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Tangerinn

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NEW YORK TIMES EDITORS’ CHOICE


New York Times and Lit Hub Most Anticipated Book of 2026



“Italian literature has been waiting years for a novel like this.”—Vincenzo Latronico, author of Perfection


A luminous debut about the search for belonging, the tension between departure and return, and the legacy of migration, Tangerinn is a novel of memory, a stirring meditation on culture, identity, and inheritance set between London and the windswept beaches of southern Italy.


Mina is thirty and living in London. She fled there at twenty to reinvent herself to escape her small-town past, but a decade later she is drifting, untethered and uncertain. When her Moroccan-born father Omar dies, she returns to her childhood home on the Calabrian coast, where he ran a bar called the Tangerinn. It was more than just a bar—it was a gathering place, a haven for migrants and misfits, a dream that Mina’s sister, Aisha, is struggling to keep alive.


In searching for traces of her father, Mina begins to piece together her own fractured sense of identity. As she reconnects with the memories embedded in the land, she must confront what it means to belong—not just to a place, but to a lineage, a language, a self.


With precise, sensual prose and an acute sensitivity to atmosphere and emotion, Anechoum delivers a novel that is at once tender and fierce, local and borderless, as intimate as it is political. 

214 pages, Kindle Edition

First published January 24, 2024

183 people are currently reading
3343 people want to read

About the author

Emanuela Anechoum

1 book29 followers
Emanuela Anechoum è nata a Reggio Calabria nel 1991 e vive a Roma. Dopo gli studi ha iniziato a lavorare nel mondo dell’editoria a Londra, e successivamente si è trasferita in Italia. Ha scritto per Vice, Doppiozero, Marvin Rivista.

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Profile Image for Orsodimondo.
2,477 reviews2,461 followers
December 21, 2025
MANDARINI DELLA MEMORIA


Robert Capa: Donne che piangono al funerale del partigiano ventenne che è stato ucciso dai tedeschi subito prima dell’entrata degli Alleati a Napoli il 2 ottobre 1943. Descritta e commentata nel romanzo.

Ero ancora quella persona forse quando ascoltavo i racconti di quei giovani arrivati dal mare, versando il tè, entrando e uscendo dalla cucina, fingendo che ci fosse un vetro a proteggermi dalla vita e dal suo dolore. Tutto mi faceva pensare a te.
Dove: quei giovani arrivati dal mare sono quelli arrivati sui barconi dall’Africa o dal Medio Oriente, approdati in qualche modo in un paesino dell’estrema punta meridionale della Calabria; e dove il tè è quello alla menta, col suo rituale e il suo sapore e il suo specifico significato; e la cucina è quella del bar del paese che appartiene alla famiglia di Ines, l’io-narrante, aperto da suo padre ormai da tempo e diventato il rifugio degli stranieri, ma solo loro, la gente del paese non entra se non per sbaglio o per collezionare il pizzo.
E dove la persona alla quale tutto la faceva pensare, quel tu, è suo padre Omar, morto da qualche giorno, marocchino spatriato in Calabria, al quale Ines si rivolge spesso, coinvolgendolo, interrogandolo, dialogando con lui, al quale il libro, pur se non esplicitamente, si può dire sia dedicato.


Derb Sultan, il quartiere periferico di Casablanca dove è cresciuto il padre Omar.

Due figure di spatriati: il padre Omar da qualche parte del Marocco (Casablanca) in questa Calabria estrema (dall’altra parte, di fronte, c’è il vulcano), Ines da questa terra calabra a Londra, dove ha cercato di ambientarsi, inserirsi, farsi una nuova vita, ma il successo di questa operazione è assai precario, e forse non solo perché i fili che la legano a casa – intesa come quella dove è cresciuta, dove suo papà è appena morto, dove vivono la sorella maggiore Aisha, che porta il velo islamico, e vivono la madre, più ragazzina che donna, e la madre della madre – i fili sono lunghi ma resistenti, forse perché Ines ha nell’anima un grumo spinoso che le impedisce di sciogliersi ed entrare a tutto tondo nella nuova città, di relativa accoglienza.


Ancora Robert Capa, foto talmente bella che non potevo non aggiungerla, anche se non ha alcun riferimento al romanzo.

Ma nonostante le spine, nonostante le lame, Emanuela sceglie un tono dolce, suadente, quasi cantilenante per raccontare questa storia che sembra tanto la sua. Eh sì, conoscendola, questo suo bell’esordio, del tutto inatteso - almeno da me, che nulla sapevo della sua passione per la scrittura – ha un forte sapore autobiografico.
E nonostante la nostalgia che impregna tutto, facendo un bel regalo al lettore, Emanuela non riesce a trattenere l’ironia, e alcuni momenti sono davvero divertenti. Altri sono belli, altri ancora teneri, tutti sempre toccano corde interne più o meno nascoste.

