Se davvero c'è qualcosa che accomuna l'esistenza di tutti gli abitanti di Tokyo, che vivano nella frenesia delle zone più centrali o nelle aree più periferiche, è il treno. Molto più di un semplice mezzo di trasporto, è un tassello indispensabile nella quotidianità dei local, ma anche dei tantissimi turisti che arrivano da ogni angolo del mondo per ammirare con i loro occhi le meraviglie di questa terra. Ecco perché Tommaso Rossi, da anni punto di riferimento per gli italiani interessati a visitare il Sol Levante, ha scelto proprio il treno per raccontare la città in cui vive e che ama alla follia, anche nelle sue contraddizioni. Seguendo la linea Yamanote, una delle più importanti della metropoli, ci porta alla scoperta di quartieri già noti e scorci più defilati, fra templi, negozi, ristoranti, parchi e mercati tradizionali. Al suo fianco, una fermata dopo l'altra, vedremo sfilare sotto i nostri occhi i luoghi simbolo del mondo pop giapponese (manga, anime, videogiochi, idol); i distretti in cui nascono ogni giorno nuove tendenze; le zone con la night life più vivace e trasgressiva; e poi ancora palazzi altissimi e bellissimi, progettati da archistar di fama mondiale; vicoletti nascosti pieni di locali dal sapore autentico; insegne luminose che rischiarano la notte; strade residenziali immerse nel silenzio, sormontate da grovigli di cavi elettrici... Lungi dall'essere una semplice guida turistica, Tokyo in treno è un racconto sincero e sentito che sa mescolare informazioni pratiche e note di colore, aneddoti personali e gustosi retroscena che permettono di capire più a fondo la storia, la cultura e le tradizioni del Giappone. Un viaggio unico e arricchente nel cuore di un Paese che non smette mai di stupire e di incantare.
Avevo letto il precedente libro di Tommaso. Niente di eclatante, senza infamia e senza lode, ma interessante in alcune sue parti, in special modo quando argomenta la questione dei pagamenti degli affitti delle case. Così, quando ho visto in vetrina questa nuova uscita mi son detta "Massì, perché no?".
In questa guida si dovrebbero descrivere le fermate della linea Yamanote che circola per l'intera città di Tokyo. Per il 75% delle fermate, l'autore ci informa che "C'è poco o niente da vedere".
Più che la pretesa di una guida vera e propria, l'autore sembra aver scritto una serie di blog per il suo sito: brevi, superficiali e - detta onestamente - banali, roba che chiunque facendo una rapida ricerca su Google riuscirebbe ad approfondire in maniera migliore. Nonostante tutti gli anni trascorsi in Giappone - e se non ne fossimo stati al corrente prima lo scopriamo in questo libro visto che non fa altro che ripetere le stesse identiche cose relative alla sua vita - sembra avere opinioni piuttosto stravaganti.
Per esempio, descrive Akihabara come molto costosa e diffida i lettori (e suoi potenziali clienti) a lasciarsi andare ad acquisti qui - salvo poi magnificare ogni aspetto di Takeshita Dori (Harajuku). Quest'ultima è letteralmente un circo acchiappaturisti. Non so in quali negozi di Akihabara sia finito per pensare che siano esosi, ma mi chiedo se sia mai entrato in qualunque posto lungo Takeshita Dori visto che lì è tutto scandalosamente overpriced, che si tratti di negozi di gadget nerd, locali che vendono dolci dal sapore blando e coloranti industriali e negozi d'abbigliamento. Boh.
Un'altra cosa che francamente mi ha fatto pensare che, malgrado tutto, l'autore non abbia capito proprio bene la società giapponese è quando afferma che il rigido sistema lavorativo giapponese abbia qualche risvolto positivo. Quindi, secondo Tommaso, passare ore e ore di straordinari non pagati in ufficio, vedere di rado la propria famiglia quando si ha il tempo di farsela, sottostare a una gerarchia che premia chi è vecchio e non chi è capace, suicidarsi a causa dello stress e di mille altri fattori correlati al lavoro tanto da coniare un preciso termine (che è Karoshi) ha dei RISVOLTI POSITIVI?
Ha condito il tutto una nota di ipocrisia spruzzata di moralismo: l'autore è un creatore di contenuti social e, grazie a essi, è diventato un organizzatore di viaggi e guida in loco. Niente, ci dobbiamo sorbire lui che ci racconta come sia fastidioso vedere gente che fa selfie e video, e di come purtroppo i social abbiano "rovinato la magia".
Tommaso, sei un creator, letteralmente un influencer. Non l'hai rovinata anche tu la magia? Mah.
È stata una lettura piuttosto irritante. Pur non vivendo in Giappone ma essendoci stata spesso, non ho scoperto nulla che già non sapessi perché il contenuto è scarno e semplicistico. Le opinioni che lascia l'autore sulla società giapponese sono piuttosto stereotipate e mai approfondite - quando non apertamente discutibili... Come guida di viaggio in sé non vale granché perché, a detta stessa dell'autore, in moltissimi posti è stato poche volte e/o non c'è niente da vedere, e tutto è scandito da trascurabili sue personali esperienze o costanti richiami alla sua vita sentimentale - e io già dopo la seconda citazione a Yuri e a un qualunque inutilissimo dettaglio sui loro appuntamenti ne avevo le tasche piene.
Seguo Tommaso da tanti anni e anche questo libro risulta piacevolissimo e scorrevole nella lettura. Ci sono un sacco di annedoti interessanti! Lo consiglio a chi vuole una lettura leggera, ma immersiva. Anche se per poco, mi è sembrato di essere li a Tokyo.