Fred Firneis es un autor de éxito sumido en una profunda crisis personal y creativa. Su editora le recomienda que abandone Berlín y vaya a descansar a una cabaña en los Alpes austriacos, un lugar recóndito en el que ni sus propios fantasmas podrán perseguirlo. Allí conoce a August, un guardabosques dueño de una peculiar filosofía de vida, y, sobre todo, a Mara, estudiante de Biología que está escribiendo una tesis sobre el piscardo, un pez fascinante. El amor parece llamar de nuevo a su puerta y Fred encuentra las fuerzas para escribir. Sin embargo, un día Mara desaparece sin dejar rastro...
Un poeta, una editorial y un retiro para recuperar la inspiración. El libro me ha entretenido y ha superado con creces mis expectativas. No sabía muy bien lo que me iba a encontrar ya que tenía que leerlo para un reto: portada con agua y cuyo protagonista fuese un hombre. Este libro se puede enmarcar dentro de la categoría búsqueda de uno mismo y cambio de vida. Un libro ligero en el que me he reído un poco, me ha mantenido entretenida y queriendo saber más. Lo único que el final te deja un poco así. Pero aún así, se lleva sus 4 estrellas.
Judged mich nicht ich muss mein reading goal erreichen dieses Jahr. Dieses Buch hatte einige überraschend schöne Phrasen und einige sehr wortgewandte Sätze. Dachte mir öfters wow das ist aber gut formuliert. Die Story ist dagegen extrem klischeehaft, aber was erwartet man sich bei diesem Titel anderes
Novela que aborda, con humor y sencillez, el bloqueo literario de Fred Firneis y las tretas que organiza su editora para salvar su pequeño negocio editorial; comedia romántica sobre la búsqueda de uno mismo, el amor y las segundas oportunidades.
FREUND, René: „Liebe unter Fischen“, Wien 2013 Am Cover des Buches ist eine Schleife angebracht auf der steht „Wer Glattauers Gut gegen Nordwind geliebt hat, wird auch an dieser herrlich komischen Liebesgeschichte seine Freude haben.“ Zwei völlig verschiedene Dichter werden da gegenübergestellt. Nun, sie kommen aus demselben Stall, aus demselben Verlag. Einer soll den anderen „ziehen“? Und doch sind beide Bücher grundverschieden. Ist das eine literarisch höher? Aber zum Freund-Roman: Ein Dichter beschreibt sich selbst. Er hat schon zwei Erfolgsbücher am Markt. Die Verlegerin, die neben ihm keinen Erfolg aufzuweisen hat, braucht ein weiteres Buch und muss eine Pleite ihres Verlags abwenden, indem sie ein Buch ankündigt, das noch gar nicht geschrieben ist und das der Dichter selbst nicht schreiben will. Er steckt in einer Krise: geht nicht aus dem Haus, trinkt zu viel Alkohol, versinkt im eigenen Schmutz …. Er schiebt sein Versagen auf seine Erziehung zurück: „Und ich habe keine Angst vor den dunklen Seiten des Lebens. Weniger jedenfalls als die meisten Menschen, die ich kenne, mich eingeschlossen. Sie wissen um die Distanz, die ich zu allen hege, auch oder vor allem zu mir selbst. Das hat sicher auch mit meiner Vergangenheit zu tun, mein Vater und so, Sie kennen das ja. Ich lebe in einem Raumanzug, gefertigt aus Ironie, genäht mit Zynismus, beschichtet mit Fremdheit. Ich komme da nur raus, wenn ich trinke oder wenn ich schreibe. Zuletzt war nur noch das Trinken geblieben.“ (Seite 58) Die Verlegerin versucht alles und will ihn in eine Hütte in den Bergen schicken, damit er zu sich selbst findet. Dort erlebt er eine neue Welt: „… wie armselig ist doch unsere elektronische Welt geworden! … das Leben nach ein paar Tagen ohne Strom, ohne Geräte, ohne Fernseher, ohne Radio, ohne Handy, Computer. … Der ganze Lärm ist plötzlich weg, das permanente Gequatsche, der sich in den Vordergrund drängende Unsinn, mit dem wir unsere Tage einlullen, anfüllen, zumüllen. Wenn das alles verschwindet ist es plötzlich still! Ich fühle mich in Kontakt. … In Kontakt mit allem. Sogar mit mir!!“ (Seite 74) Die Verlegerin schickt eine Freundin – eine erfolglose Schauspielerin – zur Hütte. Sie gibt sich als Biologin, Expertin für Fische, aus. Sie übt sich in einem slowakischen Akzent. Ihre Aufgabe ist es, den Dichter zum Schreiben zu führen. Die Beiden verlieben sich. Sie schämt sich ihres Jobs und reist ab. Der Dichter ist unglücklich. Der Förster der Region wirkt als Vermittler und reist mit der „Slowakin“ dem, nach Berlin heimgekehrten, Dichter nach. Es kommt zu einem Happy End. Kitschig? Vielleicht. Aber locker und flott geschrieben. Eine einfache und leichte Lektüre.
