Una porta spalancata, un paio di scarpe da tennis azzurre, l'odore acuto di disinfettante: nella stanza, una ragazza uccisa da venti coltellate. Un'altra ragazza, giornalista in una radio privata, sta conducendo un'inchiesta sulla violenza contro le donne. E quando scopre che la vittima abitava nel suo stesso palazzo, si sente coinvolta direttamente e inizia una sua personalissima indagine sull'omicidio. Che non può restare separata dall'inchiesta sulla violenza. Perché, infatti, tante donne sono violentate e uccise? Perché, così spesso, aprono volontariamente la porta a chi poi le assale? Perché la loro paura di parlare è tanto importante per chi le stupra? Solo alla fine queste domande otterranno una risposta: imprevedibile e sconvolgente.
Dacia Maraini is an Italian writer. She is the daughter of Sicilian Princess Topazia Alliata di Salaparuta, an artist and art dealer, and of Fosco Maraini, a Florentine ethnologist and mountaineer of mixed Ticinese, English and Polish background who wrote in particular on Tibet and Japan. Maraini's work focuses on women’s issues, and she has written numerous plays and novels.
Alberto Moravia was her partner from 1962 until 1983.
Una cinquecento rosso ciliegia matura. Una colonia di gatti. Il profumo dei tigli in fiore. Un paio di scarpe da tennis azzurre. Una giornalista radiofonica. Una donna assassinata. Un commissario. Michela è il nome della prima. Angela, quello della vittima. Adele, il commissario guiderà le indagini. Attorno una rosa di personaggi, di avvenimenti e la lacerante realtà della violenza sulle donne.
Scritto indubbiamente bene, con grande capacità descrittiva. Rimane però (a mio avviso) sempre un po’ sospeso. Forse da una grande penna come D. Maraini, mi aspettavo che lacerasse la pagina fra le parole per aprire un varco a riflessioni profonde sul tema del femminicidio.
Mi ha molto colpito, invece, il suo modo di descrivere le voci, le sfumature, i colori, i cambi di modulazione e ritmo di questo strumento naturale che penetra l’animo di chi ascolta. Talvolta con innocente autenticità, talaltra con seducente ambiguità. “Le voci sono corpi in moto e hanno ciascuna l'ambiguità e la complessità degli organismi viventi…”
In conclusione, un romanzo giallo, scorrevole e ritmato. Non un capolavoro, ma una lettura piacevole, intelligente e in crescendo. L’ultima parte l’ho trovata notevole. Una buona compagnia per il fine settimana.
Un misterioso omicidio accoglie Michela Canova, giornalista radiofonica, al ritorno nel suo appartamento romano dopo una breve assenza, quello della bella e fragile Angela Bari, sua vicina di casa; così, incaricata di scrivere un'inchiesta sulla criminalità urbana, Michela viene coinvolta emotivamente dal caso e finirà per collaborare con la polizia alla scoperta della verità, che verrà fuori pian piano, dettaglio dopo dettaglio, in maniera oscura, nebulosa e imprevedibile. Questa semplice trama fintamente gialla è in realtà un pretesto per parlare della violenza nei confronti delle donne, per riflettere sulla condizione femminile in generale e per esplorare gli aspetti più oscuri e reconditi dell'animo umano, attraverso la metafora delle voci di cui si parla nel titolo...le voci registrare a nastro e con le quali Michela è abituata, per professione, a muoversi ma in realtà spie di emozioni, stati d'animo e tracce di dubbi, mezze menzogne, segreti non confessati. In conclusione un giallo-non giallo di taglio decisamente italiano e di mediocre qualità: si lascia leggere con estrema facilità ma certamente non brilla nella produzione dell'autrice, che ci ha lasciato lavori migliori.
