dico che, come la maggior parte delle persone non belghe, ha acquistato il libro dopo aver visto e amato il film di Koen Mortier.
mi ero super incuriosito, quel film mi aveva sorpreso, stupito, ero tutto quanto sovraeccitato.
non so come cazzo esprimere il godimento visivo e fisico che provavo da tutto quello sporco e marcio.
per non parlare del divertimento.
diciamo che mi parlava e così ho deciso di comprare questo libro.
beh… ho preferito di più il film, e per la prima volta.
non ho mai sentito vicini i componenti della band, la scrittura era fin troppo scorrevole, a volte tanto accelerata. capisco creare un’opera piena di cinismo, nichilismo, un’opera scorretta sconcertante e immorale, decadente, putrida… ok! e da questo ci sta che deve risentirne la prosa. (e chiaramente so che è condita da un messaggio più profondo, messaggio del quale non sto qui a spiegare, un po’ per la sua componente relativa e un po’ per una mia intimità). opera super divertente, anche. però il film riesce a comprenderla e a superarla. lì ti arriva tutto come una botta. eleva il messaggio, lo espande, dona ai personaggi una vita nuova, più profonda. se nel libro l’insignificanza è continua, questa perche parte dal narratore, e si espande in TUTTO, nel film l’insignificanza sta nei valori, nella morale ma mai con uno sguardo estremamente cinico. anzi. il cinismo è una condizione. prendete il finale per esempio. che cazzo di finale. quanta vita dona ai personaggi, e quanto ti fa riflettere il modo (il caso, il destino, l’ineluttabile, lo sconforto). nel libro, il troppo stroppia. nel film tutto è ben condensato, tutto è così equilibrato, il film sveglia.
il libro, non so, fallisce un po’ nel suo intento, e può essere interpretato male.
poi boh, ho scritto tutto un po’ col cuore, tutto un po’ così, per mettermi alla prova e per esprimermi, quindi boh.