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I Dissidenti

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In un presente parallelo il mondo che conosciamo è agitato da una guerra tanto invisibile quanto spietata. Madena, detta Mad, è una giovane donna che vive sospesa tra la ricerca di risposte a continue e pressanti domande e i bisogni di una famiglia ingombrante, composta dalla madre, la zia e il fratellino di sei anni. È un’era di anticonformismo a tutti i costi, in cui il nemico da combattere si identifica inevitabilmente con una comunità di individui ordinari che vive secondo valori tradizionali come il lavoro manuale, e rifiutando la celebrità. La ricerca di Mad la condurrà tra le rovine di un vecchio manicomio, da cui i Dissidenti si oppongono allo spirito del tempo con le loro stesse vite. Ma il destino ha già installato in questo luogo anche un oscuro personaggio, e l’inevitabile approfondirsi del rapporto con Mad farà emergere incubi ancestrali dal fondo della loro coscienza, portando alla luce un antico mistero.

500 pages, Paperback

First published November 11, 2014

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Sara Zelda Mazzini

4 books116 followers

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Profile Image for Gianluca Paradiso.
Author 1 book1 follower
June 19, 2015
Ho letto “I Dissidenti” tutto d'un fiato, rapito da una trama che inizialmente mi era completamente ignota. E devo dire che sono rimasto colpito dall'originalità con cui l'autrice è riuscita a intersecare le varie vicende collegando non solo quella della protagonista Madena, detta Mad, ma anche quelle degli altri personaggi, ognuno con un proprio spessore e una buona caratterizzazione che ne ha risaltato subito la profondità d'animo e linguaggio con cui si sono mossi all'interno della trama fornendo al lettore ottimi spunti di riflessione. Mai banali e ben studiati.
Spiegherò il perché mi ha colpito sin dall'inizio ma partiamo con ordine...
La trama è quella che vede Mad alle prese con la moltitudine di sentieri che, inevitabilmente, la conducono sempre allo stesso punto “cruciale”: il confronto con Loki in una corsa alla ricerca di una “chiusura” del ciclo di vita che si ripete in svariate reincarnazioni, per dare una conclusione a quel viaggio spirituale intrapreso in un lontano passato.
A fare sfondo al tutto emerge la figura del manicomio di Volterra -teatro di vicende che coinvolgeranno i personaggi spingendoli a far luce su un male che, con il manifestarsi di una strana figura, si farà strada nelle loro coscienze fino a svelarne i loro aspetti più inquietanti-, struttura che dona alla lettura una tonalità matura e colma di riflessioni con cui il lettore si vedrà chiamato a far emergere il proprio giudizio filosofico.
Ottime anche le altre ambientazioni capaci di suscitare un grande interesse nel lettore.
Uno dei tanti elementi che mi hanno colpito positivamente facendomi apprezzare questo romanzo è l'ambiguità che si nota subito tra l'esterno del manicomio, luogo in cui dimora il “caos” quotidiano, e l'interno, covo dei Dissidenti e luogo vissuto come un posto sereno e fraterno. E sarà proprio questa serenità, questa “pace” apparente a venire smascherata da Loki che strapperà le maschere rivelando la vera natura di ogni individuo.
In questo racconto la musica assume un significato chiave molto importante, infatti è sinonimo di sentimenti celati, fonte vitale da cui emergono tutte le nostre emozioni... emozioni che possono rivelarsi anche “distruttive”. Da questo si evince che la musica è base essenziale di vita, senza la quale non potremo mai amare e riconoscere l'amore che ci viene donato.
Anche i capitoli assumono una divisione in tracce come se, riavvolgendo il nastro dopo essere giunti alla fine della musica, questi brani forniscono altre interpretazioni... proprio come la vita di Madena che, costretta a quel ciclo di ripetitività eterna, ci fa dono di infinite chiavi di lettura.
Sara è riuscita nell'intento di appassionare il lettore facendolo ridere, commuovere e riflettere con la sua originalità narrata con uno stile di scrittura molto fluido e maturo, che fa da padrone in queste pagine che raccontano le lotte di ognuno di noi, lotte combattute nel proprio silenzio... perché la vita è una guerra continua. La stessa protagonista ripete svariate volte che nel “mondo di fuori” c'è una “guerra”, che altro non è che metafora della propria vita.
Author 7 books
June 15, 2015
Sono stato parecchi giorni nella comunità dei Dissidenti. Per capire al meglio il loro messaggio, ho dovuto aprire i miei spazi interiori, le mie stanze personali, ho dovuto consentire alle mie regioni spirituali di sommarsi a tutte le altre, comprese quelle del manicomio e dei suoi fantasmi. Siamo tutti collegati, tutti uniti da viticci ingarbugliati e fragili che ci ricordano che nessuna azione è senza conseguenze.
Leggendo i Dissidenti ho avuto due suggestioni. La prima è stata quella di osservare un mondo da dietro uno specchio. Quando guardiamo oltre quella finestra ritroviamo le nostre camere, noi stessi, ma a volte si ha l'impressione che dietro le porte riflesse, dietro le finestre, oltre gli spiragli, ci sia in realtà un altro universo simile e dissimile, come una ucronia, che converge sul nostro punto di osservazione, ma che si apre ad altre e infinite possibilità laddove i nostri occhi non possono guardare. Riflessi, come a volte appaiono i personaggi di questo romanzo, echi di luce che riverberano nei corridoio del tempo.
La seconda suggestione è quella che riguarda un po' la generazione x, l'impressione di aver vissuto una allucinazione collettiva simile ad una “golden age crepuscolare”, noi che spesso ci ritroviamo a parlare degli anni novanta o ottanta come di un'epoca mitica in cui tutto era più vivido e brulicante, il tempo in cui accadevano le cose, che è andato via via appassendosi con l'approssimarsi dell'orizzonte del futuro in cui viviamo.
Quello di Sara Zelda Mazzini è un libro da leggere e lasciare che echeggi nella nostra mente.
Profile Image for Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls.
3,070 reviews77 followers
May 17, 2016
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls
Ambientata in un’Italia simile e dissimile da quella che conosciamo si sviluppa la storia di Madena, detta Mad, una donna che ha una sua inequivocabile visione del mondo ed è affascinata dalla figura carismatica di “Syd Duncan”, ex stella del rock americano divenuto leader e fondatore del movimento dei Dissidenti: una comunità di comuni individui che conduce un'esistenza all’insegna dei lavori manuali, confidando in genuini valori etici e rigettando tutto quello che è sregolatezza, eccessi e notorietà.


