Non puoi sfuggire al destino, ma puoi piegarlo come il bambù.Si dice che tra i riflessi del mare si nasconda il mitico monte Pénglai, residenza divina degli otto immortali. Esiste davvero o è solo una leggenda? Shinai è deciso a scoprirlo, da sempre. Insoddisfatto della sua vita, costellata da lavori mediocri e relazioni fugaci, il ragazzo intraprenderà un viaggio colmo d’insidie. Dal Giappone approderà in Cina, dove un antico mistero attende solo di essere svelato. Ma a quale costo? Fra demoni e indovini, dei e sciamani, riuscirà Shinai a trovare ciò che anela, senza incorrere nel pericolo che lo attende al di là del velo? #Love&Legends #FantasyOrientale #YinYang
Contenuti speciali del Glossario degli immortali (a fine romanzo)Note a piè di paginaOtto illustrazioni (solo nella versione cartacea)Decori (solo nella versione cartacea)Se ti piacciono gli anime e i film d'animazione come Demon Slayer, Ranma, Fairy Tail, Mulan, La leggenda di Aang allora questo libro può fare per te ;)
“L’isola degli Immortali” ci porta tra mito e avventura, seguendo Shinai e i suoi compagni alla ricerca del leggendario monte Penglai. Non è solo un viaggio tra enigmi e pericoli, ma anche un percorso di crescita e scoperta personale, in cui ognuno dei protagonisti si trova costretto a guardarsi dentro e affrontare le proprie fragilità.
Maria Novella ha una scrittura fresca e scorrevole, capace di mescolare leggerezza e profondità senza appesantire la narrazione. È un romanzo che intrattiene, emoziona e lascia una nota di speranza. Una lettura perfetta per chi ama le avventure dal sapore mitologico ma anche i racconti che parlano di legami e crescita interiore.
Il romanzo segue le vicende di Shinai, un ragazzo sino-giapponese che ha dedicato tutta la sua carriera scolastica alla ricerca delle misteriose isole Penglai, luogo dove si dica vivano gli Otto Immortali. Insieme al migliore amico Nobu e all’intrepida Maylin, si imbarcherà nel viaggio verso Penglai, imbattendosi in demoni, spiriti e draghi, fino a scoprire cosa ci sia veramente dietro la sparizione del fratello.
Ho apprezzato molto questo romanzo. La trama si svolge in modo lineare e scorrevole: la penna dell’autrice è accattivante e intrattenente (si dice?), all’interno della narrazione non ci sono momenti “morti” e ogni capitolo è denso di avvenimenti. Come struttura mi hanno ricordato molto i miti e le leggende che leggevo quando ero piccina picciò. Dalle pagine traspare la cura e l’attenzione nei dettagli per quanto riguarda la ricerca degli elementi del folklore cinese; sono presenti le 狐狸精 hulijing, le “volpi a nove code”(mi è piaciuto un sacco questo aspetto, di solito siamo abituat* a vedere le kitsune giapponesi) gli 妖怪 yaoguai, i demoni, i draghi, etc. La descrizione delle creature sovrannaturali mi è particolarmente piaciuta. Bella anche la rappresentazione degli Otto Immortali, queste figure ambigue e misteriose, attorno alle quali si svolge l’intera vicenda. (Non oso fare spoiler)
I personaggi non mi sono dispiaciuti. Shinai, il protagonista, è abbastanza complesso da inquadrare: è testardo, un po’ irascibile, cocciuto, a tratti volevo prenderlo a sberle; ma è anche sensibile, tormentato, gentile (quando vuole). Diciamo che lui intraprende il viaggio anche per scoprire se stesso e fare “ammenda” per i suoi errori. Nobu è il mio preferito (❤️). I personaggi secondari sono molto godibili, soprattutto gli Otto.
L’unico appunto che mi sento di fare è quello di allungare alcune descrizioni e azioni, soprattutto quelle d’azione. A volte sono un po’ veloci, ma comunque non rovinano l’esperienza. Se volete scoprire un po di più sugli Immortali cinesi, leggere questo romanzo è un buon punto di partenza.
