Ti metto in non è semplice starmi dietro! Sono maldestra e disordinata, una calamita per disgrazie e disavventure. Se non sono io che cerco i guai, sono i guai a trovare me, per intenderci. Le mie giornate sono piuttosto complicate, così come non sempre lineari sono le soluzioni che riesco a trovare per risolvere i problemi che mi cascano davanti. In amore sono un disastro, in famiglia la pecora nera. Ho un ragazzo che non è mai cresciuto, forse artista o forse soltanto superficiale e poco onesto, una storia appena finita con un ragazzo un po’ troppo perbene, troppi dolci nella mia cucina e troppe situazioni intricate che mi porto a casa dal lavoro. Insomma, anche se ormai mi affaccio alla soglia dei trent’anni, prendere in mano le redini della mia esistenza sgangherata sembra un’impresa impossibile. Sorprendentemente, però, con la vita degli altri è tutto più semplice e aggiustare i cocci rotti mi riesce molto meglio. Niente è facile per un’assistente sociale come me. Tra tagli al budget e una scarsa considerazione da parte delle istituzioni, sono costretta a lavorare in un triste e umido seminterrato, il famigerato Sottozero, dove sono stati relegati gli uffici dei Servizi Sociali. Ma io non mi fermo. E con la grinta che mi contraddistingue, ce la metto tutta per scovare soluzioni creative e sempre nuove per migliorare la vita delle persone che incrociano la mia strada, per aiutarle a risolvere i loro problemi, accendere qualche piccola opportunità e dare loro una seconda chance. Per fortuna, nel fare tutto questo, c’è chi ancora è dalla mia parte. La bellissima città di Bergamo, che mi culla e mi fa da sponda. Desy, la mia migliore amica, razionale e concreta come un vero ingegnere sa essere. E infine nonno Carlo, capace di riportare tutti i conti in pari con una sola tazza di cioccolata calda. E ora ne ho bisogno più che mai perché ho due storie difficili di fronte a me. Amanda e Giuseppe, due esistenze dure, due casi intricati e drammatici nei quali mi sono trovata coinvolta e che so affrontare solo a modo mio, mettendoci affetto e un briciolo di inventiva. Vuoi conoscere il mio nome? Mi chiamo Vittoria, anche se purtroppo non vinco quasi mai. Vittoria Levante.
Nel suo romanzo d’esordio Tutto nasce per fiorire, Demetra Costa ci accompagna in un viaggio che intreccia delicatezza e determinazione, attraverso la storia di una giovane donna piena di contraddizioni ma dotata di una sorprendente forza interiore. Vittoria Levante è un’assistente sociale tutt’altro che perfetta: goffa nei modi, disordinata nei pensieri, spesso in bilico tra il desiderio di fare la differenza e il senso di inadeguatezza che la perseguita, eppure, è proprio questa sua umanità imperfetta a renderla indimenticabile.
L’autrice ci introduce in un microcosmo urbano bergamasco fatto di uffici affollati, vincoli amministrativi, colleghi assenti e casi sociali complicati, ma anche di calore, connessioni invisibili e speranze che chiedono solo un piccolo spazio per germogliare. In un ambiente lavorativo tutt’altro che semplice, dove l’efficienza spesso prevale sull’empatia, Vittoria riesce a ritagliarsi una sua via, ostinata nel voler dare ascolto alle storie silenziose degli altri, anche quando queste sembrano ormai dimenticate da tutti. Due casi in particolare, una ragazza problematica e un senzatetto silenzioso, diventano per lei non solo sfide professionali, ma occasioni di trasformazione personale, specchi attraverso cui riflettere le proprie crepe e al tempo stesso trovare nuova luce, da qui il titolo del libro e il senso della scelta grafica nella copertina.
La scrittura di Demetra Costa si distingue per uno stile limpido, mai frammentato, capace di cogliere l’essenza delle emozioni senza bisogno di sovrastrutture, uno stile che si unisce perfettamente al tono del libro che alterna con grazia momenti di leggerezza a passaggi più intensi, mantenendo però sempre un’attenzione particolare alla dimensione emotiva dei personaggi, sicuramente retaggio anche dell’esperienza lavorativa personale che l’autrice ha in comune con la sua protagonista. Non ci sono eroi in queste pagine, ma persone vere, con le loro fragilità, le loro cadute e il bisogno profondo di sentirsi visti. Vittoria è una protagonista che si fa amare proprio per la sua disarmante autenticità: non cerca di essere ciò che non è, sbaglia, si arrabbia, inciampa, ma continua a provarci, e in questo continuo tentativo c’è tutta la sua forza; è un libro coccola questo, un libro che nella sua ordinarietà ne emerge come straordinario!