«Un tempo il cruccio più diffuso tra le persone comuni era procurarsi ciò di cui si aveva bisogno, mentre adesso siamo costretti ad accettare quello di cui non abbiamo bisogno.»

Mad perciò decide di cogliere al volo l’occasione per sfuggire dalle pressioni di una situazione familiare per niente rosea, lasciandosi alle spalle il fratello Josh, eterno Peter Pan, e la madre Ombretta vedova un po’ troppo assillante.

« […] “Che ci vuoi fare, è colpa dell’età” e ancora “Ci siamo passati tutti.” Ma non è vero. Ognuno di noi è passato attraverso il proprio inferno, non quello di qualcun altro. Ognuno di noi ha combattuto e sta combattendo una battaglia che nessuno può combattere al suo posto. »

Determinata a scoprire da sé l’autenticità del mistero che aleggia intorno ai Dissidenti, Madena partirà per un viaggio che la condurrà al centro di tutto, nella storica cittadina di Volterra, dove si ritroverà invischiata in una faccenda più grande di lei che la porterà a conoscere un personaggio tanto indecifrabile quanto oscuro e tentatore: Loki il Funestatore.


“Mi fa rabbia la sua lucida follia, che sottintende un coraggio più grande del mio. Ci vuole coraggio per essere pazzi, perché il mondo non ce lo permette.”

Non aggiungo altro per non rovinarvi il piacere di scoprire da voi, quanto questo libro abbia da offrirvi. La Mazzini ha ideato un'ucronia davvero valida, perché non sempre è necessario varcare i confini della geografia per scrivere un buon libro. Anche l’Italia dà ottimi spunti per un’ambientazione vicina e allo stesso tempo lontana da quella in cui viviamo giorno per giorno; i luoghi, come ad esempio il Manicomio, sono descritti con notevole minuzia di particolari ma senza scadere nel ridondante.
Non vi nego che la storia è chiaramente molto complessa e corposa (500 pagine circa), ma lo stile di scrittura, nella sua mirata e crudele spietatezza, capace di mettere in evidenza i reali problemi della società odierna, è talmente sciolto che le pagine scorrono via piacevolmente. La musica, in un certo senso, è il fulcro del libro; a cominciare dalla suddivisione dei capitoli che non si possono definire tali bensì delle vere e proprie tracce (come quelle dei CD), ma anche per le sensazioni devastanti che provoca: essa è in grado di toccare le corde del cuore e scuotere nel profondo l’anima di ognuno di noi. Spesso queste sensazioni sfociano in comportamenti che, a volte, ci è impossibile padroneggiare.


Madena è una protagonista davvero tosta a partire dal suo aspetto: capelli rossissimi (tinti) ed un vistoso tatuaggio raffigurante un serpente che si estende lungo tutta la schiena; mentre a livello caratteriale sono cinismo e pessimismo gli aspetti predominanti della sua personalità, sebbene la donna nasconda un animo molto sensibile. Anche i personaggi secondari che si avvicendano sulla scena hanno una loro profondità e riescono a colpire il lettore. Gli spunti di riflessione non mancano e sono davvero d’impatto, spronano il lettore a confrontarsi e scontrarsi con se stesso e i suoi principi mettendolo dinanzi a quell’ipocrisia che un po’ tutti tacciamo nel nostro intimo.
Metabolizzare il finale è stata la vera impresa, sorprendente e atipico sono le prime parole che mi vengono in mente per definirlo.
Ad una prima lettura questo libro è riuscito ad avvincermi e ad impressionarmi in maniera positiva, ma vista la mole di informazioni sono sicura di essermi lasciata sfuggire qualche dettaglio che una seconda rilettura mi farà individuare. Perciò che altro dirvi? Super consigliato, non perdetevelo!
Profile Image for LadyJ.
Author 1 book20 followers
March 19, 2015
Nessun libro è uguale ad un altro e nessuna canzone avrà su di noi lo stesso identico effetto di un’altra.
Ma oggi ho scoperto che un libro e una canzone possono esercitare su di noi lo stesso identico potere. Peggio ancora se la canzone in questione è un pilastro del libro in questione: come se ne può uscire illesi?
Questo libro è I Dissidenti, la canzone fate voi.

