Un libro che chiede lentezza.
La gatta Pipistrello, più che un dettaglio, diventa compagna silenziosa e custode della malinconia, presenza discreta nei momenti di fragilità.
Il cuore del racconto è Minorca, non solo un’isola ma un vero posto dell’anima: luogo dove il tempo rallenta e i ricordi possono riaffiorare. Leggendolo, nasce la domanda su quale sia il nostro luogo interiore, quello che ci accoglie e ci riflette.
Tra paesaggi e memorie emergono anche le persone incontrate: figure a volte appena accennate, ma che restano come tracce profonde, pronte a riaffiorare quando meno ce lo aspettiamo.
A legare tutto è una malinconia dolce e una nostalgia che consola: ciò che è passato non torna, ma continua a vivere dentro di noi. La memoria, per Nooteboom, non è un peso ma un dono, la prova che ciò che abbiamo vissuto ci ha resi ciò che siamo.
Alla fine resta la sensazione di aver abitato un luogo intimo, fatto di immagini, incontri e riflessioni, un invito a fare pace con il tempo e con la nostra stessa nostalgia.