Come sempre meglio tardi che mai, ma finalmente ci siamo e posso parlavi dell'ultimissimo nascituro di @maria_novella_autore ovvero: "L'isola degli immortali" Questo è un romanzo nuovo per l'autrice, dove l'immaginazione ci viene catturata dalla perfetta fusione di mitologia orientale e avventura che trasuda dalle pagine. La storia segue le vicende di Shinai, un protagonista inquieto e alla ricerca di qualcosa di più grande della sua esistenza quotidiana. Trattato diversamente a causa delle sue origini "miste", da sempre porta con sé il fardello dell'essere diverso, ma forse queste sensazioni nascondono molto più di ciò che sembra. Il suo viaggio lo porterà a esplorare il mito del monte Pénglai, un luogo leggendario abitato dagli otto immortali, figure emblematiche della tradizione cinese, esseri che sembrano ossessionarlo fin dalla prima volta che ne udí la leggenda. Ciò che rende questo libro speciale è la sua capacità di trasportare il lettore in un mondo ricco di mistero e spiritualità. L'autrice dipinge un paesaggio narrativo vivido, popolato da demoni, divinità e saggi enigmatici. La sua scrittura è evocativa, capace di far percepire l'atmosfera mistica di ogni luogo visitato da Shinai. Uno degli aspetti più affascinanti del romanzo è il modo in cui intreccia la mitologia con la crescita personale del protagonista. Shinai non è solo alla ricerca di un'isola leggendaria, ma anche di se stesso. Il suo viaggio diventa una metafora della ricerca interiore, del comprendere meglio se stesso, le proprie origini e il proprio futuro. La versione cartacea del libro in più è impreziosito da ricca impaginazione e molte illustrazioni che ci permetteranno di entrare ancora di più nel Mondo di Shinai. Un glossario viene in aiuto di coloro meno esperti delle diverse culture esplorate in questa avventura permettendo a chiunque un viaggio sereno e privo di ostacoli (salvo quelli emotivi) Se amate le storie che mescolano avventura, mitologia e introspezione, questa è la lettura perfetta, anche per fuggire da questa afosa estate che io già non sopporto più. Ammiraglio 🐙
Ho adorato tantissimo questo nuovo fantasy orientale, è stato molto diverso dalle solite avventure di Mary, qui più che magia e fantasia ho percepito più miti e leggende che potrebbero essere vere, un po' come guardi un film e alla fine esce quella frase "tratto da una storia vera" e ci rimani di sasso!
Scherzi a parte, adoro le leggende e le curiosità di ogni tipo, soprattutto beh sul mondo orientale, qui nello specifico siamo tra Cina e Giappone.
La lettura è davvero molto piacevole e scorrevole, arricchita poi da bellissime illustrazioni.
Devo dire che inizialmente il protagonista, Shinai non mi stava molto simpatico, però poi è molto maturato, anche se il mio preferito resta comunque Nobu, troppo simpatico lui e anche Maylin.
Questo trio mi ha ricordato un po' quello di Sakura Cardcaptor versione universitaria, anime di cui ho fatto il rewatch poco tempo fa, (come Inuyasha) si beh, ho guardato vari anime recentemente ok?
Ho apprezzato davvero tutti i vari riferimenti nerd sparsi nel libro e anche quelli sotto intesi. Che dire si questi Xian, questa isola Penglai è davvero molto inquietante. Mi è piaciuto poi il risvolto interiore che ha preso verso la fine!
Tra l'altro la questione degli immortali mi ha ricordato vagamente un anime che mi aveva inquietato parecchio, ma se vi dico perché è spoiler, ma l'anime è Hell's paradise, qui c'erano dei fiori davvero molto "simpatici".
Mary ammetti che il tuo scopo è farmi inquietare, riesci sempre a scovare strane creature così inquietanti che potrebbe essere vere.
Comunque ho adorato il finale, per un attimo avevo temuto davvero il peggio, anche se sei riuscita comunque a farmi piangere.
I libri di Maria Novella Giorli sono sempre una coccola, e anche questa volta non fa eccezione. C'è qualcosa di profondamente confortante e al tempo stesso affascinante nel modo in cui scrive, e questo romanzo ne è la conferma.
Quello che rende speciale questa storia è la sua capacità di trasportarti in un mondo intriso di mistero e spiritualità. La penna dell’autrice sa costruire un immaginario vivido e suggestivo, popolato da divinità, demoni e figure enigmatiche che sembrano usciti da un’antica leggenda. L’atmosfera mistica che accompagna ogni tappa del viaggio di Shinai è resa in maniera così evocativa da risultare quasi tangibile.
Uno degli aspetti che ho amato di più è il modo in cui la narrazione intreccia la mitologia alla crescita personale. Il viaggio di Shinai non è solo una ricerca esteriore, ma anche e soprattutto interiore. È un percorso fatto di domande, smarrimenti e piccole rivelazioni, che parla a chiunque abbia mai sentito il bisogno di capire meglio se stesso o il proprio posto nel mondo.
