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Anglofilia. Piccolo glossario sentimentale della cultura inglese

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Anglofilia è un viaggio affascinante tra parole e simboli della cultura inglese, condensato in un glossario di 50 voci. Dalla libertà alla tradizione, dall’umorismo alle contraddizioni, questo libro esplora miti, storie e curiosità di un’Inghilterra che continua a ispirare e sorprendere. Con un approccio raffinato e personale, offre uno sguardo critico e affettuoso sull’eredità culturale britannica, invitando il lettore a riflettere e sorridere attraverso una celebrazione della “britannicità” in tutte le sue sfaccettature.
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Secondo l’autore, la generazione cresciuta negli anni Ottanta è l’ultima ad aver dato per scontato un concetto: se è inglese, è meglio. Il tè, la scuola, i trasporti, i tessuti ruvidi ma durevoli, la politica… “Per noi qualunque cosa – dice – sembrava nobilitarsi mostrando il suo passaporto british”. A smentirlo saranno i lettori e le lettrici di questo libro: fra loro ci sono di sicuro anche persone ben più giovani, eppure preda – complice forse qualche recente period drama – della fiamma, vistosa e universale, dell’anglofilia.

Rispetto alla scintillante novità delle “cose americane”, gli oggetti, gli atteggiamenti e le consuetudini del Regno Unito hanno silenziosamente affascinato gli europei per secoli: discuterne, scoprire chi ne ha parlato, apprendere aneddoti e curiosità sul popolo britannico è stato e rimane un passatempo graditissimo a molti cultori.

Questo libro ne dà ampia e soddisfacente occasione: attraverso un glossario tematico (da “Alcol” a “Young Fogeys”) ci permette di attraversare la cultura d’Oltremanica in tutte le sue sfaccettature, alcune note solo ai veri fan. Per esempio, sapevate che c’è una pillar box, l’inconfondibile buca delle lettere di memoria vittoriana, sull’isola di Cipro? Per non parlare di chi è stato a inventarla… Insomma, ogni pagina di questo volume divertirà e conforterà l’anglofilo che è in voi, avvolgendolo come una mantella di tweed.

414 pages, Paperback

Published January 1, 2025

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Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
June 1, 2025
La pubblicazione di un ennesimo libro sul mito dell’Inghilterra mi costringe a scrivere ancora una volta su una realtà che costituisce quella che io riconosco come una mia seconda identità. Perchè di questo si tratta. Ogni essere umano, consapevole o meno, costruisce, intuisce, subisce un’altra realtà della propria esistenza. La mia è, appunto, quella “inglese”. La condivido con mia moglie e l’abbiamo trasmessa a nostro figlio.

Gran parte degli esseri umani, consapevolmente o inconsapevolmente, agiscono con questa sorta di "doppia identità". Non è necessariamente un fatto negativo. Può essere un adattamento funzionale per navigare nella complessità sociale. Ne abbiamo fatto una scelta di vita con la consapevolezza che questi meccanismi possono aiutarci a vivere in modo più autentico, integrando le diverse parti di sé.

L’Anglomania e l’Anglofobia sono opposti, ma non tanto come amore e odio, ovviamente. Sembra probabile che rappresentino atteggiamenti estremi verso la cultura britannica, con l’Anglomania come ammirazione eccessiva e l’Anglofobia come rifiuto. In Italia e in Spagna, entrambi i fenomeni esistono.

L’Italia ha avuto periodi di Anglomania, specialmente nel linguaggio e nella cultura, mentre l’Anglofobia è più storica, legata al fascismo. In Spagna, l’Anglomania è visibile tra i giovani, ma c’è anche Anglofobia, ad esempio per l’invadente turismo britannico. La comparazione con amore e odio è metaforica, quindi. Non è un parallelismo diretto, ma riflette come ammirazione e rifiuto possano coesistere in contesti complessi.

Non potevo non leggere questo libro che si limita a parlare solo di Anglofilia, ma c’è anche l’Anglomania. Io preferirei parlare anche di “nostalgìa”, con l’accento sulla “i” ovviamente. Ma gli inglesi questo accento lo fanno cadere sulla “a”, uno dei tanti “italianismi” acquisiti dalla lingua di Albione: la “nostàlgia” inglese.

Non sono un nostalgico, non mi piace molto il passato, anche se gli “amarcord” fanno parte della vita. Posso dire, da dinosauro, che mi piace essere un nostalgico del futuro. Amo le possibilità reali, se si considera che, per forza di cose, siamo costretti, (e meno male!), ad andare avanti. Questo libro mi ha riportato indietro. Chi l’ha scritto ha proceduto proprio in questa maniera.

L’autore Ignacio Peyrò, spagnolo e direttore dell’Istituto Cervantes per l’Italia, parte dal presente per rivisitare in maniera nostalgica la memoria del Paese “inglese” risalendo anche all’indietro. Io, invece, mi sono limitato a risalire in un tempo molto più breve, soltanto una settantina di anni. Mi son fatto accompagnare da un altro libro di cui vedete qui al link, con la copertina e con la dedica in spagnolo che un caro amico, spagnolo, (guarda caso!), mi fece nel giorno di Natale dell’anno del Signore 1962.

“A Antonio Gallo. En estos tiempos de estudio, un angulo me basta antre mis lares, con un libro y un buen amigo. Con afecto y amistad. S. Rodriguez. Xmas ‘62”

Salvador Rodriguez, spagnolo doc, era un mio collega di studio e di lavoro in quel posto che considero la migliore scuola, una vera e propria Università della vita: un ospedale mentale, oggi scomparso, a nord di Londra. Andava sotto il nome di “Harperbury Mental Hospital”. In quel tempo di studio e di lavoro bastava un libro e un amico per studiare l’ “Anatomia” di un Paese che nè io nè Salvador conoscevamo.

Lui, emigrato spagnolo perchè anti-Franco, coglieva ogni occasione per dire che il “suo” Cervantes era più grande di Shakespeare. Con la sua Lambretta facevamo veloci corse sulla M1 verso Londra. Fu da Foyles’s bookshop che comprò il libro. Ebbe un grande successo con diverse edizioni e aggiornamenti. Lo sfoglio oggi e mi scopro a fare lo stesso percorso fatto in “Rule, Nostalgia” e in “Anglofilia”.

Un libro come questo non è soltanto un contenitore di argomenti. Può essere anche una occasione per ricordare, condividere e riflettere in maniera squisitamente personale, una nostalgìa che è fatta sia di passato che di futuro. Sono 52 le voci del glossario di questo libro:

Alcol, Anglicanesimo, Anglofobia, Aristocratici, Aston Martin, Autobus, Barbour, BBC, Bentley, Big Ben, Cabine telefoniche, Calcio, Cambridge, Campagna e case di campagna, Cappelli, Cassette postali, Cattolici, Classe sociale, Clima, Club, Continente, Country, Cricket, Cucina inglese, Daily Telegraph, Downing Street, The Economist, The Enciclopedia britannica, Età vittoriana ed edoardiana, Fortnum & Mason, Gentleman, Grand Tour, Humour, Impero, Londra, Monarchia, Ombrelli, Oxford, Pet, Pub, Rolls-Royce, Rugby, Savile Row, Scuole pubbliche, Social Season, Spectator, Tate, Tè, Times, The Union Jack, Wimbledon, Young Fogeys.

Manca quella magica parola che è la “Nostàlgia” …

angallo.medium.com
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