Questa è una storia vera. Quella del giovanissimo Andrea Camilleri, per tutti Nené. E si svolge in un luogo magico, la casina di campagna di nonna Elvira, che profuma di zagara, di olio e di vino, di sarde salate e pane appena sfornato. È un mondo a parte, dove Nené si dimentica di essere il ragazzino gracile e solitario di città e dove tutto è possibile. Laggiù la voce di nonna Elvira colora e dà forma alle prime letture; i pomeriggi insieme a Rosalia - per Nené molto più della figlia di un mezzadro - hanno il sapore delle avventure inesauribili; le storie degli amici veri - Minico, lo zio magico, Pippo - sembrano rivelare il senso profondo della vita. Laggiù, custodite in un'agendina azzurra, prendono forma le storie che Nené non ha ancora condiviso con il mondo. Ma se laggiù la magarìa sembra confondere il confine tra sogno e realtà, ci pensa la Storia, con l'insensatezza del fascismo e delle sue leggi, a rompere l'incantesimo. Eppure una strada di salvezza esiste. E a Nené la sussurra il mare. Per i cento anni dalla sua nascita, una storia che attraversa i romanzi e i ricordi di Camilleri, e che mescolandone luoghi e personaggi crea un ritratto indimenticabile per tutte le età, impreziosito dalle illustrazioni senza tempo di Alessandro Sanna.
LE biografie mi imbarazzano. Cioè, se sei Napoleone a trent’anni la puoi scrivere una biografia, perché no… se sei Gesù a trentatré anni puoi raccontarne di miracoli fatti… ma se sei Alessandro Barbaglia - e sfido chiunque ad essere Alessandro Barbaglia, è l’unica sfida che mi sento di vincere - che puoi aver fatto a 38 anni? (Santo cielo! Trentotto! Non ne ho mai avuti così tanti!) Comunque, eccola:
Alessandro Barbaglia nasce. Il che: gli cambia la vita. Lo fa il 30 agosto 1980. Lo aspettavano il 21. Il 26 erano tutti pronti, lui ha deciso di fare 30. Far subito 31 gli sembrava di cattivo gusto. Nonostante si ostini a dire pubblicamente di essere nato a Nizza per via di quella sua nonna francese (lei si, nata lì) è nato a Borgomanero e suo padre aveva deciso di chiamarlo Adamo. Il fatto che si chiami Alessandro, invece, dimostra che le mamme possono molto più dei papà, almeno sulla scelta del nome dei figli.
Fino al 1997 respira, vive e gioca a Miasino, sul lago d’Orta, là dove se glielo chiedete lui sostiene di abitare ancora. Studia a Novara al Liceo Classico Carlo Alberto e nel 1999 si iscrive a Giurisprudenza all’Università di Pavia. La città e la facoltà gli piacciono così tanto che nel 2006 si laurea in Lettere a Milano con una tesi su “A Sangue Freddo di Truman Capote”.
Il giorno dopo la tesi di laurea inizia a lavorare come collaboratore esterno del settimanale NovaraOggi. Nel 2008 viene assunto come giornalista da Tribuna Novarese dove colleziona: la finale del premio nazionale per il giornalismo d’impegno sociale (si classificherà tra i primi dieci, il premio lo vincerà Enrico Mentana), 5 querele per diffamazione (quattro assoluzioni e, una ancora prescritta).
Nel 2012 inizia a fare il libraio a Vercelli. Dal 2012 a oggi, con Fabio Lagiannella, ha organizzato eventi culturali e incontri con gli autori con oltre 350 scrittori tra cui Fabio Volo, Corrado Augias, Moni Ovadia, Alessandro Barbero, Francesco Piccolo, Mauro Corona e molti altri. Il 17 gennaio 2017 è uscito, edito da Mondadori, il suo primo romanzo: “La locanda dell’Ultima Solitudine”. Finalista al premio Bacarella - si è classificato terzo - Finalista del premio Asti - si è classificato secondo - è finalista al premio adotta un esordiente. La finale sarà a maggio: incrociamo le dita!
