Cosa faresti se fossi Dio? Pirjeri Ryynänen, gruista di Helsinki, una risposta l'avrebbe trovata nei quotidiani monologhi di protesta che in cima alla sua gru rivolge all' eliminerebbe fame e povertà, proteggerebbe l'ambiente e garantirebbe a tutti pace e felicità. Ma il lavoro da fare è infinito. Forse è per questo che Dio è così stanco e non ne può più dell'umanità, delle sue iniquità e delle sue guerre, e se non ha ancora distrutto la Terra è solo perché è tanto bella, e poi che colpa ne hanno gli altri animali? Magari gli basterebbe andare in vacanza e lasciare le divine responsabilità a un supplente terrestre, visto che san Pietro e l'arcangelo Gabriele, che gli uomini li conoscono bene, non ne vogliono sapere. Così, dopo una lunga selezione basata su un profanissimo questionario delle risorse umane, la scelta del vicario cade proprio su Pirjeri, uomo a suo modo devoto e certo abituato ad ampie vedute. Il gruista, fresco di onnipotenza, rivoluzionerà il paradiso, che somiglia tanto a un'azienda, e lo sposterà nella pagana e amena Finlandia. Ma tra iniziative strampalate, un attacco hacker del Maligno e l'audace creazione di strani animali amazzonici a sei zampe, Pirjeri dovrà riconoscere che non è facile essere Dio. Non solo perché il Diavolo è sempre in agguato, la Chiesa troppo conservatrice e c'è il rischio di pestare i piedi ad altre divinità: anche un Onnipotente ha i suoi limiti. Con il suo humour paradossale e satirico, Paasilinna guarda il mondo dall'alto di un paradiso mai esente da colpe, smascherando debolezze e ipocrisie di un'umanità in attesa di un miracolo che la salvi da se stessa.
Arto Tapio Paasilinna was a Finnish writer, being a former journalist turned comic novelist. One of Finland's most successful novelists, he won a broad readership outside of Finland in a way few other Finnish authors have before. Translated into 27 languages, over seven million copies of his books have been sold worldwide, and he has been claimed as "instrumental in generating the current level of interest in books from Finland".
"E se Dio fosse uno di noi?" cantava Eugenio Finardi. Ecco, esattamente questo ma più dissacrante, questo romanzo. Dio è stanco e stufo e vuole un anno sabbatico, San Pietro e l'arcangelo Gabriele non hanno nessuna intenzione di prendere il Suo posto, seppur ad interim, e così... Buona lettura!
Un umano - un operaio - diventa il vicario dell’Onnipotente. Mi sembra che negli ultimi tempi, in diversi libri ma sicuramente anche in altre arti, viga la tendenza a rendere umani i sentimenti di Dio, compresi quelli non completamente positivi come la stanchezza. La parola onnipotente ha il chiaro significato di “potenza assoluta”, “colui che tutto può” e questo a primo occhio collide con questa sensazione che è propria delle fatiche umane: una sorta di “Sei un bravissimo nuotatore, non ti costerà fatica vincere le olimpiadi”. Chiunque invece potrebbe comprendere che la lotta contro il male stancherebbe il più forte degli esseri e lui non fa eccezione, perché dovrebbe del resto sacrificare sé stesso per colpa delle scelte poco pie dell’umanità? Considerato una specie in costante evoluzione, l’essere umano da qualche tempo può nascere senza denti del giudizio perché inutili alla masticazione, ma non senza il senso di prevaricazione sul resto degli esseri viventi - altri umani compresi. Quindi come biasimarlo se desidera una vacanza? Fluidifica quindi la strada tra paradiso e terra e sceglie non un santo, ma un essere umano umile e devoto alle preghiere sincere per sostituirlo nel suo compito, suggerendogli di guardarsi bene le spalle dalle insidie diaboliche. Il nostro gruista arriva in paradiso e grazie alla sua esperienza esclusivamente terrena non fatica a mettere in luce la distanza tra la Chiesa e le intenzioni celesti. Come ogni essere in cielo e in terra, Pirjeri sbaglia perché errare è umano - è perseverare che è diabolico. Mi piace questa immagine di un Dio che riesce a stancarsi, simile davvero agli esseri che ha creato: al contrario di ciò che verrebbe da pensare lo rende più reale e rassicurante - tutto ciò forse li avvicina emotivamente; il senso di tutto è che quando poi si parla delle persone imputando loro un delirio di onnipotenza come troppo spesso ultimamente capita a ragion veduta, è perché si improvvisano despoti con le peggiori intenzioni e zero criterio dando a credere che sia per il bene dell’umanità. Quanto di più lontano da Dio possa esistere.