Il grande merito di questo romanzo sta nella capacità di fondere la dimensione sociale e quella privata, offrendo una riflessione delicata ma potente sul bisogno di riscatto, sulla possibilità di rinascere anche quando tutto sembra perduto. Non si tratta infatti solo della storia di chi aiuta gli altri, ma anche, e forse soprattutto, della storia di chi, nel farlo, finisce per aiutare sé stesso. Le dinamiche affettive, le amicizie sincere, il legame con il nonno (personaggio secondario ma adorabile), e persino la città stessa, che non fa solo da sfondo ma diventa parte attiva nella costruzione del senso, arricchiscono il racconto di sfumature emotive intense.
Tutto nasce per fiorire è un romanzo che parla di possibilità, di coraggio quotidiano, di piccoli gesti che possono cambiare una vita, è un inno silenzioso ma potente alla gentilezza, alla perseveranza e al valore dell’ascolto. La scrittura della Costa si affaccia con garbo nel panorama narrativo contemporaneo, con una voce originale e autentica, capace di toccare corde profonde senza mai forzare la mano. Chi ama le storie in cui la vita si mostra in tutte le sue imperfezioni, ma lascia spazio alla bellezza che nasce proprio da quelle crepe, troverà in questo romanzo una lettura preziosa.
Carissimi Book Lovers, 0ggi vi parlo di "Tutto nasce per fiorire" di Demetra Costa, un romanzo semplicemente meraviglioso che vi farà riscoprire la bellezza dei piccoli miracoli quotidiani.
Vi presento Vittoria Levante. Ha quasi trent'anni, è disordinata, maldestra, una vera calamita per i guai e la pecora nera della sua famiglia. Tra una storia appena finita con un ragazzo fin troppo perbene, un fidanzato che non vuole crescere (e dalla dubbia onestà) e troppi dolci in cucina, Vittoria sembra incapace di rimettere in sesto i propri cocci. Eppure, di professione fa l'assistente sociale. Relegata in un ufficio umido e freddo chiamato "Sottozero", combatte ogni giorno contro tagli al budget e istituzioni sorde, usando l'inventiva e il cuore per regalare una seconda chance a chi ha perso tutto.
Il nome Vittoria è quasi un'ironia della sorte, visto che lei stessa ammette di non vincere quasi mai. La sua vita privata è un groviglio di nodi: un ex troppo perfetto, un presente sentimentale immaturo e superficiale, e una quotidianità che fatica a decollare. Ma quando Vittoria scende le scale di quel triste seminterrato istituzionale, il "Sottozero", si trasforma. Diventa una forza della natura. Anche se le redini della sua esistenza le sfuggono di mano, Vittoria sa come rimettere in piedi quelle degli altri, affrontando la burocrazia con una grinta invidiabile e soluzioni creative fuori dagli schemi.
A fare da cornice a questa sgangherata meraviglia c'è la città di Bergamo, descritta magnificamente, capace di cullare i pensieri della protagonista nei momenti più duri. E poi ci sono i personaggi secondari, che danno al romanzo una profondità emotiva incredibile: Desy, la migliore amica ingegnere, così razionale e concreta da fare da perfetto contrappeso al caos di Vittoria; e nonno Carlo, una figura dolcissima, l'unico capace di azzerare i problemi del mondo e rimettere i conti in pari con una semplice tazza di cioccolata calda. Sono loro le radici che permettono a Vittoria di non farsi travolgere dalle storie drammatiche che si porta a casa dal lavoro.
La trama entra nel vivo e si fa profonda quando Vittoria si trova a dover gestire due casi intricati ed esistenze durissime: quelle di Amanda e Giuseppe. Di fronte al loro dolore e a situazioni drammatiche, i protocolli standard non bastano più. Vittoria decide di fare l'unica cosa che le riesce naturale: metterci l'anima, l'affetto e quel briciolo di inventiva che la contraddistingue. È qui che il romanzo si diversifica da qualunque altra lettura. Non è solo una commedia brillante, è un'inchiesta emotiva sul valore profondo della solidarietà umana. Vedere Vittoria spendersi così tanto per accendere una piccola opportunità nelle vite di questi due sconosciuti mi ha stretto il cuore in un modo indicibile.
"Tutto nasce per fiorire" parla di ferite, di tagli economici, di seminterrati umidi, ma lo fa con una luce interiore che lascia senza fiato. È un libro intriso di sentimento puro, profondo, che consiglio a chiunque si sia sentito, almeno una volta, la pecora nera della situazione. Una lettura necessaria per ricordarsi che, nonostante tutto, c'è sempre un modo per ricominciare a fiorire. È una storia densa di sentimento, vera, profonda, che mi ha lasciato addosso un calore immenso e una voglia matta di abbracciare la sua indimenticabile protagonista.
"Ci sono libri che non si leggono soltanto. Si vivono, si sentono, si riconoscono." Libri che ti entrano dentro come una calamita, lasciando un segno profondo nell'anima...
Ed è quello che è successo, leggendo questo straordinario romanzo...
Il romanzo d'esordio di Demetra Costa, vincitore del torneo letterario "IoScrittore 2023", promosso dal gruppo editoriale Mauri Spagnol.
Ci troviamo a Bergamo.
Vittoria Levante è un'assistente sociale molto goffa, impacciata, testarda, fragile ed empatica, con una situazione familiare difficile alle spalle ed una vita sentimentale disastrosa da affrontare....