Ti sei cercata troppo lontana da casa. Ti sei trovata?
Mi sono intravista, a volte.


Sotto il vulcano
Profile Image for Laura Gotti.
608 reviews605 followers
January 29, 2025
Ennesimo lancio editoriale con sottotesto: capolavoro!
Ma io sono diventata furba e l'ho preso in prestito in biblioteca (grazie sempre sistema bibliotecario!).
Non ci ho trovato niente di nuovo, né nel racconto, né nella forma. E io sono stufa, stufa di queste sad girls che non siano quelle che escono dalla penna di Sally Rooney e non sempre pure lei.
Sarò vecchia? Sono vecchia. Ma il lamento, la tristezza, la vita grama, i pensieri tristi, il salviamo il pianeta da Instagram e il ghosting e sai che altro, giuro, non ne posso più.
Ho trovato tutto fiacco, tutto un po' un cliché, tutto già letto, già visto, già sentito.
Sono vecchia, probabilmente è colpa mia.
Profile Image for Jaroslav Zanon.
226 reviews183 followers
March 20, 2024


"In giardino, l'albero dei mandarini tangerini era invecchiato ma ancora rigoglioso. Berta ci raccontava che l'avevi piantato tu quando era rimasta incinta di me - era il mio albero gemello, acidognolo, un po' sbilenco, ma carico di frutti e resiliente all'inverno. Il dondolo arrugginito aveva un rivestimento nuovo, a fiori. Gli infissi verde bottiglia. Le mura rosa salmone, rovinate dal tempo, dal vento, dall'incuria - chi le avrebbe ridipinte? Sulla porta odore di legno e incenso, lo zerbino consumato, i gatti ad aspettarmi. Tu non c'eri più, eri dappertutto".

Da quando leggo più autrici, il mio modo di vedere il mondo è cambiato irreversibilmente. Ogni volta che mi approccio a un saggio o a un romanzo, resto stupefatto dalla capacità delle autrici di andare al nocciolo della questione, senza fare troppe capriole linguistiche.

Anche leggendo "Tangerinn", romanzo d'esordio di Emanuela Anechoum, pubblicato da edizioni e/o, mi sono posto molte domande sulla mia identità e su quello che sto facendo nella mia vita. Come Mina, la protagonista del libro, anch'io ho ricercato l'approvazione di altrə per sentirmi legittimato a vivere come vivevo, plasmando la mia personalità esteriore su quella delle persone più di successo della mia cerchia.
Imbastire per ogni occasione sociale questa maschera è estenuante, soprattutto quando sei consapevole che puoi essere te stesso solo quando sei con determinate persone e non con tuttə.

Il senso di sradicamento di Mina mi è famigliare perché non so quante volte mi sono sentito senza radici, o meglio con due radici, ma senza il terriccio giusto in cui farle crescere e rinforzare. La ricerca del terreno giusto per antonomasia, mi ha portato a scegliere, di volta in volta, terricci diversi: quelli più distanti da me per esperienza, quelli sconosciuti e quelli molto vicini a me.

Di recente, mi è capitato di parlare con una persona cara di tutte quelle cose che per le persone italiane™️ sono la normalità, mentre io non le avevo mai fatte, per un motivo o per un altro. Un esempio su tutti: non avevo mai mangiato la pasta al forno; lo so, può sembrare assurdo, ma sono cresciuto in una famiglia in cui la parte italiana non è stata molto presente durante la mia infanzia sia perché mia zia italiana ha negato e tutt'ora nega la mia esistenza, sia per via della mancanza di una comunità rionale, visto che non ho frequentato il catechismo.

Non è la solita recensione che magari vi aspettate da me, ma non so raccontarvi "Tangerinn" in un altro modo se non quello della mia esperienza. Infine, auguro a Mina e a tutte le persone come noi di trovare il proprio terriccio.
Profile Image for None Ofyourbusiness Loves Israel.
931 reviews220 followers
February 19, 2026
Mina lives a life of carefully curated artificiality in London, where she spends her hours perfecting the art of being a cultured ghost. She resides in a flat filled with books she owns for the spine design. Her existence involves sipping overpriced wine while pretending to understand the deep thoughts of people who only value her for her aesthetic contribution to their social circles.

This charade of belonging shatters when her father, Omar, dies suddenly in Italy, leaving her to face the inconvenient reality of her heritage. She returns to her childhood home in Calabria, a place of citrus trees and ancient grudges, to deal with the family business and her sister Aisha.

The family legacy is Tangerinn, a bar that serves as a lighthouse for the displaced and the thirsty in a town called Rosarno. Omar built this sanctuary for migrants and locals alike, creating a space where the air tastes of sea salt and cheap tobacco.

Aisha has kept the place running with a dedication that highlights the uselessness of the flighty sister from London. Mina finds herself surrounded by the physical weight of her past, including the ghost of her father and the very real presence of Rashid, a man who remembers her before she became a performative urbanite.

