Omicidi, tarocchi e altri disastri di Cassandra T. Mi chiamo Cassandra T. No, non è ancora arrivato il momento di dirvi tutto, cognome compreso, di me. E sì, i miei genitori mi volevano male fin da quando ero in fasce. Non chiami una figlia Cassandra, se non vuoi condannarla a un’esistenza di prese in giro. Cosa mi ha aiutato a sopravvivere? Sognare di diventare una delle Spice Girls. Il mio più grande desiderio è andato in frantumi in un momento preciso, il 31 maggio 1998. Penso sia quella la data in cui tutto ha iniziato a naufragare nella vita di noi Millennial. Pensateci per un attimo. Cosa è successo dopo? Le crisi economiche, le Torri Gemelle, la devastazione climatica, certi governi che hanno virato pericolosamente a destra, una pandemia globale. Una piccola anticipazione della mia attuale vita da i miei genitori sono morti in un incidente stradale. Tiro a campare nella periferia milanese. Non uso più il mio vero nome da quando ho deciso di sparire. Perché? Ve la faccio breve. Dodici anni fa, io e i miei compagni di teatro abbiamo ammazzato uno e non ci siamo più visti, né sentiti... Fino a oggi, quando una di noi è stata ritrovata morta e io potrei essere la prossima o potrei tornare a colpire. I tarocchi suggeriscono la seconda... Cassandra non predice il futuro, come la sua più famosa omonima, piuttosto si affida ai tarocchi. Altre due cose che dovresti sapere di lei ama le Spice Girls e, anni fa, con il suo gruppo di teatro, ha ucciso un uomo. Non è stata la sua prima vittima, né l’ultima...
Alessandra Salvoldi È nata tra le montagne bergamasche. Dopo le lauree in Lettere Moderne e Culture Moderne Comparate conseguite con due tesi sulla serialità contemporanea, inizia a lavorare come autrice e sceneggiatrice partecipando a vari festival cinematografici e curando la scrittura e la regia di cortometraggi e documentari. È vegana e ama i gatti, la pizza e le serie TV. Confessioni di un’assassina dilettante è il suo romanzo d’esordio
Sono sempre alla ricerca di gialli che abbiano per protagonisti investigatori amatoriali, senza distinzione di genere. Confessioni di un’assassina dilettante di Alessandra Salvoldi si inserisce perfettamente in questa categoria.
La protagonista è Cassandra, una trentenne persa nelle sue idee, disillusa, che ha scelto di sparire da tutti e da tutto, ma che coltiva ancora un sogno nel cassetto: diventare una delle Spice Girls. Ha smesso di usare il suo vero nome da quando, dodici anni prima, è stata coinvolta, insieme a un gruppo di amici del teatro, in un omicidio. Un evento che ha lasciato segni profondi, non solo nella sua mente ma anche nella sua vita.
Lo stile dell’autrice è semplice e scorrevole, arricchito da numerosi richiami agli anni ’90 che rendono la lettura piacevole e nostalgica. La storia è narrata in prima persona dalla protagonista; i personaggi secondari, tuttavia, risultano poco caratterizzati e la trama gialla non è particolarmente incisiva: i colpi di scena sono limitati e i dettagli degli eventi rimangono solo accennati.
In definitiva, "Confessioni di un’assassina dilettante" è stata per me una lettura piacevole ma non del tutto appagante. La trama presenta spunti originali e la protagonista riesce a incuriosire. Resta comunque un romanzo che può conquistare chi cerca una storia leggera, diversa dal solito e arricchita da un tocco di nostalgia anni ’90. Come sempre, molto dipende dalla sensibilità del lettore: ciò che a me è parso poco incisivo potrebbe invece risultare avvincente per altri. SOFFIO DI CARTA
Ci sono libri che ti sorprendono, non perché fanno il “colpo di scena”, ma perché riescono a mescolare generi, linguaggi e umori in modo fresco, intelligente e profondamente umano. Confessioni di un’assassina dilettante di Alessandra Salvoldi è uno di quei libri.
Spoiler senza contesto Se ieri qualcuno mi avesse detto che mi sarei innamorata di un narcotrafficante di Marsiglia, avrei pensato che fossero pazzi. Tuttavia, oggi non mi sento poi così diversa da Cassandra.
La protagonista, Cassandra, è quanto di più lontano ci si possa aspettare da un’investigatrice, o da un’assassina. È una trentenne smarrita, disillusa, autoironica, impantanata in un’esistenza precaria nella periferia milanese. Non conosciamo subito il suo cognome, perché Cassandra ha scelto di scomparire. Letteralmente. Non usa più il suo vero nome da quando, dodici anni prima, è stata coinvolta -insieme a un gruppo di amici del teatro- in un omicidio. Un omicidio che ha lasciato strascichi. Non solo nella sua mente, ma anche nella sua vita.
