Oggi vi parlo di "Brandelli d'Italia" di Marco Crescizz.
La guerra nucleare ha sconvolto il mondo che conosciamo, l'Italia geografica si è ridotta all'isola di Roma ed è governata da una tecno-dittatura catollico-militare. Una figata, vero? Quella che immagina e scrive Cescizz è una distopia vera, cruda e verosimile, che non si limita ad andare avanti nel tempo; il futuro diventa eco della nostra storia, presente e passata.
Lo scrittore si presenta con una penna affilata, diretta, tagliente e politicamente scorretta, dando vita a un'ambientazione esagerata. Un'Italia surreale e pulp, i cui eccessi riflettono l'Italia attuale tra ignoranza, razzismo, violenza e disfacimento morale. Gli aspetti negativi della società e del mondo politico vengono spinti oltre qualsiasi limite fisico e visivo. È un'opera accusatoria quella di Crescizz, un'opera che punta il dito verso gli orrori dell'oggi e le conseguenze che essi avranno sul domani.
"Brandelli d'Italia" si propone come una rappresentazione lucida e volutamente esasperata del tessuto sociale italiano, dove nulla è lasciato al caso e ogni eccesso ha un suo preciso significato. Possiamo tentare di scappare, ma l'eccesso rimane comunque il riflesso della nostra realtà e di noi stessi, un sinonimo di normale. Per questo ci fa paura, non vogliamo vedere quello che siamo diventati, tanto meno crederci. Possiamo fingere che vada tutto bene, nascondere il marcio, ma quando siamo soli e ci guardiamo allo specchio niente e nessuno può salvarci. "Brandelli d'Italia" è quello specchio, che si rompe in mille pezzi affilati e dilania carne, mente, anima. Può, quindi, il singolo elevarsi, riscoprire sé stesso, avere una reale consapevolezza di ciò che lo circonda, ritrovare la verità storica e così alienarsi da un sistema che punta ad avere un popolo depensante, superficiale e pigro?
Se Quentin Tarantino avesse scritto una sceneggiatura che intreccia un profondo contenuto filosofico e psicosociale al pulp e al genere distopico, il risultato sarebbe stato "Brandelli d'Italia". Da leggere.