Una professionista che usa tutte le sue energie per risolvere situazioni di disagio e marginalità che colpiscono individui, famiglie e comunità, mettendosi spesso nei guai... 😅
Infatti, "Se non sono io che cerco i guai, sono i guai a trovare me per intenderci." 😜
Vittoria si immergerà, con grande energia e dedizione, nei casi di Giuseppe e Amanda, cercando di portare alla luce esistenze invisibili, attraverso l'ascolto e la resilienza...
Analizziamoli ad uno ad uno...
Giuseppe Berbenni, detto Beppone, è un senzatetto che vive per strada da oltre dieci anni, con un passato difficile da dimenticare...
"Chi vive la strada sa di essere in bilico. Perché quella del senza fissa dimora è una vita al limite, sul limite, dentro al limite, ma anche fuori di esso. Un'esistenza fluida e rarefatta. Come vivere sospesi in una bolla d'aria in alta quota."
Si sentiva vulnerabile, giudicato e suscettibile nei confronti della gente...
⁉️Come aveva fatto a sopravvivere alla solitudine, al peso dei rimorsi, ai rimpianti e ai fantasmi di una vita?
"Aiutare le persone è il mio lavoro; ma, ancora prima, è conoscerle e accoglierle. È imparare a guardare il mondo attraverso i loro occhi, per capire dove si è fermato il loro cammino."
⁉️Riuscirà Giuseppe Berbenni a risollevarsi e a cambiare vita, diventando una persona migliore?
Non vi resta che scoprirlo!!!
Amanda, invece, è una ragazza ventenne, fuggita dal marito che la maltrattava. Un giorno, viene accusata di furto aggravato e colta in fragranza di reato e scopre di essere incinta!!!
Una situazione di profonda fragilità che porterà la nostra Vittoria ad un'inventiva fuori dal comune, per trovare una soluzione adeguata e non lineare...
"Era una lotta continua con sé stessi. Una vera e propria guerra. Accettare. Custodire la propria anima. Fermarsi. Conservare la propria integrità. Salvarsi. Sopravvivere dentro i propri confini. Esistere."
Attraverso il suo lavoro, Vittoria dimostrerà alla sua famiglia, ma soprattutto a sé stessa, di non essere solo un accumulo di guai, ma una forma di speranza per arrivare al cuore delle persone bisognose, un simbolo di riscatto personale e sociale. Imparerà così a sbocciare, anche se in modo disordinato e fuori stagione.
La felicità non è un traguardo di perfezione, ma il coraggio di restare umili, umani e sensibili, nonostante tutto!!!
Un romanzo che parla di crescita, rinascita personale e seconde possibilità...
Un romanzo che esplora la fragilità quotidiana e il coraggio di ricominciare... Il coraggio di non arrendersi mai di fronte alle difficoltà della vita e sbocciare come i fiori in primavera...
Un romanzo che tratta temi importanti, come la violenza di genere, la perdita, l'emarginazione, l'abbandono, la solitudine e il fallimento.
Un romanzo ricco di emozioni forti, ironia, dolore, coraggio, felicità ed orgoglio.
Un romanzo che ci fa capire che nella vita si cade sempre, ma l'importante è rialzarsi e trasformare il proprio fallimento in "forza", per poter ricominciare da zero una vita migliore... E quando la vita ci regala qualcosa di "inaspettato", vale la pena sempre aspettare...
L'autrice, con molta delicatezza, è stata in grado di farci immedesimare nei personaggi.
In particolare, ho amato Vittoria, la nostra adorata protagonista. Una ragazza dal cuore d'oro. Una ragazza luminosa e ironica. Una ragazza imperfetta, fragile, empatica, reale e autentica... Una ragazza come tutte noi...
Un romanzo che arriva dritto il cuore con molta delicatezza. Una vera coccola per noi lettori...
Ho amato altri personaggi che ruotano intorno alla storia della protagonista, in particolare Desy, la sua migliore amica, e il nonno Carlo, due anime che aiuteranno Vittoria a risolvere le "sue battaglie."
Ho, inoltre, amato moltissimo Giulio, un ragazzo tredicenne altruista dallo sguardo limpido e buono. Un ragazzo maturo cresciuto troppo in fretta. Un ragazzo molto saggio e dal cuore immenso.
Profondamente onorata di aver letto questo romanzo, che mi è entrato subito nel cuore e ringrazio l'autrice Demetra Costa per avermi permesso di leggerlo.
Un romanzo d'esordio assolutamente straordinario da non perdere!!!
Se amate storie di speranza, rinascita e crescita personale, che hanno come protagoniste figure femminili imperfette, ma altrettanto reali e lontani dagli stereotipi "della donna impeccabile in carriera", questo romanzo straordinario fa al caso vostro!!!
Ps. Unica pecca per l'autrice: non mi puoi lasciare in sospeso con un finale così... 😅 Aspetto con ansia il seguito del romanzo, sappilo!!! 😜
"Tutto ciò che nasce, nasce per fiorire ed è di nuovo primavera."