The bar is a collection of memories and debts, functioning as the heart of a community that the world prefers to forget. Mina tries to reconcile her shiny British persona with the dusty reality of the lemon groves and the struggles of the workers. She navigates the complex social hierarchies of the village while dodging the judgment of those who stayed behind to do the actual work.

Every interaction becomes a battle between her desire to flee and her obligation to stay, as the secrets of her father's history begin to surface. She explores the distance between who she says she is and where her feet actually stand, realizing that her displacement is a permanent feature of her geography. Her journey involves the slow realization that home is a moving target, often found in the very places she tried to burn down.

Roots are inescapable traps, yet they provide the only soil where a person might actually grow something resembling a spine. The past is a debt collector that only accepts personal accountability as payment.

The struggle to belong in a place that views you as a guest, whether in a London flat or a Southern Italian village, is a chronic condition with no known cure.

The work possesses the structural integrity of a damp biscotti. It occupies a sterile middle ground where Mina mistakes her lack of commitment for a profound philosophical burden. By keeping the reader at arm's length through a veil of aesthetic detachment, the narrative loses the raw heat required to make a story truly personal.

The appeal of the book remains localized within a specific demographic of people who find the act of browsing for artisanal ceramics a valid personality trait. It aims for universality by invoking the immigrant experience and the weight of ancestral ghosts, yet it frequently settles for being a catalog of grievances.

The Tangerinn bar stands as a symbol of what the book could be: a gritty, complex intersection of cultures and survival. Instead, the focus often drifts back to Mina's internal musings, which consist mostly of high altitude fog and a light drizzle of self-pity. This created for me a vacuum where my expectations of a pulse, left the grander themes of migration and identity feeling like ornamental additions rather than the foundation.

A story becomes universal when the specific agony of the characters hits a frequency that vibrates in every heart. This text, however, seems more interested in hitting the frequency of a very specific social media feed. The emotional stakes feel performative, as if Mina is constantly checking her reflection in the windows of her father's legacy to see if she looks sufficiently tragic.

Because the honesty is filtered through such a heavy layer of cynicism and fashion, I was left with a sense of emptiness. Her Florence and the Machine crisis and yoga on the beach wisdom tidbits just didn't resonate with me. Not sincere enough to be personal, not profound enough to be universal.
Profile Image for Sofia Megh.
156 reviews4 followers
March 3, 2024
La protagonista, Mina, scopre che il padre è morto e ritorna nel suo paese di origine.

Mina non mi è sembrata una persona divisa tra più identità (quella calabrese, quella marocchina, quella londinese)ma una persona senza identità. Questo si riflette nella scrittura: fortemente derivativa (mi dispiace dover scomodare Sally Rooney ma tant’è) e intrisa di frasi fatte. È uno di quei romanzi dove tutti i personaggi comunicano per slogan, perle di saggezza. I dialoghi sono irrealistici e tutti parlano la stessa lingua (i londinesi, i calabresi, gli Italo-marocchini, i tunisini). Mi è mancata la sincerità della scrittura, la verosimiglianza della parola.

Anche la protagonista l’ho percepita come molto costruita: rigida nel suo giudicare gli altri, rigida nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti. E quando sembra aprirsi una fessura nel suo cuore, lí arriva la scena volutamente intensa e drammatica, e quindi, mi ripeto, costruita a tavolino.

Nonostante ciò, il libro è pieno di sottolineature: ci sono frasi molto precise (su cosa significa amare, sulla perdita di sé stessi, sulla solitudine) che mi hanno colpito. Il potenziale c’è. Ma si vede che è un romanzo ancora immaturo.
Profile Image for Luciana.
523 reviews169 followers
February 24, 2025
Esse é um livro de seu tempo. No qual as ideias progressistas disfarçadas de empatia pelo outro, é antes de tudo um aconchego para o próprio ego.

É preciso abominar os preconceitos, aliar o desenvolvimento à agenda verde, não consumir plástico, construir escolas em um país da África, ser vegano, mas isso de nada valerá se não poder ser filmado e demostrado à todos nas redes. Tudo isso, descrito na primeira parte da obra é válido, mas extremamente enfadonho e muitas vezes contraditório para com sua protagonista.
Se eu tivesse lido somente esse capítulo, não teria gostado da obra; todavia, há, nas três partes seguintes uma literatura bonita que aborda o pertencimento, a fuga, a condição do migrante e inadequação para com a vida.

A volta de Mina de encontro com o passado do pai, quando ele já não mais está presente, é também uma volta a si mesma, e quando o encontra, também encontra motivos para gostar um pouco mais de si, de se tratar com mais carinho e assim poder acolher a dor dos outros.
Ainda que Mina seja uma protagonista detestável, ela também é uma pessoa de seu tempo, que ainda que demore, entende que “é muito difícil para aqueles que fazem da liberdade absoluta seu único credo admitir que há pessoas que não precisam ser resgatadas de suas vidas”.

