TRA BOLOGNA E LA BASSA EMILIANA UN GIALLO SOPRA LE RIGHE SERRATO E IRRESISTIBILE
UN KILLER DAL CUORE SGANGHERATO UNA POLIZIOTTA CHE BRUCIA DI FEBBRE UNA PROVINCIA MARCIA FINO AL MIDOLLO STRAVOLTA DA UN'ONDATA DI MALANNI
Un killer in pensione. Mai sentito. Surreale, come il titolo di una commedia americana. Anche perché, nel suo mestiere, la liquidazione ha sempre avuto un altro significato.
Santino Fiore ha quasi sessant'anni, un cuore che fa le bizze e una moglie che non sa del suo vero lavoro. Ha finto per una vita d'essere un impiegato, ma la realtà è molto più sanguinosa di così. Ha quattro giorni per chiudere la carriera con un'ultima missione. Poi, forse, potrà riposare in pace. Vittoria Melis ha trentuno anni e trentotto di febbre, invece. È una poliziotta testarda e volitiva, intelligente. Ha appena ricevuto un'importante promozione e ha deciso di recarsi in Commissariato anche se è malata. La febbre si alza. S'incontrano così, Santino e Vittoria, tra Bologna e un paesone della Bassa Emiliana, San Giovanni in Persiceto, che nasconde molto più di quanto mostra. Dietro le facciate gialle e solari delle case si muove il cuore oscuro del potere criminale di provincia. Droga, mafia, vecchi conti da regolare. Nel mezzo, una rete sottile di destini incrociati, il tempo che stringe, e un filo che unisce due anime agli Santino è disilluso e silenzioso, Vittoria è rabbiosa e piena di ideali. Ma entrambi sono soli. E, in fondo, molto più simili di quanto immaginano. Andrea Cotti firma un noir dove l'azione si intreccia ai sentimenti e la verità si nasconde nei dettagli, nei silenzi e nelle scelte più intime. Un meraviglioso romanzo emiliano ambientato in un mondo in cui tutti sono malati, febbricitanti o cardiopatici, affetti da mal di denti o persino in punto di morte.
Mi è piaciuto. Un poliziesco diverso dal solito. I protagonisti sono diversi: 1) una vice ispettore donna, determinata e sarda, con l'influenza, che riconosce un vecchio latitante con un nome nuovo (non falso). Scoppia un casino in Questura e in Procura. 2) un falegname malato terminale dal passato oscuro, che vuole suicidarsi, senza aver comunicato alla famiglia d'essere malato 3) un ragazzotto arrabbiato con il mondo e manesco, con il mal di denti 4) un sicario dei servizi segreti italiani all'ultima missione, molto malato di cuore. La moglie non sa che lavoro faccia e neppure della malattia cardiaca. Ve lo consiglio. Il gergo poliziesco è quello che preferisco.
Questo romanzo è sostanzialmente un noir con quattro personaggi. Il primo è Santino Fiore, un ometto anonimo di sessant’anni che, in apparenza, si aggira per le strade di San Giovanni in Persiceto alla ricerca dell’albergo dove ha prenotato. In realtà è un killer professionista al soldo dei servizi segreti, alla sua ultima missione. Vuole smettere con questa vita, ha qualche problema di cuore e vuole passare la pensione al mare con la moglie. Santino sa che non bisogna mai abbassare la guardia, eppure, mentre cammina per le strade, si scontra con un bulletto del posto e, per un attimo, la sua maschera di imperturbabile invisibilità cade, spaventando il ragazzo che non lo dimentica, ovvero il secondo personaggio. Entra quindi in gioco il terzo personaggio, Vittoria Melis, una poliziotta sarda e caparbia, che nonostante la febbre alta è comunque presente e operativa al lavoro quando trova sulla sua scrivania una lettera anonima contenente informazioni inquietanti. Il quarto personaggio altri non è che la vittima designata di Santino. La trama si sviluppa su piani temporali diversi, intrecciando passato e presente per mostrare come si è arrivati fino a quel momento. Si ha l’impressione di assistere a uno spettacolo in slow-motion, con spiegazioni appena accennate ma mai del tutto esplicitate, e azioni da intraprendere, prima o poi. Un romanzo apparentemente tranquillo, ma nel quale, sotto la superficie, si agitano tensioni e sensi di colpa. I protagonisti sono esseri umani, e in quanto tali imperfetti, alle prese con le conseguenze delle proprie scelte.