La gioia è un'emozione fragile e leggera, che si avvicina alla letizia, e in lei ogni tanto si confonde. Essa ci fa vedere ciò che di positivo e di luminoso c'è nelle persone, non solo quindi i lati negativi e umbratili. La gioia è una delle emozioni piú belle e nobili della nostra vita, e anche una delle piú spirituali.
La gioia, ci racconta Eugenio Borgna, è un'emozione fragile e leggera, che si avvicina alla letizia, e in lei ogni tanto si confonde. Pur nella sua friabilità e delicatezza, è uno straordinario potere che possiamo far nascere nella nostra interiorità: ci consente di capire che in ciascuno di noi luci e ombre si alternano, si mescolano, e anche che le ombre si diradano solo se sappiamo andare incontro agli altri con gentilezza e con delicatezza, con tenerezza e con amore. È un cammino di speranza, dunque, quello indicato dal maestro della psichiatria gentile in questo mirabile testo, consegnato all'editore poco prima di lasciarci. Conclude il libro un toccante ricordo di Vittorio Lingiardi, che scrive, tra l' «Per Borgna la gioia è anche, basta averlo letto una volta per capirlo, l'incontro con le parole, o i silenzi, dell'altro che ci aiutano a dare un senso alla vita».
"La condizione della gioia è questa: venire dai fatti e tra i fatti volare come un’aerea intercapedine. Non perché non si radichi nelle cose, ma perché le travalica, perché è fatta di una palpebrante volatilità. La gioia è sempre in condizione di crearsi un varco e di sprigionarsi, di esprimersi."
Borgna scrive con una voce che sembra venire da un punto remoto dell'anima, eppure lo fa senza clamore. Impiega una naturale grazia capace di sedimentarsi nel cuore di chi legge. La gioia di cui parla non è da confondersi con l'euforia, né con la felicità a buon mercato. È uno stato di veglia. È respiro che si fa consapevole, un corpo che si lascia attraversare dal mistero. È il contrario del possesso. Ci sono pagine che sembrano appunti caduti da un taccuino di viaggio, altre che assomigliano a una preghiera laica. C’è il tentativo, riuscito, di portare il lettore a contatto con quella sottilissima linea dove dolore e bellezza si toccano. Leggendo questo piccolo libro, si ha la certezza che la vita, sia sempre capace di trovare il proprio centro.
«La gioia femminile non si può nascondere, non si può mascherare facilmente: gli occhi parlano e sorridono, piangono e contagiano, si illuminano d'immenso e di nostalgia, e non si spengono, nemmeno quando lo vorremmo. La gioia rende piú aperti a cogliere gli aspetti positivi della vita: smorzando le ferite dell'anima, e ridando luce alle ombre e alle penombre della vita. Sí, anche nel rivivere una emozione cosí fragile e cosí eterea come è questa della gioia, riemergono quelle che sono le concordanze e le discordanze fra il mondo della vita femminile e il mondo della vita maschile, in questo ultimo ci si può vergognare di piangere e di rivivere una emozione fragile: la fragilità nel mondo della vita maschile tende a essere considerata un sintomo di debolezza.»
4 ⭐️ Eugenio Borgna è stato un grandissimo psichiatra e scrittore. Le sue parole ci fanno capire, in questo suo libro, cos’è la vera gioia e come riuscire ad aiutare gli altri nell’ottenerla, ossia: ascoltare. Grazie ancora per i tuoi libri, si parlerà tanto di te.
Impossibile non apprezzare Borgna, a chi interessa gli argomenti che tratta nei suoi saggi. Un piccolo ma grande libro da tenere vicino e leggere una pagina quando ne viene voglia.