Immanuel Casto, cantante dissacrante e nuovo principe del porn groove, dopo tre giochi di carte, dà vita al fumetto SQUILLO - The Comic. Deborah, neolaureata in legge ma che sogna qualcosa di più, e Lola, troia per scelta, sono le protagoniste di una storia che, al pari delle canzoni del Casto Divo, sconvolgerà i benpensanti.
Vi si è staccata la mascella? Bene, è un ottimo inizio.
Squillo è "il primo gioco di carte dedicato allo sfruttamento della prostituzione". Ideato dal cantante Immanuel Casto, ne è rivestito del medesimo stile: più che satira di denuncia, trattasi di un rispecchiamento goliardico e senza filtri di quello che è lo spirito italiano contemporaneo. Ne nasce così anche un fumetto, il cui numero zero orgogliosamente mi sono assicurato di possedere. Tra fumetto erotico e striscia satirica, Squillo - The Comic restituisce la triste immagine dell'Italia contemporanea: Deborah è una ventenne neolaureata in economia, relegata al servaggio dell'età contemporanea (ovvero, lavora in un call center), stanca e sfiduciata. Al limite della pazienza, accetta la sfida con se stessa e si butta nel più redditizio mondo della prostituzione d'alto bordo. "Perché lavorare in un call center, quando puoi fare pompini in Costa Smeralda?" recita una celeberrima canzone di Casto. Ma lasciamo per un momento lo spirito più social-politico del fumetto, e immergiamoci direttamente nel suo spirito più goliardico: il fumetto si apre con una scena porno, ma manifesta subito l'entità del suo geniale travestimento da fumetto erotico con delle parodiche onomatopee. La storia prosegue tra i toni del tragicomico e del surreale, fino a quando, contro tutte le logiche fumettistiche e i buoni insegnamenti, lo stesso autore Immanuel Casto irrompe sulla scena, in un'apoteosi finale che introduce la giovane Deborah, in arte Analia, nel suo club post-templare dedito alla prostituzione. Non sarà il disvelamento di Grant Morrison nel suo "Animal Man", ma rivela comunque la portata di un prodotto che non è solo una burla ben riuscita. Spendo anche qualche parolina per l'illustratore: i disegni sono gradevoli, puliti, il tratto è personale, sorprendentemente mai volgare.
E ora, che aspettate? Comprate, leggete e diffondete il Verbo!