I Dissidenti non è un romanzo mite e non intende aver pietà di niente e nessuno.
E qui non si tratta soltanto delle dissacranti considerazioni sul mondo che è e sul mondo che è stato; qui non si tratta soltanto di dare in pasto ai lettori rabbia pura e commozione in dosi massicce; qui non si tratta soltanto di distruzione.
Qui si sfiorano le corde della follia insita in ognuno di noi, e quando lo si capisce è come venire immersi di colpo in una vasca d’acqua gelida: a quel punto siamo soltanto noi e la nostra malattia.
I Dissidenti sortisce l’effetto di un terremoto per chi non sa se è mai appartenuto a qualcosa o a qualcuno e per chi sente che niente va per il verso giusto o per il verso in cui, in qualche altra vita, aveva sperato andasse.
I Dissidenti è il Loki che ha deciso di presenziare al banchetto di ipocrisie che abbiamo allestito in onore della nostra coscienza di piccoli uomini portati a credere che l’esistenza sia tutta qui e che la verità che conosciamo sia la sola verità ammissibile.
Con una responsabilità del genere per le mani, sbagliare è un niente. Con una responsabilità del genere o si possiede del talento o si combina un gran manicomio. E solo ne I Dissidenti abbiamo l’esempio sia del talento - quello dell’Autrice - che di un manicomio: quello di Volterra. Quest’ultimo è talmente ben descritto che si ha come la sensazione di toccarne le pareti e di percorrerne i corridoi.
Ed è tra quelle pareti e per quei corridoi che s’incrociano le vite (chissà quale delle tante) di coloro che speravano di cambiare il mondo creandone uno più piccolo; uno dove niente appartiene a nessuno e dove una canzone può uccidere.

