*** This is an alternate cover image for ISBN-10: 8831766244 / ISBN-13: 9788831766241
Presente, passato e futuro si sovrappongono di continuo nell’universo ossessivo in cui Tami, la giovane protagonista, proietta le sue allucinazioni. Mentre intorno, nell’imprecisato paese del nord del Giappone in cui la vicenda si svolge, tutto è grigio, freddo e inospitale, il mondo di Tami si colora di sinistri riflessi rossastri, e su questo sfondo essa vive il dramma di uno sdoppiamento di personalità che la travolge fino ad annientarla. Tami è la nemica di se stessa e deve eliminare l’avversaria, quella “secondo lei” che le parla, l’aspetta, si mostra minacciosa. Il tentativo di annientare “l’altra” si risolve però nell’annientamento dell’unica, e vera, se stessa. Attraverso un ritmo incalzante che alterna il monologo interiore, il flusso di coscienza e la narrazione oggettiva, con uno stile terso e avvincente, Fukunaga descrive, in quello che considera il proprio racconto più cupo, i progressivi passaggi da un turbamento che diventa angoscia, da un delirio che si muta in follia, fino alla inevitabile, tragica conclusione. La fine del mondo (1959) è il primo testo di Fukunaga tradotto in Occidente.
Takehiko Fukunaga (福永武彦) (1918–1979) was a novelist and poet. In college he was fond of Mallarmé, Rimbaud, and Lautréamont, and was especially influenced by Baudelaire. With Shin'ichiro Nakamura, Shuichi Kato, and other writers of his generation, he formed a literary coterie called Matinée Poétique. While striving to introduce the latest European literary trends, he wrote experimental novels such as Fudo (Climate) and Meifu (The Nether World). He also wrote detective novels under the pen name Reitaro Kada.
C'è qualcosa di assolutamente attraente in "La fine del mondo" di Fukunaga Takehiko che si esplicita in una capacità invidiabile di raccontare la psiche umana, di descriverne le dinamiche, anche - anzi, soprattutto - quelle patologiche, come quelle che connotano la mente di Tami, protagonista del libro. C'è un tale senso di angoscia, di sospensione, di mancanza e disperazione in questo libro, per nulla ostentate, ma presenti come un fiume carsico, sottilmente penetranti, sensazioni ed emozioni raccontate con assoluta maestria, che senti, percepisci vividamente, compartecipando della sofferenza della protagonista. Sperimenti, così, la "fine del mondo" che Tami sembra percepire e vivere.
«Mi svegliava sempre, e mi costringeva a guardare questa esistenza che per me è un inferno.»
dirà a un certo punto Tami, mi sembra racchiudendo in una frase il fil rouge di tutta la storia.
Come si evince dalla Postfazione, curata da Graziana Canova, «malattia e morte sono infatti i temi più spesso ricorrenti» nella produzione di Fukunaga, aggiungendo più oltre: «Amore, solitudine, morte: ma visti nel "privato" e non nel "pubblico" sono una costante nell'opera di Fukunaga»; "La fine del mondo", l'unica opera pubblicata in una lingua occidentale - perché, come indicato nella Postfazione, «non esistono traduzioni di opere di Fukunaga in altre lingue occidentali» (che scandalo!) -, rappresenta, pare, un compendio della poetica di Fukunaga, il quale la definì, peraltro, come «la più cupa delle [mie] opere»; un testo per nulla facile, trovo, ma che è in grado di tenerti incollato fino alle ultime pagine e che ti costringe a vivere questa "fine del mondo" insieme a Tami, e con lo stesso patimento, sino al momento in cui «[afferra] la maniglia gelida della porta. La [gira] lentamente. [Entra]. Quella cosa è là»...