Cosa accadrebbe se da un momento all’altro fosse pubblicata una selezione per trovare il sostituto per un anno di Dio?
Vince la selezione Pirjeri Rynänen, un finlandese abituato alle “altezze”, visto che lavora su una gru, nella solitudine e nel silenzio. La scelta è ricaduta su di lui, perché Pirjeri aveva preso l’abitudine di dialogare con Dio: visto che lui reclamava l’intervento di Dio per porre un freno a tutto il male del mondo, dalle atrocità delle dittature, alle guerre civili, alle invasioni territoriali, alle carestie, alla fame e alle malattie, alle torture, alle violenze sulle donne, alle discriminazioni razziali, alla crisi climatica.
Ed eccolo investito del ruolo di supplente, per permettere a Dio di prendersi il suo meritato riposo, nel suo anno sabbatico.
Un romanzo che fa sorridere e al tempo stesso riflettere.
Pirjeri capisce che la potenza del male è troppo grande sulla Terra e che Dio deve stare vigile a tempo pieno.
Sia la figura del supplente che quella di Dio sono profondamente umane, forse troppo. In alcuni passaggi ci sono molto inesattezze dal punto di vista teologico (ecco perché ho dato tre stelle). Resta comunque un libro piacevole.
Nostro Signore aveva sperato che l’essere umano diventasse il salvatore di tutto il suo creato, e lo aveva perciò dotato di ragione e di un ricco repertorio di sentimenti. L’idea era che dovesse liberare il mondo dalle belve più sanguinarie e feroci. E’ vero che di tanto in tanto qualche esemplare decente era saltato fuori, ma nel complesso la maggior parte dell’umanità era talmente bellicosa, avida, meschina e assetata di potere, che Dio non poteva fare altro che guardare al risultato con profonda costernazione.
Stanco e depresso, Dio non ne può più dell’umanità: troppe le ingiustizie, le guerre, le malvagità cui deve assistere. Per ritemprarsi nel corpo e nello spirito, decide di prendersi una vacanza, un intero anno sabbatico da trascorrere sul meraviglioso pianeta Mondaltro, abitato da creature pacifiche e serene, più evolute degli umani. E’ necessario trovare un sostituto dell’Onnipotente, ma purtroppo né l’arcangelo Gabriele, né San Pietro sono disposti ad accettare l’incarico: conoscono gli uomini fin troppo bene e non intendono assumersi una responsabilità così gravosa.
Dopo un complicato processo di selezione basato su un questionario delle risorse umane, la scelta ricade su Pirjeri Ryynänen, un gruista di Helsinki i cui quotidiani monologhi di protesta rivolti al Creatore fanno ben sperare. Uomo a suo modo devoto e di ampie vedute, in qualità di “supplente di Dio”, Pirjeri affronta le sfide divine con un approccio molto umano e un entusiasmo incontenibile, suscitando più di una perplessità in Pietro e Gabriele. Rivoluziona il Paradiso – descritto più simile a un’azienda che a un luogo celestiale – stravolgendo le gerarchie e trasferendo la sede celeste nella pagana e amena Finlandia.
Purtroppo, nonostante l’impegno profuso e i buoni propositi di proteggere la natura e di combattere fame e povertà, essere Dio non è semplice e tra iniziative divine stravaganti, innovazioni utopiche, un attacco hacker del Maligno e la creazione di nuovi animali a sei zampe, Pirjeri dovrà venire a patti nella gestione delle “divine responsabilità” con i limiti propri e dell’essere Onnipotente.
In un momento in cui tutti, ma proprio tutti, giocano a “fare Dio” o quanto meno ne invocano la benedizione mentre commettono azioni orribili, il romanzo edito da Iperborea “Un gruista in paradiso” di Arto Paasilinna, autore di culto in Finlandia e all’estero, è allo stesso tempo aria fresca e conforto, sotto forma di commedia filosofica che mescola umorismo surreale e critica sociale. Attraverso la lente della satira, l’autore esplora temi estremamente seri come l’ambiente, le disuguaglianze, la fede e la gestione del potere, in un perfetto equilibrio tra leggerezza e profondità e mette in scena personaggi eccentrici e situazioni paradossali offrendo con ironia giocosa una riflessione su un’umanità sempre in attesa di un miracolo che la salvi da se stessa. Forse.
