In poche, densissime, appassionate pagine, la tesi molto poco ortodossa su cui si fonda l'intera opera di Jaynes: la coscienza non è data da sempre, e per sempre, ma – come tutto – ha una storia.
Julian Jaynes was an American psychologist, best known for his book The Origin of Consciousness in the Breakdown of the Bicameral Mind, in which he argued that consciousness is a cultural development based on metaphorical language that occurred 3,000 years ago. Prior to the development of consciousness, humans operated under a different mentality Jaynes calls "the bicameral mind." Jaynes argues that vestiges of the bicameral mind are still prevalent throughout the modern world.
Jaynes defines "consciousness" more narrowly than some philosophers, and his definition of consciousness is essential to understanding his theory. Jaynes' definition of consciousness is synonymous with what philosophers now call "meta-consciousness" or "meta-awareness" i.e. awareness of awareness, thoughts about thinking, desires about desires, beliefs about beliefs.
For more information on Julian Jaynes's theory, please visit the Julian Jaynes Society at julianjaynes.org
Questo breve libro ci introduce al pensiero di Julian Jaynes, lo psicologo americano ideatore di una teoria sulla coscienza molto affascinante, ma anche molto controversa. La coscienza, cioè il soggetto della nostra mente che rende possibile l'introspezione, secondo l'autore non sarebbe un elemento connaturato alla nostra struttura cerebrale, ma una capacità che gli esseri umani hanno acquisito su impulso delle condizioni storiche. Jaynes afferma che le nostre capacità mentali, anche quelle avanzate, non necessitano della coscienza per avere luogo. Alla sua comparsa, l'Homo Sapiens probabilmente non aveva alcuna capacità di introspezione, con l'andare del tempo e con il sorgere delle prime società complesse, però, gli umani hanno sviluppato quella che l'autore chiama "Mente Bicamerale". Durante l'era della mente bicamerale gli uomini interpretavano l'attività cosciente della propria mente come degli elementi esterni. Deriverebbero da questa caratteristica le voci degli dei che gli uomini affermavano di sentire durante questo periodo. La mente moderna, quella dotata di autocoscienza, per l'autore, si svilupperebbe molto più tardi. Intorno al 1000 A.C quando appaiono le prime testimonianze scritte dei processi di introspezione. La teoria di Jaynes è estremamente originale, altrettanto affascinante ma questo libretto non basta per soddisfare ogni domanda che riesce a suscitare. Sicuramente è un buon punto di partenza per esplorare il pensiero di uno studioso affascinante
Si tratta di un libello, quasi a compendio del più ampio _Il crollo della mente bicamerale e l'origine della coscienza_, nel quale Jaynes espone sinteticamente la propria teoria secondo la quale la coscienza nell'uomo sarebbe apparsa in concomitanza con la scrittura. Che la coscienza sia diacronica (e non sincronica, ossia non data ex-ante ovvero apparsa inspiegabilmente in un momento non collocato storicamente), secondo Jaynes, fa sì che qualsiasi domanda sulla possibilità da parte di un apparato costruito dall'uomo di acquisire coscienza non abbia senso. Jaynes introduce anche il concetto di "spazio funzionale della coscienza", nel quale si attuano le relazioni tra le coppie paraferendo/paraferente e metaferendo/metaferente, che muovendo dalla metafora e dall'analogia mettono in piedi la corrispondenza tra spazio fisico esperito e spazio diacronico percepito dalla coscienza stessa. Una posizione che Jaynes stesso sa essere piuttosto diversa da quella delle principali correnti di pensiero psicologiche, che secondo l'autore tendono erroneamente a sovrapporre i concetti di percezione e coscienza; piuttosto, si rifà a posizioni come quella cartesiana, che Jaynes parafrasa affermando "Cartesio non avrebbe mai detto «Vedo un tavolo, quindi sono»".
Un'interessante ragionamento sulla natura e l'origine della coscienza. Faccio fatica a comprendere come l'autore possa sostenere che soltanto gli esseri umani abbiano un linguaggio sufficientemente complesso da poter sviluppare la coscienza, visto che molti altri esseri animali posseggono linguaggi a noi oscuri con cui possono comunicare molto efficientemente.
Di sicuro è necessario approfondire ulteriormente per potersi dire a favore o contro questa teoria, in ogni caso, sospetto che sia un ottimo punto di partenza per conoscere l'autore e/o le sue teorie.