⁉️E voi, vi siete mai sentiti maldestri e goffi come la nostra protagonista Vittoria?
La storia di Vittoria, Giuseppe e Amanda, insieme a tutti gli altri personaggi secondari che fanno da sfondo alla vicenda, mi hanno tenuto compagnia nelle serate trascorse dopo lunghe ore davanti allo schermo del pc. Iniziare a leggere la storia e poi tornarci giorno dopo giorno è stato come accendere la televisione e seguire, una puntata dopo l’altra, una fiction italiana i cui personaggi si muovono tra le vie della nostra meravigliosa città di Bergamo. Questo perché, proprio come le note serie italiane che almeno una volta abbiamo visto, ridendo e piangendo, i protagonisti della nostra storia non sono persone dalla vita eclatante, ma semplicemente individui con pregi e difetti, capaci di combinare qualche guaio in un alternarsi tra situazioni divertenti e drammatiche. Ed è la capacità espressiva, narrativa e descrittiva, di Demetra Costa a dare vita a questo bellissimo paragone tra libro e fiction, tutt’altro che scontato: dimostra, infatti, quanto il risultato finale sia riuscito, restituendo a chi legge scene vivide, personaggi e luoghi che sembrano prendere forma davanti agli occhi. È facile riconoscersi in Vittoria, nella sua vita ordinaria divisa tra lavoro e casa, con una migliore amica sempre pronta a proteggerla, anche quando si trova in disaccordo con alcune delle sue scelte, soprattutto quelle amorose. Devo ammettere di aver provato per lei sentimenti contrastanti, tra amore e odio, soprattutto nel modo in cui continuava a portare avanti una relazione con un uomo che cercava ostinatamente di cambiare, quando fin dall’inizio c’erano tutti i segnali che nessuno sforzo o sacrificio sarebbe bastato a metterlo un po’ in riga. Per fortuna c’era l'amica a sgridarla al posto mio, aiutandola ad aprire finalmente gli occhi. Ho apprezzato molto l’epilogo della sua vita amorosa, nel quale alcune lettrici potrebbero anche riconoscersi: un insegnamento prezioso che ci ricorda come l’amore non debba necessariamente essere sempre la priorità. Infatti, credo che per la nostra protagonista la priorità numero uno nelle sue giornate sia, in realtà, il lavoro: nulla può fermare Vittoria quando davanti a lei c’è qualcuno che, pur senza risorse ma con il desiderio di ricostruire una vita migliore per sé e per i propri cari, si affida alla sua professionalità, alla sua empatia e alla sua determinazione per iniziare a gettare le basi di un nuovo inizio tanto che le sue battaglie avvengono anche sul piano linguistico: perché chiamarli utenti quando sono, a tutti gli effetti, persone artefici del proprio destino e dotate di capacità decisionale? Forse, tra tutte le tematiche sociali trattate nel romanzo, spesso poco considerate dai più, è proprio questa una delle riflessioni che ho apprezzato di più, soprattutto per chi, come me, ama la lingua italiana e presta particolare attenzione alle scelte e alle strategie linguistiche, consapevole di quanto con le parole si possa restituire valore, dignità e riconoscimento alle persone, rendendole visibili a tutti. Proprio come l’autrice estrae dalle zone grigie le vite due persone spesso invisibili alla società e vittime di ingiustizie: Giuseppe, che conosciamo solo attraverso capitoli in terza persona, molto intimi e riflessivi, come se fossimo spettatori esterni, e Amanda, che incontriamo proprio grazie all’impegno di Vittoria. In un intreccio di vite, guai e sentimenti, come una guida turistica accompagna i curiosi tra le vie di Bergamo Alta e Bergamo Bassa, anche l'autrice riesce a condurre chi legge lungo un percorso in cui resilienza, forza, determinazione, speranza, solidarietà e sensibilità diventano tappe essenziali per rialzarsi dopo cadute e scossoni dolorosi. In questa storia di vite comuni non esistono primi, secondi o ultimi posti: esiste solo chi compie il primo passo e continua a proseguire, sempre e comunque. Perché questa è la storia di persone comuni che non vincono né perdono, ma conquistano e riconquistano parti di sé, alleggerendosi dei pesi più ingombranti e nutrendosi di nuove prospettive e desideri. Consigliato? Assolutamente sì!
