La mela è una di quelle «incredibili mele e pere dipinte da Cézanne» che Woody Allen, in Manhattan, mette tra le dieci cose per le quali vale la pena di vivere. L'accendino è quello di Delitto per delitto: secondo gli esperti un Ronson, modello Adonis, personalizzato. A metterli assieme, la mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock, è stato Godard, in Histoire(s) du cinéma. E questo per dirci che sono ben pochi quelli che conservano memoria della mela di Cézanne in confronto a quanti ricordano l'accendino di Delitto per delitto. Da qui prende le mosse questo libro dedicato alle cose che vediamo nei film, e ai film come luoghi in cui gli oggetti quotidiani sono diventati, almeno nel nostro immaginario, quello che sono. Non solo di caffettiere, panchine e spremiagrumi si tratta, ma anche di una goccia di pioggia su una foglia, della fiamma di un fuoco acceso in riva al mare, di un fossile incastonato in una roccia...
Antonio Costa, saggista e storico del cinema, ha insegnato nelle Università di Bologna, dove ha diretto il Dipartimento di Musica e Spettacolo dal 1995 al 1998, di Trieste e di Venezia (IUAV) e, come visiting professor, a Paris VIII e a Montréal. Fa parte del Comitato Scientifico della Storia del Cinema italiano del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.
Tra i suoi libri piú recenti: la nuova edizione di Saper vedere il cinema(2011); Viaggio sulla luna (2013) e Il cinema italiano (2013). Per Einaudi ha pubblicato Il cinema e le arti visive (2002) e La mela di Cézanne e l'accendino di Hitchcock (2014).
"Il mondo della finzione deve essere un mondo ammobiliato". Questa citazione illustra perfettamente l'argomento di questo saggio: qual è la funzione degli oggetti che compaiono nei film? Nei film degni di questo nome, ogni oggetto inquadrato ha un senso e svolge uno speciale potere attrattivo. Nel saggio vengono passati in rassegna molti tipi di oggetti e il loro ruolo in molti film capolavoro, come la scatola in Mulholland Drive o la chiave in Notorius. Oppure la loro specificità si perde e si parla del senso generale di filmare un treno o una finestra o uno specchio. Ad esempio: la finestra: "nel cinema inquadrare una finestra significa introdurre un'inquadratura dentro l'inquadratura", implicando un raddoppiamento della funzione dell'inquadrare. Insomma, un viaggio interessante nel mondo del cinema da un particolare punto di vista (quello degli oggetti scenici) per avere maggiore consapevolezza durante la visione di un film.