Während ich zu Beginn mit großer Begeisterung von René Freunds Buch gesprochen habe, ergeben sich für mich nun doch einige Aspekte, die aus meiner Sicht etwas kritisch zu sehen sind. Freunds Sprache lässt keine Wünsche offen - humorvoller Wortwitz, detaillierte Beschreibungen ohne dabei ins Übertriebene zu rutschen. Eine klare Erzähler Stimme, angepasst an die jeweilige Erzählperspektiven, die abschnittsweise zwischen den einzelnen Charakteren wechseln. Obwohl die meisten Charaktere sehr vielschichtig wirken und authentisch geschildert werden, ergibt sich für mich in einzelnen Szenen Unverständnis in Bezug auf das Verhalten und die Wortwahl der Figuren. Dass August als “typischer Mann aus den Alpen” auch (zwar nur auf den ersten Blick) alle damit verbundenen Klischees erfüllt, sehe ich sehr kritisch. Obwohl seine Geschichte thematisiert wird und dadurch aus meiner Sicht möglich wäre, Vorurteile aus dem Weg zu räumen, entscheidet sich Freund dafür, diese im letzten Kapitel des Buches nochmals zu verfestigen. Die Entscheidung für ein offenes Ende ist einerseits nachvollziehbar und vermeidet das von mir befürchtete Leinwand-Happy-End. Ich werde jedoch das Gefühl nicht los, dass die Umsetzung des letzten Kapitels weniger bewusst geschehen ist, sondern sich als einzig möglicher Ausweg aus einer allzu verstrickten Situation geboten hat. Dennoch ein Roman mit vielen Überraschungsmomenten, hohem Unterhaltungswert und einem liebenswerten Protagonisten.
2,5 stelline Il poeta tedesco Alfred (detto Fred) Firneis dopo aver pubblicato due raccolte di successo, si trova ad affrontare il celebre blocco dello scrittore. Abbandonato dalla compagna Charlotte, l’uomo ha perso interesse per la vita e quindi non riesce a trovare l’ispirazione. Il suo editore, Susanne Beckmann, in piene ristrettezze economiche, lo pressa affinché pubblichi una nuova raccolta e per facilitare l’impresa, gli consiglia di soggiornare in una baia di montagna appartenuta a suo padre. Fred si reca sulle vette austriache, in paesino sperduto e incontaminato dove farà conoscenza con August, guardia forestale e con Mara, studiosa dei pesci che vivono in fondo al lago che costeggia la baia.
“Dopo il successo dei miei due libri tutti hanno visto in me un mito: sensibile, brillante, navigato… E questa mia immagine ha finito con il diventare il doppio di me stesso. Un mito non ha problemi. Un uomo riuscito non si mette a raccontare i suoi dubbi e le sue difficoltà davanti a una birretta. Uno scrittore di bestseller paranoico: sarebbe proprio ridicolo! E ridicola è, per esempio, la paura di non riuscire più a scrivere niente di buono. Di fare fiasco con il prossimo libro. Di rimanere tagliato fuori per sempre.”
In questo romanzo grandi protagonisti sono le paure e i timori con i quali ogni scrittore moderno è costretto, prima o poi, a rapportarsi. Il blocco dello scrittore non è solamente una leggenda, purtroppo, ma diviene uno stato mentale. Fred, il grande poeta contemporaneo da milioni di copie ha perso le sue certezze. Vaga senza meta, poiché la scrittura lo ha abbandonato, non è in grado di scrivere poiché non riceve stimoli. L’esilio nella baita diviene culla di nuove esperienze, un ritorno al passato, un mondo senza cellulari e internet, un mondo semplice fatto di piccole cose. Un mondo nel quale le emozioni tornano ad avere un ruolo di vitale importanza.
Mara rappresenta per Fred l’elemento di svolta, poiché gli regala ciò che gli mancava. Mara con la sua caparbietà, con la sua fragilità e col suo essere sfuggente e misteriosa, riuscirà a trasformare il poeta, anche se dietro di lei si cela un’ombra oscura.
Tra romanzo di formazione e romanzo rosa, “Anche i pesci si innamorano” sviluppa una tematica reale in un mondo nel quale la figura dello scrittore è sempre più vicina a quella di una figura professionale; tuttavia il ritmo narrativo particolarmente lento (specie nella prima parte del romanzo) penalizza la narrazione e allontana l’attenzione del lettore.
