"Lui era il male che tutti temevano. Io ero il silenzio che nessuno ascoltava."
Poche Non uscire durante la nebbia. Non entrare nella foresta di Cenere. Non fare patti con i Demoni.
Lei le ha infrante tutte
Nata nelle miniere, Scarlet ha perso la sua famiglia, la libertà, l’infanzia. Ora ha vent’anni, capelli bianco luna, cicatrici che custodisce come colpe e una cavigliera che la marchia per sempre come schiava del Conte. Legata in segreto a Deren, il giovane erede, vive credendo che la sua esistenza sia sacrificio... e obbedienza.
Ma, quando nel castello viene organizzato un banchetto che puzza di ambizione e sangue, qualcosa comincia a cambiare. Tre principi si presentano. E anche se il quarto non è stato invitato, l’ombra del timore che incute il suo nome non può essere tenuta lontana.
In un regno maledetto, dove la Nebbia portatrice di dannazione avanza dalla Foresta di Cenere, le creature esiliate minacciano di liberarsi, e il Tempio di Naharat governa con benedizioni di sale, ogni cento anni si tiene la Ricerca della Reliquia, l’unico artefatto in grado di spezzare l’incubo.
Venti nomi saranno scelti. Il centenario sta per iniziare.
"La mia unica certezza era sopravvivere. Eseguivo ordini. Mi inchinavo. Obbedivo. Poi lui mi ha guardata. Mi ha sfidata. E un patto... ha cambiato tutto."
Tra addestramenti, intrighi politici, demoni nascosti sotto titoli nobiliari e un patto pericoloso che si trasforma in legame, Scarlet viene trascinata in un gioco di potere tra uomini e mostri.
Il primo volume di una saga intensa e stratificata intreccia tensione romantica, worldbuilding solido e una crescita emotiva e psicologica autentica.
#ENEMIES TO LOVERS #SLOW BURN #TOUCH HER AND DIE #MORALY GREY HEROES
Un dark fantasy potente, sensuale e psicologico, dove la libertà si conquista. Una storia che ti farà credere nella forza di chi ha paura ma si rialza.
Quando sopravvivere è l’unica scelta possibile, anche l’ombra può diventare casa.
Ci sono storie che non iniziano con una speranza, ma con una condanna. Stone & Shadows. La foresta di cenere è una di queste. Alice Branner ci conduce in un mondo cupo, stratificato e feroce, dove il dolore non è un incidente ma una condizione di nascita, e la libertà è un lusso che pochi possono persino immaginare.
Scarlet nasce nelle miniere, e da lì porta addosso tutto: la perdita della famiglia, l’infanzia spezzata, il corpo segnato da cicatrici e da una cavigliera che non è solo ferro, ma simbolo di una schiavitù totale. Ogni gesto della sua vita è regolato dall’obbedienza. Inchino dopo inchino, ordine dopo ordine, Scarlet ha imparato che sopravvivere significa non farsi vedere, non farsi sentire, non desiderare. È il silenzio che nessuno ascolta, e proprio per questo è devastante nella sua autenticità.
Il mondo che la circonda è altrettanto ostile. Il regno vive sotto la minaccia costante della Nebbia che avanza dalla Foresta di Cenere, un luogo proibito e maledetto, mentre il Tempio di Naharat governa con benedizioni di sale e una fede che sa più di controllo che di salvezza. Le regole sono chiare, assolute, e infrangerle equivale a firmare la propria condanna. Scarlet le infrange tutte. Non per ribellione, ma perché il destino, a volte, sceglie chi non ha più nulla da perdere.
Il banchetto al castello segna il primo, vero punto di rottura. L’arrivo dei tre principi, e soprattutto l’ombra del quarto – non invitato, ma temuto come il male stesso – incrina l’equilibrio già fragile del potere. Da qui in poi, la narrazione si fa sempre più tesa, attraversata da intrighi politici, giochi di alleanze, ambizioni mascherate da nobiltà e demoni che si nascondono dietro titoli e sorrisi impeccabili.
Il cuore pulsante del romanzo è il patto. Un accordo pericoloso, nato da uno sguardo che non giudica ma sfida, che riconosce Scarlet non come proprietà, ma come possibilità. Il legame che ne deriva è lento, oscuro, carico di tensione emotiva e ambiguità morale. Non c’è romanticizzazione della sofferenza, ma un confronto costante tra ciò che distrugge e ciò che potrebbe, forse, salvare. L’intensità del rapporto si costruisce passo dopo passo, tra diffidenza, attrazione e una crescita psicologica che rende Scarlet una protagonista credibile, profonda, dolorosamente umana.
La Ricerca della Reliquia, che si tiene ogni cento anni, aggiunge un ulteriore livello di urgenza e drammaticità: venti nomi scelti, un artefatto capace di spezzare l’incubo, e un centenario che promette di cambiare tutto. O di distruggere ciò che resta. In questo contesto, l’addestramento, la violenza implicita del potere e il peso delle scelte trasformano la storia in un percorso di formazione duro e spietato.
Alice Branner dimostra una grande capacità di worldbuilding: ogni elemento – dalla Nebbia alla Foresta, dal Tempio alle miniere – è carico di significato simbolico e narrativo. Nulla è decorativo, tutto contribuisce a creare un senso costante di oppressione e pericolo, rendendo il mondo vivo e credibile nella sua crudeltà.
Stone & Shadows. La foresta di cenere è un primo volume che non fa sconti: è intenso, struggente, emotivamente denso. Racconta di schiavitù e riscatto, di identità negate e lentamente riconquistate, di patti che cambiano il corso di una vita. È una storia in cui l’amore non salva subito, ma mette in discussione, ferisce, costringe a guardarsi dentro. E in un mondo di cenere e ombre, anche questo può essere l’inizio di una luce.