Per quanto riguarda i personaggi, ho apprezzato molto Shinai, che riesce a conquistare con delicatezza e determinazione. Con i secondari, invece, ho fatto un po’ più di fatica: non perché siano scritti male, anzi, ma perché ci ho messo più tempo a inquadrarli e a entrare in sintonia con loro. Col passare delle pagine, però, anche loro si fanno amare.
Un romanzo che, come sempre, lascia qualcosa dentro. Forse non il mio preferito in assoluto tra quelli dell’autrice, ma sicuramente uno dei più profondi.
“𝑁𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜𝑖 𝑠𝑓𝑢𝑔𝑔𝑖𝑟𝑒 𝑎𝑙 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜, 𝑚𝑎 𝑝𝑢𝑜𝑖 𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑟𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑢𝑛 𝑏𝑎𝑚𝑏ù” • 🎋Shinai ha sempre sentito nel profondo che il monte Pénglai -residenza leggendaria degli Otto Immortali- esistesse davvero. Per questo decide di partire dal Giappone per approdare in Cina, intraprendendo un viaggio alla ricerca della verità. Ad affrontare con lui tutte le insidie che si traporranno tra lui e la sua meta ci saranno il suo migliore amico Nobu (nonché mio personaggio preferito) e da Maylin, figura fondamentale per la riuscita dell’impresa. • 🎋Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti quanto io ami le mitologie, eppure non mi ero mai davvero addentrata in quella cinese. Questo é stato quindi non solo un viaggio fantastico tra leggende e creature del folklore ma anche la possibilità di affacciarmi ad un mondo che ancora non conoscevo. • 🎋Ho amato la cura per i dettagli: dalle note che a volte mi é capitato di consultare, al glossario che mi ha aiutato a conoscere meglio la leggenda degli Otto Immortali. • 🎋La lettura é scorrevole e ricca di avvenimenti, capace di catturarti sin dalle primissime pagine. Ho trovato un vero e proprio percorso di crescita dei personaggi. Durante questo viaggio pieno di ricordi ed emozioni non solo si confrontano con loro stessi scoprendo paure e sentimenti ma riusciranno anche a scoprire quale sia veramente il loro posto nel mondo
L’isola degli immortali è un fantasy orientale magico e avventuroso ambientato tra Cina e Giappone. Ispirato a miti orientali, riesce a immergere il lettore nelle atmosfere misteriose dell’Est asiatico. La storia è molto originale e non annoia mai, ogni volta che credi che sia finita, accade qualcosa che rimescola le carte in tavola. Niente è come ti aspetti, a partire dal protagonista, tutt’altro che integerrimo. Devo ammettere che inizialmente non mi stava molto simpatico, ma ho imparato ad apprezzarlo, anche se il mio preferito è l’amico fidato che sono sicura adorerete anche voi. Interessante anche il personaggio femminile, anch’esso diverso dal solito. Insomma, personaggi per niente banali e ben caratterizzati e una storia coinvolgente. Il wordbuilding è da sogno e l’impaginazione del cartaceo qualcosa di spettacolare, tra illustrazioni e decori a tema. Ho amato ogni singola pagina di questo libro e il finale mi ha pienamente soddisfatta. Ho letto praticamente tutti i libri dell’autrice, per questo posso affermare con certezza che questo è il suo lavoro migliore. Ho notato anche una maturazione nello stile di scrittura. Consiglio a tutti di leggerlo, non ne rimarrete delusi, promosso a pieni voti.
«Ricorda che sei flessibile e resistente come il bambù, in grado piegare il tuo destino».
✨Fin dalle prime pagine mi sono sentita catapultata in un mondo che mi ha ricordato tantissimo gli anime della mia infanzia, come Inuyasha e Guru Guru. Lo stile narrativo di Maria è sempre meraviglioso, cattura capitolo dopo capitolo. Si percepisce la cura dell’ambientazione asiatica in ogni descrizione dei paesaggi, nei templi e nei piccoli gesti quotidiani. Anche la scelta dei nomi mi ha conquistata. Ciascun nome porta con sé un significato profondo che arricchisce ulteriormente la lettura. ✨Ho amato tutti i personaggi, senza eccezioni. Ognuno ha qualcosa di unico, indimenticabile, e un ruolo fondamentale nella storia. Nulla da togliere al protagonista Shinai, che ho amato insieme a Kai e Maylin, ma se dovessi sceglierne uno, direi senza esitazione che Nobu mi ha conquistata più di tutti. È diventato il mio preferito, e non solo per il suo carattere (che è semplicemente irresistibile, sempre ottimista, divertente ). 😍 È uno di quei personaggi che ti porti dentro anche dopo aver chiuso il libro. 🥹 🏯L’isola degli immortali è una storia ricca di emozioni e sorprese, tra creature leggendarie e il desiderio di scrivere da soli il proprio destino.