Sara Z. Mazzini, disarmante nel suo stile avviluppante, fluido e delicato anche nella crudezza, è la dimostrazione che si può ancora riporre fiducia nella letteratura, che non è quella di belle citazioni e contenuti incellofanati, ma quella fatta per essere bellezza e nemesi.
Profile Image for Margoth Gawain.
1 review
March 26, 2015
Stupendo e stupefacente!
E' un romanzo dalle mille sfaccettature, coinvolgente, lirico, ricco di passione.
La scrittrice ci proietta sul duro asfalto di in un presente parallelo in cui il mondo è in guerra, ma spesso ci solleva in aria, in una dimensione in cui il tempo è sospeso e la realtà è fatta di emozioni, puro pensiero e melodie.
Veniamo condotti in un viaggio fuori e dentro la mente di Mad e degli altri personaggi. Un viaggio in cui i dettagli sono essenziali e si uniscono nel vortice finale, in cui passato presente e futuro si incontrano.
La musica è onnipresente e scandisce il ritmo della narrazione, che è ben bilanciato tra momenti incalzanti ed attimi di riflessione.
Da leggere e rileggere!
Profile Image for Ridah.
41 reviews4 followers
June 12, 2019
La prima volta che ho preso in mano il libro non me ne sono staccata per ore. Avrei voluto leggerlo d'un fiato se solo gli impegni me lo avessero permesso. Probabilmente avrei scoperto di più, perché ci sono così tante storie e così tanti livelli di lettura che è impossibile scovarli tutti. Le centinaia di citazioni che l'autrice lascia nel testo ti fanno sentire parte della storia, di quel tempo che sai di aver vissuto. Il finale è sorprendente e credo di doverci riflettere su... Un libro che merita una seconda lettura, perché potrebbe rivelarsi una storia completamente diversa.
Profile Image for Aldo Brando.
2 reviews3 followers
April 11, 2015
Sono rimasto estremamente colpito dall' originalità di questo libro. I temi trattati sono molteplici, le chiavi di lettura potenzialmente infinite. tuttavia non ci si perde mai: anzi, si è sempre saldamente incollati, con una notevole suspance, alle incredibili vicende dell' eroina e del suo amplissimo entourage.
una carrellata di personaggi eccezionali, emozioni di ogni tipo e un finale mozzafiato!
Profile Image for Gargamella.
6 reviews6 followers
April 13, 2016
Ho letto questo libro sotto consiglio di un amico, che me lo ha presentato come l'opera prima di «un Gaiman italiano». All'inizio non capivo cosa intendesse (e non certo perché l'autore è una donna: secondo me questa autrice non ha sesso, tanto è strana... e lo dico in senso buono!): c'è una ragazza che si presenta a un colloquio di lavoro andato male, poi torna dalla madre e dal fratellino (ecco, quest'ultimo è una creatura inquietante e forse un po' gaimaniana à la Sandman), ha delle disavventure amorose, se così si può dire, e alla fine di un lungo preludio prende e parte per cercare qualcosa, forse solo se stessa, in una comunità indipendente. A questo punto cento pagine erano andate così, senza che nulla fosse successo, e avrei di certo mollato la lettura se non fosse stata così scorrevole e intrigante: mi chiedevo: ma dove andremo a parare? E la domanda si fa sempre più pressante man mano che vengono introdotti nuovi personaggi... e quanti ce ne sono! Ne ho contati circa sessanta, poi mi sono perso. Ed ecco che all'improvviso ho capito cosa intendeva il mio amico: ce ne è voluto, perché tutti i tasselli devono andare al loro posto (e lo faranno!( (e sarà bellissimo!)
Non avevo mai incontrato una lettura da affrontare da viaggio, che si scopre a poco a poco e che è capace di rovesciare le carte anche quando pensavi di avere ormai capito tutto (e invece no!): chi è chi e cosa è cosa? Per non parlare della battaglia finale che tiene ampiamente testa a quella di American Gods.
Profile Image for Evelyn Levine.
68 reviews9 followers
February 4, 2016
Il punto forte di questo romanzo non è la storia, che comunque è inusuale, ma i dialoghi e gli spunti di riflessione che ogni pagina offre. Lo definirei “dialogante” nel senso che quelle che partono come semplici considerazioni fatte dai personaggi, magari in una banale conversazione al mattino a colazione o durante una sosta all’Autogrill, piano piano si snodano e si evolvono in pensieri ben più complessi che coinvolgono il lettore, tramite un dialogo interiore, impossibile da evitare a mio avviso, rendendolo partecipe della riflessione stessa. Non poche volte ho scorso le pagine già lette nei giorni precedenti per rileggere i concetti, spesso sentendo la necessità di mediare rispetto alle conclusioni espresse, sentendomi parte di una conversazione corale in realtà mai avvenuta. Devo ringraziare l’autrice per la sua capacità di rendere il lettore critico riguardo a quanto scritto, costringendolo alla riflessione piuttosto che alla mera accettazione di quanto la pagina gli offre.
Profile Image for Je.
675 reviews19 followers
July 14, 2015
Quando l'autrice mi propose di leggere la sua opera accettai entusiasticamente, mi scuso per averci messo così tanto a finirlo. È stata una lettura difficile, io ho sicuramente sbagliato a spezzarlo così tanto. Il tema di fondo l'ho capito solo verso la fine, forse son tarda io, ma il motivo principale è che secondo me c'è troppa carne al fuoco. Ci sono spunti bellissimi: il manicomio, la musica come arma, l'eterno ritorno dell'uguale ma si sovrappongono senza soluzione di continuità, anche i personaggi che ruotano attorno a Mad, la protagonista, a mio parere sono troppi ed è difficile affezionarcisi. Si tratta comunque di un libro che non lascia indifferenti foss'anche solo per l'enorme originalità della storia, lo consiglierei a chiunque volesse vedere Gaiman incontrarsi con la cultura Italiana degli ultimi anni.
Profile Image for Rebecca Lumachi.
2 reviews
July 23, 2015
"Un viaggio allucinato nel tempo, in altri universi, all'interno della coscienza umana. Una carrellata di personaggi unici, splendidamente caratterizzati, tutti pienamente umani. Bellissimi ritratti femminili ma anche maschili, con le loro incoerenze e debolezze: la fragile e nevrotica madre di Mad, l'ambiguo Loki, l'orgoglioso Fede, e moltissimi altri ancora. Atmosfere suggestive ed elegantemente dipinte. Uno stile coinvolgente, intenso, per un ritmo sempre più serrato che vi condurrà senza fiato verso lo schianto finale. Un'avventura da affrontare a mente sgombra, per coglierne ogni suggestione".
Profile Image for Faith Less.
340 reviews20 followers
January 16, 2017
I Dissidenti sono una comunità che in un mondo devastato da una continua guerra (quale guerra poi? Non ci vengono date troppe spiegazioni su questo punto) hanno deciso di vivere isolati dal resto del mondo sopravvivendo con prodotti coltivati e creati da quello che la natura offre, ma dal mondo di fuori sono visti come il male, come guerriglieri che creano scompiglio e quindi malvisti da tutti. Questa “comune” mi ha dato sin da subito l’idea di utopia, i Dissidenti sono un’utopia in questo mondo distopico che ci viene appena accennato, ma che sembra dominato dai media e che, aimè, assomiglia terribilmente al nostro. E’ in questo contesto che conosciamo Madena, la protagonista del libro. Per anni è stata giornalista per un magazine di musica rock, ma dopo aver scritto un articolo che idolatrava Syd Duncan, il creatore dei Dissidenti e quindi considerato un sovversivo, ha perso il lavoro. E da allora lei ha solo un obiettivo in mente: trovare Syd e i Dissidenti.

Mad è una ragazza particolare, e come dice il suo nome è un po’ matta.

“Credo che le persone tendano ad adattarsi al nome che portano e dev’essere a causa di questa convinzione che io mi sento legittimata a starmene sopra le righe. A me, tutti mi chiamano: «Mad.» Matta.”

