Infinite stelle, ha il mio cuore😍♾️
Dopo la lettura di Ice Attack, ho una certezza: esistono scrittrici che colpiscono al cuore con qualsiasi opera e lì si radicano in profondità, e Daphne Ali per me è una di queste poche e preziose autrici.
Questo libro è semplicemente perfetto, tratta di tantissime tematiche che vanno oltre il romance, ed era esattamente ciò che cercavo. È arrivato in un periodo in cui, a parte alcune eccezioni come la mia Ritalaura e Your Last Words che mi hanno proprio scavato nell’anima, stavo perdendo un po’ interesse per i romance, che sì mi sono piaciuti (perché sapete che non mento mai nelle recensioni), ma al tempo stesso cercavo quel tocco, quel qualcosa in più che lasciasse una cosa indimenticabile dentro. Ice Attack è riuscito in questo intento, come d’altronde accade sempre con qualsiasi libro di Daphne. Dopo la serie Broken Guys, che è una delle mie serie romance preferite di sempre, è tornata in vesti diverse, con una storia d’amore age gap tra un allenatore di hockey, il nostro Drew, e una ex pattinatrice, Tanya, che ha perso una gamba in seguito a un incidente.
Ho adorato Tanya, fin da subito. Nonostante il carattere ricco di asperità, il suo essere la Ragazza Squalo, ho compreso fin da subito le sue motivazioni, la fragilità che nascondeva dentro. È sicuramente difficile capirla in un primo momento, ha un carattere peperino, tuttavia per me ha lasciato subito intendere un qualcosa in più che mi ha fatto empatizzare con lei.
Ho amato la sua forza, il suo coraggio nel rimettersi in piedi (aiutata da Drew all’inizio, alla fine sola sulle proprie gambe, in ogni senso, con lui a guardarle le spalle, come un vero compagno deve essere in grado di fare) e il suo prendere coscienza del cambiamento nel suo carattere come maschera per non mostrare la debolezza che l’avere una protesi le causava.
Nonostante io non abbia mai provato ciò che lei sente e non abbia affrontato un percorso simile, ho sentito il suo dolore nella notte quando la gamba bruciava, ho sentito il suo bisogno di affetto e di essere vista come intera anche con un arto in meno, proprio come Drew è riuscito a fare.
Ho adorato come lui l’abbia riaccompagnata pian piano sul ghiaccio, ma in generale credo che Drew sia un bellissimo personaggio, come emerge dal modo di fare che ha con lei, da una scelta che prende verso la fine (Daphne mi stava provocando un infarto con questa sua decisione, MA SORVOLIAMO) per salvaguardare lei prima di tutto e la sua bambina, Lucy, che è un personaggio adorabile.
Per non parlare della tensione fra questi due che ragazzi… scritta magistralmente, l’ho sentita sulla pelle perché, nonostante le provocazioni ci siano fin dall’inizio, arriveremo a un dunque solo verso la fine.
Mi sono innamorata non solo della loro coppia, del modo in cui lui la accompagna nel percorso e in cui Tanya impara a contare su se stessa, a vedersi intera e sentirsi come tale emotivamente ma anche fisicamente. Ho amato la loro prima volta, che in realtà è guidata, fatta di piccoli passi, non solo nel contatto fisico ma anche sul ghiaccio, e in tanti altri contesti.
Ma ancor di più ho amato il contorno. Ho amato la squadra di hockey, in particolare Mason e Raul (sono di parte, mi dichiaro colpevole, li amavo già dalle art😂😍), ma anche Ray e Nancy, i migliori amici di Tanya, che sono figure costanti nella sua vita, così come Kit, capitano della squadra nonché fratello della nostra protagonista, anche se a tratti mi ha un po’ fatto girare i nervi… ma alla fine l’ho compreso e mi è piaciuto molto. Un altro personaggio che mi ha sorpresa è stata Karol, che è davvero secondaria ma è stata inserita non solo per una svolta precisa della trama inerente il pattinaggio, ma anche per dare un messaggio preciso legato ai disturbi alimentari, uno dei tanti che lascia Daphne in questo romanzo e che ho apprezzato con tutto il cuore. Anche i personaggi che dovremmo odiare, come Zack che è ingiustificabile per un suo comportamento orribile nel libro, alla fine assumono comunque quel lato umano che ho apprezzato, perché Daphne non mostra mai verità assolute, bianco o nero, ma sempre i tanti grigi che esistono nel mezzo e dà una seconda possibilità anche laddove è complesso capire alcuni atteggiamenti.
E per concludere, ciliegina sulla torta: l’epilogo ambientato cinque anni dopo, che mi ha commossa perché davvero la scrittrice ci ha dato dentro per farci versare tutte le nostre lacrime, anche se sono lacrime di gioia.
È un romanzo che mi è entrato nel cuore e che non dimenticherò mai, perché ho sentito nel profondo ogni singola emozione e mi ha fatto vedere oltre i corpi, le imperfezioni e le “differenze”, perché alla fine siamo tutti solo anime, e le anime non sono mai danneggiate.💜