Nené nel paese delle magarìe - " Alessandro Barbaglia " É un racconto di amicizia e di poesia, un abbraccio al mare che porta con sé il saluto di un padre, come un fiammifero nel buio: é poesia. L'adolescenza di Cammilleri, fatta di attese , di nonni e mezzadri, di un Pimpigallo che ruba un'agendina e le poesie, e di un pulcino che cresce tra i passi di Andrea (Nené), un ragazzino curioso, un lettore precoce, apprezza i libri dello zio, abita la cultura in una casetta magica. Vuole conoscere, sbircia, scopre. La sua curiosità scorre tra i suoi dialoghi con Rosalia un'amica fedele e la nonna, un po' bambina anche lei. Andrea che non vede differenza tra " maschi e femmine", che non accetta che un ebreo sia diverso da lui, non accetta il sistema che esclude. É un racconto di altruismo e di tradizioni: la magarìa che legava le famiglie e le teneva unite all'interno della "stessa storia". E il mare, dove oscillano le barche, il mare di pescatori e di abbondanza. Lui, il mare, non dorme mai, la vita oscilla sulle barche, ed é solo di fronte allo sguardo di un bambino che attende, e non esclude nessuno. E mentre il mare riporta "qualcuno" il piccolo Nené ritrova qualcosa. Con ancora tutto da scrivere.. Leggetelo, è bellissimo, vi porta in Sicilia, un'isola che è culla di cultura e tradizioni, che il mare protegge e circonda, è anche la terra del grande Andrea Camilleri di cui Alessandro Barbaglia ci svela L'infanzia e i passi verso l'adolescenza. ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️/5
Passiamo l'estate con Nenè nella "casina" di campagna di famiglia, della sua amata nonna Elvira, in compagnia di Rosalia, la figlia del mezzadro e sua migliore amica, anzi qualcosa in più, una sorella! Con lei le giornate passano veloci in mezzo a scorribande tra gli alberi di mandorlo, gelsi, fichi, tutti i profumi della Sicilia che l'accompagnano nelle sue giornate, compreso quello del mare, da cui Nenè non se ne può separare. L'autore, come ci dice nelle sue note, racconta del piccolo futuro scrittore che da grande diventerà Andrea, attraverso le sue parole, quelle che in tantissimi anni di produzione letteraria, abbiamo imparato a conoscere. Io però ne ho riconosciute solo due perché gli altri libri non li ho ancora letti e di alcuni nemmeno ne ero a conoscenza. Si fa fatica ad immaginare il giovane Camilleri, piccolo e scalmanato seppur "gracile e malaticcio" che scorrazza per le campagne e sulla spiaggia, ad esplorare i dintorni del suo paese, Porto Empedocle. Una vita privilegiata la sua ma già con i sani principi che ritroveremo nei suoi scritti futuri: l'uguaglianza tra persone, nessuna differenza di condizione sociale ne di razza. Questo per lo più si nota dai suoi pensieri e soprattutto dallo stato d'animo in cui verserà quando dovrà dire addio al suo miglior amico e compagno di classe Pippo perché ebreo e non potrà più frequentare la scuola per via delle leggi razziali. Una lettura molto veloce, ma soprattutto profonda e poetica. Belle e particolari le descrizioni della campagna, dei luoghi e delle persone, con anche alcune tradizioni siciliane come la festa dei morti, un tempo così diversa da ora....oppure la festa di San Calogero che non conoscevo. Ho scoperto tanto con questa lettura nonostante io sia siciliana ma la mia provincia è un'altra e molto diversa. E anche per questo mi è piaciuto, l'aver scoperto nuove curiosità. Lo scorso anno ho ascoltato un libro totalmente diverso dello stesso autore e mi aveva affascinata la sua scrittura, il modo in cui descrive tutto: ho avuto anche qui la stessa impressione.
a un adulto basta un pomeriggio al mare, a un bambino serve un po’ di più. questa storia apparirà più ricca se uno conosce la produzione di camilleri e se sa “smicciare” tra le righe. le allusioni alla sua futura cecità, per esempio, certo per coerenza non possono trovare compiutezza dentro il libro, uno le deve scoprire fuori. l’ho trovato una favola bellissima, una magarìa a tutti gli effetti.