Un fantasy scorrevole e trascinante, che ti cattura e invita a continuare a leggerlo, io l'ho finito in tre giorni, non riuscivo proprio a smettere.
Un'antica leggenda cinese narra di otto immortali che vivono su un'isola sospesa in mezzo al mare, ma solo chi è puro di cuore la può vedere.
Shinai, giovane ragazzo giapponese, è talmente affascinato da questa leggenda da essere sicuro che sia reale, ci scrive su addirittura la sua tesi di laurea, che però viene scartata, ferito nell'orgoglio lascia gli studi e si chiude in se stesso, ma quando decide di partire per la Cina, alla sua ricerca, il suo migliore amico, Nabu, sarà con lui; e poi ci saranno nuovi incontri tra cui la dolce Maylin.
Sarà un viaggio all'avventura, con pericolose insidie e scelte cruciali, incontreranno demoni, draghi e creature magiche, sarà un viaggio nel tempo e nello spazio, fuori e dentro di se.
Ma riusciranno i ragazzi a trovarea mitica isola?
per scoprirlo non dovete fare altro che leggere questo fantastico libro, vi assicuro che sarà un'avventura stupenda!
Ringrazio l'autrice per avermi concesso di leggere questo libro in anteprima, come sempre è stato un grande onore e piacere per me.
Una parola per definire questo romanzo... Magia .... La magia delle parole che creano un mondo dove perdersi e ritrovarsi.... La magia delle pagine che a poco a poco formano una storia al di là del tempo... La magia delle illustrazioni che compongono il romanzo, vere e proprie chicche da conservare e riguardare ogni volta che si vuole fare un sogno ad occhi aperti.... La magia della mitologia orientale che prende vita sotto la penna delicata e sensibile dell' autrice.... La magia che riesce a fondere amicizia, amore, famiglia, avventura e, perché no!, pericoli e sfide al limite dell' impossibile con una scorrevolezza incredibile.... La magia di una storia d' amore delicata come un fiore di pesco e tenace come le nevi del monte Fuji... Personaggi che resteranno impressi nel vostro cuore, con cui condividerete crescita personale e difficoltà sul cammino... Perché il destino non è nelle tue mani, non puoi sfuggirli ma puoi piegarlo come il bambù.... E questo, fidatevi, è il consiglio più grande, importante e vero che l' autrice lascia nella magia del suo libro...
Ho iniziato questa lettura spinta dalla curiosità sul titolo e sulla trama e mai mi sarei immaginata di rimanere rapita dalla scrittura di Maria, si perché mi ha talmente conquistato che ho continuato a leggere parola dopo parola, capitolo dopo capitolo e senza rendermene conto sono arrivata alla fine. La storia racconta di 𝙎𝒉𝙞𝒏𝙖𝒊 e della sua “ossessione” per la leggenda degli otto immortali, almeno questo è quello che pensano tutti, ma Shin è convinto che esistano, che non sia solo una storia e per questo parte alla volta della Cina per svelare la verità su questo antico mistero. Ma quello che parte come un semplice viaggio si rivela presto un’avventura porterà alla scoperta di molte verità e anche alla caduta di qualche mito. In questo viaggio però (per fortuna) non sarà da solo, con lui viaggeranno 𝐍𝐨𝐛𝐮 (amico d’infanzia) e 𝑴𝒂𝒚𝒍𝒊𝒏 una ragazza che incontreranno lungo il loro cammino ma che sarà fondamentale per portare a termine quella che d’avventura si trasformerà in una missione. Il trio però dovrà stare molto attento perché il nemico è sempre dietro l’angolo , pronto ad attaccare e a volte anche le persone fidate potrebbero non avere la coscienza pulita. Un viaggio alla scoperta di una leggenda
✍️🏻 Conosco Maria ormai da tempo e il suo stile per me ormai non ha più segreti, ma questa nuova storia mi ha portata a una nuova consapevolezza
👨👩👦 In una nuova avventura dove amicizia, famiglia e amore non mancano mai, si aggiungono anche pericoli, enigmi e sfide ultraterrene da affrontare, tutto per causa di una leggenda che accompagna il protagonista da prima che nascesse
📚 Una lettura piacevole, scorrevole, con colpi di scena che ricordano i film del Maestro Miyazaki e con citazioni familiari
🥰 Maria si riconferma come autrice adatta sia per un pubblico di ragazzi che di adulti, con storie che da fate e folletti si passa a leggende e mitologia orientale. Questa scelta all'inizio mi ha stupita, ma non avevo dubbi sulla sua capacità di scrittrice. Un libro molto bello e che consiglio per staccare da letture pesanti
Una leggenda antica, che si perde nella tradizione orientale, tra Cina e Giappone. Un monte sacro. Otto immortali, che hanno bisogno di aiuto.
