2.75
UHMMMMMM
Allora, è complicato da spiegare, ma per questo libro non avevo esattamente delle aspettative, o delle previsioni: l'ho preso un po' a scatola chiusa - ammaliata per lo più dalla copertina e dalle illustrazioni interne, lo ammetto, ma anche dalla curiosità suscitata dal personaggio di Madre Shipton che non avevo mai sentito nominare prima dell'uscita di questo libro.
Quindi, in pratica, non avevo aspettative ma mi ero comunque fatta un'idea di quello che avrei trovato in questa storia, che già dal titolo si presenta come "La VERA storia di Madre Shipton". E invece questa "vera storia" non l'ho trovata. Non l'ho sentita.
La narrazione, lo stile di scrittura, non li ho trovati poi così di impatto o innovativi. Sarà che ormai leggo da una vita, ma la scrittura dell'autrice non mi è parsa niente di nuovo: usa spesso figure retoriche e crea frasi per lo più poetiche e profonde per portare avanti e rafforzare questa idea di magico attorno alla protagonista, Ursula, ma non sono niente di nuovo, le si ritrova facilmente in qualsiasi altro romanzo fantasy che cerca di essere più profondo di una pozzanghera ogni tot. E inoltre l'ho comunque trovata una narrazione troppo superficiale in generale, non era "completa", né da un punto di vista narrativo né in riferimento al contesto storico generale - seppur faccia riferimento diverse volte alla questione delle streghe e a come le donne in generale venivano viste e trattate all'epoca, non erano argomenti che risultavano martellanti e seriamente opprimenti per tutta la storia. Mi è sembrato quasi che l'autrice desse per scontato che i lettori sapessero già troppo bene come fosse la situazione all'epoca e che quindi non ci fosse bisogno di rafforzarla ulteriormente all'interno del romanzo, cosa che invece avrebbe probabilmente aiutato a rendere l'opera più completa e compatta. Più solida. Invece in generale manca sempre quella grinta in più che avrebbe reso questo prodotto ottimo al 100%. Secondo me una storia del genere meritava più profondità e quasi pesantezza con temi del genere, ma anche uno sforzo generale ulteriore per rendere il romanzo più "concreto", più forte e non solo un resoconto quasi vuoto e a tratti addirittura quasi noioso. Era una cronaca stanca, veloce e superficiale di quello che accade nella vita di Ursula, raccontata con troppa semplicità e con poca sostanza - inoltre l'autrice stessa ammette nella nota a fine volume che, seppur esistano diverse testimonianze in riferimento a Madre Shipton, nel suo libro si è focalizzata solo su alcuni aspetti della sua vita e molti altri presentati nel suo romanzo erano sue libertà artistiche (Che per carità, okay, è un romanzo, una versione romanzata, ci sta riempire i buchi di quello che storicamente manca inventando cose [che però dovrebbero essere in linea o comunque sensate nel contesto generale e in base a quello che di sicuro si sa]. Ma se poi, appunto, quasi inventi tutta la seconda parte del romanzo e racconti in modo superficiale e limitato solo alcuni momenti più salienti della biografia di questa donna, quanto può essere questa, allora, la sua "vera storia"? Non so. Forse mi sono posta io nel modo sbagliato davanti a questo libro. Vabbè)
Un aspetto che però ho apprezzato, comunque, è stata la scelta dell'autrice di usare due punti di vista narrativi per ciascun capitolo: la prima parte di ognuno di questi era da un punto di vista esterno, narrato in terza persona anche se molto spesso focalizzati su un personaggio nello specifico, dando così la possibilità di vedere un quadro (un po') più completo (seppur comunque ancora troppo limitato) della situazione, per poi passare alla seconda parte dello stesso capitolo che era invece affidata alla voce di Madre Shipton stessa, offrendo la sua versione dei fatti e mostrando più da vicino il modo in cui lei ha affrontato suddetta situazione con l'aiuto della magia e della natura attorno a lei. L'ho trovato un espediente interessante: era, appunto, buono avere una doppia visione della stessa situazione, che passa da un quasi-megaverso ad un miniverso - non avrò apprezzato al massimo il prodotto finale generale, ma questa scelta mi è piaciuta parecchio.
Inutile dire, ovviamente, che sono stata una grandissima fan anche delle illustrazioni interne - i tratti e soprattutto il fatto che le illustrazioni fossero colorate con gli acquerelli hanno aiutato il volume a dare quell'idea di mistico e fantastico del folklore inglese
In sostanza, l'edizione era ben studiata e molto in linea con in progetto generale, ma purtroppo, personalmente, la scrittura non mi ha entusiasmata abbastanza da farmelo apprezzare fino in fondo.