Por fim, em algum momento, me lembrei de Bauman e sua compreensão da modernidade. Mas não me remeteu à Elena Ferrante; sendo, talvez, apenas um meio da editora de tentar captar leitores.
Dito isso, eu gostei de 3/4 da obra e entendo de quem goste dela em totalidade.
Profile Image for Claire.
821 reviews368 followers
February 7, 2026
Mina returns home from London to Southern Italy on learning her father Omar has died. The novel follows her as she considers who he was and how her own discomfort in her own skin emulates his.

The novel is written in the 2nd person 'You' so that no matter where she is during this period of time, everything she thinks and does is relative to 'you', her father.

It inhabits the ever present discomfort of being from elsewhere, of deciding where and what is home, of who we surround ourselves with and why, of familial love, families that cross cultures, the aspects of each other we will never know and whether that really matters.

For the displced
Profile Image for Sonia.
109 reviews8 followers
Read
January 31, 2024
È necessario sdradicarsi per riconoscersi?
Tagliare dolorosamente ogni origine per ricostruire una identità, la migliore possibile.
Forse è questo che cerca di fare Mina, creare un personaggio, trovare un ruolo, la migliore se stessa.
Ma basta poco, una telefonata, un lutto, un assenza.
Il ritorno è un viaggio nella vita dell’amato padre, così simile e così diverso.
E questo viaggio apre orizzonti: nuovi, imprevisti, impensabili.
Da leggere.
12 reviews
October 4, 2024
"Sai per cosa pregavo da piccola, notte e giorno? Non chiedevo ad Allah di riportarci baba. Non chiedevo di farci diventare ricchi. Chiedevo una cosa sola, cinque volte al giorno, ogni giorno.
Cosa?
Di farmi diventare maschio."

"Hai così tanta ansia di conoscerti, di aggiustarti, di farti nuova, di piacerti. Rincorri la vita e così facendo te la perdi."
Profile Image for francesca.
68 reviews4 followers
April 4, 2024
“lo sai perché sei speciale? perché lo sei per me. e per i tuoi fratelli, per tua madre, per zahra, per samir. sei speciale perché ti ameremmo anche se non lo fossi”

libri pls basta farmi piangere tutte le mie lacrime grazie (10/10)
1 review
March 30, 2024
"Non si corre mai via da qualcosa, si corre sempre verso qualcosa."
"...hai così tanta ansia di conoscerti, di aggiustarti, di farti nuova, di piacerti. Rincorri la vita e così facendo te la perdi."