Tra le letture estive che ho fatto quest’anno, non posso non citare “Un gruista in paradiso” di Arto Paasilinna. La voce unica del celebre autore finlandese, come sempre, non delude: il suo stile combina leggerezza e profondità, rendendo ogni storia umana, irresistibile e travolgente. Paasilinna affronta temi universali – la vita, la morte, il senso della giustizia – senza mai perdere l’ironia che contraddistingue le sue opere. La domanda che mi ha accompagnato per tutto il romanzo è stata: “E se potessi sostituirmi a Dio per un anno? Come userei il potere e come interverrei nelle vite degli uomini?” Il romanzo esplora con ironia e riflessione il confine tra ciò che possiamo controllare e ciò che invece è al di là della nostra portata, tra giustizia e caos, tra guerra e pace. I momenti di tregua e sollievo, come il ritiro di un esercito da una guerra infinita, diventano simboli potenti della possibilità di scelta e del buonsenso umano.
I volti torvi dei giovani mostravano segni di sollievo. Si stavano ritirando da una guerra che si trascinava da anni senza vincitori. Lo spettacolo di un esercito che aveva il buonsenso di ritirarsi da un territorio straniero e tornarsene a casa a Dio pareva che meritasse di essere visto. Leggendo, mi sono ritrovata a riflettere su quelle volte in cui tutto sembra andare storto e, pur dichiarandomi atea, sento rabbia verso Dio. Il protagonista diventa lo specchio di questa frustrazione e curiosità: cosa faremmo davvero se potessimo cambiare il corso degli eventi? E quanto sarebbe difficile farlo senza commettere errori? Consiglio “Un gruista in paradiso” a chi ha amato libri come A volte ritorno di Niven, con il suo humour e le riflessioni filosofiche, o Il Vangelo secondo Biff. Amico di infanzia di Gesù di Christopher Moore, per la capacità di trattare temi importanti con leggerezza senza banalizzarli.
Paasilinna conferma ancora una volta che si può parlare di guerra, giustizia e destino con ironia e autenticità. Un libro che resta dentro, tra il sorriso e la riflessione profonda, perfetto per chi cerca una lettura estiva che unisca divertimento e pensiero.
Questa lettura non è stata la mia migliore esperienza con Arto Paasilinna, in passato ho letto suoi romanzi che, seppur surreali, mi hanno appassionato di più.
Il pretesto narrativo è molto carino, Dio decide di prendersi un anno sabbatico e chiede ai suoi sottoposti di gestire le selezioni per trovare il suo sostituto. La decisione va su un gruista che, dall’alto del suo mostro d’acciaio in un cantiere finlandese, rivolge strane preghiere all’altissimo. Da qui si susseguono capitoli che, pur mantenendo una narrazione lineare, mi sono sembrati spesso scollati fra loro. Lo staff del Paradiso insegna i rudimenti dell’attività al nuovo Dio, c’è un antagonismo saltuario con Satana, innovazioni, personaggi biblici.
Resta un grande senso dell’umorismo, una grande fantasia, ma il tutto purtroppo questa volta non mi ha entusiasmato.
Quando si tratta di Paasilinna, non sono obiettivo. Mi piace sempre tantissimo. Anche in questo volume, nonostante non uno dei suoi più riusciti, anche se forse il più sofisticato insieme a Prigionieri del Paradiso. Il gruista Pirjerj che diventa Dio supplente per il periodo di ferie dell'originale ed eterno. Semplicemente fulminante. Estremamente godibili tutti i riferimenti alla contemporaneità di quando il libro fu scritto (fine anni '80), tratti quasi danteschi nel fustigare alcuni personaggi ben noti (papi, persino!). L'amore genuino e semplice, come sempre, sullo sfondo. Tre stelle per una minore istrionicità, ma tre stelle che sarebbero cinque se comparate ad altri autori. Credo che Paasilinna andrebbe annoverato tra i classici della fine del Novecento.