Alla ricerca della distopia, questa fine del mondo si svolge tutta all'interno di una ragazza da marito che, in luogo di implodere o esplodere, prolifera e si scinde in quella che la psichiatria marchia come schizofrenia. Poteva essere una qualsiasi Bovary (dopo di essa, tutte risultano pallide imitazioni), ma la strada che l'autore sceglie, sulla scorta della ferita profondissima e sotto sale di Hiroshima, risulta a suo modo disperante, nel proporre la stessa scrittura come malattia, razionalizzata dall'angosciato guardare il cielo infernale appena sopra l'attaccatura dei capelli.
Un viaggio interiore all'interno della psiche umana. I personaggi di questo breve romanzo vivono in un mondo che non gli appartiene; come protetti da una campana di vetro non possono percepire i messaggi provenienti dall'esterno ma solo parlare incessantemente con il proprio io. Tutto questo rende impossibile condurre una vita "normale", infatti ogni banale evento viene preso da LEI come un segnale, un sintomo della fine. LEI che, come un' automa, conduce la sua vita convinta di non dover attendere ancora molto prima di poter incontrare il suo destino; quasi passivamente scruta i cambiamenti del suo corpo, non fisici ma caratteriali considerandoli come qualcosa che non le appartiene più, e che per questo sfugge al suo controllo. Il suo unico interesse è notare questi comportamenti strani del corpo, con la mente ancora lucida che li percepisce, ma che non trova più la forza di fermarli. Le sue mani che aprono porte, che prendono oggetti, non le appartengono. Le sue gambe che la portano chissà dove, che le impediscono di rientrare in orario, non sono più le sue. LEI è prigioniera nel suo stesso corpo, una farfalla in attesa d'essere finalmente liberata. Questa tanto attesa libertà potrà giungere solo quando LEI avrà la possibilità di vedere per intero la persona che poco per volta l'ha derubata delle parti del suo corpo. Quando sarà di fronte a quell' estranea potrà finalmente essere libera. Quando potrà guardare se stessa in faccia sarà giunta l'ora della sua libertà. Sarà "La Fine del Mondo". LUI è il nostro unico contatto con LEI, che seppur flebile, ci permette di comprendere il perchè della sua situazione attuale e ci svela l'evolversi degli eventi. LUI, il marito, non fa altro che ripensare al passato, ai fatti, dimostrando solo un minimo sforzo per aiutarla; un superficiale interesse per questa estranea: sua moglie.
“La fine del mondo”, è ambientato in un paesino dalle atmosfere grigie e inospitali. Narra la vicenda di Tami, una giovane che sprofonda progressivamente in un gravissimo sdoppiamento di personalità che arriverà ad annientarla. Nella sua vita, dunque, passato presente e futuro si sovrappongono continuamente. Il marito cerca di comprendere il perché della situazione rivelandoci l’evolversi della situazione vedendo sempre più la moglie come un’estranea. I personaggi vivono in un mondo che non gli appartiene ovattati nei loro eventi senza recepire ciò che succede fuori. Romanzo breve e intenso ma molto malinconico.
breve gioiello di letteratura giapponese "La Fine del mondo" è composto di paragrafi in cui prima Lei, poi Lui e infine Lei e Lui intesi come coppia, raccontano il loro punto di vista Lei è sull'orlo del baratro, scopriamo che vede un'altra sè stessa o parti del suo corpo (e questo è uno dei sintomi della schizofrenia) il rapporto con Lui è filtrato attraverso il senso di soffocamento vissuto da Lei per via della presenza della suocera, la quale a sua volta sostiene di averla vista in giro vestita di poco, in un giorno in cui Lei era rimasta in casa perchè accusava un malore... Lui è un medico, freddo, analitico, ha letto Freud e ci dice senza mezze misure che lei sta per impazzire, Lui cerca le motivazioni di tale problema interpellando il padre di Lei, il quale, però, ci dice subito che "non se la riprenderà" rivelando così il posto che Lei aveva nella casa paterna Infine Lei e l'altra Lei sono nella stessa scena, nello stesso istante e il lettore rimane gelato dall'incontro...