Libri che arrivano al momento giusto.
Profile Image for Piri.
100 reviews7 followers
April 24, 2024
Sinceramente? Pensavo meglio.
Manca di incisività, questo romanzo. Avrei voluto leggere di sdradicamento, di sangue misto, di una patria che si cerca e che non si capisce quale possa essere, avrei voluto, come erroneamente mi aspettavo dalla pubblicità e dal vociare attorno a questo romanzo, leggere di rapporti familiari forti, conflittuali, di un cuore diviso dal mare, di assenze e di (ri)scoperte. Ho trovato personaggi appena abbozzati, anche stereotipati, una voce narrante ripetitiva, a tratti lagnosa (spessissimo legnosa) , mai in grado di emozionarmi, situazioni e dinamiche abbastanza prevedibili, un finale troppo sbrodolato (e prevedibile anch'esso, che non mi ha sorpreso e non mi ha emozionato, forse perché era chiaro, era proprio evidente che quella lettera, così, sia stata messa là, nell'ultima pagina apposta per farti scendere una lacrimuccia - lacrimuccia che non è scesa perché è tutto così studiato che sembra quasi farsesco).
È un libro breve, questo, ma la sua lettura, da parte mia, non è stata veloce: queste pagine sono scorse lente, e non nascondo che un po' di noia si sia avvertita. Taccio un personaggio buttato là, verso la fine, più che mai abbozzato, decisamente poco credibile, che assume, paradossalmente, un'importanza decisiva nel giro di una trentina di pagine, personaggio che dovrebbe illuminarci, nella sua saggezza (almeno, alla protagonista/voce narrante succede questo), ma che a me non ha convinto affatto, e anzi, è stato uno scivolone grave che sinceramente avrei voluto evitarmi (proprio occhi al cielo...)...
In definitiva, credo che sia un esordio sufficiente, ma nulla di più. Era un romanzo ambizioso, avrebbe dovuto avere una potenza esplosiva, ma non è facile scrivere di radici e di sdradicamenti, di migrazione e di crisi generazionali , di razzismo e di salute mentale, di figlie e di padri amatissimi. Troppa carne al fuoco, troppi personaggi cliché e probabilmente una scrittura che ancora deve maturare non hanno aiutato.
Non è un libro brutto, sia chiaro, ma i romanzi belli, per me, quelli che ti fanno vibrare di emozioni, quelli che non ti dimentichi, sono altri.
La copertina, al contrario, credo sia molto bella.
This entire review has been hidden because of spoilers.
144 reviews1 follower
September 20, 2024
Tangerinn è uno dei libri più belli del mio ultimo anno, perché parla di un conflitto personale in cui mi riconosco tantissimo, quello di chi ha fatto della proprialibertà il suo mantra e il suo orgoglio, ma a un certo punto non sa più che farsene, e quasi quasi cerca uno schema, qualcuno che ci dica chi essere, dove, come.
È scritto in prima persona, rivolto ad una seconda, diretto, senza sconti. Sono così i libri che mi piacciono: hanno un messaggio da mandare a qualcuno da qualche parte. Qui il messaggio è esplicito e bellissimo: Mina si rivolge al padre, lontano ma amatissimo, in un momento di poco successivo alla sua morte. Omar, scappato dalla guerra e dalla miseria, arriva in un paesino del sud dopo bastoni tra le ruote e spinte gentili sulla schiena, ma la sua storia resta un mistero per Mina, che nel momento della sua scomparsa si ritrova persa, ad ammettersi sconosciuta a sé stessa. Come il padre Mina è partita, da un paese piccolo e dalle prospettive limitate, per andare a confondersi nella moltitudine di solitudini di una grande città estera. Viveva lì una vita esemplare, lucida e quasi robotica. Forse perché non si era mai sentita davvero a casa, forse perché non per imitazione ma per differenziazione dalla folla che ci si identifica, o forse perché, tornata al paese per il funerale del padre, ritrova lì molto più di ciò che credeva di averci lasciato, Mina torna sui suoi passi. Si intreccia tutto questo con una relazione madre figlia complicata, con un amore che non si ha il coraggio di guardare il faccia, con una terra che è luogo di passaggio, che conosce tante storie. Il finale è aperto, non sappiamo davvero cosa sceglierà Mina: ritroverà Nazim e affronterà la sua paura di non essere libera? Aiuterà la sorella Aisha a gestire il bar che è simbolo di accoglienza e quindi di per sé una bella storia da raccontare? Le parole sono scritte chiare, belle, naturali. Come le partorisce un cuore che non sa tutto e finalmente accetta che sia così. Smette di cercarsi ad ogni costo, iniziando solo, lentamente, a vivere.
Fatevi un regalo, leggetelo.
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
243 reviews15 followers
October 30, 2024
“Gli occidentali hanno questa idea di sé talmente narcisistica da pensare che la persona che scegliamo di amare debba essere fatta apposta per noi, per meritarsi un tale impegno da parte nostra. Ma non è vero. Nessuno è speciale. E tutti meritiamo di essere amati. Quindi ama, dico io, e non ti lamentare.”
(Citazione)
Profile Image for Violet.
1,003 reviews58 followers
February 13, 2026
I really loved this novel. Written in the second person, the You the narrator, Mina, addresses, is her recently deceased Moroccan father, who had emigrated to Italy as a young man and managed a bar. We follow her as she returns to Italy from London, where she shared a flat with her posh girl frenemy Liz, and as she tried to rekindle her relationship with her fragile mother Berta and her sister Aisha who stayed and looked after the bar and her parents. I found it really moving and well written, although the romance element appearing innthe last quarter of the book bored me and felt unnecessary.
The translation by Lucy Rand was impeccable.

Free ARC sent by Netgalley.
Profile Image for Giusyespoo.
16 reviews6 followers
August 17, 2024
Questo libro è un esordio strepitoso che sa di the alla menta, radici, sogni lontani e poi vicini, sa di affetto e di giovane soffice egotismo, di storie che sembrano lontane e poi sono qui, con noi, tra le mura di casa, è il libro di una generazione abituata all’’allontanarsi da casa per trovare una strada, ma anche di una famiglia dalle radici profondissime.