Il romanzo si apre con un flusso di coscienza, delle confessioni caotiche e divertenti, in cui Cassandra racconta sé stessa con un mix irresistibile di sarcasmo, lucidità e fragilità. All’inizio può sembrare difficile entrare nel suo mondo, ma bastano poche pagine per sintonizzarsi sulla sua frequenza. Ed è proprio questa voce: intensa, nevrotica e arguta il cuore pulsante del romanzo. Cassandra è fuori come un balcone, sì, ma è anche geniale. È una di quelle protagoniste che ti restano addosso, che parlano come un’amica un po’ fuori di testa, ma incredibilmente vera. Il contesto è perfetto: Milano, la provincia, una compagnia teatrale, i ricordi degli anni '90 e 2000, le paranoie da adulti stanchi. Il romanzo è un noir con i toni accesi di un monologo teatrale, condito da cultura pop, citazioni millennials, e tanta, tantissima ironia. C'è l'omicidio, sì. C'è il mistero. Ma c'è anche una riflessione continua sulla generazione cresciuta tra le Spice Girls e la pandemia, tra sogni glitterati e realtà sghemba. Il teatro è il cuore simbolico della narrazione: luogo di finzione, di maschere, di tragedie e commedie. È anche il luogo da cui tutto è partito. E se da un lato è un omaggio ai grandi gialli classici — viene in mente Dieci piccoli indiani — dall’altro è uno specchio perfetto per i personaggi che continuano a recitare ruoli, persino nella vita. È anche una scelta narrativa originale e intelligente: non si vedono spesso thriller o noir legati al mondo teatrale in modo così organico. Il romanzo è un continuo oscillare tra paranoia e lucidità, tra senso di colpa e istinto di sopravvivenza. I tarocchi, elemento apparentemente marginale, diventano una voce narrante parallela: un oracolo che sussurra verità (o menzogne?) che Cassandra è troppo spaventata per affrontare.
Il lettore si ritrova incollato alla pagina, non solo per scoprire “chi è stato”, ma per il puro piacere di ascoltare le confessioni di questa protagonista delirante e brillante che racconta il mondo a modo suo. Un altro grande punto di forza è l’umorismo. Nero, tagliente, a volte cinico, ma sempre efficace. L'autrice riesce a far ridere parlando di omicidi, fallimenti e paure, senza mai cadere nel banale o nel macchiettistico. E quando meno te l’aspetti, arriva la stoccata emotiva, il momento di vulnerabilità, la frase che ti spiazza. La scrittura è fresca, moderna, piena di ritmo. La narrazione in prima persona e la struttura frammentata ben si sposano con il flusso di pensieri disordinato ma coerente della protagonista. Nonostante la sua apparente confusione mentale, Cassandra riesce a portarci dritti al centro della storia, tenendoci sempre con il fiato sospeso.
Confessioni di un’assassina dilettante è una lettura unica. Un noir sui generis, che fa ridere, inquieta e commuove. È una riflessione brillante sulla colpa, sull’identità, sull’amicizia e su come si sopravvive — o si soccombe — alle proprie scelte. È un romanzo che parla alla nostra generazione con onestà, sarcasmo e una punta di pazzia. Se amate i gialli fuori dagli schemi, le protagoniste inafferrabili e le storie che mescolano ironia e inquietudine, questo libro fa per voi. E vi ritroverete a pensare che sì, forse i tarocchi qualcosa lo sanno davvero.
Grazie infinite alla Newton Compton editori per la copia digitale del romanzo.
Il libro: Cassandra, è una serial killer, o forse sarebbe meglio dire che Cassandra ha ucciso, non una sola volta e non è detto che non lo farà più. Il racconto è una lenta e ricca confessione che gira intorno alla morte di un compagno del suo vecchio gruppo di teatro, ma non solo.
vi's Pov: "Confessioni di un'assassina dilettante è un libro" POP, con riferimenti Pop, culturali e sottoculturali specifici. è una coccola per i millenial schiacciati dalla vita adulta che non coincide con le promesse date quando eravamo bambini. Un inno alle persone mediocri che non accettano di esserlo e quindi forse non lo sono. Un'epopea ricamata su quella persona che alle feste cerca di non dare nell'occhio, la ragazza gentile della porta accanto (carina, ma non bella; simpatica, ma non esuberante), che poi inciampa, fa cadere la torta, sputa tra i denti una battuta sarcastica e si da alla fuga in modo indimenticabile.
E per tutti questi variopinti motivi: mi è piaciuto. L'ho letto in due serate, con gusto. Ridacchiando divertita tra una riga e l'altra, ma prendendo assolutamente sul serio i drammi di Cassandra, che alla fine ama i gatti, odia la gente e passa il tempo a guardare serie tv, quindi a conti fatti potrebbe essere mia amica (anche se no, non sono una figlia delle spice girls, quindi potremmo anche litigare). Un libro leggero (ma serissimo per le millenials in crisi alla soglia dei 30), perfetto da leggere sotto l'ombrellone (mentre sognamo the caldo e copertina).