Diversa dalle solite ragazze, è sempre irrequieta non riesce a trovare un posto nel mondo, si sente sempre nel posto sbagliato, con le persone sbagliate, fino a quando non conosce Syd e i suoi Dissidenti.
Perché solo nel covo dei Dissidenti lei saprà di essere a casa, lì si trova abbastanza bene, sembra proprio il luogo adatto a lei, così diverso dalla casa che ha sempre conosciuto, eppure così familiare.
Una volta abituata a questo nuovo stile di vita sarà impossibile per lei tornare indietro, anche perché qui ha trovato molte persone che le vogliono bene, Fede per esempio è il primo vero amico, quel ragazzo che l’ha portata lì ma che vive lontano dagli altri, con cui lei crea un legame forte sin da subito. O come Baldo, con cui inizia una relazione che assomiglia a un sogno, una storia che però li consuma e che avrà gravi conseguenze su entrambi.

E poi c’è lui, LOKI, il funestatore, malvisto anche dagli stessi Dissidenti, è colui che fa tremare la terra, lui da cui Mad è terribilmente attratta, lui che sembra completare il suo mondo, lui che insieme a lei è distruzione.


“Ora so che Loki e io, insieme, siamo splendidi e perversi, miracolosi e perfetti, nel nostro sovvertire ogni legge naturale.”

Ma più Madena va avanti a vivere così, in mezzo a loro, in mezzo a persone che sembrano stare insieme solo grazie alla sua presenza, più si rende conto di aver dimenticato qualcosa, il passato forse? Forse sta solo impazzendo proprio come suggerisce il suo nome, eppure…. Quei sogni così vivi da sembrare ricordi la tormentano.

“Che cosa faresti se un giorno scoprissi che i ricordi che hai non sono tuoi? Se scoprissi che hai trascorso la tua vita a immaginare di essere qualcosa che non sei, perché quello che ricordi non è che una distorsione, un incidente capitato a qualcun altro, o forse a nessuno in particolare?”

Sara ci presenta una storia oscura e fredda, per tutto il tempo sembra di leggere col fumo negli occhi, un’illusione sin dall’inizio che però finché non si arriva alla fine non ci sarà chiara. Partiamo in un mondo e ci ritroviamo in un altro, con altre consapevolezze in un viaggio in cui ci troviamo sempre accanto a Mad e alla sua follia.

Una storia geniale, il cui finale è così definitivo che non sono ancora certa di averlo metabolizzato bene, e che nonostante avessi avuto qualche intuizione tramite alcuni indizi sparsi per il libro, mi ha completamente conquistata.

LA FINE è proprio la parte che ho preferito, una fine che avviene a suon di rock. Una storia dove non si capisce cosa è reale e cosa no; se non le canzoni, quelle sì che sono reali, tanto potenti da ferire, da uccidere pure.
Sara ci regala un libro potente ma destabilizzante, una storia senza tempo che si rincorre nell'infinita rinascita dei mondi. Parti con l’idea del distopico e ti ritrovi un libro epico, quasi mitico.
Di certo Sara sa scrivere benissimo, adoro il suo stile pieno di crudo realismo ma unito a una poesia delicata che crea questo contrasto che personalmente apprezzo tanto, ho evidenziato praticamente metà libro! Una cosa è certa, ci vuole tempo per leggerlo perché di certo non è scorrevole e c'è da prestare attenzione a ogni dettaglio perchè alla fine sarà importante, ma questo è lo stile di Sara, perciò se vorrete seguire il mio consiglio e leggerlo dovete pazientare e arrivare fino alla fine perché merita tantissimo!! E se lo dico io che son stata la prima a capire tutti i riferimenti della storia (parola di Sara!!!) dovete fidarvi!
Perciò consiglio I Dissidenti a tutti, a chi vuole cambiare il suo modo di pensare, a chi vuole una visione diversa del mondo, e soprattutto a chi con la musica riesce già a fare queste cose.


“Se riesci a dimenticare ciò che ti hanno insegnato, puoi convincerti di tutto quello che vuoi.”
Profile Image for Giorgia.
114 reviews5 followers
March 31, 2015
Appena ho finito il romanzo ho pensato:" questa storia non ha nessun senso" e " cosa aveva fumato la scrittrice per architettare una trama simile?". Effettivamente questi sono stati i lietmotiv che hanno accompagnato la mia lettura, che tirando le somme, posso definire veramente affascinante. Complicata si,ma pur sempre affascinante. Ritengo che questo sia uno di quei libri che puoi leggere e rileggere e che ti farà provare sempre un'emozione diversa, perchè non ha una chiave di lettura univoca ma varia in base al bagaglio di emozioni che uno si porta dietro durante questo viaggio. La mia emozione prevalente questa volta è stata la perplessità, ma non una perplessità malvagia, ma una di quelle che ti fa rimanere incollato alle pagine del libro per scoprire come andrà a finire questa storia intricata che tu avevi iniziato a immaginare in un modo, ma che si rivela alla fine piena di sorprese. Quasi al termine del libro ho pensato:"bene ci sono,so come andrà a finire!" e invece la scrittrice ha introdotto una nuova variabile che ha stravolto ogni mia certezza e questo,mi ha piacevolmente stupito
Profile Image for Roberta.
529 reviews41 followers
August 21, 2015
"Perché il karma ci offre la possibilità di sistemare le cose, ma in ultima istanza spetta a noi scegliere di farlo."

