Passato: Ulrich Sanders era un olandese che, grazie alla proficua eredità lasciatagli dallo zio, è riuscito a costruire un impero ancor più redditizio con lo sfruttamento delle miniere di diamanti. Quando decide di ritirarsi in Italia, a seguito di vicende che lo hanno visto coinvolto in alcuni reati, sceglie la via più facile e, dopo aver scelto Giaveno come luogo in cui trascorrere la sua agiata vita, commissiona la costruzione della sua villa…
Presente: il professor Tancredi sta cercando una villa nella cittadina di Giaveno, a pochi passi da Torino, in cui potersi finalmente trasferire. Così, si reca presso l’agenzia immobiliare per poter fare un sopralluogo nel posto trovato da Umberto. Al suo arrivo, Tancredi viene accompagnato dall’agente e dalla sua collega Alice, presso quest’enorme villa fatiscente e in disuso, però, da parecchio tempo. Il punto forte? Un bunker anti atomico fatto costruire dal vecchio proprietario di casa nel seminterrato…
A voi lettori, il gusto di scoprire il nesso fra passato e presente, nonché rendervi spettatori degli eventi narrati fra le pagine di Trappole. Quando ho letto la sinossi, infatti, la mia curiosità è schizzata alle stelle! Devo dire che le mie aspettative sono state rispettate, anche perché oramai per me, Golem Edizioni è sinonimo di garanzia. Andrea Asberto, che leggo per la primissima volta con questo romanzo, ha creato un intreccio davvero accattivante e particolare. La prima parte, o meglio il preludio, mi è piaciuta tantissimo, è realistica, cruda e violenta, con un tema in sottofondo che riguarda la giustizia ben contestualizzato. Difatti, come anticipato poco fa, l’ho apprezzata particolarmente, ha rapito completamente la mia attenzione e ha saputo farmi emozionare. La seconda parte, invece, costituita in prevalenza dagli avvenimenti del presente con la storia del professor Tancredi, invece, mi ha tenuta sulle spine dall’inizio alla fine. Ho trovato qualche ripetizione qui e là, così come qualche elucubrazione ogni tanto che ha rallentato leggermente il ritmo, perlopiù incalzante, della narrazione.
Nonostante ciò, ho davvero apprezzato la storia nata dalla penna di Asberto. Un racconto analitico e profondo, a tratti introspettivo, che mi ha fatto percepire ogni singola sensazione provata da Tancredi e Alice. Come loro, infatti, mi sono davvero sentita in gabbia, senza alcuna via di uscita. Due personaggi totalmente agli antipodi che, per malasorte, si sono ritrovati insieme a condividere un’esperienza claustrofobica e al limite della sopravvivenza. Spesso mi domandavo cosa stesse realmente accadendo e come sarebbe finita questa vicenda. Non mi resta che consigliare la lettura di Trappole ad un pubblico adulto e consapevole, ideale per gli amanti dei thriller e suspense, merita di essere conosciuta. A me non resta che attendere la prossima opera di Andrea Asberto, che seguirò con gran piacere.
Per me sono 4.5 stelle!