Come è stato possibile che si sia finiti col parlare d'Europa come di un sogno da cui meglio sarebbe risvegliarsi? Secondo Barbara Spinelli l'Europa è a un bivio ma si comporta come se non lo sapesse. Il tuonare dei governi contro gli eurocrati distruttori del sogno europeo è una scusa per nascondere le loro responsabilità. La trojka che ha vessato Grecia, Portogallo, Irlanda, è una loro creazione e lo è anche il Fiscal compact che incombe sulle nostre già fragili finanze. Sono gli Stati ad aver deciso di rispondere alla crisi scoppiata nel 2007 uccidendo la vocazione solidale dell'Unione, ignorando le ragioni per cui nacque, opponendo i paesi forti del centro alle sue nuove periferie. Occorre ripartire dalla visione del Manifesto di Ventotene per far sì che il Parlamento europeo esca dal suo sonno e scriva finalmente la Costituzione che i cittadini europei non posseggono e cui hanno diritto. Che metta l'economia e la moneta al servizio della politica e dei cittadini: non il contrario come avviene oggi.
"Prima il Trattato di Lisbona, poi la crisi economica hanno accentuato il potere degli Stati, e la minaccia che incombe è una ricaduta nel vecchio equilibrio di potenze nazionali: potenze che nel mondo globalizzato hanno perso l'antica sovranità, ma non vogliono in alcun modo confessarlo."
Quella che Barbara Spinelli propone è un'analisi molto lucida della situazione Europea attuale e dei rischi che corre, e che tutti noi corriamo in quanto membri di quella che dovrebbe essere una comunità, se poniamo il mercato e l'economia come fine ultimo. Il progetto originario di un'Europa federale è più che mai attuale e necessario per uscire da una crisi (non solo economica, ma soprattutto politica) che impoverisce gli Stati, ma in primis i cittadini, privati di un'alternativa all'Europa che viaggia col "pilota automatico".