All'inizio mi aspettavo qualcosa di diverso, forse un romanzo distopico, ed è per questo che fino a metà libro sono rimasta perplessa. Poi mano a mano che le fila della trama cominciavano a delinearsi, sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Non si tratta di una lettura semplice, tuttavia sono presenti frasi e spunti di riflessione molto molto interessanti, solo per questo vale la pena leggerlo.
Tra le varie tematiche quella che ho trovato più affascinante è l'eterno ritorno dell'uguale, il punto centrale della storia, a mio parere.
E' interessante anche il ruolo della musica: ogni canzone suscita in noi un'emozione (positiva o negativa che sia) e quindi può essere usata come arma. Bella anche la trovata di usare le tracce musicali per suddividere i capitoli del libro.
Vorrei anche complimentarmi per la copertina: è particolare e spicca tra le altre (è grazie alla copertina che mi sono incuriosita tanto da leggere la trama del romanzo).
Profile Image for Aquila Reale.
351 reviews18 followers
December 29, 2014
Con una prosa intensa che affascina, l’autrice narra di un viaggio spirituale iniziato in un lontano passato e che si conclude in un presente onirico a chiusura di un cerchio: il cerchio della vita.
Fa da sfondo a tale viaggio la guerra, presenza costante che condiziona la vita di tutti, forse simbolo di una continua lotta che l’uomo sostiene con se stesso alla ricerca della propria identità spirituale e sociale.
Consiglio questo libro a tutti coloro che vogliono immergersi in profonde emozioni, riflessioni.
Sara Mazzini, scrittrice di talento, ha dato vita a un romanzo che coinvolge e appassiona.
In un continuo confrontarsi tra realtà e immaginazione, si intrecciano storie antiche e nuove in un cammino spirituale e religioso alla riscoperta delle origini.
A voi il compito di distinguere il sogno dalla sua proiezione onirica in una pseudo realtà.
Buona lettura

recensione completa su: http://pennadoro.blogspot.it/2014/12/...
Profile Image for Elisa Rossi.
1 review1 follower
November 15, 2014
Romanzo dalle mille sfaccettature. Un continuo susseguirsi di eventi e personaggi che lascia il lettore sempre più desideroso di scoprire cosa accadrà nella pagine successive. La cosa che più mi è piaciuta è la presenza di più livelli di interpretazione: una volta ultimata la lettura, quando tutto è ormai svelato, tornano alla mente quei particolari, a cui inizialmente non avevi dato molto peso, ma che danno un senso all'intera storia. Insomma un bell'intreccio che, come nei migliori libri, rimane sapientemente intricato fino alle ultime righe! Da rileggere sicuramente!
Profile Image for Louise Di bari.
1 review
July 6, 2015
come l'opera di ogni grande artista questo emozionante romanzo lascia nel lettore una sensazione di infinita totalità, a cui si arriva grazie a splendidi intrecci umano-esistenziali abilmente dipinti con toni ipercontemporanei ed al tempo stesso intimamente filosofici.
La scrittrice a mio parere ha avuto la grandissima abilità di ritagliare attraverso la sua opera uno spazio narrativo multidimensionale i cui quesiti naturali riescono a collocarsi definitivamente in questa nostra arida realtà, troppo spesso carente di vere domande vitali. .


Profile Image for Alessandro Grassi.
2 reviews1 follower
December 11, 2014
finito, divorato! consigliatissimo, anzi un MUST ! La storia ti spiazza, lo stile ti stravolge, i personaggi ti coinvolgono. non si può uscire indenni da questa lettura. Fino all ultima riga ti lascia col fiato sospeso, e mentre lo leggi senti sempre una musica in testa, una diversa per ogni capitolo.
Sicuramente da rileggere (per via degli innumerevoli messaggi "nascosti") non appena acquisite le dovute inferenze, Peccato no si possano mettere 6 stelle.

W Fede
Profile Image for Graziano.
908 reviews4 followers
February 26, 2015

Che accadrebbe se un giorno o una notte, un demone strisciasse furtivo nella più solitaria delle tue solitudini e ti dicesse: “Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione [...].

L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!


(Friedrich Wilhelm Nietzsche, La gaia scienza, aforisma 341.)



L’eterno ritorno dell’uguale e’ scritto sulle spalle di Mad (sebbene, a dire il vero, il serpente dell’eterno ritorno divori se stesso) per evitare di scrivere la propria vita di nuovo (evito, per necessita’, la parola riscrivere) … lo sforzo dell’autrice de I dissidenti e’ proprio questo.

I dissidenti e’ suddiviso in tracce, come un CD, suggerendo l’idea di un raccontare in musica la vicenda di Mad e dei suoi amici ‘dissidenti’.