Dacia Maraini è una donna, che conosce bene le donne, che scrive bene di donne, ma che non per questo ignora l'animo maschile. Se così non fosse non avrebbe mai potuto scrivere "Voci", un giallo costruito intorno alla carriera giornalistica di Michela Canova e alla vita privata della stessa. Un giorno ammazzano la sua dirimpettaia, quello dopo il direttore della radio presso la quale lavora le affida una trasmissione sui crimini compiuti su donne insoluti. Come una bizzarra danza del destino, iniziano ad affaccendarsi intorno a Michela le figure che popolavano la vita di Angela Bari, la vicina morta ammazzata della quale non si preoccupò quando ancora viva, e che la costringe a non preoccuparsi d'altro da morta. E per Michela, queste persone non sono che voci, voci che rimangono impresse sul suo registratore, voci ammalianti, bugiarde, sincere, amanti e omicide. Un'eredità del lavoro alla radio, ma anche un modo di intendere le persone, quello di smaterializzarle per identificarle di tutto con la loro stessa voce. E così, prostitute, lenoni, parenti naturali e acquisiti della morte, nella caccia all'assassino diventano per la protagonista assillo e passione, preoccupazione è bisogno. E mai che la Maraini si conceda parole turpi e svergognate come femminicidio, ma che si scada nell'analisi banale e sterile di ciò che accade quando un uomo uccide una donna. Perché qui le analisi diventano delicatezza, sia anche pungente, ma pudore, rispetto, tentativo di comprendere cosa spinga la mano di un uomo ad abbattersi su una donna, ma senza tentativi di stigmatizzazione. Perché ogni omicidio è una storia a sé, e ogni donna morta anche. Via i martiri, le santificazioni, Angela Bari morta ammazzata per mano ignota viene studiata nella sua singolarità. E viene studiata appunto tramite le voci delle persone che Michela dovrà ascoltare. Un giallo che corre sul doppio binario della scoperta della mano omicida e del tentativo di comprendere la consistenza delle voci, la credibilità delle stesse e il modo in cui bisogna valutarle.
Il romanzo è un giallo: la protagonista (Michela Canova) lavora in una radio e per via di un’inchiesta sul femminicidio commissionatale dal suo capo si ritrova ad indagare, registratorino alla mano, sull’omicidio della sua vicina di casa.
Malgrado la partecipazione e l’interesse di tante ascoltatrici, il compito non è semplice: la polizia le dice che non è possibile avere statistiche precise sugli atti di violenza contro le donne perché “da noi non si fanno distinzioni di sesso, sono considerati crimini e basta”, nonostante sia evidente l’esistenza di un problema specifico (le verranno rifilati dei dati statunitensi).
La quotidianità della stessa Michela è costellata da tutta una serie di micro-aggressioni da parte degli uomini, episodi che le scivolano via quasi non notate: il capo le parla di lavoro giocando con un posacenere a forma di donna nuda; uno sconosciuto in ascensore “capisce forse che ho paura e ride di me”, il collega insiste perché vada a prendere dei documenti da casa sua anziché portarli in ufficio, un tipo le si piazza davanti con l’auto impedendole di passare e mentre Michela è costretta ad una serie di complicate manovre la schernisce (“Imbranata come tutte le donne”).
La morte di Angela ed il clima di violenza in cui tutti i personaggi femminili si trovano invischiati si intrecciano inevitabilmente, tanto più che ad intermezzi regolari vengono proposti pizzini (parti dell'articolo) con i nomi e le circostanze in cui donne e bambine sono state uccise nel corso degli anni: “Sono sola col mio registratore e tante VOCI che incalzano, premono. Fanno un gran chiasso queste morte ammazzate e non so da chi cominciare”.
Ascoltare questo libro, credo mi abbia aiutata ad apprezzarlo ancora di più e credo che il titolo "Voci" spieghi benissimo il perche..Le voci si ascoltano e la nostra protagonista Michela ama le voci, tanto da farne la sua professione.. Si troverà immischiata in un giallo in cui sarà lei a dover scoprire cosa si nasconde dietro la morte della sua vicina di casa.. Avrete capito che si tratta di un giallo.. Leggere questo libro sussurrato e scritto benissimo mi ha fatto conoscere la grande penna di Dacia Maraini, innamorandomene... Merita, io non amo i gialli ma questo scavando nelle relazioni dei loro protagonisti mi ha catturata..
O intrigă de roman polițist folosită ca pretext pentru a vorbi despre violența împotriva femeilor și despre crimele care de cele mai multe ori scapă nepedepsite. Intenția e generoasă, însă povestea este însăilată foarte neglijent, personajele sunt un amalgam de trăsături din care rezultă niște caricaturi incoerente și prea puțin credibile, frazele sunt pompoase și pline de epitete și adjective care obosesc cititorul. Slabă, obositoare, plictisitoare.