Ben trovate mie adorate Peccatrici, eccomi pronta a portarvi in una nuova storia, di cui avrei dovuto parlarvi già da un po' di tempo, ma fra un impegno e l'altro e la mia costante capacità di incasinarmi con le innumerevoli letture, "TUTTO NASCE PER FIORIRE" è finito in fondo al Kindle ed è riapparso quasi per caso come se volesse tirarmi le orecchie per questa dimenticanza. La sua autrice, Demetra Costa, ha dimostrato pazienza e comprensione fuori dal comune per la sbadataggine della sottoscritta e di questo le sono fortemente grata. Sbadataggine che, in un certo senso, mi accomuna con la protagonista Vittoria, un'assistente sociale a cui servirebbe, a lei per prima, un po' di assistenza: maldestra, diciamo anche un po' sfigata ma forse il suo più grande problema è il non avere pienamente fiducia in sé stessa e quindi facilmente calpestabile un po' da tutti. Ha la sindrome della crocerossina, pronta a farsi in quattro per aiutare gli altri, ma alla fine chi aiuta lei? Per lei chiamarsi Vittoria è un paradosso, come se la vita avesse voluto prenderla in giro, un po' come tutti i nomi delle persone che la circondano. Cerca imperterrita una soluzione per una donna sola e in difficoltà, insegue con caparbietà un uomo invisibile agli sguardi altrui, non riesce a lasciare andare colui che non la valorizza, è ossessionata da un paio di occhi verdi che non sa a chi appartengono, amici più o meno vicini, parenti più o meno simpatici...benvenuti nel mondo incasinato di Vittoria Levante! Una storia sicuramente originale e molto carina che, in un certo senso, mi ha dato un punto di vista più soggettivo sul lavoro dell'assistente sociale e su tutte le situazioni complicate e spesso di degrado che devono affrontare. Una scrittura scorrevole ma che a volte mi è sembrato si dilungasse un po' troppo. Ho vissuto il dolore ed il disagio di Giuseppe anche se non l'ho pienamente condiviso, non ho sopportato il padre di Vittoria ma ne ho amato invece il nonno, ho tifato per Desy affinché riuscisse ad aprire gli occhi della sua migliore amica, ho visto i pregiudizi con cui combatte Torella ogni giorno e di cui è spesso vittima o carnefice a sua volta. Una storia che ha una trama originale ma allo stesso tempo vera, che mostra uno squarcio di vita reale che molto spesso ignoriamo. Purtroppo non sono riuscita ad empatizzare con la protagonista, audace quando si tratta degli altri ma eccessivamente remissiva ed ingenua per sé stessa. Per me è stato un controsenso vederla combattere con caparbietà per i suoi "utenti", trovare per loro mille soluzioni più o meno lecite e non riuscire a trovare per sé stessa, invece, il giusto rispetto e riconoscimento. Vittoria è un bel personaggio anche se un po' contraddittorio, rappresenta il mezzo che la vita fornisce per avere una seconda opportunità, può essere quel raggio di sole o quella goccia di pioggia che serve a quel semino, caduto tra le rocce, per avere la forza di crescere e sbocciare anche nei terreni più impervi. Perché alla fine, tutto ciò che nasce è destinato a fiorire. Quindi anche se per me mancava di un po' di dinamicità, questo libro è ricco di buoni sentimenti e merita di essere letto. Ci parla di solidarietà, soprattutto fra gli "ultimi", quella semplice e immediata da costruire che non conta su beni materiali ma su lealtà e affetto; ci parla della bellezza delle piccole cose che ci circondano e che ti danno la forza e la voglia di vivere come i colori della primavera o la bellezza di un'alba o di un tramonto; ci parla dell'importanza dell'ascolto di tutte quelle persone in difficoltà, a cui basterebbe poco per essere aiutate. È un romanzo, questo, che dà tanti spunti di riflessione su cui è giusto soffermarsi. Ma ora, dopo aver assistito alle imprese (se così si possono definire) di Vittoria, è giunto, per me, il momento di correre verso una nuova avventura a caccia di emozioni. Alla prossima lettura 😘 Debby
Questa è la storia di Vittoria Levante, assistente sociale dalla vita caotica, trentenne che ha già trovato una sua dimensione ma che forse ancora non lo sa, vista la sua empatia e la sua sensibilità. Lavora in uno scantinato del Comune di Bergamo, chiamato un po’ affettuosamente, un po’ come dispregiativo, “sottozero”, insieme a una superiore un po’ pesante e a una collega abbastanza chiusa di mente.
Quando ho ricevuto la sinossi di Tutto nasce per fiorire me ne sono letteralmente innamorato. Non sono assistente sociale, ma lavorando col pubblico in un Ufficio Anagrafe vengo a contatto quotidianamente con storie di vita molto delicate, persone che non chiedono solo un certificato, bensì un consiglio, una parola gentile o di sprono. Fin da subito, perciò, mi sono rivisto nella protagonista che certamente non vive solo per lavorare, ciononostante svolge il proprio lavoro come una vocazione vera e propria, non limitandosi a “tirar sera”. La miriade di nomi e volti presentati e le poche righe dedicate a ciascuno di essi mi è sembrato un modo magistrale dell’autrice, Demetra Costa, di rappresentare la realtà di chi lavora come assistente sociale, con poche risorse economiche e temporali per seguire al meglio ciascun individuo. All’inizio mi ha spaventato il numero di pagine, superiore le 500 (secondo Amazon), ma leggendo sono riuscito a divorare la storia nell’arco di una giornata. Anzi, a dire la verità ho impiegato meno tempo a leggere Tutto nasce per fiorire rispetto a libri che constano di molte meno pagine. Per questa ragione posso dire che Demetra Costa, con la sua penna, si è mossa leggiadra dando vita ad un intreccio comunque mai banale, visti i temi trattati assai delicati. Le descrizioni di situazioni, eventi e luoghi sono molto colorite e vivaci, tengono alta l’attenzione e i dialoghi fra i personaggi sono brillanti così come sono profondi i ragionamenti interiori di Vittoria. Il ritmo della narrazione è spedito. Che dire della protagonista? Avrei voluto conoscerla ma, in effetti, è un po’ come se lo avessi fatto perché dalle descrizioni mi è parso di aver davanti agli occhi una ragazza in carne ed ossa. Avrei voluto aiutarla nel capire cosa stesse succedendo con Beppe e anche in tutti gli altri eventi della sua vita.