"Gli otto hanno bisogno di noi. Una guerra sta per scatenarsi sulla Terra e noi forse possiamo fermarla, ma per farlo, dobbiamo raggiungere il monte sospeso sul mare."
Tre giovani, protagonisti di un viaggio fantastico. Pericoli, avventura, personaggi incredibili.
Ecco gli ingredienti del nuovo fantasy orientale di Maria Novella Giorli curato nella grafica, impreziosito da disegni (nella versione cartacea), con una trama originale e avvincente, capace di catturare l'attenzione del lettore fino all'ultima pagina.
«Ricorda che sei flessibile e resistente come il bambù, in grado piegare il tuo destino».
Arguzia, resilienza, buoni sentimenti, atmosfere zen e location ricche di descrizioni per una lettura scorrevole e appassionante.
Un fantasy dal sapore orientale che ci conduce tra Cina e Giappone, sulle tracce del mitico monte Penglai. Ciò che colpisce di più è l’atmosfera: le descrizioni degli ambienti e delle ambientazioni sono vivide, suggestive, e riescono davvero a trasportare il lettore in un mondo sospeso tra leggenda e spiritualità. Nonostante alcuni errori di battitura e dei personaggi che risultano un po’ piatti, così come una trama che procede senza grandi picchi, L’isola degli immortali rimane un’opera peculiare e interessante. È raro trovare nella letteratura italiana un fantasy che attinga con tanta coerenza e rispetto all’immaginario orientale, e questo la rende una lettura unica nel suo genere.
Un romanzo intenso e poetico che mescola mitologia orientale, avventura e introspezione. Shinai è un protagonista umano e profondo, il suo viaggio è una metafora potente della ricerca personale. Consigliatissimo per chi ama le storie spirituali, anime come Demon Slayer o Mulan, e i mondi sospesi tra reale e sovrannaturale.
Questo volume è un fantasy autoconclusivo dal forte sapore orientale e adatto ad essere letto a qualsiasi età. Niente spicy, né scene troppo macabre o spaventose, ma solo tanto amore, tanta crescita, tanta amicizia e ottimi messaggi da cui imparare e su cui riflettere.
Innanzitutto, bisogna sapere che questa storia prende spunto da molti elementi orientali: il protagonista è mezzo cinese e mezzo giapponese, il suo migliore amico ha in parti origini coreane... Insomma, più volte nel testo troviamo parole e concetti tipici di queste tre culture (e del loro folklore, soprattutto). Per me, che le amo e le ho studiate tutte e tre, i termini e i miti non erano nuovi; ma ovviamente non per tutti è così. Proprio per questo approvo molto il fatto che ci siano note al testo che aiutano i lettori ignoranti in materia a comprendere e conoscere di cosa si sta parlando.
Molto carine le illustrazioni e i dettagli interni, così come la copertina. Avviso che nel cartaceo le immagini sono in bianco e nero, mentre nella versione ebook non ci sono illustrazioni.
I personaggi principali (Shin, Nobu e Maylin) mi sono piaciuti tutti e tre. Devo dire che però mi sono affezionata più di tutti a Nobu, perché è una figura divertente ma anche saggia, leale e versatile in diverse situazioni. Poi mi è piaciuta molto la dualità rappresentata negli esseri divini: si associano gli déi alla perfezione, mentre qui si capisce bene che hanno anche loro la loro parte corrotta e meschina, e che sbagliano proprio come fanno gli umani.
L'unico appunto un po' negativo secondo me è che certe scene (specialmente alcune agli inizi del libro, come quelle all'università di Maylin) risultano un po' troppo inverosimili e forzate, per via della fretta con la quale avvengono i fatti. Le scene di viaggi nel tempo, invece, (che sono canonicamente difficili da scrivere senza lasciare dubbi o buchi di trama) qui sono state rese abbastanza coerenti, filavano bene.