La narrazione avviene principalmente in terza persona fatta eccezione per le lettere colme di pathos, che il poeta scrive al suo editore. Lo stile è semplice, ricco di descrizioni di luoghi e stati d’animo. Il coinvolgimento emotivo è, come già accennato, altalenante; sicuramente nella seconda metà del romanzo la lettura diviene più fluida e il lettore torna ad appassionarsi alle vicende.
Un romanzo attuale, una riflessione sul ruolo della scrittura nell’età contemporanea.
Primo titolo del mese e rilettura a distanza di tre anni, per la quale il giudizio non cambia di una virgola. Pur ricordandomi piuttosto bene lo svolgimento della trama, la prosa di René è così divertente che è riuscito a tenermi avvinghiata alle pagine come la prima volta. Non è il mio solito genere, quindi è ciò che considero “outsider”. Dissacrante, divertente, spiritosissimo, è in realtà anche una storia d’amore, ma non come ci si aspetterebbe. Tutti i personaggi sono così ben caratterizzati e particolari da incastrarsi perfettamente nella trama. La cover italiana punta più sulla coppia, quella originale sui pesci e sul fatto di “essere pescati, ovvero presi all’amo”, che è un po’ quello che fanno tutti. L’editore cerca di pescare l’autore per salvare la casa editrice. L’autore deve riacciuffare se stesso. L’attrice deve trovare l’amore e August è l’unico che con l’acqua non vuole nemmeno averci a che fare. Chi è August? Eh, be’, dovete leggere, io non svelo di più.
Rilettura. Pensavo di liberarmene, ma - anche se ha perso una stellina - lo rileggerò ancora. A tratti è un po’ lento, ma compensa facendomi fare un sacco di risate. E poi, “è come è” (citazione).
il tentativo di rileggerlo per la 4^ volta non regge. libero.
Alfred Firneis ist völlig neben der Spur. Zwei seiner Lyrikbände verkauften sich überraschend gut und brachten den kleinen Verlag von Simone Beckmann große wirtschaftliche Erfolge.
Doch genau zu dem Zeitpunkt als sie ein neues Buch von ihrem besten Pferd im Stall benötigt, gerät Firneis in die ultimative Krise. Wie bringt frau einen Autor mit depressiver Schreibblokade dazu ein neues Meisterwerk abzuliefern?
Locker und leicht liest sich “Liebe unter Fischen” auf den ersten Seiten und erinnert zuweilen wirklich an Daniel Glattauers “Gut gegen Nordwind”, geraten doch der E-Mail-Verkehr zwischen Firneis und Beckmann äusserst amüsant.
Doch immer wieder geschickt eingestreute Passagen voller Tiefgang und Ernsthaftigkeit bringen die LeserInnen zum nachdenken und fesseln gleichzeitig.
Vor allem die stille Einkehr im österreichischen Almenland erinnern zuweilen an Marlen Haushofers “Die Wand”. René Freund präsentiert den LeserInnen eine ebenso ungewöhnliche wie gelungene Mischung, die für ein wahrliches Lesevergnügen sorgt.
Erstmals hat mich ein Buch so amüsiert, dass ich mich sogar an einen Liveticker herangewagt hatte.
Alfred Firneis versinkt. In seiner Wohnung herrscht Chaos und ans Schreiben ist nicht zu denken. Seine Verlegerin braucht aber schnell einen Erfolg und nimmt sich des Burnouts ihres Geldesels an: sie schickt ihn auf eine Hütte in die Einsamkeit. Und tatsächlich: Alfred blüht plötzlich inmitten der Natur auf und findet wieder zu sich selbst. Fernab der Zivilisation taucht plötzlich Mara auf, die eine Doktorarbeit über Fische schreibt und mit den zarten Gefühlen für diese Frau kommt auch die lyrische Ader wieder zum Vorschein. Doch Mara ist nicht, wofür Alfred sie gehalten hat.
Ein humorvoller Roman über einen Menschen in Erschöpfung. Die Figuren liebevoll gezeichnet, ein vager Blick nur in ihre Gefühle und das Näherkommen. Kleine Fische als Spiegelung des menschlichen Verhaltens und die Abgeschiedenheit der Alpen, die einen neuen Blick auf das Sein gewährt. Eine überzeugende Mischung aus Am��sement und Ernsthaftigkeit, Erfolgsdruck und Selbstfindung.
Empezó muy bien, tenía una buena proporción entre comentarios jocosos y frases profundas y filosóficas. Y luego pegó un giro de de acontecimientos y se convirtió en una película malísima de esas que ves a las 4 de la tarde de un sábado en antena 3, protagonizada por Sara Jessica Parker. Parece mentira que con las veces que se menciona el término "lugar común" en el libro luego salga con esa patochada sin sentido.
Leichte Kost für Zwischendurch, über einem der in Berlin gelebt hat und dann ins OÖ Almtal zieht, empfohlen von einem Freund, der in Berlin gelebt hat und ins Almtal gezogen ist.