Un libro interessante, si parla dell'omicidio di una amica della giornalista Michela. Un testo che scorre, che cattura il lettore e che spiega tante cose e tanti sentimenti nascosti, perché dietro la "normalità" apparente si trova sempre qualcosa che non è così. La narrazione non mi ha coinvolta molto ma in complesso è un buon libro. Letto su consiglio
Essendo il primo libro della Maraini mai letto mi risulta difficile confrontarlo con altri suoi scritti. Romanzo particolare, ritmo abbastanza incalzante, la scrittura non è nelle mie corde, mi verrebbe da dire leggermente antiquata e arzigogolata dove si potrebbe evitare. Sono rimasta interdetta dal finale, me lo sarei aspettato diverso. Si legge scorrevolmente
la Maraini ha una scrittura così scorrevole e serena, che fa pensare ad un fiumiciattolo di montagna, che scorre qui veloce, qui lento. In parte si nasconde in zone lontane dai sentieri, e se si resta in silenzio si può sentirne lo scorrere sui sassi; è dove solo gli animali selvatici possono raggiungerlo e dissetarsi. All'improvviso però il percorso lo pone vicinissimo ad un sentiero battuto, chi passa non può resistere alla tentazione di immergervi le mani. E quando ci hai messo le dita e lasci scorrere l'acqua leggera, freddissima e trasparente sulle tue mani, senti di essere parte di quel bosco. In questo caso ci si abbandona al racconto, leggero ma anche dettagliato dei personaggi di questo giallo
Le voci sono corpi in moto e hanno ciascuna l‘ambiguità e la complessità degli organismi viventi
La trama non è originalissima ma funziona, anche se sembra chiaro che ci fosse più un’urgenza di parlare di un tema caldo (allora come ora) che una storia da raccontare. Nonostante alcune soluzioni siano piuttosto telefonate, non inficiano la gradevolezza della lettura. Il problema più grosso sono i dialoghi dei personaggi, pieni di lessico ardito e citazionismo, che sembrano spesso troppo costruiti, fasulli. Un giallo quindi senza infamia e senza lode, pur avendo interessanti spunti.
Michela Canova lavora ad una radio privata e le viene chiesto di condurre un programma riguardante i delitti contro le donne, in particolare quelli irrisolti. Curiosamente lo stesso giorno, di ritorno da una conferenza a Marsiglia scopre che la sua dirimpettaia è stata brutalmente ammazzata e il suo assassino è a piede libero. Michela vuole saperne di più, e comincia ad intervistare le persone più care alla vittima registrando e collezionando le loro voci, fino a farsi coinvolgere nell'indagine. Una scrittura piacevole e scorrevole, ma l'andamento è piatto e il finale è lasciato a metà, così come le riflessioni sulla violenza contro le donne.
Non leggo molti gialli, per lo più mi annoiano o comunque non mi piace l'aria di attesa e sospetto che permea le pagine.
Questo libro non è solo un giallo, è anche una storia che si ripete nella realtà: femminicidi, abusi, stupri. Questo libro racconta la storia di tante vittime, vittime di una mano maschile e della mano del patriarcato. Di una persona che uccide per possesso, per mania di controllo, per il concetto di mascolinità che ancora è richiesta ad un uomo.
Un giallo bello, ma soprattutto un racconto veritiero e di denuncia.
Ein interessanter Roman, der eigentlich nur das Krimi-Genre benutzt, um den gezeigten Charakteren eine Stimme zu verleihen. Stimmen sind das Motiv. Sie verstehen und interpretieren zu können, das ist die Kunst. Die Autorin schafft es, auf eigene Art den Charakteren das zu verleihen, was als Aussage über sie selbst genommen werden kann oder eben auch nicht. Sehr ungewöhnlich, da es am Ende nicht mehr um die Auflösung des Falles geht, sondern vielmehr darum, wer wer ist oder war, und warum sie taten, was sie taten.
I was so gripped, so immersed, Dacia Maraini is a formidable and exceptional writer. Even in translation the power of her use of language and words reverberated. The ending was agonising because it was curtailed so swiftly, I furiously disagree with the author on who was behind the murder- this is the power of her writing! I want to turn it over and start reading it again immediately.
Loved this book. One of my favorites. Great story, a mystery yet insightful into the human condition specifically the violence against women. The story of an investigation into a brutal homicide of one woman by another.