Consiglio assolutamente questo libro, soprattutto se cercate una tenera storia di speranza in un mondo crudo e che pare arrancare. Per me sono 5 stelle.
"Tutto nasce per fiorire" è il vibrante romanzo d'esordio di Demetra Costa, un'opera che riesce a bilanciare con maestria umorismo tagliente e profonda sensibilità. Al centro della narrazione troviamo Vittoria Levante, un'assistente sociale sui trent'anni che si presenta fin da subito come un vero e proprio "disastro perfetto".Vittoria è il cuore pulsante del libro: un personaggio autentico e fuori dagli schemi in cui è facilissimo immedesimarsi. È quel tipo di protagonista che ti fa ridere a crepapelle, imprecare per le sue disavventure e commuovere per il suo cuore grande, rendendo la lettura un'esperienza emotiva a 360 gradi.Lo stile di scrittura di Demetra Costa è uno dei maggiori punti di forza del romanzo. La narrazione è scorrevole, ritmica e ricca di dialoghi brillanti che donano immediatezza e brio alla storia. Sebbene il tono sia spesso ironico e leggero, l'autrice non esita a inserire momenti di profonda riflessione, capaci di "darti una fitta al cuore quando meno te lo aspetti". È una narrazione che, pur sembrando superficiale, scava piano piano affrontando temi importanti come l'imperfezione, la resilienza e l'importanza di credere sempre in una nuova possibilità, per sé stessi e per gli altri."Tutto nasce per fiorire" è un inno all'autenticità e all'ottimismo, anche quando la vita non va come vorremmo. È una storia che parla di rinascita e della forza che si trova nel cadere e rialzarsi, supportati dalle persone giuste – come l'amica Desy e il saggio nonno Carlo. Consigliato a chi cerca una lettura che sia allo stesso tempo coinvolgente e profonda, con una protagonista imperfetta, disastrosa e meravigliosamente vera, destinata a rimanere nel cuore del lettore.
Ci sono libri che ti arrivano al cuore in punta di piedi, senza far rumore, e poi ti restano dentro come un abbraccio caldo. È quello che mi è successo con il romanzo d'esordio di Demetra Costa e con la sua straordinaria protagonista, Vittoria Levante.
Vittoria è un'assistente sociale, una donna come tante ma con qualcosa di speciale: una forza unica che nasce dalla fragilità. È pasticciona, disordinata, spesso insicura, ma capace di dare tutta sé stessa agli altri. La sua vita è un piccolo caos fatto di amori sbagliati, sogni un po' sgualciti e giornate di lavoro che sembrano non finire mai, lì nel triste seminterrato che lei chiama "Sottozero". Eppure in questo mondo complicato, Vittoria riesce a portare luce, calore e speranza.
Attraverso le storie di Giuseppe e Amanda, due anime ferite che Vittoria cerca di aiutare con empatia e testardaggine, il libro tocca temi difficili come la violenza di genere, la povertà, la perdita. Ma lo fa con una tenerezza rara, con quell' umanità che solo chi conosce davvero il dolore può trasmettere.
Ho riso con Vittoria, mi sono commossa con lei e più volte ho sentito il bisogno di abbracciarla. Pagina dopo pagina, è diventata un'amica, una compagna di viaggio. Quando ho chiuso il libro mi è rimasta addosso una dolce malinconia, la sensazione di aver salutato qualcuno che mi aveva fatto del bene.
Demetra Costa ha scritto un romanzo pieno di cuore, capace di far sorridere e di far riflettere, ma soprattutto capace di far credere che, anche quando la vita sembra un disastro, ci sarà sempre un piccolo gesto, un sorriso, una tazza di cioccolata calda pronti a rimettere insieme i cocci.
Un debutto luminoso, tenero e autentico, proprio come la sua protagonista. E Vittoria... bè, lei non vince quasi mai, ma conquista sempre ❤️
“Tutto nasce per fiorire”, beh già dal titolo si può intuire la potenza e il messaggio di questo romanzo: la rinascita. Un tema che mi sta molto a cuore e che amo leggere in tutte le sue sfaccettature.