Mad, dopo alcune vicende con la famiglia, si aggrega ad una pseudo-autoctona societa’ di dissidenti installata in un ex manicomio.
Nel mondo ‘reale’ prosegue una guerra non sempre ben ricordata nella trama del racconto, oppure e’ solo quella guerra della vita quotidiana che si vuole lasciare al di fuori.

Se durante l’ascolto (lettura) di questo CD l’intenzione era quella di creare una notevole attesa per l’exploit finale non credo che l’autrice ci sia riuscita. L’impressione e’ quella di percorrere una serie di sentieri interrotti (Holzwege) ed appunto l’exploit finale arriva come un segnavia trovato per caso percorrendo uno dei sentieri.

Ciononostante le qualita’ affabulatorie ci sono, la narrazione non e’ mai noiosa, o intricata (tipica dei neofiti che vogliono nascondere plot inesistenti). Punterei su questo per il futuro ed anche con l’aiuto di un buon (esperto) curatore di libri.

Lascerei perdere il racconto di quei ‘tic’ tipicamente italiani: sono gia’ noiosi viverli quotidianamente! (mi riferisco a quella situazione al bar del tipo ‘pago mi o te paghe ti’ (dialetto veneto)).


Il brano migliore: Track n. 9 - Out. (da riascolatare)
La mia valutazione: tre stelle. Questo e’ il risultato della semplice equazione cinque / quattro stelle = classico (vedi Dostoevskij), di conseguenza restano le altre stelle.

Each man kills the thing he loves
(Jeanne Moreau)
Alcune citazioni:

Lentamente scompare ogni amore
mentre noi ci rifiutiamo di cambiare.

Una volta ho incontrato il Destino. Vendeva calzini e fermapanni colorati sul piazzale antistante il mio alloggio.

Che cosa faresti se un giorno scoprissi che i ricordi che hai non sono tuoi? Se scoprissi che hai trascorso la tua vita a immaginare di essere qualcosa che non sei, perche’ quello che ricordi non e’ che una distorsione, un incidente capitato a qualcun altro, o forse a nessuno in particolare?

Perche’ nella mia vita, cosi’ come in quella di chiunque altro, sono accadute cose ben piu’ assurde di quelle che continuo a ricordare. Non so perche’, ma questo e’ qualcosa che vale la pena cercare di non dimenticare.

… il bibliotecario, non ha sentito ragioni e mi ha affidato di sua iniziativa una copia de I demoni di Dostoevskij. E mi ha assicurato che mi sarebbe piaciuto.
“Nei romanzi si trova tutta la storia di cui abbiamo bisogno” mi ha detto. “Il resto non e’ mai altrettanto sincero.”

“Della questione del karma. Cosa ne pensi del’idea di ritornare?”
“Oh, quello. Non so. Mi piacerebbe credere che ci sia una vita dopo la morte. Ma, quando guardo al mondo, non posso pensare che qualcosa di tutto questo continuera’ a essere.”

“Mal bin ich hier, mal bin ich dort, dann bin ich fort.”

Significa: ora sono qua, ora sono la’...”
“E poi?”
“E poi non ci sono piu’.”

Il mondo si trasforma, ma gli esseri umani rimangono sempre gli stessi. Adorano i loro idoli soltanto finche’ quelli ottengono il consenso dei potenti, poi viene il momento di seguire qualcun altro. Sono cosi’ volubili…”

Quello che rende sopportabile il giorno e’ che infine arriva sempre la notte, a legittimare le nostre bugie.

Da qualche parte c’e’ un uomo che ha imparato a sovvertire l’ordine del tempo, cosi’ che il mondo viva delle sue menzogne. Uccide il giorno dormendo, rifugiandosi nel cuore di una notte che non finisce mai. Uccide quella verita’ che nasconde per primo a se stesso, poiche’ ha capito che il modo migliore per mantenere un segreto e’ dimenticarlo.

Non so davvero come l’umanita’, per darsi conforto, riesca a ingannarsi col presunto valore curativo del tempo, anche a fronte di ogni evidenza. Io non sono qui per confortarvi, ma per dirvi le cose come stanno (almeno, nel modo in cui queste si sono mostrate ai miei occhi) e vi dico che il tempo non cura nessuna ferita, anzi: non fa che incistirla. Nel momento in cui vi sembrera’ di riuscire a sopportare il vostro grande dolore, quella parte di voi che ha sofferto perche’ prima aveva amato sara’ morta. E la vostra capacita’ di dare e ricevere amore ne uscira’ sempre piu’ logorata, fino a spegnersi del tutto. Anziche’ sollevare lo spirito, lo scorrere del tempo lo indurisce. Ecco la realta’, cosi’ come la conosco.

Davvero, non credo che nessuna donna desideri essere amata. Una donna vuole essere lasciata libera di amare, di deporre il proprio amore dentro un uomo, a germogliare.

Ho voglia di tenere tra le mani quella parte di universo che e’ significativa, sentirne battere il cuore, per un altro giorno appena o per il resto della vita, giocando ad espandermi oltre la linea del tramonto.

Ho sempre pensato che un giorno avrei messo in moto i piedi e non mi sarei fermata piu’.