“A quasi trent’anni mi sembrava troppo tardi per credere in qualcosa - eppure, mentre la fissavo di sottecchi incassare la mia risposta, non riuscivo a non pensare a quando ci aveva insegnato ad aprire gli occhi sott’acqua, e alle facce buffe che faceva, e a come assomigliasse, in momenti che adesso sembrano slabbrarsi nella mia memoria, alla persona che sarei voluta diventare. Avevo sempre invidiato la sua leggerezza. La cercavo altrove, fuori da me, e la confondevo con la solitudine, con la superficialità. Non capivo che non era affatto leggera, mia madre - al contrario, era intrappolata in quel corpo che l’aveva tradita, che non l’aveva saputa proteggere, che l’aveva resa vittima. Così si era scollata dalla vita, pur di non sentirsi. Osservandola adesso, provavo quasi una rassegnata tenerezza nei suoi confronti: eravamo così sole, desideravamo e insieme temevamo qualsiasi forma d’intimità. E questo trasformava ogni interazione fra noi in una piccola guerra di incomprensioni. Forse non mi guardava per non vedere se stessa. Sembravamo dirci: questo sei? E io? Io non sono questo. O forse sì?
Da quando tu non ci sei più ho capito che la vostra presenza nel mondo, e la vostra assenza, mi definiranno e mi cambieranno giorno dopo giorno. Essere uguale o diversa da voi non è mai stato frutto del caso”
Profile Image for Maria Luisa.
338 reviews8 followers
June 15, 2024
Un'altra storia su migranti, anche se un po' diversa rispetto a tante altre. Il libro è un intreccio di vicende narrate da Mina, ragazza italo marocchina, che da un piccolo paese del Sud decide di trasferirsi a Londra, per scappare dalla sua realtà che sente soffocante. Non riuscendo però a porsi delle domande e a darsi delle risposte ma decidendo solo di fuggire si troverà ad affrontare non solo il senso di colpa nei confronti dei suoi famigliari ma anche situazioni al limite del surreale, che le creeranno ancor più confusione. Un libro con più destinatari: il padre, la sorella, la madre... e che fa scaturire parecchie domande: quanto sono importanti le nostre radici, la nostra casa? come siamo quando non vogliamo farci vedere o cerchiamo di impersonare un personaggio fasullo? il passato, anche dei nostri genitori, è importante? e quanto pesano su di noi i loro sogni e quanto hanno costruito, magari sacrificando tanto delle proprie aspettative, pensando di lasciarcelo in eredità?
Tangerinn non è un capolavoro ma godibile, anche se a tratti un po' noioso.
105 reviews
September 26, 2024
Storia del partire e del tornare, di un cuore in bilico tra quello che si desidera (o si crede di desiderare) e quello di cui si ha bisogno, tra la ricerca spasmodica di se stesso, con egoismo e invidia, e il prendersi cura degli altri.
Libro che ci racconta due verità ovvero la sofferenza nell'essere cuore migrante e la serena apatia intrisa nell'accontentarsi.
Profile Image for Catarina Venancio.
163 reviews30 followers
October 11, 2025
Café Tangerinn - Emanuela Anechoum 🍊

Mina vive em Londres, mas se sente perdida mesmo com a vida que sempre quis. Quando o pai morre, ela volta para a pequena cidade italiana onde cresceu e reencontra o Café Tangerinn, o bar à beira-mar que ele mantinha. Entre memórias, reencontros e histórias sobre o pai, Mina começa a entender melhor suas origens e o que realmente significa pertencer. Uma história sensível sobre família, identidade e recomeços.

🌿 Minha experiência:
Este livro me fez refletir sobre várias questões, especialmente imigração e pertencimento. Sou imigrante no Brasil há quase 10 anos e antes disso vivi na Inglaterra por 9 anos. Nasci em Portugal e morei lá até os 11 anos, então me identifiquei profundamente com a sensação de estar “em casa” e ao mesmo tempo deslocada. A história me conectou com os personagens de forma intensa e me fez pensar sobre o quanto somos privilegiados por sermos livres, muitas vezes livres de nós mesmos e das amarras que carregamos. Vale muito a pena ler e refletir sobre quem realmente somos e o que queremos mostrar ao mundo, nosso verdadeiro eu ou aquilo que os outros esperam de nós.

💭 Temas marcantes:
* Família e memórias
* Recomeço e autoconhecimento
* Identidade, pertencimento e imigração

✨Por que ler este livro?
Esta é uma leitura envolvente sobre família, raízes e recomeços. A história mostra como a imigração molda identidades, como os laços familiares e memórias nos transformam, e como é possível se redescobrir ao revisitar o passado. Uma narrativa sensível que faz refletir sobre pertencimento, escolhas e a própria jornada de autoconhecimento.

📖 Citação que me marcou:
“Esperamos sabe-se lá o que da vida, esperamos e esperamos e esperamos pelo dia em que faremos ou teremos algo. Mas a vida não é nem fazer nem ter, não é? Você não tem, não faz — você é. E enquanto você for, deve se concentrar em ser feliz, não especial. O que você faz com o fato de ser especial?”

📚 Se você já leu, quero saber: o que achou?

Nota: ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Um grande abraço! 💜

Sigam meu Instagram literário: https://instagram.com/vinho.livros.cu...
Profile Image for Eva Francova.
1,076 reviews30 followers
November 23, 2025
Mina je dcerou italské matky, která trpí depresemi a marockého otce, který se usadil v Kalábrii. Od malička čelí pomluvám okolí, a proto se v dospělosti rozhodne odjet a vybudovat si nový život. Myslí si, že se jí to daří, ale po šesti letech náhle umírá její otec. Mina se vrací zpět do rodné Kalábrie, kde zdědila bar Tangerin. V něm postupně nalézá své kořeny a podobnosti se svým otcem.