Questo libro per me è sia un si che un no, il primo centinaio di pagine non mi stava piacendo affatto (sia a causa di diversi refusi che per la trama che aveva veramente troppi elementi che mi sembravano quasi scimmiottare altri fantasy e me la rendevano poco credibile) andando avanti però il mio pensiero è migliorato. La parte di guarigione e crescita della protagonista è scritta veramente bene e gli elementi che mi sembravano di troppo iniziano a quadrare, anche se rimango scettica su alcune scelte di trama, il finale è sicuramente la parte migliore e che funziona di più, se il libro vi è piaciuto anche solo un minimo vi farà comunque venire voglia di continuare la lettura.
Ho finito il libro e del complesso mi é piaciuto. All’inizio scorre molto bene, anche se alcune dinamiche risultano un po’ scontate: il legame tra i due protagonisti è quello classico, lui è il tipico protagonista che riscontriamo in tutti i fantasy attuali — né più né meno — ma lei mi ha colpito, soprattutto per l’approfondimento psicologico che c’è dietro al suo personaggio. È facile entrare in empatia con lei e, in generale, con tutti i personaggi, anche quelli secondari. Questo è sicuramente un punto a favore.
La trama scorre, ma con lentezza. Fin dal primo capitolo si intuisce quale sia il ruolo centrale di lei, e anche se ci vengono dati solo alcuni indizi, è chiaro che c’è molto di più da scoprire.
Il personaggio che ho detestato di più è Deren. Il duca o la sacerdotessa sono i classici cattivi e viene "naturale" odiarli. Deren, invece, con il suo falso perbenismo, mi ha irritato profondamente. Se dovesse morire, non mi importerebbe.
Da metà in poi, il ritmo rallenta parecchio: aumentano le descrizioni e la trama si ferma. Si riprende solo verso la fine. I personaggi secondari mi sono piaciuti molto, danno spessore alla storia — dai principi agli amici di Scarlett.
Forse sono io ad essere particolarmente sensibile, ma il modo in cui lei viene trattata — come un oggetto — mi ha colpito molto. Quelle scene sono state terribili. Ho sofferto con lei.
Il libro merita di essere letto, su questo non ci sono dubbi. Però…il finale non mi ha lasciato con quella voglia irrefrenabile di iniziare subito il secondo. Sono curioso ovviamente e continueró la serie perché voglio sapere cosa succede dopo.
A mio parere, alcune scene risultano ripetitive. Capisco che siano funzionali alla crescita del personaggio, ma certi comportamenti — come quello di Deren o le reazioni di lei — finiscono per essere un po’ sempre gli stessi.
Ho dato come valutazione 4 ⭐. Qualcosa mi ha lasciato, sì, ma ho trovato anche tanti cliché tipici di fantasy.
“Non puoi fuggire per sempre. Se scappi ora continuerai a scappare per tutta la tua vita. A volte i mostri vanno affrontati, perché smettano di farci paura”
700pagine volate, qualche refuso qua e là ma molti meno rispetto a tanti altri libri. La scrittura è fluida e ci sono stati davvero pochi momenti “morti/di noia”. Questo tipo di libri per me sono una comfort zone perché piena di elementi accattivanti ed estremamente gradevoli: - dark fantasy - vibes “gotiche e inquietanti” - mostri e demoni - personaggio femminile secondario brutalmente onesta e anche un po’ acida 😏 - Personaggio maschile secondario che è un cuore di panna (al pari di Nektas) - sistema magico interessante: la magia degli elementi è legata ai minerali presenti in una montagna sacra o maledetta - Il “cavaliere senza macchia e senza paura” ha più macchie, paure e disonestà dei mostri che popolano gli incubi della protagonista - Una protagonista molto umana, che è stata plagiata, ha subito violenze sia fisiche che mentali che sceglie di salvarsi da sola - Shadow daddy, non poteva mancare 😏 Insomma sento di consigliare questo libro a chi è piaciuto: one dark window, sangue e cenere e acotar. Ci sono degli elementi che possono ricordare alcuni aspetti di questi libri ma non li ho trovati disturbati anzi.
Quello che mi ha convinta a dire si lo voglio a questo libro sono state cover e trama. Scarlet è una schiava, nella miniera ha perso tutto e tutto il suo passato ruota intono a incubi che sembrano reali. Ha una relazione segreta con Deren il primo cavaliere e sarà con quest’ultimo che dovrà combattere per il centenario. Scarlet dovrà superare addestramenti e prove per riuscire a trovare la Reliquia. Ce la farà? Una storia avvincente e dinamica, un enemies to lover da paura, io tema KAIDEN dal primo istante. Ho amato la caratterizzazione dei protagonisti, bella forte e unica. Mi è piaciuto il percorso di Scarlet, il modo in cui cresce nel corso della storia, dimostrando a se stessa, ma anche ai suoi compagni di viaggio come si può cambiare, crescere e diventare più sicuri di se stessi. Una storia che ti rapisce, in ogni senso. Ho trovato lo stile di Alice dinamico, anche se ammetto che nella prima parte alcune cose le ho trovate un po’ poco scorrevoli, ma nel complesso ho amato il worldbuilding e come l’autrice ha creato una storia che crea dipendenza. Non vedo l’ora di leggere il seguito.
Stupendo, coinvolgente, emozionante (dalle emozioni più belle giggling and kicking my feet, al disgusto più profondo e la sofferenza infinita di alcune scene). Un fantasy romance degnissimo di stare sugli scaffali di tutte le librerie. Su marzi.books trovate la recensione completa 🖤🌹🫶🏻 (TikTok)