Il difetto che ho trovato è che, nel suo essere 'Pop' e parlando quindi a un gruppo specifico di persone, che include assolutamente anche me, che possono capirne le battute e i riferimenti culturali, potrebbe invecchiare più in fretta di altri testi. Ma non è in fondo quello che sta accadendo a noi? Questo libro "Ci ride su". Avrei forse apprezzato anche un maggiore sviluppo dei personaggi secondari e a mio parere funzionano meglio le descrizioni che le situazioni di dialogo, ma ciò non peggiora affatto l'esperienza di lettura.
Per chi ha voglia di uscire dal blocco del lettore, sentirsi capito, ridere e dissacrare un po' l'età adulta... è il libro per voi.
Ho appena terminato la lettura e sento di poter dire che i primi tre quarti del libro mi hanno davvero coinvolta. Forse è anche una questione di tempismo: ho appena compiuto trent’anni, e mi sono ritrovata con grande empatia nei dilemmi, nelle nostalgie e nei piccoli grandi fallimenti della protagonista.
Quello che mi ha colpita di più è stata proprio la prospettiva insolita: un’ assassina lontana anni luce dallo stereotipo della psicopatica tormentata o della donna misteriosa e glaciale. La protagonista è una persona reale, con una vita complicata, decisioni sbagliate e una certa stanchezza esistenziale. È facile riconoscersi nei suoi pensieri, anche se le sue azioni restano discutibili. L’atmosfera del libro, intima, ironica ma tesa, accompagna benissimo questa discesa nel lato più oscuro (e umano) delle relazioni e delle scelte.
Se devo trovare un limite — che riconosco essere più legato al mio gusto personale che a una reale mancanza — è nel modo in cui vengono trattati i personaggi secondari. Alcuni di loro hanno ruoli fondamentali nella trama, ma rimangono sullo sfondo, poco approfonditi. Avrei preferito un racconto più corale, dove i colpi di scena emergono non tanto dai fatti in sé, quanto dalle persone che li vivono e li attraversano. Invece, arrivata al finale, ho sentito un certo distacco emotivo: le rivelazioni ci sono, ma per me non hanno avuto l’impatto che avrebbero potuto avere se fossi riuscita a entrare davvero nei personaggi coinvolti.
Detto questo, capisco che sia una scelta narrativa precisa e coerente, e non posso che riconoscere il talento dell’autrice. Per essere un esordio, è notevole: originale, sincero e capace di farti riflettere anche dopo l’ultima pagina.
Romanzo scorrevole in cui assassinii, tarocchi, false amicizie, ricordi di infanzia si mischiano. La protagonista è una sconclusionata free lance, con un passato da omicida, che si diverte a risolvere coldcase. Assassino e assassinato sono da ricercarsi in una sua vecchia cerchia di amicizie, il dilemma è il movente. Geniale, irriverente, bizzarro ma anche molto altro. Lettura consigliata per le prossime vacanze estive.
Cassandra è una villain con cui è praticamente IMPOSSIBILE non empatizzare! Una pura immersione in un mondo profondamente contemporaneo, ma dal sapore nostalgico che rappresenta il sogno di ogni Zillennial. Un'anti-eroina che normalizza, in modo estremamente cool e irriverente, questioni moderne come il veganismo, la lotta al cambiamento climatico e la giustizia sociale. La narrazione è un continuo crescendo che lascerà la lettrice incollata alle pagina.
Carino, un libretto leggero e simpatico, senza troppe pretese, da leggere per staccare un po’. Mi sono molto piaciuti i toni che ha utilizzato l’autrice, è sicuramente un libro che risulta ironico e che si avvicina particolarmente al mio senso dell’umorismo - ma fino ad un certo punto, ecco. La trama si sviluppa poco e le informazioni sull’omicidio vengono centellinate, per cui per me non si è riusciti a raggiungere il giusto equilibrio tra le due cose ☹️
Divertente, brillante e fuori dagli schemi! "Confessioni di un’assassina dilettante" di Alessandra Salvoldi è un giallo originale e frizzante, con una protagonista unica nel suo genere. Ironico, sorprendente e mai banale, tiene incollati fino all’ultima pagina. Una lettura diversa dal solito, assolutamente consigliato.
Investigatrice o assassina, Cassandra T spiazza e tiene incollati alle pagine! Riferimenti agli anni 90, colpi di scena fino al capitolo finale, irriverenza a tratti ma anche tanta simpatia che va empatizzare con la protagonista. Una lettura intrigante e che scorre piacevole, tanto da non accorgersi che le pagine siano già terminate. Consigliatissimo!