Toto je kniha, která se zabývá pocity dětí, které pocházejí ze smíšených manželství. Nedávno jsem četla knihu Zemička, která se zabývá stejným tématem a musím říct, že obě knihy ho zpracovaly skvěle.

V knize Mina hledá své místo, kam by mohla patřit. Kde by se jí nikdo nesmál, ale naopak jí bral takovou, jaká je. Zároveň odhaluje i minulost svého otce, aby zjistila, že podobné věci musel řešit i on sám.

Ze začátku mi chvilku trvalo, než jsem se začetla, ale po pár stránkách mě příběh pohltil, knihu jsem nemohla odložit a celý příběh mi před očima běžel jako film. Objevila jsem v ní spoustu nádherných myšlenek, a nakonec mi Mina přirostla k srdci.

Je to sice smutné čtení, ale rozhodně vás zasáhne a třeba i donutí zamyslet se na tím, jaké to je, když jste „donuceni“ žít v jiné zemi, než kde jste se narodili nebo kde máme kořeny.

Zajděte do baru Tangerinn i vy, třeba se s Minou potkáte.
Profile Image for Jani.
20 reviews
February 9, 2025
"Talvez a ideia de conhecer a própria verdade seja totalmente ilusória, não existe uma parte mais verdadeira ou mais autêntica de nós que seja separada das outras, escondida no fundo de nós mesmos, imutável."
Profile Image for Aurora Giulioni.
72 reviews3 followers
October 30, 2024
Un soffio caldo che porta pace e cura le ferite.
A cavallo fra due vite, quella di Omar e di sua figlia Mina, si schiude limpido e cristallino un bellissimo dramma esistenziale che spinge fortissimo verso il desiderio universale di definire la propria identità.
Penso che chiederò ad Emanuela Anechoum di farmi da terapeuta molto probabilmente.
Scrittura limpida e senza convenevoli, “scavante”, profonda di quelle che ti mettono tutto davanti, e ti scioccano per la verità di quei pensieri.
Mi ci sono aggrappata con tutte le mie forze e non lascerò andare questo romanzo molto facilmente.
Profile Image for Klela.
93 reviews41 followers
January 3, 2025
Un romanzo interessante su temi direi contemporanei ma, allo stesso tempo, su cui ci si interroga da sempre. Chi sono io? Chi sono gli altri? Fino a dove arriva la finzione? Cosa vuol dire sentirsi persi e sentirsi, invece, appartenere? Qual è il mio luogo nel mondo? Ne devo avere uno?
E ancora: la relazione genitori-figli, la differenza tra fare ed essere, accontentarsi o ambire al meglio?
Mi è proprio piaciuto, sia, appunto, per gli argomenti trattati ma anche per la "voce" dell'autrice, anche se al suo esordio.
Profile Image for Federica.
205 reviews67 followers
October 24, 2024
tornare nel paesino in cui sono nata è sempre uno spostamento fisico ma anche temporale e, per estensione, il paese stesso è un luogo geografico, chiaramente rintracciabile su una mappa, raggiungibile prendendo il treno e viaggiando per ore, da un certo punto in poi con il mare e la spiaggia che si allungano fuori dal finestrino, ma è anche un luogo dell’anima, un posto che ha imprecise coordinate nella memoria e potenzialmente infinite stratificazioni fatte di presenze e assenze, andate e ritorni, senso di appartenenza e desiderio di andare lontano.

tornare al paese significa collocarsi in uno spazio e in un tempo invisibili, impastati di ricordi, che si sovrappongono a quelli percepibili e rendono impossibile osservare le strade, la gente e gli edifici senza leggerci dentro un passato che è anche il nostro. in tangerinn, lo sradicamento della protagonista, che non ha punti fermi in quanto millennial e in quanto expat, richiama quello del padre prima di lei, esule in Italia dopo essersi dovuto lasciare il Marocco e la famiglia alle spalle, in cerca di fortuna. questa donna che non si riconosce allo specchio, che non sa definirsi perché ha sradicato da dentro di sé ogni radice la tenesse legate alla terra di origine, alla famiglia che ha lasciato in Calabria, sente di non conoscere davvero quel padre amatissimo, scomparso prematuramente. come conciliare i tasselli dell’identità paterna in suo possesso con quelli nelle mani di altre persone, come tessere insieme le diverse storie, come essere sicura di conoscere la persona che ha amato e come di conoscere sé stessa?

con una scrittura limpida ed evocativa, forte di suoni, immagini e colori, Emanuela Anechoum racconta di assenza e appartenenza, luoghi geografici e luoghi dell’anima, identità migranti, identità senza radici, identità che come il mare non trovano pace, in costante cambiamento.
Profile Image for Marcella Caiazzo.
10 reviews1 follower
March 28, 2024
Non é una recensione, ma uno dei passi che ho fatto piu’ fatica a leggere perche’ troppo denso, e vero.

