Viviamo nell'epoca che più di ogni altra celebra la libertà e la proclama un diritto assoluto. Eppure qualcosa non torna. Una nebbia sottile, silenziosa, si è insinuata nelle nostre non vieta, non ordina, non punisce. Seduce. E mentre promette tranquillità e benessere ci spinge verso l'omologazione, spegnendo il pensiero critico, inibendo la creatività e il coraggio di essere diversi. In questo nuovo saggio, Paolo Crepet mette a fuoco una delle derive più insidiose del nostro la censura che non arriva dall'alto, ma si infiltra nel quotidiano, nei gesti, nei linguaggi, nelle scelte che non facciamo più. È un conformismo gentile, pervasivo, invisibile, che ci invita a restare nella comfort il luogo dove non si sbaglia, ma nemmeno si cresce. Con la sua scrittura brillante e provocatoria, Crepet ci accompagna in un viaggio controcorrente, alla riscoperta di ciò che rende davvero libera un' il dubbio, l'immaginazione, il conflitto. Perché la libertà, ci ricorda, non è uno slogan, ma un esercizio faticoso e quotidiano, che richiede coraggio, lucidità, disobbedienza. Un monito particolare è riservato ai più giovani e agli basta con la ricerca ossessiva della perfezione e della felicità a ogni costo. Bisogna restituire dignità all'errore, al fallimento, alla sconfitta, passaggi imprescindibili per una crescita sana ed equilibrata, perché «le tempeste riescono a essere perfino salvifiche e rischiarano l'orizzonte». Tra aneddoti, riflessioni e toccanti esperienze personali, Crepet ci sfida a riscoprire il coraggio dell'immaginazione e la forza dell'autenticità, consegnandoci un vero e proprio manifesto per chi rifiuta l'omologazione e vuole riscoprire la potenza, oggi rivoluzionaria, del pensiero libero.
Paolo Crepet, psichiatra e sociologo, è un esperto nel campo della ricerca sul tentato suicidio, dell’epidemiologia psichiatrica e della psichiatria sociale.
Un istigazione in perfetto stile Crepet, come il solito non delude. Provocante, crudo e diretto. Ogni volta che finisco un suo libro il desiderio è quello di uscire e amare, conoscere, parlare e godere appieno dell’esistenza.
Crepet è sicuramente una persona colta e preparata. Le sue idee lo precedono quindi si sa già cosa aspettarsi. Ho trovato però il libro molto superficiale, letteralmente. La sensazione è sempre quella che ogni capitolo non si risolva, che andrebbe approfondito. Ma la cosa puntualmente non avviene. Ne risultano una serie di capitoli collegati in modo discutibile che buttano in pasto al lettore un gran numero di banalità, qualche spunto interessante (da approfondire in autonomia) e molti aneddoti più adatti ad un'autobiografia più che a un saggio. Il tema del pensiero poi è trattato spesso in senso lato, spesso messo in secondo piano rispetto a riflessioni sul modo di vivere la vita di genitori e figli odierni. Un tripudio di "si stava meglio quando si stava peggio" che onestamente non consiglierei.
3.5⭐ é un libro che va capito, su cui ci si deve riflettere e sui cui magari ci si deve avere una certa testa e concentrazione. sicuramente ha dei bei passaggi e la morale é più che giusta, ma onestamente me lo aspettavo più impattante. Comunque ne ho colto diversi insegnamenti
Temi e argomentazioni molto interessanti. Mi ha fatto cambiare opinione su alcuni punti di vista. La parte su Oliviero Toscani forse un po' troppo personale e sui giovani tanto pessimismo.
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