La storia é quella di Vittoria Levante, una ragazza un po’ goffa e imbranata che lavora come assistente sociale. Il suo é un lavoro reputato inutile, ma lei ci mette sempre il cuore nell’aiutare chiunque.
É per questo che la sua storia si intreccia con quella di Beppone, un senzatetto che vede tutti i giorni sotto ai portici della piazza. Dal primo momento che lo incontra, Vittoria decide di aiutarlo, gli trova una casa e poi un lavoro. Insomma, lo rimette in carreggiata. Non sempre é semplice, anzi, non mancano gli imprevisti ma con la sua forza d’animo Vittoria cerca di andare avanti.
La storia mi é piaciuta molto, é originale e ti fa affezionare ai personaggi. Io ho empatizzato molto con Vittoria, una ragazza sempre pronta ad aiutare gli altri, anche rischiando la propria vita. É un personaggio forte e tenace, che non si arrende davanti alle prime difficoltà, anche se in alcuni casi vuol dire anche infrangere delle regole.
Ci ho messo veramente tanto tempo per finire questo romanzo, non perché non mi piacesse o non mi avesse preso, ma a causa di un periodo molto pieno e stressante (Infatti mi scuso ancora con l’autrice). Ma sono contenta comunque, perché in questo modo sono riuscita a godermelo appieno, metabolizzando tutto ed entrando bene in sintonia con tutti i personaggi.
L’autrice ci racconta di Vittoria Levante, un'assistente sociale, molto particolare nella sua unicità , improntata sui temi sociali e sulle battaglie per i più deboli. Siamo nell’ambiente bergamasco, dove le strade sono affollate e i temi sociali complicati non mancano. Infatti Vittoria ha il suo da farsi soprattutto con due casi: Una ragazza, direi una sua amica, che ha problemi familiari, e un senzatetto. Due casi che trascinano Vittoria in sfide difficili, nell’affrontare alcune realtà in cui lei già è a conoscenza ma che cerca, nel suo piccolo, di scardinare alcuni tasselli. Demetra Costa ci guida in un percorso intimo e potente, dove parole ed emozioni si intrecciano con la delicatezza. È un invito gentile ma deciso a ritrovare la nostra autenticità, a credere nella possibilità del cambiamento, e soprattutto, a coltivare noi stessi con amore. Un libro che parla di crescita, di cicli naturali, di rinascita. Perfetto per chi sente il bisogno di rallentare, riconnettersi, e riscoprire la bellezza del diventare, giorno dopo giorno. Non aspettatevi un libro in cui tutto finisce bene, ma un libro reale, dove le cose a volte vanno per il verso giusto e altre invece no. Non è solo una lettura, è un piccolo rito di consapevolezza. Consigliato a chiunque senta nel cuore che è arrivato il momento di fiorire.
Questo libro è stato una sorpresa bellissima. É una storia che parla di rinascita, seconde possibilità e del coraggio di non arrendersi, anche quando la vita sembra andare tutta storta. La protagonista è Vittoria Levante, un’assistente sociale imperfetta ironica disordinata e dal cuore enorme. Sta per compiere trent’anni e sente di non avere il controllo della propria vita relazioni complicate, famiglia difficile, lavoro sottovalutato. Eppure mentre fatica a sistemare sé stessa riesce a prendersi cura degli altri con una sensibilità rara lavorando tra mille difficoltà nei Servizi Sociali di Bergamo. Accanto a lei ci sono Amanda e Giuseppe due storie forti e profondamente umane. Amanda è forza e tenacia una ragazza che nonostante tutto, sceglie di cambiare. Giuseppe è resilienza pura la dimostrazione che non è mai troppo tardi per rialzarsi e che, se sai aspettare, la vita può sorprenderti. La cosa che ho amato di più è il modo in cui l’autrice affronta temi sociali importanti con delicatezza e leggerezza. La scrittura è scorrevole ed emotiva così visiva da sembrare un film. Non è una storia perfetta né con un lieto fine garantito ma è vera intensa e profondamente attuale. È un libro che fa sorridere, riflettere, emozionare. Parla di crescita, di scelte difficili, di cadute e di fioriture lente ma possibili. Consigliato a chi sente che è arrivato il momento di credere un po’ di più in sé stesso. Attenzione perché il finale vi farà desiderare subito il seguito.
Ragazzi/e !!!! Sono super entusiasta, questo libro mi è piaciuto tantissimo, ammetto che all'inizio le 500 pagine mi hanno fatto un po' paura, ho avuto il timore di non riuscire a finirlo, di trovarlo noioso, ovviamente ho dovuto ricredermi, già dalle prime pagine si percepisce la bellezza di questo romanzo.
La protagonista l'ho amata, moltissimi aspetti della sua personalità rispecchiano anche la mia (e non parlo solo di quelli positivi😂 ) ma in assoluto il mio personaggio preferito è nonno CARLO, La classica persona che ognuno di noi desidererebbe avere il proprio fianco, il pilastro che tiene unita una famiglia, capace di riportare tutti i conti in pari con una sola tazza di cioccolata calda. Tutti gli altri personaggi li ho trovati semplicemente perfetti per questa storia, Amanda con le sue fragilità e sofferenze, Giuseppe con il suo amore e la sua determinazione, Desy sempre piena di energie, hanno trasformato una semplice storia in qualcosa di speciale.
