Non un libro contro l’amore, i legami affettivi, i rapporti. Piuttosto un testo che si interroga sull’istituzione matrimoniale e su dinamiche di coppia che da un po’ hanno smesso di funzionare. Partendo dalle tante domande e dai dubbi che l’osservazione di modelli anche celebri di coppie apparentemente consolidate suscita, un invito a ripensare alla vita affettiva e amorosa che non contempli per forza matrimonio, figli e convivenza.
Laura Gramuglia da anni racconta le vite e i percorsi di artiste complesse e rivoluzionarie; storie spesso segnate dalla lotta per l’affermazione del proprio talento e della propria personalità, e dalla difficoltà di conciliare questo percorso con la vita personale e sentimentale, in un ambiente tenacemente patriarcale. Anche per questo ha concepito questo nuovo libretto come una mappa, una raccolta di storie e protagoniste che vale la pena conoscere prima di procedere alla volta di strade arcinote, rotte fin troppo navigate. Contro il matrimonio è anche il saggio di formazione di una donna che arriva a quel periodo specifico della vita in cui la presenza o l’assenza di una persona accanto, o di prole, è inevitabilmente al centro di un’indagine che per ovvie ragioni non può più essere procrastinata.
Vorrei sapere chi ha commissionato questo libro e se l’editore era in vacanza quando l’hanno mandato a stampare? Un’accozzaglia di temi, persone, storie senza nè capo nè coda. Da Whitney Houston a Fran Leibowitz passando per, boh, Hillary Clinton? In tutto questo dove si parla di matrimonio e in che senso si tratta di una guida sentimentale? Sono molto confusa dal senso di questo libro.
Una serie male assortita di persone e storie senza alcun senso logico. In tutto questo non capisco in che senso sarebbe un manuale contro il matrimonio e/o una guida sentimentale, visto che il matrimonio e l'istituzione che rappresenta vengono a malapena sfiorati. Gli alberi (e le femministe) si vendicheranno?
Ho letto questo saggio con grande piacere, velocemente, tornando indietro a rileggere, segnandomi i passaggi salienti e consultandone la nutrita bibliografia.
Con "Contro il matrimonio", Laura Gramuglia firma un saggio brillante, colto e intimo che decostruisce con ironia e lucidità uno dei pilastri della cultura patriarcale: l’istituzione matrimoniale. Sotto forma di guida sentimentale, il libro attraversa secoli di norme, narrazioni e aspettative per mostrarne il carico ideologico, ma anche per offrire alle lettrici — e ai lettori — un’alternativa desiderante, affettiva e politica.
Non si tratta di una condanna dell’amore, bensì di una riflessione sul modo in cui la promessa coniugale ha funzionato come dispositivo di controllo dei corpi e dei desideri femminili. Gramuglia intreccia riferimenti storici e culturali con esempi tratti dalla musica, dalla letteratura e dal cinema, costruendo una genealogia sentimentale che va da Mary Wollstonecraft a Beyoncé, da Sylvia Plath a Miss Piggy. Il risultato è un testo accessibile che traccia genealogie sentimentali multiple, costruendo mappe emotive di percorsi alternativi.
È un libro che intercetta un'esigenza diffusa: quella di interrogarsi su come costruiamo legami e su quali modelli ci affidiamo, spesso senza metterli davvero in discussione. Il rifiuto o la ridefinizione del matrimonio non vengono presentati come atti provocatori, ma come scelte consapevoli, maturate nella quotidianità di esperienze che non si lasciano più tradurre in formule universali. Con uno sguardo ironico ma partecipe, Gramuglia invita a considerare altre forme di intimità e convivenza, meno codificate e più aderenti ai desideri di chi le vive.
Molto, troppo, derivativo. Un po’ caotico, il titolo secondo me è sbagliato, se l’avessero pensato e confezionato in maniera diversa sarebbe stato meglio. Una stellina in più bel la bella e variegata bibliografia.