“Bambina, amare qualcuno senza sforzo è una cosa che si fa solo a vent'anni. L'innamoramento, quello, quando capita, come viene se ne va, lasciandoti un lutto nel petto che verrà poi sostituito dal successivo. Invece l'amore è un lavoro. Impari ad amare le persone quando cambiano, quando ti deludono, quando ti sembrano sconosciute ed estranee - nel peggiore dei casi, impari ad amarle anche quando non le ami. Gli occidentali hanno questa idea di sé talmente narcisistica da pensare che la persona che scegliamo di amare debba essere fatta apposta per noi, per meritarsi un tale impegno da parte nostra. Ma non è vero. Nessuno è speciale. E tutti meritiamo di essere amati.
Quindi ama, dico io, e non ti lamentare.
Ma tu ami gli uomini, protestai.
Ho amato un solo uomo. Di tutti gli altri mi sono innamorato velocemente e altrettanto velocemente li ho dimenticati.
Ma perché non hai scelto di amare un uomo per sempre e di invecchiare insieme a lui?
Rashid ci pensò su, poi scosse la testa. Non lo so. Non so che uomo sarei senza Amal, senza i miei figli.
Ma in realtà sei solo!
Siamo tutti soli.
Mi guardai le mani per un attimo, prima di chiedergli se tu sapessi.
Cosa? Che mentre dormiva accanto a me era mio fratello, il mio migliore amico, mio padre, mio figlio, mio marito, il mio amante?
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Profile Image for missirene.
15 reviews1 follower
April 27, 2024
"Il romanzo di una generazione che sa di dover partire ignorando la destinazione". Tangerinn è davvero quello che promette di essere. È il romanzo di una generazione che si è autoconvinta che diventare the best version of you - qualsiasi cosa voglia dire - sia la cosa più importante. È il romanzo di una generazione dilaniata fra il desiderio di ammettere a sé stessa di sentirsi spaurita e confusa e i continui richiami all'ordine e alla felicità che riceve dai contenuti che consuma quotidianamente. È il romanzo di una generazione che ha realizzato che casa è un concetto confuso, dopo aver cercato di radicarsi ovunque, ossessivamente, invano. È il romanzo di una generazione a cui è stato insegnato che tutto deve essere entusiasmante e pieno di significato e che anela invece ad essere finalmente soddisfatta, ad accontentarsi di ciò che ha. È il romanzo di una generazione che ha fatto dell'ironia uno strumento di difesa e di lotta.
Non ho mai sentito appartenermi con questa intensità così tante frasi in un libro come in questo.

Tangerinn è il romanzo della mia generazione ed esistendo mi ha dato e ci ha dato voce.
Profile Image for Gabriela.
56 reviews
January 31, 2025
Como nos tornamos quem nos tornamos, quando não temos um ponto de referência?


Aos 30 anos, morando em Londres, Mina recebe a notícia de que o pai faleceu, e isso a leva de volta ao vilarejo onde nasceu na Itália, para enterrar seus mortos literais e figurados. É assim, em meio ao luto, à perda, à indignação, à dor, que ela confronta suas crenças e percebe que está tão perdida quanto estava quando saiu em busca da sua liberdade e identidade forjadas à base de se tornar confortavelmente invisível.

Os relacionamentos no livro são impecáveis. Os diálogos, que nunca são marcados, mostram a falta de limites entre o que Mina é, o que ela pensa de si e o que os outros pensam dela. Até os capítulos curtos parecem ter um papel aqui.

Café Tangerinn poderia ser uma história sobre fugas ou, ainda, como diz um dos personagens, sobre a diferença entre fugir e correr em direção a algo. Ainda assim, o que a italiana Emanuaela Anechoum faz é traduzir um amadurecimento em palavras de forma doce e esperançosa, apesar de todas as dores.

Texto completo no instagram @_leitoracaotica
Profile Image for Michela Ballini.
17 reviews
April 9, 2024
Tangerinn è il romanzo del non detto. Al lettore, però. Costruito come un dialogo/lettera della protagonista Mina al defunto padre Omar, è un susseguirsi di menzioni mai approfondite che alla lunga fanno calare l’interesse. Mina, giovane donna del sud Italia, marocchina di origine da parte del padre, fugge dal paesino per approdare nella City londinese che, ahimè, la rifiuta. O è lei che non trova il suo posto nel mondo? Tutte le relazioni che intesse sono false e superficiali compresa quella con il papà che idealizza alla ricerca di risposte, che non otterrà. Costantemente sfiduciata dalla vita, vagabonda per 240 pagine senza trovare pace. E con lei il lettore.
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