"Tutto nasce per fiorire" é un libro che ci mostra la quotidianità di una vita spezzata, che ci insegna a perdonare noi stessi per riuscire ad andare avanti, ci fa capire che i fiori possono nascere anche tra le rocce se ci sono le condizioni per farli sbocciare e la maggior parte delle volte, sono le persone che ci circondano che riescano a farci fiorire.
“Tutto nasce per fiorire” di Demetra Costa è una storia che parla di imperfezione, resilienza e seconde possibilità.
La protagonista è un’assistente sociale tanto disordinata e maldestra quanto travolgente e piena di energia. Nel cuore della città di Bergamo, tra casi delicati da affrontare e un’esistenza invisibile da riportare alla luce, ci dimostra che non serve essere perfetti per fare la differenza. 🌼
Pagina dopo pagina ci accorgiamo che dietro le fragilità e le difficoltà quotidiane si nasconde una forza enorme: quella della cura, della solidarietà e dell’empatia. Un romanzo che sa commuovere, far riflettere e soprattutto ricordarci che, anche nei momenti più bui, c’è sempre la possibilità di rinascere… proprio come un soffione che vola via per generare nuova vita. 🌬️🌸
📖 Un libro consigliato a chi ama le storie vere, umane e piene di speranza.
✨Un romanzo d'esordio che ti conquista fin dalle prime pagine. Un concentrato di emozioni che coinvolgono il lettore. Sentire, percepire, vivere ogni sensazione. Storie di vita che parlano di rinascita, crescita, quella vita che tocca le corde del cuore, nella gioia e nel dolore. Amanda, Giuseppe, Vittoria ognuno con la propria storia, trasmettono valori , principi con il proprio carattere. Chi lotta in difesa dei più deboli, chi cerca di rimettersi in piedi dopo una caduta e chi invece cerca di fare sempre di più,sempre meglio. Storie che lasciano il segno, che fanno riflettere, che parlano della vita di tutti giorni, con tutte le sue sfumature, che riguardano ognuno di noi e per questo è un libro che mi ha affascinato. Mi sono sentita parte della storia, dentro la storia e mi aspetto di leggere un seguito altrettanto ammaliante ⭐⭐⭐⭐⭐
🌟🌟🌟🌟,5 Una protagonista sensibile con una grande umanità che se da un lato la porta ad essere meravigliosamente empatica con le persone che segue essendo un’assistente sociale, dall’altro le si ritorce contro perché essere troppo buona non le da il senso critico necessario per riconoscere le persone sbagliate da evitare.
Una ragazza un po’ goffa ma determinata a cambiare le cose e fare la differenza, nella vita come nell’ambito lavorativo nel quale opera.
Un libro che parla di speranza e seconde possibilità ma soprattutto, e per questo faccio i miei complimenti all’autrice, di amore per il prossimo.
Una novità. Una storia che parla di crescita e speranza e soprattutto Ironia. Infatti,la nostra protagonista Vittoria è così, una donna ironica, maldestra e se vogliamo anche un po' pasticciona ma con un gran cuore e nel suo lavoro (assistente sociale) è veramente in gamba! I personaggi secondari sono ben costruiti e arricchiscono la storia. Non è solo una semplice lettura ma un viaggio che fà riflettere. Nonostante le 500 pagine la lettura è scorrevole e coinvolgente e unico nel suo stile. La storia è ambientata a Bergamo e risulta molto realistica anche per quanto riguarda le difficoltà nel campo lavorativo della protagonista. Consigliato!
"Tutto nasce per fiorire" è un libro che educa all'empatia. Ti lascia felice per chi si è salvato, ma con il cuore pesante per chi ha permesso quel salvataggio restando indietro. È una lettura che insegna come la realtà sia fatta di luci e ombre, e che a volte il prezzo per far fiorire un giardino è restare con le mani sporche di terra e la schiena stanca.
Ebbene si, questo libro mostra com'è la realtà di un assistente sociale e come, molto spesso, queste figura si trovino nelle periferie. Eppure è proprio grazie a loro se Persone come Beppone o Amanda hanno la loro seconda possibilità.
Tuttavia, se da una parte mi ha resa contenta perchè tutti hanno avuto il loro lieto fine, sono rimasta delusa per il fatto che l'unica che non lo ha avuto è proprio lei: Vittoria.
Domanda che mi ha lasciato incuriosita: a chi ha tenuto il posto Vittoria?
Frase preferita: "Ogni cosa che nasce, prima o poi sboccia".
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una lettura fresca e coinvolgente, per chi ama rilassarsi ma anche riflettere un po'. Vittoria Levante è un'uragano di simpatia... e un pezzetto di lei si può ritrovare in tutte noi. un po' maldestra, ma con un cuore grande al posto giusto.