Nel 1991, Ervin è solo un ragazzino albanese che, quasi per caso, si imbarca assieme al suo amico Roland su una nave dirottata e diretta verso l'Italia, attirato dall'idea di bellezza e di cambiamento che questo paese sembra regalare a chi vi arriva. Ma il viaggio è tutt'altro che piacevole; è una lotta alla sopravvivenza, una battaglia continua per non soccombere alla fatica e alla stanchezza. Una volta giunto sulla terraferma, Ervin cerca cibo e acqua e si imbatte in Luca, un ragazzino del paese, giunto nei pressi del porto assieme al padre per aiutare le persone appena sbarcate. Tra i due nasce immediatamente un reciproco senso di protezione e supporto; Luca cerca di aiutare Ervin nella ricerca di cibo, Ervin si fida di Luca ed entrambi, pur parlando lingue differenti, si appoggiano l'uno all'altro.
Dopo quella notte di reciproca assistenza e compagnia, le vite dei due ragazzini si separano ma, nonostante gli anni trascorsi, resteranno sempre l'uno nel cuore dell'altro.
Questo breve romanzo è la testimonianza di un evento storico impressionante avvenuto nell'agosto 1991 in cui un numero altissimo di albanesi cercò riparo e salvezza in Italia. In queste pagine, pur romanzate, viene esplicitata la disperazione e la speranza di queste persone, la voglia di rinasciate e la fiducia verso un paese forse troppo idealizzato e venerato. Lo stile di scrittura risulta abbastanza fluido e scorrevole e la vicenda narrata si presta ad essere letta anche da lettori di giovane età.