Mračna knjiga i teška tematika. Malo previše ponavljanja, vjerojatno se htjelo prikazati da svaka strana ima svoju verziju priče, ali radnja je zapravo štura i stalno se vrti jedno te isto, samo različite varijacije rečenica, razvučeno.
Voices from Italian author Dacia Maraini is the story of a radio personality who becomes swept up in the investigation surrounding the murder of her neighbour. As a crime novel, it’s interesting and different, and that’s partly due to the characters involved and partly due to the fact that the main character never sees herself as a sleuth.
Michela Canova returns home from a work-related trip to Marseilles and immediately picks up the vibe that something is wrong; the doorkeeper and her husband are absent from their usual positions at the porter’s lodge, and there’s a strong smell of disinfectant in the air. Michela learns that her neighbor was murdered five days earlier, “twenty stab wounds in a frenzied attack.” Nothing was stolen and there are no indications that anyone broke into the apartment located on the building’s top floor. The conclusion is that the victim opened the door to the killer on the night of her death. In the aftermath of the shocking news, Michela tries to dredge up memories of the dead girl:
A woman living behind the door opposite to mine and I did not even know her name. I would meet her sometimes in the lift. I would look at her much as one looks at someone in a train or a bus, with a feeling of guilt for my ill-manner curiosity.
The murdered girl, Angela Bari, led a strange life. She was supposedly a part-time actress, but she seemed unemployed, so how did she manage to live so well? Why did she keep a strange schedule, returning home so late at night? When Michela, who is especially talented when it comes to voice recognition, listens to her answering machine, she’s certain that Angela left two interrupted messages. Already deeply troubled and feeling involved in the murder of Angela Bari due to proximity and a feeling of guilt that she failed to befriend her neighbor, Michela becomes obsessed with finding the truth about the dead girl. Coincidentally, the director of the radio station, Michela’s boss asks Michela to create a “series of forty programmes about crimes against women.” The programme is designed to appeal to the station’s women listeners as well as address the social issue and the shocking statistic that “65 percent of crimes against women go unpunished.” Michela takes the job and while she is supposed to be working on the issue of crime against women from a broad perspective, most of her efforts are directed towards the life and death of Angela Bari.
Michela isn’t a detective, but she rapidly discovers some glaring inconsistencies about Angela’s life; everyone seems to have a different opinion about who and what she was, and there are times when Michela wonders if people are even talking about the same girl.
Perhaps the most bizarre statements come from Angela Bari’s own family–the very people who are expected to have known her the best. Angela’s sister, Ludovica Bari took her sweet time arriving at the Angela’s apartment when she was notified of her sister’s death, and she “seemed more irritable than grief-stricken.” Angela’s mother, a neurotic recluse, isn’t interested in solving her daughter’s murder and argues, while passing the chocolates, that “one should leave the dead in peace.” Angela’s smooth, charismatic boyfriend, Carlini tells Michela that people “are made up of so many different strands, so many different layers of truth.” and that Angela was full of contradictions.
The novel swings back and forth from Michela’s focus on Angela’s case to crimes against women in general–with the constant motif of voices. Michela trusts her knowledge of voices, but in this case, is she correct? Voices is not a suspenseful, action-packed read, and instead, while there are periodic threats, there’s an underlying philosophical thread about women as victims of violence and crime as a social phenomenon.
Voices is not perfect. While the motif of voices is used repeatedly in the novel to good effect, the author tries to make a larger statement about violence towards women, and this is too big a subject for this book, so the attempt is only partly successful. Some of the book’s message about violence towards women comes through the character of Adele Sofia, Commissioner of Police, but there are passages in which Michela reads case summary after case summary of the unsolved brutal crimes against women and children. While Michela’s research into the subject of violence towards women is a nice segue into the investigation of Angela’s death, the information load detailing various crimes doesn’t add a lot to the plot.
Angela Bari is dead when the novel begins, and yet she remains a strong, yet strangely and sadly elusive presence throughout the course of the book. Michela’s connection with her neighbor makes for an intriguing, not gripping, read. While the solution of the murder is of paramount importance to Michela, the book at times includes some anticlimactic moments which seem deliberately created to veer this book away from nail-biting suspense. As a crime novel, it’s another example of how an author can tackle crime through a different, refreshing perspective.