Forse che la malinconia serve a redersi liberi? Non credo.

Penso a come il mondo si e’ rovesciato da quando i personaggi di Pirandello cercavano un autore per cominciare ad agire, e tutto quello che invece vogliamo noi oggi e’ starcene dietro le quinte, a farci piovere addosso la vita dal cielo e a commiserarci perche’ la vita ci piove addosso dal cielo.

… il passato non puo’ essere oggetto di modifica, cessione o spartizione. Il passato e’ personale, ed e’ la cosa piu’ immutabile che esista.

Se desideri tanto a lungo e intensamente una cosa, quella cosa poi e’ tua. Ma cosa accade quando ti accorgi che, dopo averla ottenuta, non la desideri piu’?
(Rilke?)

In fondo, siamo tutti prigionieri di qualcosa. Di una stanza. Di noi stessi. Non c’e’ peggior luogo di reclusione di un cuore abbandonato. E non c’e’ peggiore abbandono di quello di chi si abbandona da solo.

Se avessi una fede potrei avere paura del giudizio che mi aspetta, ma non credo al vostro Dio e so che dopo non mi aspettera’ un bel niente, come niente aspetta maia questo mondo. Penso, pero’, che potrei ritornare.

Vedete, basta cambiare il nome che diamo alle cose per rendere tutto diverso.
1 review
March 3, 2015
Ciò che più mi ha colpito del romanzo è di certo l'ambientazione. I luoghi scelti non sono casuali, ma studiati e ben strutturati. Il lettore è in grado di calarsi completamente nella storia di una città dall'atmosfera gotica e persino nella modernità del romanzo è possibile intravedere queste sfumature.
Il manicomio di Volterra non è solo lo sfondo, è il protagonista di una storia che sopravanza e vuole emergere.
Siamo in un mondo distopico ma a mio parere, nel corso della storia, questa distopia è rimasta solo come un confine. Ci sono due mondi contrapposti: l'esterno in cui vi è in atto una guerra e l'interno, il covo dei Dissidenti, in cui sembra esserci la salvezza o forse anche il covo è un'illusione? Questa è un'ambiguità, se c'è, che non mi è risultata molto chiara.
Il romanzo è principalmente basato sull'evoluzione del personaggio principale, Mad, che conosce se stessa attraverso la relazioni con gli altri (personaggi del mondo esterno, come Gino e personaggi del covo, ognuno diverso dall'altro).
Ho notato però che Mad prende più peso della distopia stessa o persino dei Dissidenti e finisce per essere, insieme al luogo, l'unica protagonista e tutti gli altri sono un fiume che passa sotto di lei. Mi sarebbe piaciuto approfondire di più la questione dei Dissidenti.
All'interno del romanzo ci sono diverse perle che arricchiscono i dialoghi e le argomentazioni ma a mio parere potevano essere inglobate meglio nel corso della storia. Ho avuto la sensazione di leggere delle voci enciclopediche a riguardo. Forse questa sensazione è dovuta al fatto che tutto ciò che accade, tutto ciò che viene detto in realtà si rivela solo nel gran finale. Ogni cosa è predisposta per le ultime pagine, ogni azione, parola e pensiero acquista un senso alla fine quando il lettore rimane di stucco nello scoprire il vero inizio.
Nel complesso è stata una lettura piacevole, assolutamente consigliata.
Profile Image for Lidia Ottelli.
Author 7 books121 followers
March 4, 2015
"Dissidenti" ha richiesto ben sette anni di lavoro prima di essere pubblicato. Sette anni dove l'autrice ha dovuto palare di tematiche particolari.
Una lettura forte che richiede molta attenzione e molto impegno. Non è sicuro un libro facile nonostante sia abbastanza scorrevole.
Un viaggio nel tempo, un viaggio tra le debolezze, tra le paure e le gioie, un viaggio che ci porta in un mondo parallelo fatto di guerra, dissidenti, in atmosfere intrise di emozioni, eventi e in un'avventura unica.
Madena, giovane donna di trent’anni, intraprende un viaggio spirituale che la porta a Volterra nella comunità dei "Dissidenti". Qui inizia un viaggio tra mistero, passato che porta Modena a scoprire cose di lei che non sapeva e a scoprire il suo vero IO.

Una storia complessa. Una storia difficile con molti colpi di scena. Non è certo un romanzo da leggere per passare il tempo, bensì, è un romanzo complesso, fuori da ogni schema.
Uno stile elaborato, intenso, in un ritmo serrato ed elegante.

Ammetto mi capita poco di leggere libri così intensi e così accurati. Mazzini presenta al lettore la sua personale e originale storia collocando vari avvenimenti con dei temi forti e spirituali. Lo stile è incalzante, ma nello stesso tempo complesso e ricercato.
Si percepisce la ricercatezza per il tema, un buon ritmo e pathos narrativo senza essere mai troppo retorico e prevedibile. Un romanzo particolare che ti tiene inchiodato al video per la complessità e le molte riflessioni.
Consiglio questo libro a tutti quelli che hanno bisogno di staccare dai soliti romanzi leggeri e vuole inoltrarsi in un romanzo profondo e innovativo.
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