche, il libro cerchi di arrivare a un livello di profondità che non c'entra poi nulla con il taglio, e nemmeno con il contenuto.
Da persona che ha ha fatto i conti per arrivare a fine mese, da ragazza incazzata, da ex tentativo di dottorato, mi è sembrato solo di leggere una lista paranoie farcite da giudizi a caso, che va bene se stai ascoltando una canzone de I Cani, ma magari da un libro cerchi altro.
32 reviews1 follower
September 24, 2025
5 stelle per l’originalità, la freschezza, l’ottima penna, il femminismo e il ritratto della tossicità dell’ambiente accademico italiano. Non sarà un libro “perfetto” ma la sua struttura peculiare e la sua audacia compensano qualche piccola sbavatura che sicuramente migliorerà con le prossime uscite di questa autrice giovane e promettente
Profile Image for Tiresia.
258 reviews2 followers
August 31, 2025
Rispetto al primo mi è piaciuto di meno e forse poteva essere raccontato in meno pagine, però l'idea è originale.
Profile Image for Betty.
117 reviews6 followers
October 16, 2025
"Storia dei miei peli" di Lavinia Mennelli è un romanzo originale e ironico, che parte da un’idea assurda quanto geniale: una dottoranda senza borsa che, per sopravvivere, finisce a vendere peli. Dietro il tono leggero e surreale si nascondono riflessioni pungenti sul precariato universitario, sulle difficoltà del mondo del lavoro, sul corpo femminile e sul femminismo contemporaneo. La parte centrale perde un po’ di ritmo, risultando a tratti ripetitiva, ma nel complesso è una lettura fresca, intelligente e decisamente approvata.
Profile Image for Annalisa.
146 reviews
October 29, 2025
Una boccata d'aria fresca. Non è un romanzo perfetto, ma ne ho apprezzato moltissimo l'originalità e il modo in cui affronta una lunga lista di tematiche più o meno attuali, dal femminismo agli ambienti accademici italiani.
Mannelli è senz'altro un'autrice da tenere d'occhio.
Profile Image for Sylvie19.
190 reviews9 followers
December 9, 2025
Ne ho adorato l’intelligenza e l’originalità anche se forse un pochino troppo lungo e caotico, andava sfoltito da qualche parte. Mi è piaciuto molto più del suo esordio che comunque avevo apprezzato, di certo continuerò a leggerla!
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