Consigliato a chi ama le storie fuori dagli schemi e cerca una lettura intelligente, divertente e un po’ filosofica. Il romanzo è una critica leggera ma pungente alla burocrazia, alla religione istituzionalizzata e al conformismo, l’autore riesce a trattare tematiche rilevanti senza appesantire il lettore. Tra comicità surreale e riflessioni profonde, il libro scorre con leggerezza, lasciando un sorriso e qualche spunto per pensare.
Dopo essere rimasta estasiata da Il bosco delle volpi impiccate, questo libro mi ha un po' delusa. Non ho ritrovato la medesima profondità, né la caratterizzazione dei personaggi che tanto mi aveva colpito nei mio primo Paasilinna. Il libro si fa leggere, ma non appassiona né colpisce particolarmente. Lo consiglierei comunque a tempo perso.
Arto Paasilinna ha la capacità di farmi ridere anche se parla di cose complicate. Ha costruito un protagonista carismatico, Pirjeri sostituisce Dio, scombussola il paradiso e il creato. Divertente e ironico!
Breve romanzo con trama particolare che in certi punti sfiora il grottesco; la storia a tratti diverte, a tratti rallenta. Nel complesso una lettura leggera (anche se qualche critica sociale nascosta tradisce la natura non davvero superficiale) diversa dal solito.
Cosa accadrebbe se Dio, sopraffatto dalla fatica di governare un mondo sempre più ostinato nel non voler essere salvato, decidesse di prendersi una vacanza e di affidare i suoi poteri a un uomo comune? È la domanda che anima "Un gruista in paradiso" di Arto Paasilinna. Il prescelto è Pirjeri Ryynänen, un onesto gruista finlandese, pragmatico e benevolo, che si ritrova improvvisamente investito del compito di reggere l’universo. La premessa, irresistibilmente comica, apre a una riflessione tutt’altro che leggera: cosa significa “essere Dio” in un mondo che ha smarrito il senso del divino?
Una commedia teologica, una meditazione sull’impotenza del potere e sulla nostalgia del sacro in un mondo desacralizzato. Paasilinna trasforma la comicità in pensiero: ci mostra che il cielo, per essere abitabile, deve imparare a parlare la lingua dell’uomo. Nel volto stanco di Dio e nelle mani imprecise del suo supplente, c’è forse la più limpida delle verità: che la salvezza non viene dall’alto, ma dall’umiltà con cui impariamo a non essere onnipotenti.
Un libro leggero e scorrevole. La storia di un uomo comune che si ritrova a sostituire Dio è surreale e spesso divertente, ma dietro le situazioni assurde ci sono anche alcune riflessioni interessanti su responsabilità, fragilità umana e sul modo in cui affrontiamo le nostre scelte nella vita. È un libro ironico che si legge facilmente e lascia qualche spunto su cui pensare, senza mai diventare pesante.
Nonostante sia un libro simpatico e scorrevole, sinceramente mi aspettavo molto di più. Ho avuto la costante sensazione che a Paasilinna sia mancato il "coraggio": infatti, a mio parere, quest'opera aveva tutte le potenzialitá per essere davvero tagliente, dissacrante, grottesca, polemica... invece il tutto mi è apparso un po' annacquato, con parti che francamente avrei tagliato. Qualche frasina ardita qua e là c'è, ma nulla più. Peccato.
Storia divertente e creativa, molto divertenti tutti i paralleli tra il Paradiso e una moderna azienda. La riflessione sul Papa mi é sembrata così preveggente che ho dovuto controllare la data di pubblicazione del romanzo, ma era solo indietro di un Papa. Non il mio genere di libro ma una lettura scorrevole tutto sommato.
le aspettative erano molto alte,le prime pagine sono molto ironiche. Via via che si va avanti con la lettura perde il frizzante dell'inizio. l'ho terminato grazie all'audiolibro perché non mi piace lasciare i libri a metà però a parte gli spunti di riflessione, quasi banali, non mi ha lasciato nulla.
Come un po' tutt' i libri di Paasilinna, anche la trama di questo è godibile e piena di strambi imprevisti. Quello che un po'i ha deluso è il finale eccezionalmente corto, improvviso e quasi raffazzonato.
Con questo libro mi è scappata qualche risata, l’ironia e il modo leggero in cui affronta problemi che potrebbero sembrare molto più pesanti e seri é parte del suo incanto.
Le aventure del gruista e il suo migliore amico ti fanno dimenticare ciò che hai intorno.